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Viatico

Re: Viatico

Seven_Legion ha scritto:

Comunque un nuovo tabu' e' stato cosi' infranto... ne rimane uno solo ormai, almeno credo: il caso di un autore che partecipa mandando piu' di un corto!

Io c'ho pensato seriamente all'inizio a scriverne due, molto diversi fra loro. Poi ce l'ho fatta a mala pena a scriverne uno!

Il numero di pecorelle scannate dai pastori è di gran lunga superiore al numero di pecorelle mangiate dai lupi. Per cui, se qualcuno si proponesse di essere il vostro pastore per salvarvi dai lupi, pensateci bene

Lamello
Proprio
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Re: Viatico

Complimenti Apologeta!

Salsapariglia addicted
MANCOLISTA/DOPPIONI

Dies Irae
Illuminato
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Re: Viatico

Mi accodo ai complimenti e cercherò di leggerlo... dai commenti che ho visto sono certo di essere io a non aver capito qualcosa... wink

monpracem
Scienziato Pazzo
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Re: Viatico

Apologeta ha scritto:

personalmente riconosco la qualifica librogamistica agli SLTA e a tutte le serie senza dadi e senza regolamento

Parole sante. Ciò non toglie che, se il racconto non è scritto molto bene e non tiene desto con un ottimo comparto narrativo, l'interesse del lettore dall'inizio alla fine, l'assenza di un regolamento e di un sistema di combattimento può pesare negativamente sul giudizio finale. Non è questo il caso però, almeno secondo me.

Apologeta ha scritto:

Le scelte sono casuali, e mi sono chiesto perché se entro da una porta invece che dall’altra (senza uno straccio d’indizio) mi capita di fare la talassoterapia

Questa cosa ce la devi spiegare: perché questa tendenza alla totale casualità? E' stato l'unico elemento che mi ha un po' indispettito del corto. Se ci pensi anche il raggiungimento i due finali "positivi" è legato all'esplorazione di due rami della storia completamente accessori e che possono benissimo essere saltati.

Apologeta ha scritto:

Perché è un fatto personale? Semplice, l’autore sono io!

Complimenti vivissimi: un altro ottimo lavoro dopo quello che ti ha consentito di vincere il concorso un anno fa. E anche questo, secondo me, da podio se fosse stato in gara.

Prodo
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Re: Viatico

Ho scaricato il racconto appena uscito e ne ho letto 3 paragrafi, mi è sembrato molto interessante e ben scritto ma non sono riuscito, per questioni di tempo, a proseguire.
Appena potrò lo completerò e commenterò!

Il buongiorno si vede dal mattino.
E' la giornata di merda che ti coglie completamente impreparato...

suaimondi
Miracle Blade
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Re: Viatico

Beh, che dire, grazie a tutti per i complimenti... mi mandano in brodo di Gocciole! bigsmile

Per il making of (vi assicuro che è stato pazzesco... e non anticipo altro!) dovrete aspettare una decina di giorni. La combo portatile ko + ferie mi lascerà un po' lontano dall'internet. Nel frattempo, lasciate pure le vostre impressioni qui sul topic oppure via pm, se non avete il coraggio di dirmene di tutti i colori pubblicamente! smile2 Davvero, fosse anche solo "ho letto tre righe e mi fa vomitare" sarei contento lo stesso.

Rispondo al volo a Prodo sulla casualità (ma la stessa domanda la si trova in vari altri commenti): una delle cose che volevo mettere in crisi in questo Corto era il collegamento diretto fra la scelta, così come è posta, e il risultato. Ad esempio, una delle prime domande è: vuoi lavorare da solo? Se io rispondo di sì, mi aspetterei di essere rimandato a un paragrafo dove dico alla ragazza: guarda, non amo le collaborazioni, è stato bello finché è durato, rimaniamo amici... Invece sapete come vanno le cose.
Stessa cosa per il "quadriello" da Ariel e soprattutto per quando scegliamo come passare la notte. L'idea di fondo era che le conseguenze sono così imprevedibili da non poter essere valutate al momento della scelta. L'elemento grottesco-paradossale era voluto, quello brutale è uscito da solo (vi dirò come). E' plausibile? E' realistico? E' una boiata pazzesca? Ogni interpretazione è ben accetta.
Quello che mi interessa dire è che è assolutamente voluto. Anzi, mi dispiace perfino aver lasciato un piccolo indizio per chi assiste alla conversazione della villa di Lahore, che consente di evitare un finale tragico nella tipografia. Ma in fondo sono un bonaccione... smile

Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate.

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Apologeta
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Re: Viatico

Ho stampato solo ieri questo corto e l'ho già giocato una volta, in modo fallimentare. Non appena l'ho spulciato per bene ti farò sapere anche il mio modesto parere  wink

Icedlake
Il Reverendo
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Re: Viatico

Apologeta ha scritto:

Anzi, mi dispiace perfino aver lasciato un piccolo indizio per chi assiste alla conversazione della villa di Lahore, che consente di evitare un finale tragico nella tipografia

In realtà un altro piccolo indizio su uno dei possibili epiloghi non mortali lo hai lasciato: ascoltando le parole di Kuntul infatti si può intuire in anticipo qual'è la natura della nostra tossicodipendenza. Un indizio però questo che, se non ricordo male, non influenza alcuna scelta direttamente.

Prodo
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Re: Viatico

Orbene, ecco il tanto atteso (più o meno) making of. Come al solito è una lunga e autocelebrativa sbrodolata.

Come accennato altrove, avevo avuto tutt’altra idea, però non ne ero convinto e l’avevo abbandonata. Verso fine marzo, sotto la doccia, mi dissi “e se fosse una gara di sopravvivenza contro il tempo?”, e subito arrivò l’idea del drogato con 24h per trovare un’altra dose. Nulla di originale, tema abusato, lo so. I paragrafi come orari erano una conseguenza diretta e anche un po’ banale.
Nel frattempo, stavo leggendo “la saggezza nel sangue” dell’immensa Flannery O’Connor: ecco l’ispirazione per gli elementi grotteschi e religiosi. Pensai a un setting di pochi, pochissimi anni nel futuro: una società che regredisce verso la povertà, alla ricerca disperata di qualcosa che dia un senso alla vita (soldi, sesso, una religione qualunque). I primi personaggi (il protagonista, Ariel, Lahore) erano pronti, ma mancava ancora qualcuno. E un bel giorno guardai Kill Bill per la prima volta.
Tarantino non è il mio regista preferito, né il pulp il mio genere. Però pensai che sarebbe stato simpatico introdurre un personaggio femminile che facesse sembrare Beatrix Kiddo una pacioccona. Era nata Kuntul.

In teoria, doveva essere solo una messaggera, rubare il viatico poi morire in qualche modo per cavarsi dai piedi e lasciare la scena a chi di dovere. Ecco, scrivendo il primo paragrafo mi sono accorto che qualcosa non funzionava, cioé, funzionava come non mi aspettavo: la storia andava avanti da sola, indipendentemente da quello che volevo io. Ed è stato uno shock, visto che per l’unico altro mio racconto ero partito da una struttura ultraprecisa e la narrazione era venuta dopo, adattandosi a quanto avevo preventivato. Qui invece ero io che dovevo andare dietro a questi due delinquenti: l’agguato lungo la strada, il nazista, il bordello, il nano in perizoma... tutte cose che sono saltate fuori come fossero le più naturali del mondo. Ero curiosissimo di sapere come sarebbe andata a finire.

Ho faticato un bel po’ a mettere giù la storia, anche se nasceva da sola: il problema è stato raccontarla. Ho adattato lo stile ai personaggi: gente che campa o muore all’istante, mica stanno a descrivere i fiori, piuttosto si esaltano  per una bella mitragliatrice e sanno quanti decibel cava un silenziatore. A proposito: di armi non ne sapevo una cippa, ho passato ore per imparare come erano fatte, quali erano le semiautomatiche, quanti colpi c’erano in canna. Se la polizia postale controlla le mie navigazioni vado in galera al volo (ho anche imparato come forzare una serratura!) smile
Ci sono cose che mi hanno fatto male fisicamente mentre le scrivevo. Ma ho voluto farlo: la storia è dei personaggi, non dell’autore. Come autore mi sono limitato a non usare parolacce e solo una volta ho censurato una singola battuta di Kuntul, perché temevo che l’AntiDefamation League ebraica si accanisse contro librogame.net.

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Ancora toccato da l’Albero di Fuoco, volevo un regolamento snello: pensavo mi sarebbero bastate le parole in codice, poi ho eliminato anche quelle. Mi piaceva l’idea che un assoluto profano potesse prendere in mano Viatico e leggerlo senza aver mai toccato un librogame in vita sua. Missione fallita... sono arrivate solo opinioni di scafatissimi librogiocatori! wink
Finito di scrivere il Corto, ho visto che i paragrafi erano molti lunghi (a parte quelli di combattimento: scelta voluta, se ti becchi una pallottola in testa muori e mica ci stai a filosofare su) ma che si arrivava a una conclusione al massimo in una decina di passaggi. Soprattutto, mi sono accorto che c’erano ben 10 finali, 8 negativi, 1 quasi positivo, 1 positivo. Ok, non era una cosa cercata ma mi andava benone. Volevo il true path e l’ho avuto: senza regolamento, allunga la longevità. Longevità che ho cercato di mantenere anche mettendo tanti riferimenti interni che facessero “divertire” a una seconda lettura (conoscere Viky di persona/ascoltare come la descrivo a Kuntul; scoprire cosa è il viatico/prendere in giro Fatima che lo ritiene una caramella per la gola) o che comunque rendessero diverse le scelte dei bivi (ad esempio, se per primo vado dal rabbino, sento una bambina che gioca felice nel prato a fianco... beh, per lei è meglio che passi adesso e non dopo).
Rimanere nei limiti è stato un dramma: 18 pagine, con tanti dialoghi, sono poche. Mi avrebbero fatto comodo anche 1-2 paragrafi in più, ma volevo rimanere nei limiti del concorso (pur essendone fuori!) tongue

Ultima parole, prometto: discorso dei "simboli". Scusatemi se ripeto il confronto con Alla Luce del Buio, ma avendo scritto solo questi due non ho una gamma così ampia... bigsmile Comunque, l'anno scorso il mio corto era fortemente simbolico, era progettato per esserlo e all'epoca mi aveva soddisfatto (adesso ho molte riserve). Stavolta ho deciso di narrare una storia e basta... e cosa mi è successo? I simboli sono sbucati da soli, senza cercarli, e Viatico si presta a più livelli di lettura. Il concorso di quest'anno ha insegnato a me - dilettante - che quando una storia è valida, l'importante è raccontarla, senza farsi troppi viaggi e senza pretendere nulla di speciale. Le interpretazioni e tutte le altre cose "superiori" vengono fuori da sole, se i personaggi e i fatti sono abbastanza veri.

Ho già finito. Grazie per la pazienza a chi ha letto questo concentrato di superbia. Attendo ancora fiducioso i commenti (pubblici o privati) di chi vuole farne, e mi raccomando: abbondate in critiche, che sono la cosa più utile!

***

Solo qualche risposta a osservazioni arrivate:
@ Benkenobi (in alcune situazioni non è chiaro perché una scelta è migliore dell'altra): la cosa è voluta. Sul perché ti ha già risposto Prodo: nel caso in cui l'autore abbia optato per questa impostazione di proposito non si può non riscontrare in lui una certa punta di sadismo  cool

@ Lamello
1 - (Ci sono pochi refusi (che non mancano mai: ma secondo voi i correttori di bozze a cosa servono? Caustica domanda rivolta a chi si lamenta sempre dei refusi nei Corti): io mi lamento sempre dei refusi, anche quando li faccio in prima persona! smile2 Me li sai indicare, così da correggerli? Grazie!
2 - (Ma lui era talmente convinto che era accesa e che sarebbe morto, che ha addirittura sviluppato tutti i segni dell'assideramento. Potere della mente.): sì, l'idea di fondo è la stessa. Io non mi sono spinto così avanti, alla fine sono "semplici" visioni senza psicosomatizzazione: i morti di paura ci sono sempre stati.

@ Mornon (vira a volte forse troppo su toni brutali e grotteschi): bene, era proprio quello che cercavo. Il grottesco mi piace perché mette in discussione la "sensibilità comune", il brutale mi piace molto meno ma era richiesto dai personaggi.

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Re: Viatico

molto bene... grazie del making of e di averci spiegato i retroscena... rimane una delle mie storie preferite della stagione, seppure fuori genere (per me)...

"Un velo nero ti impedisce di vedere altro. La tua vita termina qui: nel campo di battaglia, con la mitica Blood Sword tra le mani, felice per la sconfitta dei Veri Maghi." Adriano, Blood Sword PBM
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Mornon
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