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Recensione

Lite Coldlancer 3: L'Holocron di Wyrm
Edizione Librogame's Land 2007
autore/i Raffaele Aquilone
Recensore spadadelsole

Dopo diversi mesi la famiglia Coldlancer parte alla volta di Phonos per trattare la propria libertà con la Repubblica. Il misterioso cavaliere Jedi Qual Jundai, in un interrogatorio più simile ad una partita a scacchi per la sua macchinosità e i suoi tranelli, concede loro il reintegro nella Repubblica e una preziosa informazione su dove trovare lo zio Shin. Preso atto dell'imbeccata Lite e l’inseparabile Ala partono alla volta del misterioso pianeta Whirm per cercarlo.

Le informazioni su questo misterioso mondo sono scarse, ma la forza da chiare indicazioni: lo zio è si trova là, in un remoto pianeta, ove il lato oscuro domina incontrastato. Raggiunta, dopo alcune vicissitudini, la nostra meta, la cui superficie è un immensa palude, potremo scegliere tra due percorsi e, dopo varie peripezie, saremo comunque separati da Ala, costretto a tornare alla nave, mentre noi dovremo proseguire verso la grande fortezza che domina il territorio.

L’aspetto della nostra meta non è certo rassicurante, dato che un immenso esercito di droidi la abita, ma riusciremo a superare i vari ostacoli e a raggiungere  Darth Xargon, il signore oscuro di questa terra.
Ben lontani dall'aver raggiunto il nostro obiettivo, cadremo dalla padella nella brace: verremo rinchiusi in un immenso labirinto ove dovremo trovare il misterioso Holocron di Whirm, unico mezzo per poter uscire liberi. Naturalmente saremo privi di spada laser e, anche se troveremo un brando di pietra, il cammino sarà assai difficile anche se sarà possibile scovare un utile oggetto per potenziare, in seguito, la nostra arma.

La parte più difficile del nostro cammino la vivremo quando saremo costretti a sfidareo due creature da incubo, gemelle e apparentemente immortali. Solo uccidendole potremo raggiungere l’uscita, tuttavia, data la loro presunta invulnerabilità, non sarà facile capire come farle fuori.
La gioia per la libertà, però, sarà annullata dalla scoperta, dolorosissima, dei cadaveri dei nostri due fratelli, morti, come tanti altri, nel labirinto ove erano stati gettati prima di noi.
Ucciso in duello il fantasma di Darth Xargon,  incontreremo la sua incarnazione fronteggiando un individuo fisicamente concreto: in una scena che non può non ricordare la dichiarazione di Vader a Luke Skywalker nel quinto film della saga, saremo profondamente sconvolti da alcune rivelazioni e salvati solo dall’intervento di nostro fratello. Il futuro della famiglia Coldlancer tuttavia, appare sempre più in salita...

Il terzo volume è indubbiamente quello che risente maggiormente dell’impostazione strutturale ispirata a quella di Lupo Solitario, che in questo caso viene anche richiamato dal tipo di storia.

Durante l’iniziale perlustrazione del pianeta non è possibile non pensare alla Foresta di Ruel attraversata nel tredicesimo volume della saga deveriana, Contagio Mortale, così come l’ingresso nella fortezza ricorda varie situazioni simili vissute da Lone Wolf. La caduta nel labirinto (e il ritrovamento della spada) rammentano gli eventi che caratterizano il settimo volume, Il Castello della Morte, e, per certi versi, anche l’esplorazione della città sotterranea di Zaarix nel nono, L'Antro della Paura.
Sensazioni amplificate dal clima di "caccia alla pietra della sapienza" che si respira, dato che un Olocron altro non è che uno strumento contenente dati e, quindi, sapere. Quelli Jedi hanno forma cubica, quella dei Sith, come nel nostro caso, piramidale.
Tutto ciò, comunque, è ben lungi da caratterizzare l’opera come poco interessante, anzi, la rende ancor più stimolante.
Lo stile di scrittura è come sempre ottimo e, naturalmente, la difficoltà alta, soprattutto perché è molto semplice perdere punti di resistenza in combattimento, e la nostra energia sembra esaurirsi in un attimo e non bastare mai.  Anche aver  fatto carriera, terminando le precedenti avventure, e aver così raggiunto il grado di Cavaliere Jedi risulta importante, per le molte circostanze in cui si usufruirà di alcuni bonus grazie all'esperienza accumulata, a partire dalle prime battute della storia, quando si potrà potenziare la propria spada, ottenendo due punti di combattività in più.

Longevità 8: 

Ogni rilettura garantisce la scoperta di qualche avvenimento che si era perso pecedentemente. L'ottimo stile narrativo poi invoglia a riprendere il libro in mano più volte.

Difficoltà 8: 

Un po' alta, soprattutto per le difficoltà legate agli ostici combattimenti piuttosto frequenti. L'esperienza e aver completato le avventure precedenti con successo aiutano però a superare i problemi, e rendono il libro abbordabile.

Giocabilità 8.5: 

Indubbiamente molto divertente da giocare e ben strutturato. Ci sono ottime possibilità di interazione con personaggi e oggetti, inoltre le similitudini strutturali con Lupo Solitario contribuiscono ad alzare ulteriormente una valutazione già ottima. Raffaele si conferma ottimo scrittore con uno stile ricco e divertente.

Chicca: 

/

Totale 8.5: 

Un eccellente volume, per alcuni versi il migliore della saga .