Home Recensioni Abstract
Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

LGL Login



Segui LGL su Twitter

LGL su Facebook



Utenti online

  • Evernight
  • Still
  • Zakimos
  • lonewolf79
  • Prodo

Cerca nel sito

Il Sondaggione!!

Con che frequenza leggete librogame o letteratura interattiva in generale, indipendentemente dalla forma in cui essa è presentata (cartacea, digitale, app)?

JoomlaStats Visitor Details

Unknown Unknown
Unknown Unknown

Your IP: 54.198.58.62

Dettaglio Abstract

Serie Golden Dragon
Recensore Gurgaz

Golden Dragon nacque nel 1984 e si presentò fin da subito come un’alternativa a Fighting Fantasy, in italiano parzialmente rappresentata da Dimensione Avventura. Ciascun volume contiene un’avventura singola, ogni volta situata in un luogo e in un’ambientazione diversi. Il regolamento si fonda sempre sugli stessi principi e, al contrario di Dimensione Avventura, non è arricchito con meccanismi creati appositamente per il singolo librogame. Fa eccezione il quarto volume, “L’Occhio del Dragone”, dove si possono lanciare incantesimi. La serie originale consta di sei volumi e pare che in Italia non ci sia stato il tempo di tradurre il sesto, “Castle of Lost Souls”, scritto da Dave Morris assieme alla fidanzata Yve Newnham. Per come è strutturata Golden Dragon, questa lacuna non disturba l’economia della serie e si limita a stuzzicare la curiosità degli appassionati.

Il sistema di gioco è ridotto all’osso e ad un primo esame sembra ancor più semplificato di quello proposto da Jackson e Livingstone. Il personaggio è costruito sulla base di tre caratteristiche: Vigore, Agilità e Resistenza Psichica , solitamente abbreviata con RPS. La prima è un indice della resistenza fisica ed è la classica riserva, il cui esaurimento significa morte. Le altre due si utilizzano per i check, rispettivamente in azioni che richiedono destrezza e per respingere attacchi magici di qualunque tipo. Non c’è una caratteristica per gestire la capacità offensiva, perché i combattimenti sono precalibrati. Quando si affronta un nemico, si deve ridurre il suo Vigore a zero; per calcolare l’esito si tirano due dadi ad ogni assalto e ci si attiene ad una tabella, diversa per ogni incontro. In molti casi, questa è anche troppo semplice. Col procedere della serie, gli autori sfruttano le vere potenzialità di questo sistema, che consente di inserire eventi particolari, corrispondenti a certi lanci di dado, e di bilanciare lo scontro in base alla potenza del nemico, sia in termini di punteggio necessario a colpirlo che di danno inflitto. Il risultato è equivalente a quello di Dimensione Avventura, con la lodevole differenza che la difficoltà dei duelli non dipende da un lancio iniziale, con cui si determina la propria Abilità, ma è completamente sotto il controllo dell’autore!

Comunque il buon esito delle avventure è legato più spesso agli oggetti, presenti in abbondanza perché quasi ogni trappola o scontro è superabile ricorrendo ad un preciso artificio. Alcuni librogame (i volumi 1,3,5) sono abbastanza facili, perché non ci sono problemi a trovare ciò che serve; gli altri (i volumi 2 e 4) sono veri e propri enigmi, in cui serve pianificare il percorso di ritrovamento ed uso degli oggetti, altrimenti non si riesce a venirne a capo. Niente paura; non c’è pericolo di cadere preda dello sconforto, perché le avventure di Golden Dragon sono in media più brevi di quelle di Dimensione Avventura e si possono velocemente provare tante strade, finché si trova quella giusta.

Probabilmente è una delle migliori serie pubblicate a metà Anni Novanta dalla E. Elle, anche se sarebbe stato saggio lanciarla molto prima. Alcuni di questi librogame, accettabili nel 1984, a dieci anni di distanza paiono miseri ed ingenui. Ad ogni modo, Golden Dragon è assai eclettica e da un libro all’altro variano non solo l’ambientazione e la storia, ma pure la qualità della scrittura, il coinvolgimento, la difficoltà e la veste grafica. Accanto a titoli per nulla interessanti si trovano alcune delle più belle avventure singole in formato librogame. D’altronde, è lecito aspettarsi qualcosa di buono da Dave Morris e Oliver Johnson, artefici della fortunata e pregevolissima Blood Sword. Chi ama Dimensione Avventura avrà modo di apprezzare questa serie simile eppur diversa, che offre un’alternativa di gioco più rapida e semplice da gestire. Il meglio della serie lo si può ritrovare nei volumi 2 e 4, “Il Tempio di Fiamma” e “L’Occhio del Dragone”, due ottime avventure one-shot consigliate a tutti gli amanti dei librogame.