Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

LGL Login



Segui LGL su Twitter

LGL su Facebook



Utenti online

Cerca nel sito

Il Sondaggione!!

Meno di due mesi a Lucca Comics & Games 2019. Cosa ti piacerebbe trovare, in ambito librogame, nella più importante fiera italiana del settore?

JoomlaStats Visitor Details

Unknown Unknown
Unknown Unknown

Your IP: 3.226.243.10

Recensione

La Terra di Mezzo 3: Le Miniere di Moria
Edizione EL 1992
autore/i Susan Mathews,John David Ruemmler
Recensore spadadelsole

“Una serie di turbinanti avventure ambientate nell’universo dell’opera fantasy più famosa del mondo”  prometteva il catalogo EL che trovavamo alla fine dei vari libri, descrivendo la serie Terra di Mezzo. Purtroppo però i primi due volumi della collana, data la serietà dei temi trattati, non avevano molto di turbinante. Ora, invece, potremo realmente affrontare un'avventura frizzante e scanzonata. Ma andiamo con ordine.

Mercenari alla ricerca di un lavoro, saremo ingaggiati dalla famiglia di nani di Bror, allo scopo di entrare nelle miniere di Moria e recuperare il testamento che sancisce il loro diritto all’eredità. Una facile passeggiata, resa ancora più facile dal fatto che, tolti i viaggi di andata e ritorno, avremo solo quarantotto ore per svolgere la missione. Nostro compagno e guida sarà un giovane nano membro del clan.

Costui non mi sembra un personaggio ben caratterizzato, perché soffrirà di un vero sdoppiamento della personalità. Durante il viaggio d’andata sarà debole e pauroso, e i suoi consigli risulteranno rovinosi, ma, arrivati nelle miniere, diventerà un vero e proprio Rambo, dagli utili consigli. Una metamorfosi un po' strana, anche se probabilmente l'autore ha voluto sottolineare in questo modo quanto influsica sul morale del nostro compagno la possibilità di trovarsi in un ambiente a lui congeniale.

Lo scenario delle miniere, uno dei luoghi più mitici della letteratura tolkeniana sarà molto interessante, anche se la mappa non sarà di grande aiuto e forte sarà la tentazione di gironzolare alla “speriamo di imbroccarla”.  Il livello di difficoltà, poi, si impennerà nel finale, con il complesso confronto nella sala del tesoro, che, se superato con successo, potrebbe offrirci un utile oggetto.  Tornati al campo, potremo goderci la meritata vittoria se siamo stati veloci o, al contrario, un cocente fallimento, per aver rovinato la famiglia.

Il terzo volume, a dispetto del difficile scenario, si rivela più leggero e scanzonato del precedente con la sua battaglia incombente. Le istant death saranno ancora meno rispetto al primo volume e gli orchetti non saranno avversari terribili. Ci saranno un paio di combattimenti al limite dell’impossibile, ma facili da evitare.
Naturalmente giocare al livello avanzato chiederà un’attenzione maniacale al tempo che passa ma, contemporaneamente, darà una soddisfazione maggiore, portandoci ad uno dei quattro possibili finali. Il sistema semplice, condizionato dalla vittoria automatica, invece, non sarà fonte di grandi soddisfazioni, a mio avviso almeno.

Da notare come, temporalmente, questo sia l’ultimo volume della saga, nonché l’unico ambientato dopo la caduta di Sauron. Interpretare lo schema delle miniere, labirintiche come sono, non sarà facile ma, al contempo, più semplice di quanto non mi aspettassi e la difficoltà, in ultima analisi, accettabile.

Un volume valido, che non dura a lungo perché si legge rapidamente, ma che regala soddisfazioni accettabili anche se, da un luogo così mitico, ci si sarebbe aspettato un po’ di più. Un'opera discreta, ma non eccezionale. Molto interessante la sezione equipaggiamento, che consente di iniziare l’avventura già con due utili oggetti.

Longevità 6: 

Non alta: una lettura, al massimo due, basteranno per sviscerare a fondo il libro e perlustrarne tutte o quasi le possibili diramazioni.

Difficoltà 7: 

Ben calibrata, dato che, le morti istantanee sono poche  e i combattimenti obbligati quasi assenti. Paradossalmente potrebbe deludervi se siete in cerca di una sfida ardua.

Giocabilità 7.5: 

Il livello di interazione è davvero ben calibrato, e ad aumentare l'appeal contribuisce l'ambientazione estremamente carismatica: ci troviamo in uno dei luoghi simbolo della letteratura tolkeniana. Lo stile narrativo è piacevole, caratterizzato da paragrafi sintetici ma non per questo insoddisfacenti.

Chicca: 

/

Totale 7: 

Un buon libro, a cui manca qualcosa per essere davvero eccezionale.