Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

LGL Login



Segui LGL su Twitter

LGL su Facebook



Utenti online

  • gabrieleud
  • Prodo

Cerca nel sito

Il Sondaggione!!

Meno di due mesi a Lucca Comics & Games 2019. Cosa ti piacerebbe trovare, in ambito librogame, nella più importante fiera italiana del settore?

JoomlaStats Visitor Details

Unknown Unknown
Unknown Unknown

Your IP: 18.206.48.142

Recensione

Dimensione Avventura 8: Missione per un Samurai
Edizione EL 1992
autore/i Mark Smith,Jamie Thomson
Recensore spadadelsole

Come suggerisce il titolo, in questo volume vestiremo i panni di un grande samurai che deve compiere una missione fondamentale per il suo paese: recuperare Singing Death, la spada dello Shogun caduta in mano al Signore dell’Ombra.
Senza di essa il potere dello shogun perde il suo fondamento e la nazione sarà destinata a rimanere vittima del caos più completo (evidenti le similitudini, probabilmente casuali, con il quinto volume di Alla corte di Re Artù). La prima decisione importante la prenderemo già all’inizio del libro; dovremo scegliere infatti tra due percorsi: uno che attraversa foreste e paludi e uno più civilizzato che si snoda tra villaggi e castelli.
La prima strada sarà piena di mostri e pericoli, espressione diretta dell’immaginario e dalle leggende giapponesi, ma anche il secondo non sarà da meno, dato che, dopo vari scontri contro i banditi, e la difficile scelta se accettare un samurai traditore come nostro compagno di viaggio, saremo fatti prigionieri in un castello da cui non sarà affatto facile uscire.
Comunque vadano le cose, a meno di non incappare in una prematura dipartita, giungeremo, indipendentemente dal percorso, al cospetto di un Dai Oni, cioè un signore degli inferi, demone dall’aspetto umano, che ci rivelerà il modo per entrare nella fortezza del Signore dell’Ombra. L'informazione ovviamente non la otterremo senza pagare un prezzo: per far parlare il demone saremo infatti costretto a batterlo, insieme ai suoi alleati, in un difficile torneo. Prima di affrontare tale cimento nell’arena dovremo però passare per le otto porte presenti nella dimensione astrale in cui nel frattempo siamo caduti.
Ognuna di esse si schiuderà su di un mondo fantastico ove troveremo le creature più disparate che saranno disposte ad aiutarci solo se forniremo loro un oggetto preciso, che sarà stato possibile reperire durante le nostre precedenti peripezie. Nel caso malaugurato in cui non riuscissimo a procurarci alleati saremo sconfitti nel torneo, perché le forze nemiche sono troppo numerose per sconfiggerle da soli. Il guaio è che anche gli alleati andranno gestiti bene, perché ci aiuteranno contro un avversario soltanto e, se scagliati contro il guerriero sbagliato, potrebbero morire senza ottenere risultati apprezzabili.
Vinto il torneo e scoperto il segreto della spada Singing Death, penetreremo finalmente nel castello e inizierà lo scontro decisivo. Dato che riusciremo subito ad impossessarci del la spada, proveremo una grande emozione nel servircene, visti i suoi grandi poteri. Tutto questo avverrà solo se, prima di impugnare l'arma ne avremo scoperto l'arcano segreto.

La nazione che attraverseremo è immaginaria ma appartiene alla geografia dell'universo in cui sono ambientate le avventure della serie Sortilegio, per quanto dislocata in un'area molto distante dai territori descritti nel capolavoro di Jackson.
La descrizione degli ambienti e dei mostri corrisponde perfettamente all’immaginario orrorifico giapponese: Smith e Thomson mostrano di essere i degni autori di Ninja, per quanto vi siano anche elementi caratteristici di una concezione fantasy più europea, come per esempio scheletri e zombi
Anche il tono della narrazione, sempre sospesa tra sogno e realtà, e le illustrazioni, di ottima fattura e perfettamente adeguate al tema affrontato, contribuiscono a rendere l’avventura indimenticabile.

Non so se questo volume sia, almeno per certi versi, migliore della stessa serie Samurai, ma in ogni caso è una lettura obbligatoria per chi ama la cultura giapponese e una piacevole per tutti gli altri, trattandosi di un ottimo esponente della collana Dimensione Avventura.
La longevità del volume è altissima perché è bello riuscire ad esplorare tutti i luoghi descritti, e non ci sono true path, a differenza di quanto capita in altri libri della stessa serie.
Anzi, ognuno dei due percorsi principali cela moltissimi "sotto-percorsi" pieni di situazioni da affrontare e luoghi da visitare.
Tra le regole speciali del libro va citato il parametro onore: iniziamo con tre punti e le nostre azioni potranno alzare o abbassare tale valore.A differenza dell’omonima serie qui è facile acquisire nuovi punti ed anzi è necessario, perché un punteggio alto ci fornirà vantaggi fondamentali, mentre scendere fino a zero ci porterà al suicidio.
L’altra regola aggiuntiva riguarda le tecniche di combattimento samurai: sono quattro ma ci sarà possibile impararne una sola.
Si può scegliere tra il tiro con l’arco, il salto eroico, che consente di effettuare balzi fenomenali, il combattimento con due spade (che non da poi questi grandi vantaggi dato che, per usarlo, bisogna colpire l’avversario facendo almeno nove) e l’estrazione rapida della spada, che consente di colpire automaticamente durante il primo scontro arrecando un danno di tre punti: personalmente consiglio di preferire quest’arte, dato che il nostro cammino sarà costellato da decine di combattimenti.
In ogni caso è bello giocare varie partite impiegando tutte le quattro tecniche così da poter effettuare confronti e scoprire che l’avventura diventa diversa ogni volta.
Il principale difetto di Missione per un Samurai è dato dalla difficoltà: le instant death sono numerose ma prevedibili con un po' di lungimiranza, ma vi sono tantissimi combattimenti contro forti avversari, forse troppi.
Inoltre il percorso attraverso le paludi risulta molto più difficile rispetto all’altro, creando una situazione di squilibrio.

Personalmente ho trovato l’avventura molto bella e difficile da dimenticare, anche dopo più di dieci anni dalla prima lettura, e lo consiglio vivamente a tutti, specialmente agli appassionati della cultura del sol levante.

Longevità 8:  Molto elevata, è un libro da leggere e rileggere perchè offre diversi percorsi interessanti.

Difficoltà 7.5:  Poteva essere calibrata meglio nella fase di combattimento. Buona la gestione dei bivi, dei percorsi e delle istant death.

Giocabilità 8:  Davvero buona per molti aspetti, non raggiunge livelli stratosferici per l'eccessiva difficoltà di alcuni combattimenti. Splendida la descrizione di luoghi e mostri.

Chicca:  Autori delle avventure descritte nella serie Ninja, Smith e Thomson hanno scritto anche due volumi della collana Fighting Fantasy, tra cui quello qui recensito, l'unico pubblicato in Italia dalle E. Elle, che ha modificato la traduzione del titolo per non creare equivoci con il sesto volume della serie Time Machine, La Spada del Samurai. La scena disegnata in copertina è tratta direttamente da un episodio narrato all'interno dell'opera.

Totale 8:  Ottimo libro, consigliatissimo