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ilsaggio79
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Re:

Premetto che il parere che sto per esprimere è legato a dinamiche di giudizio assolutamente personali che limitano un po' l'apprezzamento che ho per questo racconto.
Stilisticamente infatti il lavoro è davvero buono: ben scritto, con una proprietà narrativa invidiabile, raccontato molto bene, con una struttura pensata con cura e solida.
Tuttavia non riesco a definirlo eccellente, livello qualitativo che potenzialmente può raggiungere per come è pensato e proposto, per la "pesantezza" che ne permea un po' tutti i paragrafi.
E' molto introspettivo, e trasmette l'idea che l'autore abbia passato, o stia passando ora, un momento non felicissimo. Questo distacco da una visione ottimistica del reale, che non è assoluto intendiamoci (non voglio dire che l'autore non abbia un'idea positiva della vita), ma che nei paragrafi si percepisce a più riprese, se da un lato è molto adatto al contesto narrato, come scopriremo quando verremo a capo del mistero che ci riguarda, dall'altro rende molto faticosa una lettura coinvolta e partecipe del racconto, almeno per chi, come me, ha un rapporto con la realtà generalmente tranquillo.
Ad amplificare questa sensazione, che a volte sfocia in punte di noia, contribuiscono anche la complessità dei paragrafi, che sono sovente molto (forse troppo) lunghi e contorti, una leggera pomposità che ogni tanto traspare e la struttura relativa alla risoluzione degli enigmi, che in qualche caso raggiunge punte quasi sadiche di labirinticità, amplificate dal sistema di decodifica degli stessi che aggiunge altri momenti di ragionamento a quelli non proprio leggeri già spesi per sciogliere l'indovinello.
Mi riferisco a un paio di questi in particolare, mentre per gli altri per fortuna le cose sono un po' più semplici. Insomma per concludere il racconto non può non essere apprezzato per come è scritto, presentato e preparato, e va premiata la cura e la verve narrativa che l'autore ha saputo mettere in mostra; personalmente però non posso dimenticare che un librogame, almeno per il sottoscritto, deve essere una lettura che fa, oltre che pensare e interrogare, magari a livello introspettivo (e in questo Alla Luce del Buio riesce splendidamente), anche rilassare e divertire. Leggendolo mi sono stupito, a tratti sono rimasto affascinato da certe descrizioni e certe trovate, ma non ho provato alcun rilassamento, e, mi duole dirlo, poco divertimento.
E' comunque saldamente sopra la sufficienza, ma non mi sento di dargli di più.

Il mio voto pertanto è 6,5.

Prodo
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Re:

L'ho messo su supporto cartaceo stamattina e gli ho dato una prima lettura.
Possibile che abbia trovato un'errore in un indovinello? A chi dovrei segnalarlo in tal caso?

Intendiamoci, potrebbe anche darsi che abbia preso un abbaglio, ma vorrei verificare...  wink

Icedlake
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Re:

Icedlake ha scritto:

L'ho messo su supporto cartaceo stamattina e gli ho dato una prima lettura.
Possibile che abbia trovato un'errore in un indovinello? A chi dovrei segnalarlo in tal caso?

scrivi a lucky (ammesso che riesca a rintracciare l'autore) anche se i racconti sono immodificabili ormai.
se pregiudica grandemente il proseguimento della lettura ci POTREBBE -e sottolineo POTREBBE- essere un'errata qui nel topic ma SOLO se è impossibile andare avanti (non mi sembra comunque questo il caso poiché prodo l'ha terminato) wink

eventuali errori di enigmi o di struttura potrebbero essere a discapito degli autori in sede di votazione, e a consegna fatta si deve fare con quello che si ha. quantomeno questo è il mio pensiero e la linea che adotterò nelle valutazioni.  teach

Yanez
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Re:

Mumble mumble. Allora.
Leggendo il regolamento, così ben articolato e originale, piace subito. Poi giocando ti rendi conto che le regole sono troppo articolate e complesse. Anche perché aumentano ogni volta. Ciò che stupisce è come tutto s'incastri perfettamente. Gli enigmi sono alquanto antipatici (tutti quei calcoli annoiano) e, tra l'altro, facilmente barabili (grazie alla parola di controllo). Sembra che il "tenta la realtà" sia obbligatorio per leggersi tutti quei paragrafi altrimenti irraggiungibili (e sono tanti). La storia è la cosa che più mi perplette. Non ho mai sopportato le storie onirico-deliranti come questa. Se poi ci si mischia malamente della scienza per rendere razionale ciò che si è voluto presentare come surreale è ancora peggio, per i miei gusti. Chi scrive sa scrivere e lo vuol far vedere, purtroppo: la lettura risulta troppo faticosa dagli eccessivi aggettivi. Si scade nel ridondante. Ma non sempre per fortuna, ci sono diversi paragrafi ben scorrevoli. Purtroppo sono quasi tutti quelli irraggiungibili senza un "tenta la realtà". Si cerca di usare una certa simbologia, mi sembra.

 Spoiler Show Spoiler Hide Spoiler
 Ci sono i colori dell'arcobaleno, che sono i colori dei 7 chakra nella tradizione hindu. Certi colori si ripetono (come il rosso, il verde e il blu) e ci sarebbe da chiedere se hanno un collegamento con ciò che si incontra nella stanza. Nelle due rosse ci sono 2 combattimenti (quindi sangue, guerra, 1° chakra che rappresenta l'energia sessuale). Nelle due 2 blu c'è qualcuno che deve cantare (il blu è il chakra della gola, quindi della vibrazione sonora). Il verde: è nella prima stanza e in quella con la donna: il verde è il chakra del cuore (la donna piangente è la nostra amata, suppongo. Si inizia dal verde perché? Perché tutto parte dal cuore e lì ritorna?) Sembra che chi ha scritto queste cose sappia il fatto suo. Ci sarebbe da chiederci se questa simbologia c'è o me la sto inventando. E se c'è, cosa ci vuol dire? Non è chiaro dalla storia. Anzi, sembra buttata quasi lì a caso. Ma forse sono io che non riesco a fare collegamenti. Gli animali potrebbero rappresentare i vari aspetti della nostra psiche. Non sarà un caso che il meccanico sia in una stanza viola: sembra il babbo che ci dà la chiave per uscire. Il viola (violetto) è il colore del 7° chakra, che ci collega con l'Infinito (il Padre). Il bianco, infine, somma di tutti colori, paradossalmente rappresenta la fine, il fallimento, ma se si è incontrato il meccanico diventa la risoluzione di tutto. Interessante la citazione del regalo per la fidanzata: The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, scelto per la copertina: un fascio di luce che attraversa un prisma e si divide nei 7 colori dell'arcobaleno, appunto. Sembra quasi che il cammino per raggiungere la conoscenza di sé passi attraverso questa ricerca interiore spirituale, ma non è affatto chiara (sempre che ci sia).
Per il resto trovo un po' banale la storia del ragazzo sbandatello supersfigato che diventa un uomo di fronte a una missione che sente sua: difendere la sua terra, la sua amata. Non tanto la storia in sé, ma come viene presentata. Certe cose che vorrebbero essere toccanti mi hanno sfiorato appena. Interessante che in questo viaggio delirante dentro noi stessi emergono tutti i traumi vissuti nella nostra vita (che sono un sacco: possibile che questo sia così sfigato? Sarebbe simpatico analizzare il karma di questo personaggio). Oserei aggiungere che nei viaggi interiori non si incontrano solo i traumi, ma anche le cose belle.
In definitiva il mio voto è un 6. Apprezzo la solidità e l'intreccio, ma non gradisco molto lo svolgimento del gioco e la storia.

Il numero di pecorelle scannate dai pastori è di gran lunga superiore al numero di pecorelle mangiate dai lupi. Per cui, se qualcuno si proponesse di essere il vostro pastore per salvarvi dai lupi, pensateci bene

Lamello
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Re:

yikes
Pazzesco. Davvero, tanto di cappello all'autore. non vedo l'ora di complimentarmi di persona. Già mentre leggevo il regolamento pensavo: ecco! Qui per me abbiamo già il vincitore!
Poi leggendo la storia qualche magagna l'ho trovata ma il mio giudizio rimane comunque elevato.
La meccanica che gestisce il vagare tra le stanze interiori del protagonista è eccezionale. Riuscire a incastrare tutto alla perfezione deve essere stato un lavoro pazzesco. Se valutassi solo l'aspetto tecnico di un racconto game questo meriterebbe un 10 pieno, magari anche con lode.
Passando all'aspetto stilistico devo ammettere che l'autore sa scrivere bene ma usa troppi aggettivi, in alcuni casi usa delle parole o dei giri di parole che, secondo me, avrebbe potuto risparmiarsi oppure avrebbe potuto rendere meglio. L'impressione peròè quella di un lavoro in cui la revisione stilistica è stata meno curata di quella delle meccaniche. Comunque il pare è sempre più che sufficiente.
Gli enigmi. Io gli enigmi logico matematici li odio. Soprattutto li odio all'interno di un opera narrativa in cui, come questa, si vuole rendere un atmosfera onirica e surreale. Non posso interrompere la lettura (e quindi il fluire degli eventi) per scervellarmi venti minuti su un undovinello! Questo però è un parere personale. Altri lettori/giocatori potrebbero reputare gli indovinelli un tocco da maesto. Per questo evito di considerare la mera presenza degli enigmi al fine del mio voto.
Per finire rimane da esprimere un parere sulla storia in se, su quanto essa "prende". E qui purtroppo il voto cala di diversi punti. All'inizio l'ambientazione onirica è esaltante. Ma dopo un po' mi sono reso conto di aggirarmi meccanicamente tra le stanze senza sapere chi ero, cosa facevo, perché lo facevo. Mancava uno scopo e mancava un senso per tutto quello che facevo o vivevo. Infatti, arrivato ad un finale negativo non ho avuto il benché minimo desiderio di ricominciare da capo per visitare anche quello positivo.

Il mio voto finale reta comunque un 7,75 (cioè un 8- ; se questo tipo di voto non andasse bene allora arrotondo a 7 e 1/2)

gpet74
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Re:

Icedlake ha scritto:

Possibile che abbia trovato un'errore in un indovinello? A chi dovrei segnalarlo in tal caso?

Che dirti? Io li ho risolti tutti (perdendoci tanto tempo) e non mi pare ci siano errori. A un certo punto ero convinto di averne trovato uno, ma poi mi sono accorto che dipendeva da una vocale errata che avevo considerato declinando la risposta al femminile invece che al maschile. Potrebbe essere questo il tuo caso Ice? O magari l'errore c'è e io ho superato casualmente l'indovinello incriminato?

C'è invece un altro errore ma non riguarda l'indovinello e non inficia la possibilità di completare il racconto, lo segnalo qui sotto:

 Spoiler Show Spoiler Hide Spoiler
  A un certo punto ci è consentito giocare alla roulette puntando su un numero, che è possibile scegliere tra un range di cifre proposte dal testo. Tra queste c'è anche il 38, ma, come chi frequenta i casinò sa, la roulette ha solo 36 numeri più lo 0.
Per Gpet:

Nei concorsi passati abbiamo sempre considerato validi solo voti e mezzi voti, quindi, per coerenza, direi che il tuo voto vada considerato come un 7,5.

Prodo
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Re:

Prodo ha scritto:

Icedlake ha scritto:

Possibile che abbia trovato un'errore in un indovinello? A chi dovrei segnalarlo in tal caso?

Potrebbe essere questo il tuo caso Ice? O magari l'errore c'è e io ho superato casualmente l'indovinello incriminato?

No, non è quello...comunque mando un PM sia a te che a Lucky, e nel caso avessi preso un granchio posterò qui le mie scuse all'autore  wink

Icedlake
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Re:

Appena ho cominciato a leggere il lavoro in questione ho subito apprezzato l'ottima idea del regolamento, che è molto intrigante, soprattutto per il Tenta la Realtà, che porta a risultati molto interessanti, tanto che io stesso sto lavorando da un paio di mesi ad un romanzo strutturato in racconti autoconclusivi con un filo che li accomuna. Entusiasmato dal vedere che un'altra persona ha avuto la mia stessa idea (mia... insomma, mi sono ispirato a Julio Cortazar, a dirla tutta!) mi sono fiondato a leggere il testo quasi con lo spirito di una pacifica sfida fra amici. Immediatamente mi sono accorto che il tono narrativo, oltre che molto ben scritto, è molto maturo e decisamente onirico, altro tratto che amo moltissimo, non solo in letteratura. Noto peraltro che i vari paragrafi sono abbastanza slegati tra di loro, quasi davvero come racconti a sè stanti, purtroppo però il rimando ai paragrafi e, di conseguenza, il filo narrativo spezzato in più parti, provoca spiacevoli interruzioni quando si tenta la realtà. Mi sono ritrovato infatti, ad esempio, ad aver sconfitto una tigre (o peggio ancora di "scontentare" un giovane cantante) con la spiacevole sensazione di non poter contestualizzare nulla, sensazione che neanche pensandola come un incipit in medias res mi sono riuscito a togliere, mancando ogni volta qualche elemento fondamentale alla narrazione, presente in qualche altro paragrafo. Immagino dunque anche la frustrazione dell'autore nel ritrovarsi a descrivere situazioni così complesse in così poco spazio, costringendosi ad usare poche pennellate per dipingere di qualcosa che necessita gioco forza di ampio respiro (e ne so qualcosa, perché io stesso avevo cominciato a scrivere il mio romanzo per partecipare a questo concorso, poi ho lasciato perdere e mi sono svincolato da tutto, finendo per trovare la giusta calibratura). Di conseguenza ho abbandonato quasi del tutto il tentare la realtà e mi sono concentrato sul percorso indicato. Più che le immagini evocate, mi hanno colpito i concetti espressi, sempre attinenti a un qualcosa di più grande che man mano si va formando all'interno della mia mente. Anche qui purtroppo però mi viene a mancare quel qualcosa dovuto al fatto che mi sembra di seguire un percorso disunito, dove non so cosa sto facendo paragrafo dopo paragrafo, cercando di indagare sul perché di tutto questo viaggio, ritrovandomi però a perdere interesse per la ricerca. Ripeto, se ogni paragrafo avesse avuto valore in se stesso, senza doversi collegare ad altro per completarsi, forse sarebbe stato più entusiasmante cercare di scoprire cosa si cela dietro questo buio, risolvendo il puzzle. E veniamo quindi agli enigmi (cosa che da sempre adoro e se sono facili non mi diverto). Molto bello l'enigma degli animali, dove necessita un certo tipo di cultura (che non avevo, purtroppo!); facile ma simpatico l'enigma del ragno; truffaldino quello del professore ma purtroppo già lo conoscevo, quindi non vale; evocativo quello del colore della luce (il migliore a livello soprattutto di significato, secondo me). Ok, lo ammetto... a quello degli animali ho barato! Con la parola di controllo è molto facile barare in effetti, ma con il tipo di struttura del racconto era inevitabile, quindi chissenefrega, va bene così! L'idea di utilizzare il bianco, il nero e l'arcobaleno è stata una piacevolissima sorpresa (nonostante l'ignoranza del personaggio che non conosce The dark side of the moon, eheh) e mi sembra anche di aver letto in qualche post precedente che è tutto collegato ai chakra!
Non ho parlato solo di una cosa: la storia!
Alla fine di tutto la storia mi è piaciuta, a partire dall'idea del viaggio nella mente di questa persona, solo che fino alla fine non mi ha preso a causa della eccessiva frammentarietà. Alla seconda lettura completa (quindi sapendo il perché di più o meno tutto quanto) la storia ha continuato a non prendermi, pur riuscendo con più facilità a ricollegare certi fatti. Quando leggo qualcosa di onirico non sono uno di quelli che ha necessità di una spiegazione (anche se indago sempre), ma mi piace godere anche semplicemente della pura sensazione data dal sogno. Non a caso amo un certo David Lynch e, in particolare, Inland Empire (o INLAND EMPIRE, come dovrebbe essere scritto). Facendo un parallelismo: IE l'ho visto la prima volta e non ci ho capito quasi nulla, ma sono rimasto molto coinvolto dalla forza delle singole scene, riuscendo a cogliere solo un debole filo attraverso il tutto. Poi alla seconda visione ho cominciato a fare dei collegamenti, infine alla terza avevo piuttosto chiaro il quadro generale. Alla quarta visione (ogni visione è stata fatta dopo mesi, eh, mica di fila!) tutto mi è stato chiaro e sono riuscito ad apprezzare anche l'aspetto "storia", oltre all'aspetto "delirio". In questo racconto quella che mi è mancata è stata la scintilla vitale del sogno ma chissà, magari rileggendolo fra qualche mese succederà qualcos'altro!
IN SOLDONI:
L'aspetto tecnico-strutturale, pur con l'idea di fondo eccellente, non mi ha convinto per via della mancata presenza di un corpo narrativo solido nelle sue parti. 6
L'aspetto stilistico è davvero ottimo, i miei complimenti sia per le idee che per la scrittura, nonostante lo spazio ristretto che ha limitato certi contenuti. 8,5
L'aspetto puzzle è carino, anche se forse (pur essendo io un amante folle degli enigmi) a volte, ma non sempre, sembra essere messo là per il gusto di mettercelo. 7
La giocabilità, apparentemente ottima, si rivela a volte fallace per lo stesso motivo di cui sopra, ovvero la mancata solidità di certi paragrafi presi a sé. 6
La storia è intrigante di per sé, ma non risulta avvincente per la continua sensazione di non sapere dove sbattere la testa e soprattutto perché. 6,5
Lo rileggerò? Sicuramente sì! Nonostante i difetti è un bel tentativo di togliersi di dosso certi meccanismi, senza contare l'aspetto letterario sulla consapevolezza della crescita, senza perdere il gusto dell'essere bambini, cosa che, per me, vale moltissimo, mettendo in luce un aspetto secondo me fondamentale della nostra esistenza (o, perlomeno, della mia in particolare, ma estenderei al generale, se mi permettete!). Ho trovato in questo molta affinità con il mio essere, per cui sono stato davvero felice di averlo potuto leggere!
Prima di dare il voto voglio azzardare un'ipotesi... scommetto che l'autore è un/a musicista, oltre che appassionato/a di scienze, o perlomeno conosce/ama piuttosto bene quel mondo, mi sbaglio? smile
Voto finale: 7,5 e fiero di gareggiare al tuo fianco!

Adisc
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Re:

L'eventale errore da me citato si è rivelato una bufala come sospettato.
Si tratta di una mia imprecisa interpretazione delle regole.

Comunque, come detto in precedenza, mi scuso con l'autore che, non sapendo chi sia, quantomeno non mi può citare per diffamazione  smile

In serata aggiungerò anche il mio voto.

Icedlake
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Re:

sono d'accordo al 100% con l'opinione di prodo il mio voto è 6,5

leccese77
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Re:

Sono rimasto letteralmente estasiato dallo stile di scrittura. Molto più che maturo, coinvolgente all'inverosimile, tanto che ho provato delle emozioni leggendolo attentamente. Il luogo ideale dove consumare questo breve LG sarebbe sicuramente una stanza buia con la sola illuminazione di un abat-jour.
Stupendo il girovagare senza meta tra personaggi assurdi che confondono le idee, portando il lettore nel reale stato mentale del protagonista stesso. Mi sentirei di definirlo come un Alice nel Paese delle Meraviglie versione dark. A tratti inquietante.
Ottima anche la trovata del "tentare la realtà", che viene chiarita definitivamente nel finale.
Un'altro tocco di classe è apportato dalla presenza di oggetti che riportano violentemente al mondo reale, come la scritta Coca-Cola e l'album dei Pink Floyd.
Per quanto riguarda gli enigmi (cosa che ho sempre apprezzato nei LG) trovo che presi singolarmente siano apprezzabili, ma temo che esulino dall'atmosfera psicotica della storia.
Il regolamento: non posso che complimentarmi con l'autore per la complessità della struttura, è stato sicuramente un gran lavoro. Purtroppo però questa complessità porta il lettore a dover tenere d'occhio troppe sfaccettature che rendono il percorso impegnativo oltre il dovuto, appesantendo il tutto.
La trama risulta un pò scarna.
Premio al miglior personaggio: il cieco semi-analfabeta del paragrafo 3 smile
Nel complesso, considerando i pro ed i contro sinora elencati, mi sento di far pendere la bilancia verso il positivo.

Voto finale: 7

Icedlake
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Re:

Per la miseria, arrivo adesso e trovo già tutti questi voti per un racconto di 19 pagine... Ma riuscite a valutare una storia così in fretta? Oltretutto con disamine precise e lunghe, a parte il buon leccese che ha un po' giocato al risparmio! smile2
Adesso me lo stamperò perché è davvero TROPPO lungo per giocarlo a video (ma stare in 10 pagine non si può?wink), poi, come farò con i prossimi, lo leggerò, lascerò riposare per un paio di giorni e lo riprenderò in mano prima di votarlo. Non vorrei essere costretto a ripensarci quando è troppo tardi.

Mumble mumble, mi sovviene or ora: si può cambiare un voto già assegnato (chiaramente entro la fine della settimana di votazione)?

Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate.

I miei racconti

Apologeta
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Re:

Apologeta ha scritto:

Mumble mumble, mi sovviene or ora: si può cambiare un voto già assegnato (chiaramente entro la fine della settimana di votazione)?

in linea con l'anno scorso rispondo: certo che si smile

Yanez
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Re:

Non ho partecipato alla stesura del nuovo regolamento quest'anno (peraltro è abbastanza simile a quello vecchio), ma anche in questo caso per coerenza con l'anno scorso il voto dovrebbe poter essere cambiato. Ovviamente il cambiamento dovrebbe essere razionale: cose tipo gli ho dato 7, poi decido per il 7,5. Evitiamo cose tipo gli ho dato 10, poi a 10 minuti dalla fine del periodo di votazione lo cambio in 1: sarebbe un cambiamento non accettabile e completamente incoerente.

Prodo
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Re:

potevo essere più prolisso ma vi posso giurare che prodo ha espresso (con un linguaggio sicuramente migliore del mio) esattamente quello che pensavo sulla storia.

leccese77
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Re:

Prodo ha scritto:

Evitiamo cose tipo gli ho dato 10, poi a 10 minuti dalla fine del periodo di votazione lo cambio in 1: sarebbe un cambiamento non accettabile e completamente incoerente.

Eh, beh, ci mancherebbe! smile2

Io parlavo di mezzo voto, al massimo uno: vorrei cercare di darmi una regola per votare, perché proprio non mi va di fare in seguito ragionamenti del tipo "questo è meglio dell'altro, allora mi tocca dargli un voto in più" o cose simili... Sto studiando una griglia personalizzata, anche se so che sono tutte fisime: siamo una giuria popolare, che cavolo! smile

Per inciso, ho già visto che la mia previsione sull'immagine era sbagliata: niente figuro incappucciato.

Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate.

I miei racconti

Apologeta
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Re:

Comunque, non come regola ma come mio consiglio personale, vi inviterei, qualora decideste di modificare il voto dopo qualche giorno, a rimanere sempre nel range del mezzo punto e non di più smile.

Prodo
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Re:

mancano due giorni prima di tirare le somme - e le medie - per questo racconto, sotto con le votazioni ragazzi!  cool

Yanez
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Re:

dando uno sguardo ai vostri commenti ho notato che nessuno o quasi ha parlato dell'attinenza dell'immagine allegata al racconto. smile

Yanez
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Re:

In effetti è passata un po' in sordina. Vedremo che peso avrà nei prossimi giudizi; è un esperimento regolamentare di quest'anno, ma se non dovesse avere peso o passare troppo sotto silenzio bisognerà pensare se mantenerlo o meno nelle prossime edizioni...

Prodo
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Re:

Yanez ha scritto:

dando uno sguardo ai vostri commenti ho notato che nessuno o quasi ha parlato dell'attinenza dell'immagine allegata al racconto.

Forse perché è ovvia... mad L'esplosione raccontata al 4 è legata alla guerra in corso nel "mondo reale" del protagonista e (soprattutto) è quella che fa partire tutta la storia! smile

Così come mi stupivo per la velocità con cui erano arrivati i primi voti, ora mi stupisco per questo silenzio... Lettori spaventati dall'idea di dover commentare oltre a esprimere un giudizio numerico? Utenti affranti dal doversi sorbire 19 pagine? Oppure, colpiti dalla mia eloquenza, tutti hanno copiato la mia volontà di pensarci su? lol

Ok, vado a commentare con la massima libertà... Premetto che sono abbastanza caustico nei giudizi, ma (ahimé) son fatto così, quindi portate pazienza e non offendetevi. Questo disclaimer vale ovviamente anche per tutti gli altri racconti futuri che andrò a valutare

 Spoiler Show Spoiler Hide Spoiler
 
La lettura di questo corto mi ha suscitato sensazioni contrastanti, ho trovato una difficoltà estrema a valutarlo: mi sono quindi inventato una griglia per dare un po' di uniformità con i miei voti futuri.
Opinione generale: un'idea potenzialmente eccellente con alcune grosse pecche. Tanta roba, tante idee compresse a fatica (e talvolta, spiace dirlo, male) nei 40 paragrafi. L'idea di puntare su un impatto emotivo particolare, se fosse stata realizzata meglio, sarebbe sicuramente stata qualcosa di innovativo e mi avrebbe portato ad alzare il voto. Ma vado nel dettaglio.

AMBIENTAZIONE: per me è il punto forte: il vissuto che si traspone nella "lotta" pre-morte, i 7 colori dell'arcobaleno, il binomio animale/essere umano nella stanza del colore corrispondente... la storia del protagonista si ritrova nello scambio realtà/mondo onirico con precisione maniacale. Questa Italia (forse) del futuro è abbastanza triste, ma i comportamenti dei vari personaggi sono coerenti con questa sottile disperazione. Voto 8,5
GIOCABILITA' & LONGEVITA': non ci sono punteggi casuali iniziali tipo Abilità e Resistenza, nessuna possibilità di differenziare una partita dall'altra "a monte". Ci sono solo due modi per entrare nel secondo anello e uno unico per trovare la soluzione... Diciamo che il tenta la realtà può giustificare partite successive, sempre che non riusciamo a far fuori Il Tigre: poter scegliere il risultato del lancio del dado non ha prezzo, per tutto il resto c'è mastercard! smile Giocandolo, io ci ho lasciato le penne due volte prima di arrivare al 40. Comunque secondo me due-tre partite/letture si fanno volentieri, poi basta. Voto 6
ORIGINALITA': il regolamento ricalca cose già note: risolvi l'enigma da Dimensione Avventura, tenta la realtà da Alla Corte di Re Artù, i paragrafi cancellati mi pare ci siano anche in Progetto Mortale (vado a memoria, non ho ricontrollato), ma gli elementi sono assemblati con buona coerenza. Mi piace moltissimo l'integrazione regolamento/storia. La meccanica di gioco non si distacca dai cliché dei librogame classici (enigmi tipo DA, combattimenti Golden Dragon-style). La trama è discreta anche se non così innovativa. A mio parere, è più bello il paragrafo in cui si perde (il 3) rispetto a quello vittorioso (il 40): non mi era mai capitato. Voto 7
STILE: pesante e incostante. Si poteva fare di meglio: solo a tratti la storia scorre bene, alcuni paragrafi sono molto lunghi e non certo appassionanti... si è messa dentro troppa roba per un corto da 40 paragrafi. Ci sono nascoste un sacco di citazioni musicali (ho riconosciuto i Pink Floyd, gli Animals, direi Jeff Buckley), il che avvalora l'ipotesi di Adisc sul totoautori, però secondo me ogni citazione è segno di debolezza... si va a rubare le idee altrui. Per un racconto che punta molto sulla scrittura, vista la lunghezza, si doveva mantenere un livello più alto. Anche le emozioni che si sono volute comunicare sono frenate da periodi spesso troppo contorti. Sufficienza grazie ad alcune chicche davvero gustose: il vassoio della Coca-Cola, "la gente bevono poi succede i guai", il libro di storia col disclaimer... Voto 6

Media 27,5/4=6,88.
Considerando che, rileggendolo a distanza di un paio di giorni, penso di aver capito qualcosa in più delle idee di fondo dell'autore e l'ho un po' rivalutato, concludo che...
Il mio voto è 7.

Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate.

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Apologeta
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Re:

Apologeta ha scritto:

Così come mi stupivo per la velocità con cui erano arrivati i primi voti, ora mi stupisco per questo silenzio... Lettori spaventati dall'idea di dover commentare oltre a esprimere un giudizio numerico? Utenti affranti dal doversi sorbire 19 pagine?

credo che qualche autore abbia optato per il no comment a differenza dell'anno scorso...

Yanez
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Re:

eh, mi sa di si...

"Un velo nero ti impedisce di vedere altro. La tua vita termina qui: nel campo di battaglia, con la mitica Blood Sword tra le mani, felice per la sconfitta dei Veri Maghi." Adriano, Blood Sword PBM
http://www.caponatameccanica.com

Mornon
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Re:

Ok, arriva il ritardatario!

La prima cosa che mi colpisce è che lo stile del testo nele descrizioni è estremamante al mio... non mi sorprenderebbe che magari qualche attento lettore abbia supposto che l'ignoto scrittore sia il sottoscritto (chiariamolo: io non ho scritto nulla per questo concorso). Ha qualche problema di ritmo (interrompe spesso i dialoghi a metà frase per inserire delle interiezioni abbastanza inutili), ma nel compenso è una buona scrittura, che sa dove vuole dirigersi. Anche se spesso (e non è poco) non capisco QUALE personaggio stia parlando, dato che non esistono nomi.

Cominciamo a giocare: il prologo è abbastanza confuso, ma è evidentemente la sua intenzione. Tuttavia così poca esposizione fatica acoinvolgere, non è ben chiaro in quale personaggio il lettore si debba identificare (la ragazza?), e incontrimao "Noi stessi", presentati però in terza persona.

UN paio di stanze e arrivo al primo enigma: quello del ragno e dell'ottagono. Comincio a disegnare, ma a disegno concluso non provo nemmeno a contare le intersezioni... non sono così masochista.

Non ho provato a disegnare una mappa... ma presumo che sia possibile che le varia porte geometriche possano formare un ambiente con continuità logica...

L'idea del sogno è, di base, ECCEZIONALE... tuttavia sono un po' deluso che perlopiù sia stata sfruttata solo a livello di animali-che-parlano e stanze colorate. Andiamo, abbiamo letteralmente qualsiasi cosa a disposizione èper creare qualunque ambiente e farla franca! Gli animali-che-parlano è come limitare l'inferno di Dante a fuoco e fiamme! è uno spreco!

Interessante il modo con cui riconosciamo di aver risposto giusto agli enigmi... possibile che in trent'anni non ci fosse mai arrivato nessuno?
D'altra parte, io ODIO quando devo mettermi a contare le lettere... ho sempre odiato questo sistema, è lungo, è macchinoso, spezza il ritmo, e NESSUNO ha mai voluto mettersi a contare le lettere come un ragioniere, quando vuole vivere un'avventura fantastica.

Il grosso problema è che le nostre scelte, non hanno una vera logica. Quando dobbiamo scegliere che porta attraversare, o se seguire le istruzioni dell'animale.che-parla, non possiamo fare a meno di operare una scelta totalmente basata sul caso. Non esistono indizi in-game (se non astruse frasi filosofiche che paiono uscire da un brutto numero di Dylan Dog), e non esiste neppure una logica terrena a cui aggrapparsi. Questo è il maggior difetto del racconto, che viene fregato proprio dall'oniricità di cui si fregia. Non la sfrutta per offrirci paesaggi fantastici o mozzafiato, non ci offre nessuna visionarietà, ma invece riesce benissimo a toglierci qualunque strumento di discernimento con il quale possiamo vincere l'avventura. Senza la minima esposizione, non c'è pensiero. Potremmo tralasciare tutte le descrizioni e giocare semplicemente cancellando i paragrafi e scegliendo i link, e poco si perderebbe.

Parliamo di storia: confesso, non ci ho capito una mazza fino al finale. Intendo, il 40 e ciò che segue. Che penso sia esattamente quello che voleva l'autore, quindi bene.
Tuttavia, il paragrafo 3 è davvero scritto male. Non ho capito, l'inserviente dell'ospedale è cieco?? Non vorrei dover citare gli nservienti ciechi della scuola di Faro D'Argento, perché abbiamo un altro elemento di una famigerata cerchia di personaggi-ciechi-rovina-racconti:)
La metafora del quaderno è abbastanza banalotta, non l'ho proprio apprezzata. Così come il finale, che si dilunga troppo pur dicendo pochino... si poteva puntare più sull'effetto umano, e invece si dà uno spiegone di cui, sinceramente, me ne frega davvero poco.
In sintesi una storia con troppo poco cuore, (per assurdo, dato che parliamo di vicende che URLANO "cuore"). Anzi, diciamolo: leggere il 4 è davvero una grossa delusione! Tutta l'oniricità e poi ci si sbatte in faccia una storia di pessima fantapolitica con uno spiegone di cui avrei fatto tranquillamente anche a meno.

Voto: 6.5
Ideazione a tratti geniale (idea del sogno, il regolamento tutto), ma storia fredda, spersonale, asettica e abbastanza mal raccontata (autore più interessato a raccontare a se stesso che non a noi poveri lettori, evidentemente), sogni piuttosto sprecati, e l'odiosissimo sistema di risoluzione degli enigmi.

@jegriva su Twitter!
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Jegriva
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Re:

Apologeta, complimenti per la tua disamina, non tanto per il dettaglio (anche quella degli altri votanti è molto dettagliata ed esaustiva), quanto per il taglio e la struttura che gli hai dato, che è quella tipica di una buona recensione. Dovresti aiutarci a completare l'archivio recensioni di LGL! smile

Prodo
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Re:

Jegriva ha scritto:

Non vorrei dover citare gli nservienti ciechi della scuola di Faro D'Argento, perché abbiamo un altro elemento di una famigerata cerchia di personaggi-ciechi-rovina-racconti:)

Beh, sono contento che il mio corto sia talmente memorabile da fungere ancora oggi come termine di paragone!  mad

firebead_elvenhair
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Re:

Ahahahah! Povero Fire! :***
Scusate l'assenza, ragazzi, lo spettacolo da preparare e altre cose personali mi tengono occupata... anche se, non so perchè, non credo che qui nessuno pianga di non vedermi scrivere tongue
A frappé il mio resoconto completo, ma nel frattempo mi riservo la prima osservazione estemporanea: cos'è che non fanno le donne???
Si vede, o autore, che non sei mai uscito con una donna in orario cui stanno per chiudere i negozi. Fortunato.

A head full of dreams

Aloona
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Re:

Scusate l'OT... che spettacolo stai preparando Aloona?

Adisc
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Re:

firebead_elvenhair ha scritto:

Jegriva ha scritto:

Non vorrei dover citare gli nservienti ciechi della scuola di Faro D'Argento, perché abbiamo un altro elemento di una famigerata cerchia di personaggi-ciechi-rovina-racconti:)

Beh, sono contento che il mio corto sia talmente memorabile da fungere ancora oggi come termine di paragone!  mad

In verità gli inservienti ciechi non c'erano nel tuo racconto, erano una mia invenzione per spiegare alcune incongruenze del testo wink
Cmq ancora oggi ogni tanto lo rileggo con piacere. Il tuo racconto è per me "brutto ma divertente", che non è poco!

Spiace molto per l'assenza di commenti di alcuni utenti storici come EGO e Seven_Legion...

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Jegriva
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Re:

Jegriva ha scritto:

Spiace molto per l'assenza di commenti di alcuni utenti storici come EGO e Seven_Legion

Vero, spiace anche a me, ma non disperiamo potrebbero sempre riuscire a votare entro stasera!

Lucky
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Re:

Aloona ha scritto:

Ahahahah! Povero Fire! :*** 

Grazie Aloona...

Jegriva ha scritto:

Cmq ancora oggi ogni tanto lo rileggo con piacere. Il tuo racconto è per me "brutto ma divertente", che non è poco!

Be dai, allora mi consolo!
Colgo l'occasione per dire che quest'anno mi asterrò dal votare i corti; temo che non avrei tempo materiale per giuocarli e votarli tutti, e dato che uno dei miei motti è "Tutti o nessuno", passo.

firebead_elvenhair
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Re:

Aloona, sulle donne che non corrono l'introduzione dice qualcosa come "a meno che non sia veramente importante". Probabilmente gli acquisti in orario di chiusura rientrano in questo campo! smile2

Jeg, mi piace la tua recensione, però non ho capito perché parli della

storia di pessima fantapolitica

solo a proposito del 4... In realtà riguarda tutto il racconto, è la "storia futura" che sta alla base dell'intero Corto. Si svela solo a brandelli e solo tentando la realtà, d'accordo, però senza bomba Raffaele continuava a vivere come prima! Che poi lo spiegone sia lungo e pesante, l'abbiamo praticamente detto tutti.

Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate.

I miei racconti

Apologeta
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Re:

Eccomi qui. Non ci crederete mai, ma quando mi applico... l'ho giocato 5 volte, penso che basti. E credo che, incredibile a dirsi, continuerò a rigiocarmelo anche dopo il concorso. Non sono d'accordo con alcune critiche lette in precedenza, prima di tutto si capisce benissimo con chi identificarsi ed anzi: l'introduzione in terza persona con la ragazza è un piacevolissimo diversivo originale. Per me.
L'unico difetto che riscontro è, sì, un po' la macchinosità degli enigmi letterali, ma capitano talmente di rado che non è qualcosa di determinante. E poi ci si abitua facilmente ai conteggi, dopo un'iniziale perplessità.
Sono d'accordo che il finale sia troppo sbrigativo, forse, anche d'accordo che sia "ingenuo"... troppo facile il discorso e anche un po' retorico. Almeno quello "giusto", perchè gli alternativi non sono male.
Per il resto, però: stile di scrittura che ho amato molto, idea di fondo assolutamente ben resa, che mi ha ricordato una via di mezzo tra Hack Sign, 1984 e Silent Hill (se vogliamo prendere il tutto come una sorta di "espiazione") e, cosa che non capita sempre, mi ha molto commossa. Alcuni paragrafi, come quello dell'astronauta e la tigre mi hanno fatto venire le lacrime agli occhi e i brividi alle braccia.
La chicca è decisamente il "tentare la realtà", ottimo espediente numerico di trattare i paragrafi e decisamente un'idea di impatto toccante ed anche, a suo modo, inquietante nei contenuti.
Ho davvero sentito da un lato amarezza e malinconia, dall'altro ansia ed angoscia, perfettamente riuscito in questo.
Spero non siano stati maltrattati animali nel corso della scrittura.

Per me merita, con un pizzico di incoraggiamento e sorvolando un poco sul dettaglio finale, è 8. So che molti mi contesteranno, darei 8- ma non esiste; però non scendo a 7,5 per una ragione personale di gusto stilistico: do MOLTA importanza alla conduzione della storia, all'atmosfera e al modo in cui il libro o l'LG mi lascia addosso sensazioni una volta giocato/letto. Direi che in questo pochi LG del concorso finora mi hanno fatto questo effetto. Lo trovo inoltre tecnicamente ben fatto. Complimenti all'autore.

A head full of dreams

Aloona
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Re:

Scusate, si può fissare i topic dei racconti da votare?

A head full of dreams

Aloona
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Re:

Dal prossimo possiamo farlo, per questo ormai il tempo è praticamente scaduto, sarebbe inutile farlo, visto che domani dovrebbe essere rilasciato quello successivo...

Prodo
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Re:

Eccomi qua!  smile
In realta' ultimamente sono stato preso da vicissitudini ben poco allegre che mi hanno costretto a sparire dal forum, tuttavia si vede che qualcuno m'ha evocato e mi son fischiate le orecchie visto che proprio stamane ho riacceso il PC e per caso son venuto a fare un giretto in questi paraggi.

Seven_Legion
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Re:

Allora VOTA! tongue

A head full of dreams

Aloona
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Re:

Il racconto l'ho provato, mi son stampato i fogli e all'inizio devo dire che mi ha davvero appassionato, a partire da ambientazione e regolamento accattivante.
La premessa e' quella classica del "non sai chi sei/cosa devi fare", tuttavia funziona bene e riesce a comunicare l'ansia e l'incombenza di un pericoloso mistero, come certamente si prefiggeva l'autore.
Ho anche apprezzato il taglio narrativo moderno, che si rivolge ad un pubblico adulto, superando la solita impostazione alla "Librogame per ragazzi" che finora spesso si  riscontra nei racconti. Vedremo se anche i successivi concorrenti confermeranno questa evoluzione nel modo di impostare i lavori.

A questo punto pero' sono incappato negli enigmi... non che abbia nulla in contrario contro gli indovinelli in generale.
Pero' in questo tipo di storia mi sembra che spezzino il ritmo di gioco e finiscano per sminuire anche l'atmosfera.
Insomma, c'e' niente di meno che "la tenebra" che incombe e ci mettiamo a contare vertici di figure geometriche? ...uhm!

Avrei quasi preferito una storia a bivi discorsiva, al limite "alla SLTA", seppure col rovescio di una difficolta' bassa, pur di salvare l'accativante ritmo iniziale. Invece, procedendo, ho avuto la sensazione che pure la storia (che pregustavo gia' come il piatto forte vista l'ottima partenza) si frammentasse in situazioni slegate, poco motivabili con le scelte del giocatore.

Saro' onesto: non ho testato questo racconto fino a fondo come avrebbe meritato. In questi giorni sono stanco e in crisi. Per questo motivo ( e tenendo conto che ci sono molti aspetti certamente positivi nel racconto ) propenderei per un 6,5 ma preferisco dare un punto in piu' rimanendo col dubbio di non aver potuto apprezzare e godere de "luce del buio" per limiti miei piu' che altro...

Il voto quindi e': 7,5

Seven_Legion
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Re:

Riporto il topic in alto, onde ricordare che le votazioni sono ancora in corso, seppur per poco !

Cerchi di strappare la mannaia di mano al vecchio pazzo, ma il tuo gesto lo fa infuriare ancora di più: maledice Re Ulnar, i Ramas e i cittadini di Holmgard, accusando tutti di essere agenti dei Signori delle Tenebre. [...]

Vecchio Pazzo: Combattività 11 Resistenza 10

BenKenobi
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Re:

Dopo averlo letto per due volte ecco il mio giudizio.
Il regolamento mi è piaciuto,ho apprezzato che non ci siano i soliti punteggi iniziali da calcolare per dare forma al tuo personaggio, forse in un librogame più lungo ciò avrebbe pesato ma in un libro di una quarantina di paragrafi sono cose non necessariamente utili e non avrebbe forse molto senso "perdere" del gran tempo per fare ciò.
Confesso che la storia nella prima lettura mi era piaciuta poco,non riuscivo a trovarci un senso,una logica,poi arrivati al finale capisci grazie alla seconda rilettura che sono tutti vaneggiamenti di un persona si può dire in coma e allora tutto è diventato più definito e chiaro. Ciò che ho apprezzato di più è la volontà di volersi distaccare dai canoni soliti dei librogame che siamo abituati a leggere, chi è pronto a giurare che un librogame come questo non lo potrebbe leggere anche una persona di 50 anni e passa? Ciò che non mi è piaciuto troppo è stata la sensazione iniziale di completo smarrimento, senza un filo logico non capivo davvero cosa dovevo fare e perchè lo stavo facendo, diciamo che una maggiore linearità mi avrebbe reso la lettura più godibile.
Riguardo al divertimento..be devo ammettere che ne ho trovato poco. Ciò è inevitabilmente legato alle vicende raccontate nella storia, non si può pensare di farsi grasse risate quando si raccontano eventi come questi però devo ammettere che se il libro fosse stato lungo 300 paragrafi o giù di lì sarebbe stato almeno personalmente difficile da leggere; poi è chiaro che dipende tutto da ciò che si cerca in un libro, in questo caso se uno cercava divertimento non era proprio il caso,se uno cerca punti di riflessione qui trova pane per i suoi denti.
La scrittura è ottima,è chiaro che si tratta di qualcuno abile nel farlo,niente da dire al riguardo. Riguardo agli indovinelli li ho trovati forse un pò troppo difficilotti e curiosamente quello degli animali l'ho risolto correttamente ma pensando al gatto come animale domestico mentre gli altri proprio non lo sono... tongue
Una curiosità è la citazione sui Litfiba, la riporto perchè mi sembra che nessuno l'abbia citata...

Voto finale:7

Fly
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Re:

chiunque sia l'autore di questo corto ha tutta la mia più sincera ammirazione per il diabolico sistema di codici che ha messo in piedi.

vi confesso una cosa: è un sistema che per certi aspetti somiglia a quello che guidava il mio racconto, che purtroppo potrò postare solo fuori concorso, il che mi fa un po' mangiare le mani...

premetto che non sono arrivato alla fine, ad un certo punto mi sono trovato ad un bivio che mi mandava a due paragrafi cancellati, ma volevo assolutamente dare la mia valutazione, quindi rileggerò il racconto in seguito.

come dicevo, lode e gloria al sistema di gioco, semplice ma in grado di gestire una grande complessità, sarebbe da massimo dei voti.
bene anche lo stile e la trama, perlomeno per quello che ho letto, e l'atmosfera da alice nel paese delle meraviglie è resa perfettamente.
di errori di ortografia/grammatica ne ho trovato solo uno (sfogliando, visto che non sono passato dal paragrafo "incriminato"), a parte gli strafalcioni voluti. ecco, questi ultimi sono una parte che mi ha lasciato perplesso: va bene, si può rappresentare la parlata "ignorante" da renzo tramaglino, ma per mio gusto personale mi è sembrato che si sia calcata troppo la mano. nella realtà non si trovano quasi mai persone che in discorsi così brevi condensano un tale campionario di errori linguistici!

quindi, amici, annuncio solennemente che "alla luce del buio" riceve da parte mia un bel 9!

mi trovate anche su http://temalibero.forumfree.it/
le foto dei miei doppioni su flickr

SkarnTasKai
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Re:

Dal regolamento, Alla luce del buio sembra una genialata, cercando di imitare sistemi di gioco complessi, tra cui quello delle preveggenze di Grecia Antica. E subito colpisce lo stile di scrittura: sebbene soffra, fin dall'introduzione, di ridondanze ed ingenuità che si possono eliminare solo con tanto esercizio e tante letture, non è banale e riesce a dar vita ad un prologo accattivante, che invita alla lettura.

L'idea del Tenta la Realtà non è affatto male, ma soffre di un grosso problema: occupa troppi paragrafi di un racconto che non ne può offrire molti. Già leggendo la regola è subito facile capire quanti sono i paragrafi in questione, e una volta che si è provato e verificato in cosa consistono quei paragrafi, la soluzione del gioco diventa - o per lo meno, rischia molto di diventare - una mera questione di calcolo. Dispiace, perché quei paragrafi li ho trovati il nucleo della narrazione, e molti di essi sono profondi, toccanti, scritti molto bene e chiaramente sentiti dall'autore.

Lo stesso non posso dire del tempo presente della narrazione: d'accordo, è un sogno, è astratto e può succedere di tutto, ma appare posticcio, a compartimenti stagni, il che nella maggior parte dei casi è l'opposto di quanto accade nei sogni. Non sto comunque a cavillare su questo, ma sull'esecuzione: i paragrafi "di gioco" sono quasi tutti troppo asciutti, troppo staccati l'uno dall'altro, e finiscono per straniare invece che coinvolgere. E questa loro natura contribuisce ulteriormente a mettere a nudo lo scheletro ludico del racconto, che non è molto soddisfacente.

Alla fine, infatti, per raggiungere il finale si deve praticamente seguire un true path, molto stretto (troppi pochi paragrafi) e calcolato al millimetro. Nel gioco non resta molto spazio per il caso (i paragrafi che rimandano a random ad altri vanno evitati), e sebbene questo non sia un male, non mi piace che il resto del percorso sia così rigido.

Gli enigmi sono un po' fastidiosi, perché ostici; in un racconto così breve, il fluire ininterrotto della storia è importante, e rimanere bloccati di fronte ad enigmi del genere mi innervosisce. Inoltre, anche qui, il sistema avrebbe reso meglio se gli enigmi fossero stati immersi in un numero di paragrafi molto maggiore; con così poche sezioni, e dovendo tra l'altro tenere conto di tutte quelle lette, accade che trovare la soluzione a un enigma sia più questione di controllare i paragrafi già letti, che non di risolvere l'indovinello come vorrebbe l'autore. Oltretutto, conoscendo il funzionamento dei paragrafi di Tenta la Realtà, è facile capire che la soluzione a un enigma non può essere un numero multiplo di 3, e si va per esclusione.

Nel complesso, comunque, Alla luce del buio è una buona idea ben eseguita. Purtroppo, come si vede, il risultato finale non è la somma esatta delle parti, ma vale qualcosa in meno. Non mi ha entusiasmato, anzi mi ha dato un po' di mal di capo, ma non posso negare lo sforzo che c'è dietro e la brillantezza di molte idee.

Alla luce (ha, ha! smile ) di tutto questo, il mio voto è 6,5.

EGO
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Re:

E con il voto di EGO sul filo di lana si conlude la votazione della giuria popolare.

Ecco dunque i risultati definitivi per questo primo racconto:

Prodo: 6,5
Lamello: 6
gpet74: 7,5
Adisc: 7,5
leccese77: 6,5
Icedlake: 7
Apologeta: 7
Jegriva: 6,5
Aloona: 8
Seven_Legion: 7,5
Fly: 7
SkarnTasKai: 9
EGO: 6,5
Totale votanti: 13

Media della giuria popolare: 7.115

Lucky
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Re:

Ed ecco i voti della giuria:

GIUDIZIO DI BEN KENOBI:

VOTO: 8

Bello e impossibile. "Alla luce del buio" è un librogame che coniuga un eccellente lato narrativo ad una struttura di gioco sofisticata e particolarmente avvincente. Non è la prima volta che leggo un librogame ambientato in un sogno/ricordo/viaggio mentale: si tratta di un ottimo stratagemma per giustificare una struttura a mappa dalle regole apparentemente bizzarre ma che trovano perfettamente giustificazione all'interno della premessa narrativa.

La prima lettura lascia perplessi: non si capisce cosa c'entri il prologo con il resto del libro, ed il gironzolare di paragrafo in paragrafo sembra non avere scopo. Ma già dalla seconda partita, la strategia diventa chiara: l'esplorazione in sé è poco fruttuosa, anzi dannosa in molti casi; occorre invece incontrare gli enigmi-chiave nel giusto ordine e risolverli per progredire. Fondamentale anche Tentare la Realtà, sia per godersi gli ottimi flashback che forniscono una trama e una spiegazione a tutte le scene che vediamo nelle varie "stanze" (una delle cose migliori del libro: non è una dimensione onirica senza significato, ma tutto fa riferimento ad un episodio della vita del protagonista) e soprattutto per conoscere un dettaglio indispensabile per la vittoria finale. Il punto "aderenza all'immagine" è pienamente rispettato perché è stata sviluppata una storia approfondita e perfettamente coerente dietro l'esplosione della bomba, che è un punto dal passaggio obbligato.

La meccanica di gioco funziona a dovere, e sentirsi inseguiti dal buio che risucchia tutto trasmette davvero una sensazione di urgenza e di angoscia. Ci sono però delle pecche: gli enigmi-chiave sono davvero difficili ed anche risolvendoli correttamente occorre seguire un "true path" molto stretto o avere fortuna nei paragrafi in cui si può "saltare" casualmente ad un altro paragrafo per completare il librogame onestamente... cosa di cui non sono stato capace ! Per passare dalla prima alla seconda area del "labirinto" occorre essere ferrati in matematica o astronomia (non tutti i lettori potrebbero esserlo), ed una volta giunti qui occorre obbligatoriamente fare i due incontri-chiave nei paragrafi 28 ed 11 nell'ordine giusto e risolvere due enigmi niente affatto semplici (e pensare che il nome in questione era proprio... il MIO !!!) per poi "saltare" al paragrafo finale e gustarsi un ottimo epilogo.

Il mio voto è 8. Il lato narrativo e la meccanica di gioco sono straordinari e meriterebbero di più, ma ho la netta impressione che la difficoltà sia eccessiva e che giocando onestamente il librogame sia quasi impossibile da completare, sia per gli enigmi-chiave sia per il true path che può essere scoperto solo "mappando" il libro a furia di tentativi, visto che il percorso si snoda attraverso una lunga sequenza di "bivi equivalenti" (in realtà sono una lunghissima serie di "vai a destra o vai a sinistra ?" ripetuti).






GIUDIZIO DI YANEZ

indubbiamente quello che colpisce a prima vista di alla luce del buio è l’ottima scrittura: matura, fluida,  elaborata quanto basta con una buona verve narrativa, eccedendo solo ogni tanto in pomposità. oserei dire anche di livello più che professionale, complimenti all’autore.
il punto di forza del racconto è la struttura pensata per svolgerlo: abbiamo un meccanismo perfettamente oliato ed originale, dove ai paragrafi “normali” si aggiungono i paragrafi raggiungibili con i lanci di dado; il tenta la realtà  sarà infatti il veicolo che ci proietterà nei ricordi del protagonista,  passaggio obbligatorio per arrivare al finale buono della storia; ci sono i sottrai e gli aggiungi, i codici, gli enigmi, le parole occultate nel testo nello stile di mason e jackson , insomma c’è stato un lavoro certosino e paziente nell’incastrare tutti gli elementi del puzzle, cosa degna di nota.
la storia in se per se è onirica e labirintica, ben presto mi son reso conto di trovarmi dentro la mente del protagonista che cercava una via di uscita; il tutto è risultato a volte claustrofobico, penso intenzionalmente voluto dallo scrittore.
andando avanti ci si rende conto che si gira in tondo senza poter tornare indietro verso i paragrafi cancellati pena la fine prematura, e che bivi veri  e propri non ce ne sono, escludendo i salti occasionali dei tenta la realtà quando ci si rende conto che sono indispensabili  per ottenere il finale migliore; il temuto 3 (nel quale viene incastrata a dovere l’immagine tema del racconto, a mio avviso ben sfruttata)  assume allora la valenza del 14 delle avventure di PIP e ci costringerà ad andare avanti, a controllare continuamente la tabella d’avventura e controllare che i paragrafi tra cui scegliere non siano cancellati.
non mi dilungherò su discorsi filosofici sui colori, o sulle forme e gli animali, del come riuscire ad infilare un piolo tondo in un buco quadrato e via dicendo, mi limiterò solo a  dire che ho avuto l’impressione che vi siano diverse citazioni più o meno volute come la bomba VOLENT (il cuore di volent di cuore di ghiaccio); il salto da una realtà ad un'altra come in matrix; un astronauta tirato giù dalla scena finale di  2001 odissea nello spazio; il famigerato sergente di ferro hartman di full metal jacket; la struttura del palazzo come the cube;  l’album the dark side of the moon con lo spettro scomposto nei colori delle stanze, il lato oscuro della luna, il buio, che avanza…che può essere paragonato all’orrore di cui narra il colonnelo kurtz in apocalypse now. Insomma tutto questo per dire che la lettura del racconto mi ha lasciato in ogni caso delle sensazioni e dei ricordi oltre che delle riflessioni, a volte parecchio impegnative.
e forse proprio qui arriva l’unico punto negativo : la storia è troppo impegnativa per un racconto gioco, talmente impegnativa che il lettore medio tenderà ad annoiarsi perché non ci viene dato uno scopo all’inizio se non quello di una fuga senza spiegazione costringendolo o a leggerlo fino alla fine per vedere se uno scopo c’è, o ad abbandonarlo.
carina la ricerca del  il titolo con un ossimoro.
segnalo un piccolo errore per una futura revisione al paragrafo 29: “Una grande tavola lignea occupa il centro della stanza, attorniata da sette sedie, e cattura subito la tua attenzione per lo splendore degli intarsi di mogano.”  forse è meglio  scrivere  “degli intarsi nel mogano” oppure  “splendore degli intarsi” e basta.
in conclusione: ben scritto, struttura e regolamento eccellente, due finali,  immagine ben inserita, pecca solo sulla mancanza di scopo, del perché e del per come…

VOTO: 8




GIUDIZIO DI LUCKY

Già dalle prime righe l'autore ci avvisa di come forse sarà necessario leggere il racconto più volte per venirne a capo ed apprezzarlo e difatti così sarà.
Un primo esempio è il regolamento che risulta complesso nel suo insieme ad una prima rapida lettura ma poi giocando tutto fila liscio. Interessante ed originale è la possibilità di Tentare la Realtà anche se abusarne troppo porta inesorabilmente a finire prematuramente l'avventura.
La scelta della soluzione lettero-numerica degli indovinelli con tanto di parola di check unito alla discreta difficoltà degli enigmi risulta un giusto compromesso di giocabilità, per questo difficilmente gli enigmi non si riusciranno a risolvere (chi ha detto che si puo' barare?  tongue  )
Mi ha fatto un po' storcere il naso la frase nel regolamento che giustifica l'utilizzo del Tentare la Realtà: "Ma la descrizione è proprio noiosa, e poche righe dopo decidi di Tentare la Realtà ancora una volta", suona quasi come tirarsi la zappa sui piedi, da evitare insomma definirsi noiosi.

A mio avviso il racconto appare fin dal primo paragrafo ottimamente scritto, spiazzante ma coinvolgente, una fuga senza motivo da un nemico invisibile attraverso un viaggio introspettivo confuso ma razionale al tempo stesso. Avrei preferito una maggiore sensazione di angoscia durante la fuga dal buio purtroppo però questa sensazione termina dopo un paio di paragrafi lasciando spazio ad una inaspettata consapevolezza del protagonista proiettato in un mondo irreale.

La fuga avviene attraverso una matrice a due livelli di stanze dove le stanze di ogni livello sono collegate in circolo tra di loro da una porta mentre il passaggio da un livello all'altro è possibile grazie ad una simpatica la soluzione che sfrutta un meccanismo alla "Premonizione" di Grecia Antica. Ogni stanza può essere visitata una sola volta costringendoci giustamente a non voltarci mai indietro ma allo stesso tempo purtroppo a seguire un truepath ben preciso per uscirne vincitori, vittoria che sarà malauguratamente determinata dal lancio dei dadi difatti sarà obbligatorio tentare la realtà fino a quando non verremo a conoscenza del nostro nome necessario per sbloccare il finale positivo. Questa eccessiva aleatorità unita alla regole ferree del non ripetere lo stesso risultato con il lancio dei dadi penalizza molto a mio parere la difficoltà del racconto.

L'immagine tema è stata utilizzata in modo sufficiente sfruttando l'ambientazione metropolitana-bellica che fa da sfondo al racconto.

Insomma tutto è stato curato nei minimi dettagli persino il sapiente uso di un ossimero nel titolo gioca a favore dell'autore e del suo racconto tanto che ad ogni rilettura si scovano delle sfumature nuove che prima erano sfuggite aumentando la longevità di un racconto che ricordo è solo di 40 paragrafi. 

Aggiungo una piccola nota strettamente personale in quanto terminando la lettura del racconto mi sono venuti in mente due riferimenti cinematografici: il film "The Cube" per la complessità della struttura della mente umana mentre "La storia infinita" per la fuga dal nulla o dal buio se preferite.


"Alla luce del buio" si è rivelato un racconto molto interessante e piacevole a più riletture, un po' prolisso e idealizzante in certe sue parti ma alla fin dei conti estramamente curato e innovativo.


VOTO: 7,5



Risultato finale: 7.653

Lucky
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Re:

Lucky ha scritto:

Risultato finale: 7.653

E' già praticamente sul podio, complimenti! applauso

EGO
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Re:

EGO ha scritto:

Lucky ha scritto:

Risultato finale: 7.653

E' già praticamente sul podio, complimenti! applauso

E in più è anche il primo racconto esaminato. Non so come andrà quest'anno ma nelle scorse edizioni ho notato che il primo racconto esaminato soffriva di un leggero svantaggio: non  avendo come metro di paragone altri racconti e non sapendo cosa aspettarsi dal futuro i votanti tendevano a stare bassi.

Anche per questo un risultato di 7.6 mi sembra davvero eccellente.

gpet74
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Re:

Scusate, ma solo per me la complessità di indovinelli e storia sono un "pregio"? Chiamatemi maniaca del videogame, ma se c'è una cosa che mi fa amare Silent Hill più che altri titoli è PROPRIO l'interruzione della linearità narrativa che danno i puzzles. Qui però si viaggia sul filo del gusto personale, perchè ad esempio io adoro soffermarmi a risolvere enigmi e non trovo che sia inadatto ad un corto. Anzi, mi da la sensazione che pur in pochi paragrafi vi sia qualcosa da fare di serio e non che vengano liquidati di corsa. Il fatto che si resti "stretti" col resto, beh ma... ragazzi, chi ha detto che sia un male? E' un libro difficile e capirai! Uscire da un coma è facile? Ecco, semmai, perchè una conclusione così "semplice" me lo guasta un po'.
I conteggi non sono una cosa da mettersi a fare quando si è in coma? E perchè? invece, dato che si parla di prodotti della psiche, perchè la psiche non dovrebbe "registrare" gli intoppi come numeri e indovinelli, specie se nella vita coscente (non lo sappiamo) il personaggio è un appassionato di enigmistica magari.
Le stanze che sono poco sconclusionate...beh insomma, non è detto neanche questo, vi sono dei sogni dove alcuni ambienti sono registrati dalla nostra mente come familiari e hanno connotati ben precisi, ma altri elementi "sballano", come persone ed eventi.

Qual'è la citazione dai Litfiba? Mi fa venire in mente che ho dimenticato di giustificare almeno un mezzo punto con la citazione da Gaetano. Grande, soprattutto per dove e come è piazzata! bigsmile

A head full of dreams

Aloona
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Re:

7,6 E' un buon risultato, non credo da vittoria finale, ma molto probabilmente da podio. A meno che, e un po' me lo auguro per la gioa di noi lettori, il livello dei racconti si sia alzato quest'anno smile. Per curiosità, quanti sono i racconti in concorso?

Prodo
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Re:

Aloona ha scritto:

Scusate, ma solo per me la complessità di indovinelli e storia sono un "pregio"? Chiamatemi maniaca del videogame, ma se c'è una cosa che mi fa amare Silent Hill più che altri titoli è PROPRIO l'interruzione della linearità narrativa che danno i puzzles.

Non è la stessa cosa. In Silent Hill, innanzitutto, puoi avere in ballo anche più enigmi contemporaneamente, e soprattutto, mentre attendi il lampo di genio che ti fa arrivare alla soluzione, puoi continuare ad andartene in giro, cercare altri indizi, fare altre cose. In un librogame come questo, invece, resti fermo sul paragrafo, visto che qui non puoi nemmeno rivisitare le altre stanze, come invece faresti in Alla corte di Re Artù.

EGO
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Re:

Io concordo con Aloona: viva gli enigmi! Poi se mi spezzano la lettura per un paio di giorni mi piacciono anche di più e mi fanno apprezzare maggiormente l'opera. Il problema degli enigmi di questo racconto è che alcuni di loro spezzano la lettura senza arrivare ad essere realmente una sfida mentale, quindi in effetti si perde un po' di magia senza avere a volte la soddisfazione di avercela fatta dopo ore di sinapsi esplose. Mi ricordo che qualche mese fa mi piantai su un'enigma di Guerrieri della Strada: una serie numerica da risolvere, forse neanche particolarmente difficile, ma sicuramente bastardella. Stetti un paio di giorni senza andare avanti, imparando addirittura a memoria i numeri, poi, finalmente, ebbi l'illuminazione sotto la doccia! Ce l'avevo fatta! Ragazzi, sono soddisfazioni!
Viva gli enigmi difficili!!!!!!

Adisc
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Re:

Ben 13 votanti e tutti con dettagliate critiche di commento!  teach
Il concorso e' vivo, viva il concorso!  applauso

Questo autore, devo dire, non ho la minima idea di chi possa essere perche' non sembra corrispondere allo stile di alcuno di quanti conosca o abbia fatto il betatest in passato.
Pensavo quindi a qualcuno delle nuove leve ma allora non si spiegherebbe la mano cosi' apparentemente sicura nell'imbastire il regolamento... insomma e' un po' un mistero!

Seven_Legion
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Re:

Aloona ha scritto:

Chiamatemi maniaca del videogame, ma se c'è una cosa che mi fa amare Silent Hill più che altri titoli è PROPRIO l'interruzione della linearità narrativa che danno i puzzles.

sì, ma in Silent Hill non spegni la console e tiri fuori la calcolatrice per risolvere gli enigmi... continui a GIOCARE...

è un altro medium, non ha alcun senso paragonare le due cose. Gli enigmi degli LG dovrebbe essere visuali o testuali, non aritmetici.

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Jegriva
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Re:

EGO ha scritto:

Dal regolamento, Alla luce del buio sembra una genialata, cercando di imitare sistemi di gioco complessi, tra cui quello delle preveggenze di Grecia Antica. E subito colpisce lo stile di scrittura: sebbene soffra, fin dall'introduzione, di ridondanze ed ingenuità che si possono eliminare solo con tanto esercizio e tante letture, non è banale e riesce a dar vita ad un prologo accattivante, che invita alla lettura.

L'idea del Tenta la Realtà non è affatto male, ma soffre di un grosso problema: occupa troppi paragrafi di un racconto che non ne può offrire molti. Già leggendo la regola è subito facile capire quanti sono i paragrafi in questione, e una volta che si è provato e verificato in cosa consistono quei paragrafi, la soluzione del gioco diventa - o per lo meno, rischia molto di diventare - una mera questione di calcolo. Dispiace, perché quei paragrafi li ho trovati il nucleo della narrazione, e molti di essi sono profondi, toccanti, scritti molto bene e chiaramente sentiti dall'autore.

Lo stesso non posso dire del tempo presente della narrazione: d'accordo, è un sogno, è astratto e può succedere di tutto, ma appare posticcio, a compartimenti stagni, il che nella maggior parte dei casi è l'opposto di quanto accade nei sogni. Non sto comunque a cavillare su questo, ma sull'esecuzione: i paragrafi "di gioco" sono quasi tutti troppo asciutti, troppo staccati l'uno dall'altro, e finiscono per straniare invece che coinvolgere. E questa loro natura contribuisce ulteriormente a mettere a nudo lo scheletro ludico del racconto, che non è molto soddisfacente.

Alla fine, infatti, per raggiungere il finale si deve praticamente seguire un true path, molto stretto (troppi pochi paragrafi) e calcolato al millimetro. Nel gioco non resta molto spazio per il caso (i paragrafi che rimandano a random ad altri vanno evitati), e sebbene questo non sia un male, non mi piace che il resto del percorso sia così rigido.

Gli enigmi sono un po' fastidiosi, perché ostici; in un racconto così breve, il fluire ininterrotto della storia è importante, e rimanere bloccati di fronte ad enigmi del genere mi innervosisce. Inoltre, anche qui, il sistema avrebbe reso meglio se gli enigmi fossero stati immersi in un numero di paragrafi molto maggiore; con così poche sezioni, e dovendo tra l'altro tenere conto di tutte quelle lette, accade che trovare la soluzione a un enigma sia più questione di controllare i paragrafi già letti, che non di risolvere l'indovinello come vorrebbe l'autore. Oltretutto, conoscendo il funzionamento dei paragrafi di Tenta la Realtà, è facile capire che la soluzione a un enigma non può essere un numero multiplo di 3, e si va per esclusione.

Nel complesso, comunque, Alla luce del buio è una buona idea ben eseguita. Purtroppo, come si vede, il risultato finale non è la somma esatta delle parti, ma vale qualcosa in meno. Non mi ha entusiasmato, anzi mi ha dato un po' di mal di capo, ma non posso negare lo sforzo che c'è dietro e la brillantezza di molte idee.

Alla luce (ha, ha! smile ) di tutto questo, il mio voto è 6,5.

Chiamatemi lecchino, ma per me i commenti di EGO sono metà del bello di questi concorsi bigsmile

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Jegriva
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Re:

Aloona ha scritto:


Qual'è la citazione dai Litfiba? Mi fa venire in mente che ho dimenticato di giustificare almeno un mezzo punto con la citazione da Gaetano. Grande, soprattutto per dove e come è piazzata! bigsmile

Ad un certo punto del racconto si incontra un ragazzo con la chitarra che canta "Sogna fratello..." però riascoltandola i Litfiba cantano "Suona fratello" quindi mi scuso per l'errore...
Comunque fa piacere vedere che i voti della giuria siano molto simili a quelli della giuria popolare...

Fly
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Re:

@Aloona, dov'è citato Rino Gaetano?

@Fly: secondo me "sogna fratello", con la descrizione che ne fa l'autore, si riferisce a Jeff Buckley (l'avevo accennato nel mio commento).

ENJOY!

Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate.

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Apologeta
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Re:

Jegriva ha scritto:


Chiamatemi lecchino, ma per me i commenti di EGO sono metà del bello di questi concorsi bigsmile

Straquoto!

Il numero di pecorelle scannate dai pastori è di gran lunga superiore al numero di pecorelle mangiate dai lupi. Per cui, se qualcuno si proponesse di essere il vostro pastore per salvarvi dai lupi, pensateci bene

Lamello
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Re:

Apologeta ha scritto:



@Fly: secondo me "sogna fratello", con la descrizione che ne fa l'autore, si riferisce a Jeff Buckley (l'avevo accennato nel mio commento).

ENJOY!

Mitico, Jeff è uno dei miei preferiti ed in effetti in questa canzone il testo dice "Dream brother
with..." ma direi che a questo punto potrà essere solo l'autore a fine concorso a farci chiarezza..

Fly
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Re:

Ecco, vi pregherei di non fare una cosa che si faceva l'anno scorso: NON CHIUDETE IL TOPIC.

Lasciate almeno il tempo all'autore, una volta finito il concorso, di poter rispondere, commentare, controbattere o ringraziare gli umili lettori e i luminosi giudici wink

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Jegriva
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Re:

Sono venuta a rivedermi le mie critiche e valutazioni, dopo aver letto l'ultimo racconto, per coerenza (volevo assicurarmi di aver considerato tutto quel che per me conta): mi sono accorta di essermi persa qualche risposta ai miei giudizi e approfitto del topic aperto per continuare la discussione. Dopotutto, credo che l'utilità del concorso sia quello di produrne.

Rispondo intanto a Apologeta: c'è un paragrafo in cui ti fermi vicino ad una vetrina con dei televisori dove un politico sta tenendo un discorso che cita "Non te reggae più". Simpatica idea, soprattutto perchè viene alternato dai tuoi pensieri in modo che filino quelle che nel pezzo sono "affermazioni" staccate.

Per quanto riguarda il discorso "Silent Hill", era un esempio a caso, può valere per altri giochi. Non penso "non abbia senso" paragonarli, almeno in PARTE, perchè un LG non è un "racconto", ma un racconto-gioco.
Semmai bisogna valutare in modo differente, in questo è vero: su un videogame continui a giocare e hai più puzzles insieme, spesso, ho fatto una considerazione un po' azzardata. Volendo, però, vi sono molti giochi in cui non risolvere un puzzle o risolverlo male equivale a bloccarsi come dei pirla esattamente allo stesso modo. A me piacciono lo stesso. Anzi, mi ci intigno fino alla bava, quindi nel MIO giudizio cambia poco. Ho gradito. SEMMAI, qui do ragione ad altri, poteva essere gestito un po' meglio con la possibilità di rivisitare i paragrafi, ma il sistema è talmente ben incastrato da altri punti di vista che se riusciva a fare anche questo eravamo di fronte a Steve Jackson e non c'era concorso.

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Aloona
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Re:

Aloona ha scritto:

c'è un paragrafo in cui ti fermi vicino ad una vetrina con dei televisori dove un politico sta tenendo un discorso che cita "Non te reggae più".

Che storia! smile2

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Apologeta
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Re:

Io, a differenza di qualcuno qui, apprezzo invece e citazioni: mi divertono moltissimo, alla fin fine è un "enigma" (extra) in più sotto le righe da risolvere. E mi sembra che l'intento sia riuscito, cioè farci fare a gara per riconoscerle. L'autore è fortunato ad aver beccato proprio quelle gradite dalla giuria, se avesse, che so, citato Battiato, probabilmente da me si sarebbe beccato un 7 e basta. :PPP

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Aloona
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Re:

Aloona ha scritto:

Io, a differenza di qualcuno qui, apprezzo invece e citazioni: mi divertono moltissimo, alla fin fine è un "enigma" (extra) in più sotto le righe da risolvere. E mi sembra che l'intento sia riuscito, cioè farci fare a gara per riconoscerle. L'autore è fortunato ad aver beccato proprio quelle gradite dalla giuria, se avesse, che so, citato Battiato, probabilmente da me si sarebbe beccato un 7 e basta. :PPP

Dipende. La citazione può essere utile. come può essere del tutto inutile e magari del tutto fuori luogo (Mazzone nello stralcio di ACDRA di DJ).

Poi, se una citazione è mal eseguita ed è tirata troppo per le lunghe, rischia di diventare plagio.

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Jegriva
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Re:

Non in questo caso, comunque.
Le ho trovate graziose, soprattutto perchè ci aggiriamo in un "sogno" da coma, quindi inzeppato delle personali conoscenze e simbologie e ricordi del protagonista: non so voi, a me è capitato di sognare pezzi di canzoni.

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Aloona
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Re:

Ehi ragazzi ma nessuno rispolvera il thread del corto vincitore??
Grande Apo!! E viva l'analfabeta di fine racconto!
Per me rimane il miglior personaggio non protagonista dei corti.

http://www.mattoscacco.com/wp-content/uploads/2010/12/vincitore-concorso-scacchi.jpg

Icedlake
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Re:

E Apologeta si affianca a nomi come Mornon e Kingfede nell'albo d'oro!

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Jegriva
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Re:

Jegriva ha scritto:

E Apologeta si affianca a nomi come Mornon e Kingfede nell'albo d'oro!

Anche Allen con il suo "Missione nei Cieli" si affianca a "La Creatura del Male" di Jackson nella lista di Dimensione Avventura... rolleyes

Aspetto di capire se ci sarà o meno un topic con il making of, poi inizierò a inondarvi di curiosità e retroscena. E se non vi interessa niente, lo farò lo stesso per soddisfare il mio sconfinato egoismo! tongue

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Apologeta
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Re:

Apologeta ha scritto:

Anche Allen con il suo "Missione nei Cieli" si affianca a "La Creatura del Male" di Jackson nella lista di Dimensione Avventura...

dipende chi tra noi è jackson e chi allen...
io farei quei due del signore dei lich, se non vi dispiace...

"Un velo nero ti impedisce di vedere altro. La tua vita termina qui: nel campo di battaglia, con la mitica Blood Sword tra le mani, felice per la sconfitta dei Veri Maghi." Adriano, Blood Sword PBM
http://www.caponatameccanica.com

Mornon
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Re:

"topic col making of"?
di che cosa state parlando? Non capisco...  mad

Seven_Legion
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Re:

Congratulazioni Apologeta, hai conquistato la medaglia d'oro a pieno merito ! Meriti sicuramente gli applausi della giuria, dei giudici e del forum tutto ! applauso

Ti ripropongo il commento che ho inserito nel thread della classifica:

BenKenobi ha scritto:

@Apologeta: complimenti. Il tuo librogame è stato veramente convincente e credo non ci siano dubbi sul fatto che abbia meritato largamente la vittoria. Una domanda: come mai hai scelto proprio Raffaele come nome del protagonista ? Soltanto perché ti serviva un nome la cui somma delle lettere coincidesse col numero scelto come soluzione dell'enigma ? I risvolti cabalistici di questa scelta mi inquietano ancora oggi !

Cerchi di strappare la mannaia di mano al vecchio pazzo, ma il tuo gesto lo fa infuriare ancora di più: maledice Re Ulnar, i Ramas e i cittadini di Holmgard, accusando tutti di essere agenti dei Signori delle Tenebre. [...]

Vecchio Pazzo: Combattività 11 Resistenza 10

BenKenobi
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Re:

Seven_Legion ha scritto:

"topic col making of"?
di che cosa state parlando? Non capisco...

L'apposita discussione su come sono nati i racconti. L'anno scorso era stata fatta.

BenKenobi ha scritto:

Una domanda: come mai hai scelto proprio Raffaele come nome del protagonista ? Soltanto perché ti serviva un nome la cui somma delle lettere coincidesse col numero scelto come soluzione dell'enigma ?

Raffaele è stato scelto per ingraziarmi i favori di uno dei giudici! smile2
Scherzo. Raffaele è il nome di un mio amico particolarmente affidabile, e l'ho scelto prima di copiare inventare il "Risolvi l'enigma". Il fatto che desse un numero non multiplo di 3 è stata la condizione sufficiente per dargli l'ok, ho incastrati altri paragrafi in seguito. Qualche altro nome è inventato di sana pianta (sia pure con uno scopo preciso); molti risalgono ai protagonisti di racconti che scribacchiavo anni ed anni fa, come il leggendario Faina di cui in firma...

E mi fermo, maggiori info nei giorni venturi! wink


EDIT: anche se la valutazione "ufficiale" è finita, mi piacerebbe che continuaste a inserire in questo topic le vostre impressioni, domande e soprattutto critiche (fondamentali!) sul Corto.
Sì, Mornon, sto parlando anche a te! bigsmile

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Apologeta
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Re:

Apologeta ha scritto:

l'annos corso era stata fatta

sì, ma non ha riscosso particolare successo. Io continuerei ad usare le singole discussioni dei racconti, così si segue un filo logico. Per i commenti e le riflessioni sul Concorso in generale, c'è pure lì il topic dedicato.

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Jegriva
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Re:

Ok, allora ecco qua!

***

Alla luce del buio. Trovare il titolo è stata la cosa meno difficile.

In principio fu il Tenta la Realtà. L'intuizione era ben precedente al bando del concorso, diciamo luglio o giù di lì: mi intrigava l'idea di poter passare da un piano di esistenza ad un altro. Inizialmente pensavo ad un classico mago che si sposta da un mondo all'altro, grazie a qualche oggetto speciale... Ma non mi convinceva più di tanto, anche perché come potevo vietare di rivivere le stesse situazioni? Se facevo due volte lo stesso numero ai dadi ero già fregato. Quindi avevo accantonato.

Quando ho visto il tema del Concorso di quest'anno, ho avuto tre idee, una per ciascuna immagine.

Ho scartato velocemente il losco figuro notturno, per il quale avevo fantasticato un racconto di puro gioco con un combattimento 1 contro 1; tante caratteristiche da poter scegliere per te e per il tuo avversario, una giocabilità e rigiocabilità molto alte, un discreto colpo di scena finale... Ma troppo simile a un videogioco, non faceva per me.

Per l'ultima immagine invece avevo avuto un'idea che mi soddisfaceva pienamente, soprattutto per quanto riguarda la struttura che avrebbe avuto il Corto - e che non vi rivelo perché mi piacerebbe riciclarla altrove! Non ho invece problemi a inserire qui una bozza del prologo che avevo buttato giù, osservando attentamente l'immagine (riguardatela qui) e soprattutto i centrotavola... bigsmile

 Spoiler Show Spoiler Hide Spoiler
 
"Spezzeremo le reni a quelle dannate vacche!", conclude il Gerarca.
Guardi le facce dei tuoi colleghi Compagni, l'estasi per la Guerra da preparare. Sono passati quasi vent'anni dalla rivoluzione, ma tanti piccoli animali continuano a sbucare nonostante tutti gli stermini: una colonia di ratti a Kurzburg, tre cani randagi nella Piana Centrale, qualche gatto selvatico al nord.
Però le vacche...
Gli animali da allevamento erano stati i più semplici da estinguere; si era faticato molto più con le altre specie, ma i risultati erano comunque soddisfacenti. Prima della Convocazione di Guerra odierna, le ultime vacche erano state viste sedici anni fa!
"Verde a noi!", urla il Gerarca, alzando il pugno sinistro.
"A noi!", gridate di rimando, con la medesima mano chiusa e posata sulla tempia. Poi, nel più antico dei gesti della Rivoluzione, ciascuno di voi pesca con la destra una foglia d'insalata dal cestino e inizia a masticarla con calma.
Vacche...
La lattuga non sa di niente. Muovi i denti meccanicamente, mentre un gran calore ti si spande nel petto.
Carne...
I bocconi sembrano sabbia. Nulla di nutriente. Non come quando eri bambino, in vacanza dai nonni in campagna. Hai un capogiro.
Bistecche...
Lo stomaco ti si stringe e le mani iniziano a tremare. Non ne puoi più! Basta verdura! Al diavolo la Rivoluzione, il Gerarca e i Compagni. Tu hai fame!
Reprimi il lampo nei tuoi occhi. Non puoi dire apertamente ciò che pensi, ti impiccherebbero seduta stante. Ti guardi attorno: gli altri Compagni cosa ne pensano? Forse qualcuno ha lo stesso tuo desiderio? Magari aspettano solo che qualcuno dia il via a una contro-Rivoluzione.
Se lo ritieni possibile, e quel qualcuno vuoi essere tu, vai all'1; altrimenti, inizia a pianificare con i tuoi colleghi un bel bombardamento a tappeto contro quelle quattro brunalpine.
Non mi perdonerò mai di non aver messo mano a Un uomo al verde, ma ho dedicato tutto il tempo al Corto che ho poi spedito.

L'immagine dell'esplosione mi aveva dato la chiave di volta per usare il Tenta la Realtà. Una persona in fin di vita, che è richiamata - appunto - alla realtà dai racconti e dai ricordi di un'altra. L'"M-loop" (che brutto nome! ma non ne trovavo altri!) è in parte una necessità strutturale, che mi evitava i problemi di ricadere negli stessi paragrafi "reali", in parte una constatazione sui miei sogni: ho immaginato che questo stato ricalcasse in parte la dimensione onirica, pur essendone sostanzialmente differente. Quando sogno qualcosa, se decido tornare indietro e riflettere su qualcosa che mi è accaduto nel sogno, è come se capissi di poter fare "rewind" quindi capisco di non essere nel mondo reale quindi mi sveglio.

Il mondo futuro non è immaginato molto lontano nel tempo, diciamo che Raffaele potrebbe muovere adesso i primi passi in qualche casa tranquilla di periferia. E' l'Italia? Vedete voi. Ho tolto ogni riferimento ai nomi dei luoghi per lasciare libertà alla vostra immaginazione, e gli stessi personaggi hanno un bel mix di provenienze diverse. La visione pessimistica della società è una mia rielaborazione di alcuni temi di Dick e di altri della O'Connor: un mondo dove ogni diritto è garantito con ferocia e dove è scomparso il senso del dovere. Puoi essere disoccupato e rifiutare i lavori che ti vengono proposti senza darti troppi pensieri, l'assegno per spassartela ce l'hai comunque. Se invece studi, tranquillo: vietate le bocciature. Se sei militare, allora i tuoi movimenti devono essere pubblici: non lamentarti, però, puoi sempre scioperare! Infine (ma ci sarebbero altri esempi): se sei il capo delle operazioni in guerra, quale scelta migliore di una bella atomica da asporto nel cuore di una tua città da riconquistare?

Il prologo e i paragrafi finali (3 e 40) hanno protagonisti diversi. Ho messo i tre asterischi (* * *) per rimarcare il cambio di punto di vista.
Il prologo è vissuto dalla ragazza, che è l'unica che può salvarti raccontandoti i tuoi ricordi. E' un omaggio al gentil sesso con il quale speravo di ottenere voti positivi da tutte le donne del forum: missione compiuta, il 100% mi ha dato 8! lol
Il 3 è del cieco: sono stato molto attento ad evitare ogni verbo che riguardasse il vedere, e mi piaceva che il finale negativo fosse in realtà pieno di speranza, riportando la spiegazione-fiume della sua weltanshauung. Ho ecceduto con le sgrammaticature (se mi passate il termine), vero, e forse lo spiegone è noioso; ma la figura del cieco era fondamentale, per me, in un racconto basato su luci e colori. Coerente anche trovarlo in una scrivania d'ospedale: molti ciechi sono eccellenti centralinisti.
Il 40 è vissuto dagli occhi del medico, quintessenza dell'incapacità così diffusa in questo mondo. Al momento del risveglio, tutta la sua gioia è per la fama che un articolo con la sua firma (nemmeno scritto da lui) gli potrà dare.

Ci sono volutamente più chiavi di lettura. Ho lasciato aperte tante strade - almeno, ci ho provato - perché ciascuno vi trovasse qualcosa di diverso.

La parte game ha grossi debiti con Jackson, in particolare con La Creatura del Male: togliere/aggiungere 9 per saltare stanza, controllando le prime parole del paragrafo, non vi ha fatto venire in mente il ciondolo per i passaggi segreti? smile
Il sistema di risoluzione degli enigmi - banale e abusato - era l'unico che mi venisse in mente. La parola di controllo era necessaria, vista la poca consequenzialità delle situazioni.
Comunque non mi aspettavo che gli enigmi fossero considerati così difficili.
 Spoiler Show Spoiler Hide Spoiler
 
Quello delle costellazioni è in una stanza dove ci sono punti bianchi di varie dimensioni sulla parete... Mai stati in un planetario? I vari riferimenti del Tenta la Realtà al "voglio/volevo fare l'astronauta" non vi hanno aiutato?
Per andare nel "cerchio" interno potevate anche passare dal ragno: certo, un ettagono regolare non è semplice da schizzare su carta, ma possibile che nell'era di internet uno non googli "ettagono regolare", ingrandisca l'immagine e conti i punti? wink
L'enigma sul nome Raffaele in realtà è solo un controllo se avete Tentato la Realtà: il nome si trova in corrispondenza dei lanci di dado 6-7-8, e se bazzicate un po' la statistica scoprirete che in soli tre Tenta la Realtà avete oltre il 90% di probabilità di finire in uno di questi paragrafi.
Quello del professore è assolutamente inutile... a proposito, avete tenuto in testa il cappello da asino? tongue
Infine, il colore bianco è ovvio per chi è stato attento ai colori delle stanze, che sono palesemente quelli dell'arcobaleno, oppure per chi ha visto in un qualsiasi libro di scienze delle medie la figura del prisma. Ma, siccome sono buono, ho anche infilato The Dark Side of The Moon al 21: il paragrafo più probabile per il Tenta la Realtà! wink
Concludo il post e chiedo scusa per la lungaggine, anche se a dire il vero ci sarebbero da dire molte altre cose curiose, prime fra tutte le citazioni... Il Making Of è lungo almeno quanto il racconto! smile2 Beh, se vi interessa mi chiederete!

Concedetemi solo un'ultima cosa. Come già detto altrove, non mi aspettavo assolutamente di vincere, e mica è una frase fatta: quando ho avuta ben chiara in testa l'idea del Corto, prima di iniziare a scrivere, ho realizzato che:
- non c'era una trama;
- era un racconto a mappa dove era impossibile visitare due volte lo stesso paragrafo;
- non c'erano punteggi, oggetti e parole d'ordine;
- era scritto più per me che per un generico pubblico, anche se ho eliminato accuratamente quanto ci poteva essere di autobiografico;
- erano anni che non scrivevo narrativa, lustri che non ci provavo con i bivi;
... e mi sono detto: "Solo un imbecille può pensare di spedire un Corto così".
Allora mi sono sentito in pace con me stesso e ho iniziato a scrivere! smile

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Re:

Adoro questo corto. Ci sarebbero da aggiustare molte cose, ma si potrebbe tranquillamente fare in una versione ampliata, falla e sono la prima che lo scarica. Davvero, bravo, mi hai commossa.

(per quel saldo, poi, ci vediamo in separata sede o a cena a Trastevere)

P.S.
In effetti, se consideriamo le mie molteplici personalità, l'hai preso dal 100% delle donne qui presenti.

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Aloona
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Re:

Aloona ha scritto:

si potrebbe tranquillamente fare in una versione ampliata

Negativo su tutta la linea. L'ho pensato esattamente per i 40 paragrafi. Non avrei proprio idea di come ampliarlo, e penso che oltretutto perderebbe mordente.

Aloona ha scritto:

Ci sarebbero da aggiustare molte cose

Allora dimenticati il saldo! smile2

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Re:

Allora rivelo a tutti che in realtà sto racconto è una schifezza, ma sono stata corrotta per parlarne bene e dare il voto alto. Rifate tutto.
Scherzi a parte, ok, allora lo lasciamo corto e me lo rigiocherò comunque.

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Aloona
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Re:

Oggi sono in vena di scribacchiare qui sul forum... Il video starebbe bene nel topic della musica, ma se avete letto il paragrafo 35 del Corto saprete perché lo metto qui! wink

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