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Bene così, è giusto che la collana arrivi al capitolo 32 anche senza l'autore originale e la qualità complessiva non ne risentirà affatto - 11%
Sicuramente l'assenza di Dever si farà sentire, ma credo sia comunque giusto scrivere gli ultimi 3 volumi - 21.9%
Difficile pronunciarsi: può essere un'opera valida o scadente, ma solo leggendola lo sapremo - 19.4%
Capisco che i fan storici vogliano vedere completata l'opera, ma senza Joe Lupo Solitario peggiorerà notevolmente - 3.2%
E' un'iniziativa insensata, dettata solo da ragioni commerciali: senza l'autore Lone Wolf non ha più motivo di proseguire - 43.2%
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Recensione

Scegli la tua Avventura Indiana Jones 36: Indiana Jones e il Giganti della Torre d'Argento
Edizione Mondadori 1988
autore/i R. L. Stine
Recensore Yaztromo

I Giganti della Torre d'Argento e' stato pubblicato in Italiano da Mondadori come trentaseiesimo volume della collana "Scegli la tua avventura", ma e' il quarto da quando la serie ha cambiato "direzione" e si e' focalizzata su vicende con Indiana Jones co-protagonista

Queste prime quattro avventure hanno avuto quattro autori diversi e in questo caso si tratta di R. L. Stine, un veterano della letteratura interattiva.

Come nei precedenti trentacinque volumi, si tratta di una storia a bivi senza punteggi, lanci di dadi, schede dei personaggi, ne' regolamenti particolari. C'e' pero' una deviazione molto significativa dalla pratica comune di quasi tutti gli altri SLTA: in alcuni (rari) casi (per esempio alle pagine 31 e 78), il giocatore potra' scegliere un numero tra uno e dieci e poi, a seconda se quel numero e' pari o dispari, seguira' due percorsi radicalmente diversi (praticamente la stessa meccanica che si incontra nella serie "Cagliostro"!).

L'antefatto dell'avventura ambientata nel 1933 segue molti canoni classici del genere: il protagonista e' un ragazzino che e' stato mandato dai genitori a passare l'estate con Indiana Jones (!). Durante questo periodo, si presenta da Indiana Jones un'altra ragazzina (che di fatto diventera' anche lei co-protagonista), di nome Lilah Rogers: a suo padre era stato commissionato un servizio fotografico sul Tibet da una rivista e lui ha deciso di portare la giovane figlia con se' (!).

Mentre erano in Tibet per tale servizio fotografico, si sono persi e, vicinissimi all'esaurimento delle forze hanno scorto una enigmatica torre d'argento, presso la quale viveva un popolo di uomini altissimi (giganti) che ha salvato loro la vita, ma poi gli ha vietato di andarsene e di svelare al resto del mondo la loro esistenza. Lilah e suo padre, pero' sono riusciti a fuggire e hanno cercato di tornare indietro, ma in una tormenta di neve si sono persi di vista e Lilah ha raggiunto da sola la civilita'.

Anziche' chiedere aiuto in loco, ha deciso che l'unica speranza per ritrovare suo padre e' Indiana Jones e per questo e' andata da sola fino in America a chiedere il suo aiuto (!). Come prova del fatto che i giganti e la torre esistono davvero e non sono solo una leggenda, Lilah mostra una moneta d'argento con su una faccia l'effige di una torre.
Ovviamente il giovane protagonista e Indiana Jones, una volta avuto il finanziamento per la spedizione da Marcus Brody, curatore del National Museum, partono immediatamente assieme a Lilah.

L'avventura vera e propria si svolge secondo i canoni che ci si potrebbero aspettare: sherpa superstiziosi ma col cuore d'oro, tempeste di neve se non valanghe, predoni vari, caverne e fiumi ghiacciati, valli protette con tanto di jungle, Yeti e, nel caso, anche la famosa torre d'argento e la popolazione semi-civilizzata dei giganti, guerrieri di altissima statura, bravissimi a lavorare l'argento, che hanno vissuto volontariamente separati da tutto e da tutti per oltre quattromila anni. Tutto sommato, come spessissimo in questa serie dedicata ad Indiana Jones, la storia e' sviluppata a partire da leggende e miti ben noti.

In generale, lo stile di R. L. Stine e' relativamente ordinato e rigoroso, senza eccessivi salti con la fantasia e con un Indiana Jones che interpreta quasi sempre una figura seria di eroe, con pochissimi siparietti umoristici o ironici (fa forse un po' eccezione quando Indy si trova a tu per tu con i serpenti, suo ben noto tallone di Achille), mentre altri autori di questo filone avevano dato piu' spazio a tali aspetti comici, trasformando a volte Indiana Jones quasi in una macchietta alla quale il giovane protagonista salva la faccia e la vita non di rado.

Un aspetto, che e' presente in svariati altri SLTA, ma che la letteratura interattiva successiva, a partire dai Fighting Fantasy, ha praticamente escluso dai canoni, e' che la situazione di fondo puo' variare a seconda delle scelte che si fanno, causando ai lettori piu' moderni parecchia confusione. Per esempio, ad un certo punto, in una certa situazione, ci puo' capitare di incontrare un gruppo di cavalieri che ci inseguono a spron battuto: a seconda della serie di scelte che possiamo prendere, gli stessi cavalieri si riveleranno essere una banda di ladroni tagliagole, oppure una specie di "soccorso alpino" che, insieme al padre di Lilah, la stanno cercando disperatamente. In pratica non c'e' un background coerente, ma potrebbe benissimo cambiare a seconda del percorso scelto! (in realtà questa è una caratteristica molto presente nei vari SLTA, fin dai primi volumi ideati da Ed Packard, il papà della collana NDProdo)

Ultima considerazione a proposito della traduzione Italiana, che non e' questa volta delle migliori. Tra le scelte di traslazione meno felici, c'e' quella di dotare Indiana Jones di uno staffile anziche' di una frusta, con la contraddizione che con una frusta il mitico Indy puo' provare ad aggrapparsi a qualcosa per tirarsi fuori da un guaio (e capitera', nel corso dell'avventura!), mentre con uno staffile non ha tale possibilità.

Longevità 7: 

Non male, visto che ci sono diversi percorsi interessanti e i nostri eroi dovranno prima cercare di ritrovare  il padre di Lilah e poi, se possibile, dedicarsi alla torre d'argento e ai giganti.

Difficoltà 6.5: 

Forse un pelino troppo facile, anche per il pubblico al quale e' destinato.

Giocabilità 8: 

Ottima giocabilita' come per un po' tutti gli SLTA, con in piu' l'aggiunta della possibilita' di scegliere un numero e proseguire in modo diverso a seconda se tale numero e' pari o dispari.

Chicca: 

/

Totale 6.5: 

L'avventura in se' funziona piuttosto bene, ma il fatto che la storia di fondo può cambiare a seconda delle scelte che si fanno potrebbe lasciare un po' di amaro in bocca a molti lettori di storie a bivi post-SLTA.