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L'ALBERO DI FUOCO - CONCORSO

Re: L'ALBERO DI FUOCO - CONCORSO

I due voti delle ultime ore non hanno cambiato nella sostanza il voto della giuria popolare:

Aloona: 6,5
Prodo: 5,5
Apologeta: 7
Jegriva: 5,5
Adisc: 5
Icedlake: 5
Lamello: 4
kagliostro: 5
Fly: 5,5

Totale votanti: 9
Media della giuria popolare: 5.444

Lucky
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Re: L'ALBERO DI FUOCO - CONCORSO

Voti della giuria:

GIUDIZIO DI BEN KENOBI:
Pura narrazione, e gradevole anche... ma mi aspettavo anche la componente "gioco" in questo librogame. "L'Albero di Fuoco" è un'esperienza di lettura piacevole ma fugace: scritto molto bene, questo racconto è praticamente una fiaba, raccontata dal nonno al nipote, ambientata in un mondo fantastico ed etereo, che interpreta in maniera alquanto originale il tema dell'immagine dell'esplosione che avviene nella città. Quest'ultima, infatti, diventa un albero di fuoco che minaccia di "sbocciare" nel mezzo di una città; al protagonista del racconto, ossia un avo del narratore, il compito di impedire il realizzarsi di tale evento, compiendo un lungo viaggio verso la città. Ritengo centrato l'obiettivo dell'aderenza al tema, in quanto l'esplosione viene introdotta nel prologo e riveste un ruolo centrale nella parte finale del racconto.

Tale viaggio è l'argomento di questo corto, l'unico in concorso credo ad impiegare meno di 40 paragrafi. Non esiste sistema di gioco, né possibilità di morire compiendo delle scelte sbagliate: il lettore/bambino ha solo il compito di influenzare con le sue scelte il racconto dello scrittore/nonno. Non c'è altro: la trovata è minimalista ed elegante, ma decisamente poco appagante per il lettore. In pochi minuti ho effettuato un paio di letture, ed esaminando i paragrafi ho scoperto che non c'era altro che il librogame potesse offrirmi. Non c'è una trama che possa catturare la nostra attenzione, o un'ambientazione particolarmente coinvolgente (troppo astratta per i miei gusti, alcuni tocchi come quello della citazione del "Paese X" non mi sono piaciuti), né la possibilità di influenzare in modo concreto gli eventi. Un'occasione sprecata a mio avviso ! E' un peccato: leggendolo non ho potuto fare a meno di pensare a quanto fosse diametralmente opposto ad alcune opere in concorso... che invece proponevano spunti di dinamiche di gioco davvero molto interessanti ma "rovinati" da una struttura narrativa non all'altezza della situazione.

In conclusione: un librogame è composto sia dalla parte "libro" che da quella "game". Dal momento che la componente "libro", seppur carina, non è talmente eccezionale da bilanciare la totale assenza della componente "game", credo che l'avventura non arrivi alla soglia della sufficienza. Il mio voto è 5,5


VOTO: 5,5


GIUDIZIO DI YANEZ:
decisamente un corto contraddittorio...
il suo punto forte è senza dubbio un comparto narrativo superiore unito ad una scrittura davvero ottima, senza sbavature; sicuramente fino ad ora è il racconto in concorso scritto meglio, mi complimento vivamente con l'autore.

bella anche l'idea della favola che richiama i famosi archetipi di esopo per via degli animali come lezione e crescita interiore, ma proprio a causa della voce narrante che è guidata nelle scelte dalla voce in contrasto del bimbo (che già conosce la storia ed è una voce bimbesca inserita nei bivi di scelta che completano il paragrafo, ottima trovata), la narrazione si fa preponderante, soverchiando la struttura di gioco che infine viene sacrificata ed annullata.

son certo che questa sia stata una scelta precisa dell'autore, nel senso che ha volutamente preparato una storia che ha una fine sola possibile, con le varianti in mezzo che in prossimità del finale, ossia nel paragrafo 2 ci vengono spiegate...è solo che non vi è alcun rimando al 2! è un grave errore di revisione! penso che il su detto passaggio sia allacciato al paragrafo 37;

visivamente è bello e gradevole da leggere, mi ha portato alla mente le iniziazioni sciamaniche del passaggio all'età adulta di alcune popolazioni tribali con il tema del viaggio solitario, peccato solo che sia privo di qualsiasi impostazione strategica e che non illuda mai di essere su un percorso giusto o migliore, le scene corrono via si fluide, ma noi le viviamo da perfetto spettatore...questo rischia quindi di trasmettere un senso di impotenza e noia al lettore.

sono rimasto perplessso sull'utilizzo dell'immagine e spiazzato dal paragrafo 27, ammetto di aver avuto serie difficoltà ad associare l'immagine e l'albero con la storia...confido nella futura spiegazione dell'autore, ammesso che ci sia una spiegazione (o diverse spiegazioni), questo pasticcio ingarbuglia la cosa e non poco;
pesa inoltre sul giudizio l'errore clamoroso del rimando del 37 al 2 che in teoria dovrebbe fare più luce e rendere comprensibile la vicenda, anzi credo vi sia un ulteriore errore nel paragrafo 2 il cui rimando dovrebbe essere il 36, aggravando ancora di più la cosa; la bontà della scrittura non basta a sopperire alla mancanza del comparto ludico totalmente assente, mancanza questa che a causa della linearità della trama ne appiattisce l'impatto, un vero peccato...

dopo l'ottima impressione iniziale avrei sperato di dargli di più:


VOTO: 6


GIUDIZIO DI LUCKY:
Bello, molto bello ma che cav... ecco cosa ho pensato leggendo la prima volta questo racconto.
L' autore ci presenta una variante di come si possa raccontare una fiaba assecondando le fantasie dei bambini/lettori.
La storia ci viene raccontata per bocca di un anziano e saremo noi nei panni di un bimbo a decidere quale percorso far seguire al protagonista per raggiungere il tanto sospirato lieto fine.
Un viaggio mistico nei paesaggi nordamericani e delle tradizioni indiane scritto con un eccellente stile narrativo e con dei paragrafi praticamente sempre ispirati, questo e' il il vero punto forte del racconto, ed a mio parete è l'unico corto che al momento meriterebbe una illustrazione per ogni paragrafo tanto sono ben descritti ed evocativi.

La scelta di non prevedere alcun regolamento per questo corto l'ho trovata sensata e coerente, personalmente non ne ho sentito la mancanza anche rileggendolo più volte.
La longevita' mi ha soddisfatto difatti sono presenti diverse strade per giungere all' unico finale positivo.

Condivido anche la scelta dell'autore nel contesto di racconto-gioco-fiaba di non far morire mai il protagonista in quanto ritengo che il bambino, conoscendo bene la storia, volesse solo risentirla a modo suo, cambiando qualche particolare, qualche vicenda, ma mai stravolgendone il finale.

Va sottolineato come purtroppo sia evidente una carenza di betatest e di rilettura da parte dell'autore vista la presenza di due paragrafi non raggiungibili da alcun rimando, qualche errore di battitura ed uno di probabile coerenza nel paragrafo 2 (se lo si collega al 37 come protrebbe essere corretto fare).

Un discorso a parte va fatto per il paragrafo 27 e l'immagine tema prescelta. A mio parere ll paragrafo si sarebbe potuto tranquillamente omettere legando l'immagine dell'esplosione al paragrafo 34 dove viene gia' descritta in maniera ottimale: "Ed in un battito del cuore l'albero di fuoco sboccio' e crebbe: alto piu'  della piu' alta torre, immensa chioma rossa di fuoco ruggente, tronco sfolgorante come un nuovo sole." cavolo rende veramente l' idea! Tecnicamente parlando il paragrafo comunque, ci puo' anche stare un cambio di campo e di scena per spiegare da un punto di vista esterno e distaccato gli accadimenti di quel giorno, pero' questa scelta di farlo in maniera del tutto anonima (Paese X!) rovina l'atmosfera seriosa creata fino a quel momento. Ad ogni modo solo l'autore potra' svelarci i retroscena di questa decisione.

Il racconto alla fin dei conti rimane un lavoro originale e ben scritto che con qualche attenzione in più sarebbe potuto essere eccellente.


VOTO: 7


Risultato finale: 5.986

Lucky
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Re: L'ALBERO DI FUOCO - CONCORSO

Non raggiunge la sufficienza, anche se Luc l'ha valutato con un buon 7. Il podio rimane invariate, e resat solo un ultimo racconto in concorso...

Prodo
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Re: L'ALBERO DI FUOCO - CONCORSO

Bon, vediamo un po' di spiegare due cosette sul racconto, visto che alcuni aspetti sono stati vilipesi oltre ogni mia aspettativa.

Partiamo dall'illustrazione. Quando mi sono messo seriamente a decidere che cosa scrivere, ho guardato quel disegno e ho notato che è perfettamente statico. C'è quello che sembra un fungo atomico, ma i palazzi all'intorno sono integri; e non so perché, ma questo mi ha subito colpito come un dettaglio assurdo, perché nel momento in cui il fungo si estende a quell'altezza e prende forma, tutto ciò che c'è all'intorno è già stato distrutto o vaporizzato. Perciò mi sono chiesto: come posso giustificare proprio quell'immagine, ossia un'esplosione atomica che però non sta distruggendo ciò che la circonda, come se fosse congelata? E poi non potevo fare a meno di pensare che il fungo sembra più un albero; e allora mi è scoccata la scintilla.

Anche il vituperatissimo paragrafo 27 parte da questa considerazione iniziale: l'immagine dell'esplosione è ritratta da lontano, dunque ho pensato che l'osservatore dovesse essere a una certa distanza, e perciò estraneo all'evento. E allora mi è venuta l'idea di aggiungere un tocco di mistero inserendo il punto di vista di chi ha assistito all'evento, ma non ha capito che cosa sia successo. Per questo, però, dovevo uscire dalla narrazione principale e fornire un'"inquadratura" del tutto diversa.

Il "Paese X"? In quel momento mi sono tornate in mente analoghe soluzioni che devo aver letto, credo, in un fumetto o in un manga, forse di Toriyama: un termine generico, indistinto, buttato lì per indicare che non importa chi sia esattamente, basta che si capisca che è un nemico. Dal momento che il racconto non è incentrato sulla visione di altri personaggi, e che solo quel paragrafo esula dalla storia personale del protagonista, mi pareva, e ancora mi pare, che "Paese X" stia meglio di Brutopia o Culonistan o qualsiasi altro nome preciso. Un nome preciso avrebbe introdotto un'altra storia nella storia, e questo volevo evitarlo.

La cosa che mi ha lasciato stupefatto, è che tutti abbiano pensato, senza il minimo dubbio, ad un link mancante, nonostante i link funzionino tutti correttamente (grazie LGC!) e il racconto abbia pochissimi refusi (tanto che qualcuno ha detto che non ce ne sono affatto). Mi ha sbalordito, perché ero convinto che dei fan di librogame avrebbero fiutato un elemento di gioco, basato sui numeri (!!!), come un gatto fiuta una bistecca. Ero davvero graniticamente certo che una parentesi vuota avrebbe fatto scattare il meccanismo che sempre scatta di fronte a un enigma, e che il collegamento nascosto sarebbe stato prontamente scoperto, con soddisfazione. E invece no: tutti hanno pensato a un errore.
Nessuno ha collegato il fatto che ad un certo punto si possono incontrare 12+12+12 uomini con il paragrafo "nascosto" 36...
Nessuno ha fatto caso che al massimo si possono incontrare due animali, e che il "significato" degli animali viene svelato al paragrafo 2...
Nessuno, infine, ha riflettuto sul fatto che il 37 contiene un presunto link mancante, ma permette comunque di andare al 38, perciò il flusso della narrazione non viene interrotto, e dunque di errore non poteva trattarsi...

Nessuno, insomma, ha capito che quella parentesi vuota è un invito a mettere da sé l'eventuale numero che si può ricavare dal dialogo. Pensare che avevo inserito quel "Forse... o forse no" proprio per accennare al fatto che bisogna effettivamente aver incontrato più di un uomo o di un animale per poter scegliere la prima opzione, e che quindi bisogna aver fatto un po' di attenzione agli eventi.

Posso solo concludere che il racconto vi abbia tanto annoiato, da dissuadervi dallo scoprire tutti i bivi, o da distrarvi dalle considerazioni che mi aspettavo che faceste. Pensavo che la passione per Steve Jackson vi facesse drizzare le antenne ad ogni numero presente nel testo, in cifre o in lettere che fosse, e che una parentesi vuota fosse un irresistibile invito a riempirla con informazioni ricevute da qualche altra parte nel "librogame". Ho fallito clamorosamente! tongue

Per l'impostazione della storia, be': partendo da uno spunto soprannaturale (l'esplosione che non distrugge), mi è venuta quasi automatica l'impostazione onirica e indefinita del tutto. Non ho precisato niente: né luoghi, né popoli, né la durata del viaggio o delle varie tappe. L'idea del nipotino che chiede espressamente come deve continuare il racconto deriva da un'esperienza personale, di quando il nipotino ero io. L'idea che il fungo atomico fosse visibile benché trasportato in un altro mondo la spiego con la grande energia che l'esplosione emana: così come noi vediamo la luce di stelle che in realtà l'hanno emessa ormai da moltissimo tempo, così dell'esplosione rimane per un attimo "stampata" l'immagine nel nostro mondo, sebbene essa si sia consumata altrove.

Qualcuno si è lamentato di presunte incoerenze per l'iniziale scelta delle colline che non esistono. A me sembrava lapalissiano: le colline non ci sono mai state, le montagne invece sono lì da sempre. Quindi le montagne si potevano percorrere, ma le colline no, perché non c'erano e nessuno avrebbe potuto farle spuntare dal nulla in una notte.

Ho voluto esplorare le possibilità offerte da un racconto a bivi, seguendo un'impostazione che mi permettesse di giustificarne le varie alternative: i racconti popolari non vengono mai narrati da tutti allo stesso modo, nemmeno i miti greci hanno un'unica versione "ufficiale". Ecco allora che il bambino può sentirsi raccontare la stessa storia con episodi diversi, magari chiedendo lui stesso di sentire la versione che gli piace di più, anche se forse il narratore intendeva raccontargliene un'altra. Notate anche una cosa: sebbene al bivio del paragrafo 21 si faccia riferimento ad informazioni ricevute in precedenza, in realtà niente impedisce di "barare" e di scegliere un'altra opzione. Chissà, forse il nipotino si è distratto e il nonno non vuole farglielo notare... o magari è il nonno ad essersi distratto e a non ricordare più quello che ha detto poco prima... wink

Personalmente credo che Collector's Item fosse un racconto più interessante e originale dell'Albero di fuoco; se mi fossi votato, mi sarei dato un 7. Certamente non mi aspettavo così tanti voti sotto il 6, un chiaro segno che non sono andato incontro ai gusti del forum e a ciò che generalmente ci si aspetta da un "librogame", al di là della correttezza formale.

EGO
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Re: L'ALBERO DI FUOCO - CONCORSO

Interessante scoprire tutti questi retroscena nel percorso di realizzazione del corto...
Come gia' detto altrove, scoprire che eri l'autore e' stata una sorpresa.

Sul discorso purtroppo "non ha incontrato i gusti del pubblico" come "Collector's Item", bhe... puo' certamente essere.
Va anche messo in conto che quest'anno, giunti al 7 corto, eravamo tutti stanchi, provati e ormai forse privi della capacita' di porci domande che andassero oltre il testo scritto. Quindi vedi come certe sofisticazioni, buone nelle intenzioni, possono poi rivelarsi controproducenti.
Nel mio caso, comunque, ho rinunciato ad esprimere il voto proprio quando ho capito che non era possibile cavarsela con un giudizio semplice e veloce...  sad

mi pareva, e ancora mi pare, che "Paese X" stia meglio di Brutopia o Culonistan o qualsiasi altro nome preciso.

Gia, peccato per quella faccenda del Paese-X che tanto poco ha convinto i lettori.  Ci rimarra' per sempre il dubbio che bastava ambientare il racconto nel paese del Culonistan ...ed era podio sicuro!  smile2

Seven_Legion
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Re: L'ALBERO DI FUOCO - CONCORSO

EGO ha scritto:

La cosa che mi ha lasciato stupefatto, è che tutti abbiano pensato, senza il minimo dubbio, ad un link mancante, nonostante i link funzionino tutti correttamente (grazie LGC!) e il racconto abbia pochissimi refusi (tanto che qualcuno ha detto che non ce ne sono affatto). Mi ha sbalordito, perché ero convinto che dei fan di librogame avrebbero fiutato un elemento di gioco, basato sui numeri (!!!), come un gatto fiuta una bistecca. Ero davvero graniticamente certo che una parentesi vuota avrebbe fatto scattare il meccanismo che sempre scatta di fronte a un enigma, e che il collegamento nascosto sarebbe stato prontamente scoperto, con soddisfazione. E invece no: tutti hanno pensato a un errore.
Nessuno ha collegato il fatto che ad un certo punto si possono incontrare 12+12+12 uomini con il paragrafo "nascosto" 36...
Nessuno ha fatto caso che al massimo si possono incontrare due animali, e che il "significato" degli animali viene svelato al paragrafo 2...
Nessuno, infine, ha riflettuto sul fatto che il 37 contiene un presunto link mancante, ma permette comunque di andare al 38, perciò il flusso della narrazione non viene interrotto, e dunque di errore non poteva trattarsi...

Nessuno, insomma, ha capito che quella parentesi vuota è un invito a mettere da sé l'eventuale numero che si può ricavare dal dialogo. Pensare che avevo inserito quel "Forse... o forse no" proprio per accennare al fatto che bisogna effettivamente aver incontrato più di un uomo o di un animale per poter scegliere la prima opzione, e che quindi bisogna aver fatto un po' di attenzione agli eventi.

Posso solo concludere che il racconto vi abbia tanto annoiato, da dissuadervi dallo scoprire tutti i bivi, o da distrarvi dalle considerazioni che mi aspettavo che faceste. Pensavo che la passione per Steve Jackson vi facesse drizzare le antenne ad ogni numero presente nel testo, in cifre o in lettere che fosse, e che una parentesi vuota fosse un irresistibile invito a riempirla con informazioni ricevute da qualche altra parte nel "librogame". Ho fallito clamorosamente!

tutto ciò mi ha lasciato davvero stupefatto, e mi sono sentito un "allocco" come se uno andasse subito a puntare il dito su un errore dello scrittore perché non si è stati pronti a cogliere "la sfida" dell'autore (e di fatti nel mio ragionamento in merito postato nel giudizio sopra mi sono inventato teorie tutte mie); si, forse hai ragione EGO, è mancato qualcosa che ha spinto a pensare che c'era dell'altro oltre a quello che uno poteva leggere in sequenza oppure serviva una piccola "spinta" (ora non chiedermi come..) per i più distratti in modo che potesse esplodere tutta la completezza della storia.
è stato un peccato perché ritengo che i paragrafi "nascosti" siano quelli che spieghino meglio alcuni aspetti dell'albero di fuoco. quindi il passaggio dal 37 al 38 senza passare per il 2 o il 36 è stato fatto volutamente per lasciare insoddisfatto il lettore e cercare di capire ulteriormente sulla storia tornando indietro e cercare altre soluzioni più soddisfacenti , giusto?

Yanez
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Re: L'ALBERO DI FUOCO - CONCORSO

io avrei voluto sapere del Culonistan..
a parte questo, effettivamente non ho neanche sospettato che ci fosse il trabocchetto totale nel testo e quindi sono contento di questo "secondo livello" di lettura...
lo scrittore è spesso molto più "bravo" del suo lettore medio (o così dovrebbe essere) pertanto ci sarebbe stato bene un mega-indizio stampato a chiare lettere... è anche vero che così la cosa assume un fascino esoterico maggiore!!!
EGO sei troppo avanti, per noi!

"Un velo nero ti impedisce di vedere altro. La tua vita termina qui: nel campo di battaglia, con la mitica Blood Sword tra le mani, felice per la sconfitta dei Veri Maghi." Adriano, Blood Sword PBM
http://www.caponatameccanica.com

Mornon
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Re: L'ALBERO DI FUOCO - CONCORSO

Oddio, ora mi sto chiedendo se la serie di racconti buggati di quetso concorso, non mi abbia portato AUTOMATICAMENTE a propendere per l'errore umano, anziché per l'enigma (come era inteso dall'autore)...

In tal caso (francamente ho pure scritto un commento brevissimo, dato che ero in un periodo un po' pieno), chiedo scusa ad EGO, avrei dovuto essere un giudice più attento.

@jegriva su Twitter!
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Jegriva
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Re: L'ALBERO DI FUOCO - CONCORSO

Yanez ha scritto:

è stato un peccato perché ritengo che i paragrafi "nascosti" siano quelli che spieghino meglio alcuni aspetti dell'albero di fuoco. quindi il passaggio dal 37 al 38 senza passare per il 2 o il 36 è stato fatto volutamente per lasciare insoddisfatto il lettore e cercare di capire ulteriormente sulla storia tornando indietro e cercare altre soluzioni più soddisfacenti , giusto?

Non sono così bravo cool La realtà è questa: resomi conto che avevo in mente di far incontrare al protagonista un buon numero di animali (come spesso accade nelle storie dei pellirosse e altri popoli a contatto con la natura), ho deciso di fare in modo che non potesse incontrarne più di due, per poter inserire questo famigerato "enigma" numerico. Poi ho pensato che sarebbe stato carino fare la stessa cosa con un gruppo di esseri umani. Soltanto alla fine ho deciso che nei paragrafi "nascosti" avrei inserito quello che ho inserito; inizialmente pensavo solo ad un piccolo elemento "game" che arricchisse il racconto, e non avevo ben chiaro che cosa mettere al 2 e al 36. Tant'è vero che, finita la stesura della storia a poche ore dalla scadenza del concorso, non sapevo bene cosa inventarmi, e allora sono andato rapidamente a cercarmi delle informazioni sulla simbologia degli animali, scegliendo le interpretazioni che meglio si adattassero alla storia. La scelta degli animali dunque è avvenuta prima della scelta dei simboli, perciò, inizialmente, non avevo in mente di inserire proprio quegli animali in modo che avessero proprio quel significato: sono state scelte fortunate, specialmente il rospo che mi è venuto proprio d'ispirazione, e invece poi aveva quel significato che si adatta benissimo alla storia. Mi è dispiaciuto di dover lasciare fuori dall'interpretazione alcuni animali, ma la coerenza del racconto imponeva una scelta: se si incontra un certo animale, come il delfino, è impossibile incontrarne altri.

Quindi la mia intenzione era di inserire dei paragrafi "bonus" che si dovessero raggiungere con un piccolo ragionamento "game", e non di lasciare insoddisfatto il lettore. Quei due paragrafi non aggiungono niente di importante alla storia, se non dei piccoli tocchi di colore.

E già che mi ricordo, qualcuno si era chiesto come mai usare 38 paragrafi invece di 40. La risposta è semplice: perché bastavano. Per riempire i due paragrafi mancanti mi sarei dovuto inventare una situazione brevissima e inserirla in un punto dove, probabilmente, non sarebbe stata bene. Ci ho anche provato, ma non mi soddisfava quello che stavo scrivendo. Quindi ho deciso di fare a meno dei due paragrafi restanti.

EGO
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Re: L'ALBERO DI FUOCO - CONCORSO

Considerazioni che mi sorprendono e che, francamente, non avevo colto. Non ci avevo proprio pensato che avessi inserito queste "finezze" nel racconto, e questo mi dispiace anche perché significa che la mia disamina da giudice non è stata approfondita a sufficienza. Eppure ho dedicato attenzione alla lettura del librogame, come ho fatto con tutte le opere in concorso.

Se nessuno ha provato a "risolvere" questi "enigmi", però, è forse anche colpa del modo in cui li hai posti al lettore: semplicemente i lettori non sapevano che ci fossero degli enigmi da risolvere ! E dunque si sono concentrati solo sulla lettura senza pensare ad altro, ingenuamente. Se la cosa fosse stata formulata in maniera diversa sarebbe stata tutta un'altra storia, probabilmente.

Ti rigiro il commento che ho posto nel thread dedicato alla classifica:

BenKenobi ha scritto:

@EGO: uno strano destino mi spinge a dare valutazioni non entusiasmanti per i tuoi lavori, che pure sono ben scritti e ben pensati ! Forse è colpa mia, probabilmente sono un po' ossessionato dalla parte "game" di "librogame" o, se vogliamo metterla in un altro modo, all'aggettivo "interattiva" de "narrativa interattiva". Consolati pensando che il prossimo anno non sarò più parte della giuria !

Cerchi di strappare la mannaia di mano al vecchio pazzo, ma il tuo gesto lo fa infuriare ancora di più: maledice Re Ulnar, i Ramas e i cittadini di Holmgard, accusando tutti di essere agenti dei Signori delle Tenebre. [...]

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