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Recensione

Fighting Fantasy 7: Island of the Lizard King
Edizione Penguin Books Puffin Imprints 1984
autore/i Ian Livingstone
Recensore Yaztromo

Island of the Lizard King e' il settimo volume della serie storica Fighting Fantasy sotto l'egida Puffin ed e' stata tradotta in italiano dalla E.ELLE col titolo di L'Isola del Re Lucertola che, come un po' tutti i Dimensione Avventura, non brilla come il librogame meglio tradotto dalla casa editrice triestina.

Anche in questa occasione, Ian Livingstone ha deciso di seguire pedissequamente l'ambientazione strettamente fantasy e il regolamento classico Fighting Fantasy, con i suoi molti vantaggi, ma anche con qualche svantaggio, tipo il fatto che i lanci iniziali per determinate STAMINA e, soprattutto, SKILL sono fondamentali per il buon prosieguo dell'avventura e, considerati i forti nemici spesso utilizzati da Ian Livingstone, partire con punteggi alti e' spesso condizione necessaria, anche se non sufficiente, per concludere bene l'avventura.

Anche questo lavoro fa parte di una serie di avventure "superclassiche" di Ian Livingstone che, pur senza intaccare il regolamento e le impostazioni canoniche della serie, hanno contribuito a creare un mondo con le sue storie, i suoi miti, il suo flavour.

La storia comincia ad Oyster Bay, noto per essere un tranquillo e isolato villaggio di pescatori al di fuori di tutte le beghe e di tutte le violenze che imperversano nel resto del continente. Il protagonista si e' recato in questa apparentemente amena cittadina a trovare un vecchio amico e a riposarsi dopo una durissima avventura a Fang (vedi collegamento con Deathtrap Dungeon).

Scopre pero' che da qualche tempo gli Uomini Lucertola di Fire Island stanno rapendo i pacifici uomini di Oyster Bay. Gli Uomini Lucertola in questione fino a qualche tempo fa erano mercenari assunti per fare da carcerieri ai malfattori di Port Blacksand imprigionati nella colonia penale dell'isola, ma con l'avvento di Lord Azzur sono stati lasciati a loro stessi e hanno utilizzato i prigionieri come schiavi nella miniera d'oro dell'isola (viene da chiedersi perché si fossero messi a fare i secondini avendo a disposizione un ingente quantità d'oro a casa propria, ma tant'é).

In breve il protagonista salpera' per Fire Island, che e' meta anche di pirati e include una giungla pericolosa nonché un villaggio di tagliatori di teste; sfidera' progressivamente tutti i pericoli per liberare i prigionieri e combattere una grande battaglia finale contro i crudeli Uomini Lucertola, i loro alleati e soprattutto contro l'auto proclamatosi Re degli Uomini Lucertola, che e' un nemico piu' pericoloso e pieno di risorse di quel che si potrebbe pensare in un primo momento...

Tra le avventure di Ian Livingstone, in questa la presenza dei suoi "soliti" check point e' meno pesante che in altre. Di fatto nel corso della vicenda veniamo a sapere che per affrontare il Re Lucertola servono certe armi e certi oggetti, ma non siamo a livelli di chiavi numerate, pietre prezione, anelli dorati... da sfiorare la paranoia.

Questa avventura e' considerata l'ultima di una trilogia di librigame (City of Thieves, Deathtrap Dungeon e, appunto Island of the Lizard King) non esplicitamente indicata dall'autore, ma che puo' essere intuita come tale dalle introduzioni, leggendo con attenzione i percorsi del protagonista prima di giungere all'inizio della storia, e accorgendosi che ricalcano tale sequenza di successione a livello di avvenimenti, ambientazioni e personaggi.

Molto piu' tirata per i capelli l'interpretazione di alcuni fan, che vede anche Trials of Champions e Armies of Death come prosecuzione di Island of the Lizard King, con il protagonista che, colpito dal Gonchong a fine avventura sviluppa una forma di amnesia, diventa un pescatore tra tanti a Oyster Bay e si trasforma cosi' nell'inconsapevole protagonista di Trial of Champions e poi, conseguentemente, di Armies of Death.

Longevità 7: 

Questa avventura fara' sicuramente compagnia al lettore per piu' di una partita.

Difficoltà 7: 

E' necessario avere punteggi iniziali alti per avere una probabilita' decente di sopravvivere ai combattimenti, ma a parte questo scoglio iniziale la difficolta' non e' particolarmente elevata.

Giocabilità 8: 

L'avventura scorre senza intoppi fino alla sua conclusione. Per una volta Livingstone non ci obbliga a cacce serrate per scoprire l'oggetto X o il passaggio Y, imprescindibili per completare in maniera vincente la nostra missione.

Chicca: 

Ovviamente il riferimento nel titolo a Jim Morrison: il Re Lucertola e' lui!

Totale 7: 

Questa avventura non sara' un mito come la precedente Deathtrap Dungeon, ma e' comunque caratterizzata da un bel tema, ben svolto e contraddistinto da uno scenario accattivante che rimane per sempre nella memoria dei lettori!