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INTERVISTA LGL: Mini-Intervista a tema n. 23

INTERVISTA LGL: Mini-Intervista a tema n. 23

Ci stiamo avvicinando alla fine di questo 2020 di me**a, in queste ultime interviste dell'anno vorrei uscire un po' dal classico schema e proporre dei temi un po' alternativi.
Nell'ultima Mini-Intervista è toccato ad un fumetto, stessa cosa accadrà oggi: sponsorizziamo un po' un'opera che tutti avrete sicuramente sentito almeno una volta nella vita, ma che forse non avrete mai letto. Si parlerà infatti di Dylan Dog.
Parlandone con Kingfede, perseo e spadadelsole cercheremo di incuriosirvi, e magari qualcuno finirà anche per appassionarsi al titolo!
Vi ricordo che il thread generale delle interviste doppie è stickato ed è accessibile a questo link: http://www.librogame.net/index.php/forum/topic?id=2352.



-   Descrivi Dylan Dog a chi non ne ha mai sentito parlare.
Kingfede: Dylan è, suo malgrado, a modo suo un filosofo. È innamorato della vita e affascinato dalla morte. È in perenne conflitto con sé stesso e con i propri incubi, un credulone disilluso, attaccato a una routine e a dei meccanismi eternamente ripetuti, ma mai senza darsi un perché ad ogni ciclo della loro comparsa. È debole e forte, è coraggioso e pavido. È Dylan.
perseo: L'investigatore dell'incubo... semplice!
spadadelsole: Basterebbe la frase di Umberto Eco: "Potrei passare giorni interi a leggere la Bibbia, Omero e Dylan Dog" Un eroe di carta ma davvero reale, pieno di filosofia, ironia, disperazione, paura, sogni incubi. Con l'assistente più strampalato e divertente, con più donne di Montalbano.
-   Quando hai iniziato a seguirlo?
Kingfede: Una quindicina di anni fa, ma ho recuperato grazie ad un impareggiabile amico tutte le letture passate, quindi ho letto tutte le storie della serie regolare e quasi tutte quelle extra.
perseo: In modo saltuario dai primi anni 90.
spadadelsole: Era l'ottobre del 1992, avevo 15 anni e un mio amico mi incoraggiò a provare....
-   Cosa ti piace di più di Dylan Dog?
Kingfede: La capacità di mescolare il genere horror con mille altre tonalità sempre nuove. Devo dire però che la serie ha perso gran parte del suo smalto, e la direzione in cui la sta portando Recchioni non è destinata a dar frutti, a mio avviso.
perseo: Le storie nella storia, come ad esempio il galeone che deve costruire e tutto ciò che implica.
spadadelsole: Tante cose: la sua grande vena filosofica, le battute di Groucho che adoro, la doppia faccia di Dylan che prima guarda la vita con pessimismo, poi fa di tutto per aiutare gli altri.
-   Degli aspetti della personalità del protagonista, quale ritieni il più interessante?
Kingfede: La profondità dei suoi sentimenti. Sempre veri; nell’istante, a volte, ma sempre veri.
perseo: Il lato umano.
spadadelsole: Il fatto che non abbia paura di aver paura, che sia pronto ad aiutare gli altri pur col suo pessimismo, il fatto che non è un eroe di carta, ma una persona vera che vorrei avere accanto anche nella realtà.
-   Come giudichi la storia del passato di Dylan Dog e della sua famiglia?
Kingfede: Riscrivere continuamente il passato di un personaggio non porta da nessuna parte.
perseo: C'è un bell’intrigo alla Beautiful.
spadadelsole: Non la giudico, semplicemente qui tutto è possibile, anche viaggiare nel futuro per trecento anni.
-   Quale caso ritieni il più stravagante?
Kingfede: Ce ne sono stati parecchi in passato di davvero strampalati. Di solito sono quelli in cui Groucho dà il suo meglio.
perseo: Credo notte senza fine.
spadadelsole: Il primo che ho letto intitolato Armageddon. Una storia assurda in cui quattro demoni si uccidevano la gente per ottenere una settimana di vacanza sulla terra......
-   La scena più bella?
Kingfede: Tralasciando le gag comiche, Il lungo addio ne offre varie di indimenticabili.
perseo: Troppe tra cui scegliere.
spadadelsole: Quella del numero speciale del 2004 intitolato la scelta. Un numero splendido in cui Dylan ripercorre la sua vita in compagnia della morte. Dopo aver visto la vita felice che avrebbe vissuto se sua moglie non fosse morta, visita un enorme cimitero e realizza il gran numero di persone cui ha salvato la vita ma che sarebbero morte se lui non fosse stato l'infelice indagatore, ma solo un felice capofamiglia.
-   Se dovessi trovare un difetto all’opera, quale potrebbe essere?
Kingfede: Mancanza di continuità.
perseo: Fa leva su l'occultismo, miti e leggende, che potremmo definire un argomento stra-abusato.
spadadelsole: Tutti e nessuno, nel senso che non vedo particolari difetti, ma al contempo capisco bene perché sia dark e non piaccia a molti. Sulla polemica secondo cui la serie sia finita col numero 100 e si trascini per inerzia mi sembra piuttosto eccessiva e non la condivido.
-   Cosa ti aspetti che succederà a livello di trama nel prossimo futuro?
Kingfede: “Recchionate” come se non ci fosse un domani.
perseo: Non ne ho idea...
spadadelsole: Il numero speciale: "La conversione dell'arbitro Juventino" battute a parte molte cose sono cambiate e preferisco stare alla finestra e aspettare.
-   Hai mai giocato al gioco di ruolo di Dylan Dog?
Kingfede: No, così su due piedi non so nemmeno di che si tratti onestamente. Non sono un giocatore di GdR, quindi quel mondo per me sfortunatamente è più o meno un punto di domanda.
perseo: No, anche se probabilmente mi piacerebbe possederne una copia.
spadadelsole: No mai.




Il buon Dylan, stizzito per il fatto che nessuno dei suoi tre “supporters” conosca il gioco di ruolo a lui dedicato, esce dall’opera e si trova di fronte l’intervistatore e i tre malcapitati.
DYLAN: “Tu sei quello che muore sempre, vero?”
INTERVISTATORE: “Beh... a dire il vero si...”.
DYLAN: “Beh, non oggi!”.
Quindi si gira a brutto muso vero i nostri tre amici, tira un paio di dadi, valuta un paio di caratteristiche, modifica con un paio di modificatori, quindi mutila brutalmente i tre intervistati.
INTERVISTATORE: “Ah, meno male... gli hai solo tagliato i capelli... Sia ringraziato il cielo...”.
DYLAN: “Si, oggi mi sento magnanimo”.
I tre superstiti si inchinano con riverenza al buon Dylan, che si volta e fa per andarsene.
DYLAN: “Ah: intervistatore...”.
INTERVISTATORE: “Si?”.
DYLAN: “Le tradizioni vanno mantenute!”.
Quindi una mannaia cala sul poveraccio da non si sa dove, tagliandogli di fatto i capelli, ma anche quello che c’è sotto, e facendo concludere l’intervista nello splatter più crudo.

"Lo sai come dev'esse lo sguardo del carabiniere? Pronto, acuto e profondo".

Adriano
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