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L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

firebead_elvenhair ha scritto:

Noooo! EGO, ormai mi sono assuefatto ai tuoi dettagliatissimi commenti, con tanto di errata finale, come una vera e propria recensione! Non puoi dire questo! sad

Oddio, mi ha creduto yikes

Scherzavo: l'unico contest in cui non voterò è quello per la serie migliore di librogame.

Ecco dunque il mio commento (non devo sbagliare tasto. Non devo sbagliare tasto!)

 Spoiler Show Spoiler Hide Spoiler
 L'orrenda discesa di Beowulf (da qui solo Beowulf) è un racconto-game sul quale ho poche riserve. La struttura è interessante: la storia è divisa in due parti di lunghezza praticamente uguale, il che ha permesso di svilupparla adeguatamente. L'idea del flash-back giocabile, narrato al passato, forse non è una novità assoluta nel suo genere (qualcosa di simile, anche se non è un flash-back e non riguarda il protagonista, si vede in AD&D 14), ma fa comunque piacere. I bivi sono tutti ben sfruttati: l'unica eccezione mi pare l'uso dell'ascia contro Grendel, visto che riuscire nel lancio non produce nessun effetto positivo. Quello che è curioso è il sistema di gioco: arrivare alla fine è una pura questione di Resistenza. Oltre alle perdite di energia non esiste infatti nessuna impasse e nessun modo di morire, e non prendetelo come un insulto, ma il sistema più vicino a questo che conosco è quello di... Rupert il selvaggio. E c'è anche un pizzico di Realtà Virtuale: in una situazione di pericolo, l'unica penalità che possiamo subire è la perdita di Resistenza, che viene determinata dagli oggetti o dai punteggi che abbiamo. Dunque se possiedi A e B non perdi punti, se hai solo A o solo B ne perdi X, e se non hai niente perdi Y ma puoi comunque proseguire.

Questa impostazione rende il gioco piuttosto facile, e il consistente recupero di Resistenza a metà avventura ancor di più. Non è affatto strano vincere alla prima partita, a prescindere dalle scelte compiute nel determinare i punteggi (sistema che ricorda molto i LG di Farrell e Sutherland): questo vuol dire che il gioco è bilanciato e che non esistono combinazioni di punteggi che impediscono di vincere, ma questa facilità, e la presenza di un unico finale, limitano la curiosità del lettore di scoprire le altre opzioni disponibili. Ed è a questo punto che il sistema di gioco fa il boomerang: se i bivi fossero liberi, alla SLTA, rigiocare sarebbe più semplice e veloce, ma molti bivi sono determinati dai punteggi iniziali, perciò non sono esplorabili a piacimento. Concettualmente poi si può quasi dire che esiste un "true path", visto che in entrambe le sezioni della storia c'è una notevole "scorciatoia" che permette di bypassare vari paragrafi di pericolo (andando dal 26 al 12 e dal 23 al 19). Interessante la triplice scelta nel finale, anche se non offre una vera sfida.

Ho una domanda: in alcuni paragrafi viene detto che per prendere una strada serve avere "X punti o più", mentre in altri servono "X punti". In questo secondo caso bisogna proprio avere quel punteggio esatto? Oppure lo si può avere anche più alto?

Sulla scrittura, a parte gli errori (che stavolta metterò in una finestra spoiler a parte) e il cambio di tempo nell'epilogo, che secondo me stona, non ho rimostranze: forse c'è qualche punto più ampolloso del necessario, ma se si considera il testo come una narrazione alternativa di un racconto epico, non è del tutto inappropriato. Qualche ingenuità e qualche stonatura c'è, sì, ma il racconto ha una notevole coerenza, e sono ammirato da come è stato gestito un racconto altrui dandogli una diversa prospettiva. Questo è però anche il racconto che trovo meno aderente ai temi del concorso: non trovo appigli per definirlo gotico, per quanto nebulosa e stiracchiata sia la definizione del genere. Puoi chiamarlo epico, puoi chiamarlo fantasy, ma gotico?

Comunque mi è piaciuto, su questo non voglio lasciare dubbi. E certe qualità stilistiche, unite al paragrafo nascosto, mi danno molti indizi su chi sia l'autore. Un ultimo appunto: fino all'ultimo ero convinto che questo racconto sarebbe stato una parodia, perché il titolo lo trovo piuttosto esilarante, alla Fantozzi. Occhio a usare gli aggettivi, si rischia di sortire l'effetto contrario! smile
E qui c'è l'elenco di cose che non mi sono piaciute o che vanno corrette:
 Spoiler Show Spoiler Hide Spoiler
 
0: palle, la sorte non esiste ("palle" non l'avrei usato)
   Valli a capire, queste genti
   Se stato accolto con diffidenza

1: la vita è un elenco di ostacoli da superare affrontandola a viso aperto (?)
   quell'istinto primordiale che gli animale hanno

4+27: Probabilmente se fossi davvero addormentato, non ti saresti svegliato.

7: Qualcosa di molto grosso. Anzi, il rumore è più quello di tante piccole creature! (bruttino)
   Nessuno animale ha buone intenzione

8: i colpi li avresti sentiti (credo ci sia un errore di coniugazione)

10: Intanto afferrò la spada di uno dei Danesi morti che lo circondavano e te la rigettò indietro [...] L'ascia roteava orizzontalmente

11: Tranquillo, sarà una morte dolorosa da rapida
    crostone (per caso è costone?)

15: sgusci nelle ferita

16: una tua decisione, e non una frutto

18: ma rifletti hai completamente perso il senso del tempo,

19: vedi dipartire alla tua sinistra un crostone

20: aveva già mandato de cacciatori
    La laguna è infine giunta dinnanzi a te (si muove?)
    Da qui in poi, saranno solo il tuo arbitrio a aiutarti.

21: quindi 3 punti se la tua Sopravvivenza e 2
    Alla fine, giungi alla fine di questa discesa

23: Se in uno stanzotto

26: Rialzandoti, ti rendi conto (tempo presente)

27: Vai al 8.

30: altrimenti vai al 34.

31: La erra dei Geati è disseminato di laghi,
    Ti è capitato di scoprire a volta
    I ladri e i criminali non li usano (e maschile a seguire: parliamo delle grotte, femminili!)
    Pare che l vostro scontro sia parte dell'incedibile
    E tu sei proprio in mezzo al tipo standard di "corrente d'accesso" (???)
    Sei come un tronco che si dipana nella rapide

35: Per lo fatica

37: spezzate immagini (non sempre l'aggettivo prima del nome è elegante)

Epilogo: lo svolgimento di questa, a suo dire, scontro
Voto: 7

EGO
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Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

EGO ha scritto:

Scherzavo:

Wow, meno male! Ho ritovato fiducia nel genere umano!

firebead_elvenhair
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Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

Ho una domanda: in alcuni paragrafi viene detto che per prendere una strada serve avere "X punti o più", mentre in altri servono "X punti". In questo secondo caso bisogna proprio avere quel punteggio esatto? Oppure lo si può avere anche più alto?

Una domanda a chi? Sai bene che non si puo' tirare in causa l'autore e bisogna giocare e valutare il libro con quello che s'e' letto e capito da soli.
Comunque se da una parte c'e' scritto >= e dall'altra c'e' scritto =, io, a questo punto, lo interpreterei alla lettera*. Dopo la votazione l'autore eventualmente ci spieghera' meglio...

*Parere espresso in generale e senza ancora aver letto il racconto in questione.

Seven_Legion
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Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

Seven_Legion ha scritto:

Una domanda a chi? Sai bene che non si puo' tirare in causa l'autore e bisogna giocare e valutare il libro con quello che s'e' letto e capito da soli.

Seven, ma ti ci metti anche tu? mad

La domanda è rivolta a chi vuole discuterla, e ovviamente anche all'autore quando potrà rivelarsi e rispondere. E non è il primo commento in cui faccio domande. Non date tutto questo peso alle mie parole teach

(ah ragazzi, altra domanda: ma perché continuate a chiamare "libri" o "librogame" questi racconti di neanche venti pagine?)

EGO
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Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

EGO ha scritto:

(ah ragazzi, altra domanda: ma perché continuate a chiamare "libri" o "librogame" questi racconti di neanche venti pagine?)

Abitudine.

firebead_elvenhair
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Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

altra domanda: ma perché continuate a chiamare "libri" o "librogame" questi racconti di neanche venti pagine?

l'ho fatto anche io in alcune recensioni "lunghe", perche' ero a corto di sinonimi.
Il fatto che non puoi chiamarli semplicemente "racconti" (avendo i bivi) e non sono neanche propriamente  libri-gioco (per lunghezza).
Allora, quando si vuol essere precisi, non si sa bene come chiamarli ... "raccontogame"?

Seven_Legion
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Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

Seven_Legion ha scritto:

Una domanda a chi? Sai bene che non si puo' tirare in causa l'autore e bisogna giocare e valutare il libro con quello che s'e' letto e capito da soli.
Comunque se da una parte c'e' scritto > = e dall'altra c'e' scritto =, io, a questo punto, lo interpreterei alla lettera*. Dopo la votazione l'autore eventualmente ci spieghera' meglio...

sono di parere assolutamente contrario in più punti se non ricordo male si dice > = e questo è in accordo col sistema di gioco, se ad esempio la somma di sopravvivenza e astuzia è 3 o più troverai l'ingresso della grotta, questo perchè sei appunto astuto e esperto, ora non è che se sei più astuto ed esperto puoi non trovarla, vi pare? tutt'al più la troveresti ancora prima!
reputo per tanto la dicitura = in quel/ei punto/i, non essendoci una sostanziale differenza concettuale da i punti del raccontogame dove è usato > = una semplice svista, non essendoci una sostanziale differenza concettuale da i punti del raccontogame dove è usato > =

ilsaggio79
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Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

non trovo appigli per definirlo gotico

Ma se Beowulf è proprio un "goto"! :-D
Più "gotico" di così, si muore!

Magari qualcuno potrà confermartelo (Yanez?), ma Beowulf è un Geata, che sono proprio i Goti in epoca pre-medievale. Le differenti dizioni derivano dalla forma latina "got-" e quella germanica "geat-".

@jegriva su Twitter!
La Guida alle Fabled Lands in continuo aggiornamento!
Il Cavaliere del Nevada - Demo disponibile!
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Jegriva
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Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

è tirata per i capelli ma i geati erano presumibilmente una tribù dei goti del nord europa e il termine gotico deriva anche dalla cultura nordica o barbarica;
se vogliamo vederlo sotto il punto di vista stretto del termine l'appiglio è valido.

diverso è il discorso per il genere letterario, che ingloba il cosidetto romanzo del terrore o spaventoso e alla fine direi che ci può rientrare pure beowulf, opera che narra di una caccia ma parla anche della paura e del terrore che questi mostri possono suscitare.

per come è scritto questo racconto penso che ci possa stare ma senza esagerare smile2

Ultima modifica di: Yanez
Mag-02-10 10:08:14
Yanez
Chiamami Iena
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Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

speravo che il racconto fosse un gran bel combattimento con il grendel tipo quello che avviene in Lupo Solitario Legendary Fights e invece niente, per il resto il racconto è piacevole ma nulla di più. il mio voto è 6 e 1/2

leccese77
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