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Anno 2 N° 12 - M.U.D., quando il gioco di ruolo sbarca su PC - DICEMBRE 2007

M.U.D., QUANDO IL GIOCO DI RUOLO SBARCA SUL PC

Dopo le avventure testuali, seconda ed ultima parte del viaggio dedicato ai "cugini" dei librogame

Decine di aree da esplorare, un'infinità di mostri, meravigliosi oggetti ma soprattutto grande libertà di azione

 



di Stefano Peracchi (Tyrant)

Eccoci arrivati alla seconda (ed ultima) parte della serie dedicata ai cugini dei librogame! Come dicevo all’inizio del primo articolo, i genitori dei librogame sono sicuramente i giochi di ruolo, come tutti saprete. Quello che però forse non sapete è che, mentre all’inizio degli anni ‘80 nascevano i primi Fighting Fantasy, ovvero la serie di librogame più famosa in assoluto, contemporaneamente, anzi, addirittura qualche anno prima, nel 1978, e questa volta in Gran Bretagna, nasceva il primo prototipo di gioco di ruolo elettronico, programmato in linguaggio MACRO-10 su un computer DECsystem-10: all’università dell’Essex, per merito di Roy Trubshaw (e poi di Richard Bartle), era nato il primo M.U.D. (Multi User Dungeon, o Dimension), capostipite di tutta una serie di figli e figliastri che ancora oggi sono diffusi su Internet in tutto il mondo, e progenitore assoluto di giochi Come World of Warcraft o Ultima online. Se si unissero gli elementi più caratteristici delle prime avventure testuali con quelli del primo M.U.D., probabilmente si otterrebbe un librogame elettronico altrettanto giocabile di quello cartaceo che noi appassionati adoriamo, soprattutto se si parla di quelle serie di librogame nelle quali è necessario generare un personaggio e farlo combattere con regole molto simili a quelle dei giochi di ruolo, anche se, ovviamente, molto semplificate.

Immagino che ben pochi di voi abbiano giocato, o addirittura sentito parlare, dei M.U.D. (abbreviati per comodità in MUD - no, non hanno nulla a che fare con il fango :-D)... Ebbene, vi posso assicurare che per un vero appassionato di librogame (meglio se collaborativi, come Partita a Quattro o Bloodsword) questa può essere una forma di divertimento davvero eccezionale; ovviamente, se vi piacciono le schermate grafiche o le animazioni, allora niente MUD per voi... Eh sì perché, non ve l’avevo ancora detto, i MUD sono completamente testuali! E fino a metà anni ‘90, le scritte che apparivano sullo schermo erano addirittura in solo bianco e nero [o meglio, erano dello stesso colore del display dei terminali che le università mettevano a disposizione degli studenti al tempo, visto che i MUD sono nati e prosperati appunto nelle università... Io ad esempio ho giocato a fosfori verdi o arancioni, e ancora oggi ricordo con grande affetto quegli anni (si parla del 1996-1997)]: vi connettevate al server su cui girava il MUD, e dopo una schermata “grafica” di presentazione del gioco, vi veniva subito chiesto di inserire il nome del vostro alterego digitale; dopodiché si passava alla fase di creazione del personaggio stesso, con regole molto simili ai giochi di ruolo o ai librogame più avanzati (forse più ai giochi di ruolo, in effetti), e poco dopo si viene catapultati in un mondo di messaggi che scorrono davanti ai vostri occhi velocemente; e voi direte “scorrono velocemente?” Eh sì, perché i M.U.D. sono in tempo reale! (in effetti, se ci pensate bene, è molto più realistico un mondo in cui un mostro si getta sbavando verso di voi e vi uccide se rimanete inerti, piuttosto che uno dove vi viene detto “il mostro si getta sbavando verso di te” e avete tutto il tempo che volete per decidere se fuggire oppure combattere ;-) ).
A parte questa “piccola differenza”, l’inizio sembra vagamente simile a quello di un normale librogame, dato che vi troverete all’inizio della vostra avventura con il solo equipaggiamento di base (anzi, in molti MUD sarete proprio nudi!), e con una (breve) descrizione dell’ambiente circostante:

Il Centro di Midia

Ti trovi al centro di Midia. Un’ampia piazza di apre di fronte a te. L’entrata alla gilda dei Chierici è ad Ovest, e la vecchia locanda del Teschio si trova ad Est. Questa piazza non solo è il centro principale delle città di Midia, ma è pure il punto di ritrovo più grande ed affollato di tutto il regno. Qui tutte le razze e classi si ritrovano per studiare piani di attacco, parlare, scherzare o salutarsi. L’atmosfera è magica, senti in lontananza grida di guerra e urla di vittoria, ma sai che qui si può stare tranquilli. Qualche cane randagio purtroppo non manca, e dormire qui può essere davvero molto pericoloso. A Sud intravedi la Piazza del Mercato, il centro commerciale della città. Uscite visibili: Nord Est Sud Ovest. Al centro della Piazza troneggia la Maestosa Fontana di Midia. Un forte mercenario è qui in cerca di lavoro. Una Guardia di Midia è qui di pattuglia. [2] Uno spazzino lavora alacremente per ripulire le strade di Midia.

 

 

Una differenza che noterete subito rispetto ad un normale librogame, muovendovi un po’ in giro, è che i MUD vi danno una grande libertà d’azione... Non siete obbligati a selezionare una delle scelte messevi a disposizione dall’autore del libro... Qui potrete usare sempre o quasi tutti i comandi a vostra disposizione, un po’ come nelle avventure testuali. I parallelismi con le dette avventure però terminano quasi subito, in quanto di enigmi da risolvere, nei MUD non ne troverete proprio (al limite qualche rarissimo caso): il MUD è in tempo reale, ma soprattutto il MUD è popolato di altri giocatori come voi, che si collegano, vanno in giro in gruppo (chi ha detto Bloodsword? :-) ), esplorano le varie zone, massacrano i mostri e prendono i tesori.

Nei MUD non c’è uno scopo finale, un mostro finale da uccidere, una popolazione da salvare e così via, nel senso che il mondo di gioco è suddiviso in varie decine (o centinaia, per i MUD più vasti) di aree differenti nelle quali potrete trovare un’infinità di mostri da uccidere, meravigliosi oggetti che rivaleggiano in bellezza e potere con quelli che potete trovare in Lupo Solitario (esempio: saprete benissimo che la Spada del Sole, oltre ad essere di per sé un’arma potentissima, aveva il vantaggio di infliggere danno doppio ai non-morti... Bene, nei MUD esistono svariate armi che hanno la cosiddetta proprietà [gergo tecnico] “RACE SLAYER by UNDEAD”, ovvero esattamente la stessa caratteristica della Spada del Sole!), bellissime
descrizioni delle varie locazioni (vagamente paragonabili ai paragrafi dei librogame), e soprattutto, tanto divertimento con altri appassionati.

Eh sì, perché, come nei librogame collaborativi, il bello dei MUD è “gruppare” (termine gergale per indicare formare un gruppo di avventurieri che vanno in giro insieme), esplorando insieme, combattendo insieme, e se il mostro è troppo forte, anche MORIRE insieme (ancora adesso ho i brividi a ricordare quello che era il mob (termine gergo/tecnico per indicare “mostro”) più impressionante di tutto il MUD che frequentavo io, ovvero il terribile SLAVALOUS THE DEVIL. La soddisfazione di ucciderlo la prima volta (in gruppo, perché da soli, in modo normale, era assolutamente impossibile) è stata incredibile... Un po’ come quando siete riusciti a uccidere il Sultano Kimah alla fine di Lupo Solitario 9. ;-)

Ovviamente, essendo un gioco che gira su un computer, avrete limitazioni paragonabili a quelle che avete giocando ad un librogame: in un librogioco la struttura e il comportamento dei mostri e di tutto il resto è stata progettata dall’autore del libro, ed è ovviamente immutabile, e allo stesso modo, nei MUD non potrete uscire troppo dal seminato, visto che tutte le procedure di gioco sono routine scritte in un linguaggio di programmazione (di solito C o C++) che non ammettono eccezioni. Anche qui, come nei librogame, potrete trovare degli errori (in gergo computeristico, i “bug”), ovvero comportamenti non previsti dall’autore/programmatore, ma mentre nei librogame sono rarissimi, nei MUD (come in qualsiasi altro programma per computer, ovviamente) sono molto più diffusi, e possono avere conseguenze più gravi (tipo la perdita di tutto il vostro equipaggiamento o il crash totale del programma-MUD!).


Ovviamente esistono gli dei, che, mentre nei librogame hanno un ruolo puramente mistico o quasi (mi ricordo che in Sortilegio 1 si poteva chiedere l’aiuto della propria dea in caso di difficoltà), qui, essendo interpretati da veri giocatori (io ho un personaggio immortale su un MUD), hanno un ruolo molto più ampio, che può andare dall’implementazione di nuove caratteristiche, correzione di bug e decisioni di importanza fondamentale all’interno del gioco, a compiti più “intra-gioco”, come l’assistenza ai cosiddetti “newbie” (ovvero i principianti) o la creazione di quest più o meno lunghe... Ed ecco che si arriva ad un’altra similitudine con i librogame: le quest sono avventure con scopo prefissato, ideate dagli dei, che predispongono la trama, l’ambientazione, i mostri, i premi, le trappole (eh sì, perché, come nei librogame ogni tanto vi imbattevate nelle situazioni senza via uscita e conseguente morte, come l’essere imprigionato e giustiziato ad Amory per ordine di Roark in Lupo Solitario 6, così nel MUD, se non state attenti, potreste trovarvi a finire in una locazione nella quale morite istantaneamente, ovvero le cosiddette Death Trap, comunemente abbreviate in DT) e così via:

In pratica ci si basa sulle aree già esistenti, magari modificandole leggermente, usando i mostri già esistenti o creandone di nuovi, e si da la possibilità ai personaggi di intraprendere una missione, più o meno pericolosa, che, dopo alcune ore reali di gioco, si conclude o con la morte/rinuncia di tutti i giocatori, o con la vittoria definitiva, proprio come nei librogame; ovviamente un librogioco in pratica è una quest unica, quindi è molto più lunga, dettagliata e precisa, ma vi posso assicurare che anche alcune quest preparate dagli dei sui MUD non hanno niente da invidiare ai librogame, quanto a pathos ed emozioni... Anzi, proprio perché il dio può intervenire durante la quest, parlando o facendo accadere qualcosa di speciale e imprevisto, c’è sempre un senso di incertezza e di costante tensione che nei librogame troverete solo le prime volte che giocate (quante volte vi è capitato di rifare per l’ennesima volta un librogame e saltare direttamente la lettura di vari paragrafi perché tanto li sapete a memoria?).

Come in un vero gioco di ruolo (e come, ad esempio, in Bloodsword), uccidendo mostri si accumulano punti esperienza, che permettono di salire di livello, diventando così più potenti e permettendovi di affrontare avventure e pericoli maggiori. Insomma, una volta imparati i meccanismi di gioco (attenzione ad esempio al fatto che anche il combattimento è in tempo reale!) un MUD può essere una forma di divertimento talmente coinvolgente da rappresentare quasi una droga (ne so qualcosa io...:-P).

 

Se vi interessasse provarli, ditemelo, così vi posso introdurre al mondo dei MUD nel migliore dei modi (non gioco più ai MUD da quasi due anni, ma ovviamente, avendoci giocato per anni, posso farvi da tutor senza problemi, entrando con il mio personaggio immortale e facendovi da guida). Se vi piacciono i giochi di ruolo, e vi piace giocare insieme ad altri (ogni tanto si organizzano ovviamente anche i meeting dei muddisti [gergo per “giocatori di mud”], allora vi consiglio caldamente di provare i MUD, non ve ne pentirete. Ah, un’ultima cosa: cartografi e “mappatori” incalliti... Nei MUD troverete migliaia di locazioni da mappare allegramente!

P.S. Avrete notato che, a differenza dell’articolo sulle avventure testuali e grafiche, qui mi sono molto lasciato trasportare dall’emozione... Il motivo è che, pur non giocandoci più, sono rimasto molto legato al mondo dei MUD, e ancora oggi ricordo con grande affetto le ore passate con i miei amici a giocare insieme... Spero comunque di essere riuscito a spiegarvi un po’ come funzionano i MUD, e spero anche che almeno qualcuno di voi vorrà provare a giocarci!