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L'invasione dei nuovi librogame continua. Sempre più case editrici propongono il proprio libro interattivo. Cosa ne pensi?

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Recensione

Avventure Stellari 3: I Cavalieri della Galassia
Edizione EL 1987
autore/i Christopher Black
Recensore Prodo

I Cavalieri della Galassia, terzo capitolo della serie Avventure Stellari in Italia (ma quinto nell’ambito del progetto originale) è probabilmente il miglior libro della collana. I progressi narrativi dell’autore, Cristopher Black, sono evidenti, figli dell’esperienza acquisita con i precedenti volumi e di una maggior conoscenza del mezzo espressivo “a bivi”, che finalmente viene padroneggiato senza ricadere nei difetti di frammentarietà e insensatezza tipici di altri capitoli della saga.

E’ un volume a cui sono particolarmente affezionato perché è stato il primo librogame in assoluto a entrare in mio possesso. Lo comprai con pochi e sudati risparmi in una libreria dell’EUR, a Roma, che non esiste più, giusto 30 anni fa. Lo scelsi tra quelli disponibili non perché mi attirasse più di altri o mi piacesse particolarmente la copertina: semplicemente era l’unico che costasse 4.500 lire, somma che in quel momento rappresentava il mio intero patrimonio (ero pur sempre un bambino di quinta elementare!).

Il titolo, così come tradotto, non ha alcun senso, ed è figlio probabilmente dell’equivoco nato tra il termine originale Raiders (predatori, si riferisce ai pirati galattici che affronteremo nel corso delle nostre peripezie) e Riders (cavalieri, di cui non vi è traccia nell’opera): un’ingenuità figlia di altri tempi, quando l’Inglese era molto meno conosciuto e c’erano pochi riscontri alle possibili cantonate prese dalle case editrici. Visto con gli occhi di oggi questo sfondone ha anche un certo gusto e ci consente di assaporare, insieme alle pagine ingiallite fatte con carta riciclata e quell’odore particolare che io ancora oggi associo ai librogame, tutto il fascino “anni ‘80” di questo accattivante libretto.

La trama si suddivide in due tronconi principali: nel primo ci sarà possibile dare la caccia ai pirati (e da qui si dipanano due sotto-trame in cui dovremo decidere se tentare di unirci a loro, spacciandoci per malviventi a nostra volta, oppure farci imprigionare, per poi fuggire dalla cella in cui ci hanno rinchiusi e sabotarne, non visti, le operazioni), nel secondo invece supporteremo e proteggeremo le carovane di cercatori di Novium, un prezioso minerale dalle misteriose proprietà che sta scatenando una corsa all’oro paragonabile a quelle statunitensi del XIX secolo. Anche in questo secondo caso ci sarà subito un ulteriore bivio cardinale a suddividere nuovamente le successive evoluzioni: ci sarà chiesto infatti di scegliere se fermarci nel primo dei pianeti dove sono stati scoperti giacimenti oppure spingerci nelle parti più estreme della galassia, in cerca di filoni ancora inesplorati.

Black, a differenza di quanto accaduto in altre occasioni, riesce a gestire in maniera omogenea l’evolversi della trama, evitando di spezzettarla eccessivamente e contenendosi dall’indulgere in variazioni sul tema fantasiose (e insensate) come aveva fatto per esempio in L’Invasione degli Androidi. Ne risulta una vicenda asciutta e interessante, sufficientemente approfondita, che non lascia quella sensazione di incompiuto e il rammarico di non aver potuto chiaramente sviscerare le varie evoluzioni. Le avventure si susseguono ben descritte e divertenti, in alcuni casi addirittura intellettualmente stimolanti.

Ci verranno dati spunti di riflessione insolitamente profondi data la natura della collana: ha senso rovinarsi la vita per cercare un minerale, per quanto prezioso esso possa essere? E quali conseguenze possono derivare dallo sfruttamento di un materiale appena scoperto, senza che lo stesso sia stato adeguatamente controllato e analizzato?

Su questa falsariga si presenteranno anche le varie diramazioni. Lo sforzo dell’autore di premiare scelte ponderate, dettate da una visione pacifica e lungimirante della vita intergalattica, è evidente, e credo encomiabile, in un volume chiaramente pensato per un pubblico molto giovane e che quindi deve necessariamente avere anche un intento didattico e costruttivo.

Se ci lanceremo pertanto in assalti insensati, battaglie inutili, o violenza gratuita, saremo quasi sempre puniti con il fallimento (o peggio ancora il temutissimo “skiant!”, con conseguente dipartita). Anche la vigliaccheria, approcci eccessivamente “conservativi” o fughe precipitose non produrranno buoni risultati. Se cercheremo non solo di portare a termine la missione, ma anche di comprendere le situazioni che progressivamente ci troveremo a vivere, metterci nei panni dei nostri interlocutori e indulgere in scelte rispettose, soprattutto nei confronti della vita altrui e dell’equilibrio della galassia, riusciremo a guadagnare gli epiloghi migliori, quelli maggiormente premiati dalla tabella dei punteggi a fine libro.

Sono quasi spariti i bivi “insensati” (ne permangono appena un paio), quelli cioè che, senza indizi apparenti, portano all’istant death, semplicemente per aver preferito A a B, e questo elemento rappresenta un ulteriore segnale di crescita della qualità media del libro. Non sono invece scomparse le citazioni, alcune davvero gustose, e l’influenza di Star Wars: senza spoilerare troppo non posso non indicare l’illustrazione di pagina 74, dove il capo della corporazione che sfrutta i minatori sarà rappresentato come un sosia di Jabba the Hutt!

Il comparto grafico non rimane particolarmente nella memoria: dopo il buon lavoro del volume 1 Maelo Cintron scivola nella mediocrità con i capitoli successivi, e i disegni de I Cavalieri della Galassia, pur non essendo orribili, non fanno certo gridare al miracolo. In particolare colpisce l’eccessiva linearità del tratto, che impedisce di dettagliare e particolareggiare adeguatamente sia le figure dei vari personaggi che le scene movimentate.

Complessivamente questo terzo/quinto capitolo della serie si presenta come un buon libro: interessante, mai noioso, ben strutturato e omogeneo. Non è ovviamente paragonabile a opere più complesse, ma questo accade perché il taglio stesso di Avventure Stellari non lo è. Se pensato però tenendo conto del pubblico di riferimento, e dell’approccio tipico della collana, si rivela essere un titolo adeguato, che non manca di avvincere il lettore e riesce anche a fornire materia su cui riflettere, cosa non certo scontata né troppo frequente in molti dei volumi interattivi più blasonati.

Un’ottima idea per un regalo di Natale, ammesso che riusciate a reperirlo, per un ragazzino che volete avvicinare al genere; in alternativa una panacea per rituffarvi in una di quelle storie semplici ma allo stesso tempo frenetiche e intriganti, che sanno così tanto di anni ’80.

Nota di chiusura: da segnalare il ripetersi di un errore già riscontrato nei precedenti capitoli. L’epilogo del paragrafo 27 non è presente nella tabella dei punteggi conclusiva. E’ invece citato il finale di pagina 26, che non esiste (probabilmente i numeri dei due paragrafi sono stati invertiti).

Longevità 6.5: 

Terminare la missione una o due volte richiederà meno di mezz’ora. Se però cercheremo di scovare tutti gli epiloghi più interessanti, o addirittura vorremo sviscerare il libro in ogni suo angolo, sarà necessaria qualche ora di lettura, comunque piacevole perché il titolo si presta strutturalmente bene a essere ripreso in mano più volte.

Difficoltà 7: 

Le scelte sono sensate e logiche, e le tematiche approfondite. La sfida consiste nel concludere la missione nel migliore dei modi durante le prime letture, e se approcceremo il libro con lucidità e cervello connesso sarà fattibile riuscirci. Fortunatamente sono quasi scomparse le istant death condizionate da diramazioni completamente casuali.

Giocabilità 6.5: 

Struttura semplice e lineare, come accade sempre nella collana, stavolta però omogenea e ben congegnata. La caccia all’epilogo migliore, e ai punteggi più alti nella tabella conclusiva, contribuisce ad aumentare il valore dell’esperienza ludica.

Chicca: 

Dopo averci fatto dichiarare a inizio libro che non sappiamo nulla di storia antecedente al 20esimo secolo l’autore ci fa indulgere in dissertazioni quasi dotte in materia, in cui citiamo addirittura il Mago Merlino. Non contento, in altro paragrafo, fa “ghiacciare il sangue nelle vene” al robot Tor-2! Sviste quasi esilaranti, che si sposano bene con l’atmosfera “fracassona” del volumetto.

Totale 7: 

Un bel ricordo della golden age del genere interattivo.