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Recensione

Piccoli Brividi 1: Il club dell'orrore
Edizione Mondadori 1996
autore/i R. L. Stine
Recensore Yaztromo

Il Club dell'Orrore e' il primo Piccoli Brividi a bivi pubblicato in Italia da Mondadori nel 1996, solo un anno dopo la pubblicazione in America in lingua originale, ovvero in un periodo nel quale ila parabola dei librogame in Italia era ormai in caduta libera. Solo quattro Piccoli Brividi a bivi sono stati tradotti in Italiano su cinquanta, ma questo volume e' stato scelto con sagacia e rappresenta bene la serie estesa.

L'autore, come per tutte le serie e le collane e sotto-collane di Piccoli Brividi e' R.L. Stine (che ha dichiaratamente fatto uso talvolta di ghost writers) e la traduttrice (che ha fatto un lavoro egregio, cosa che non sempre e' capitata per i librogame) e' Roberta Gefter Wondrich.

Il formato e i canoni compositivi di questo librogame sono esattamente gli stessi degli SLTA (tranne un dettaglio che verra' segnalato più sotto come la chicca di questa avventura), ma le pagine / sezioni sono 137 (anziché le circa 105 degli SLATA) e i finali sono 26 (tanto per fare un paragone, lo SLTA Il Mistero di Chimney Rock, che ha lo stesso tema di questa avventura, ovvero quello della casa stregata, ha 35 finali). Questa indicazione numerica ci dice subito che le storie che si possono trovare in questi lavori sono in genere più lunghe e articolate di quelle della controparte che ha evidentemente fatto da modello.

Il protagonista/(giovane) lettore e' un ragazzino o una ragazzina (l'autore ha molta cura di assicurarsi che il sesso non sia mai definito, rivolgendosi in questo modo dichiaratamente a un pubblico misto) che si e' appena trasferito in una nuova città e vorrebbe inserirsi a scuola, facendosi dei nuovi amici (tema molto americano...) ma nessuno gli bada. Dopo una settimana di noia e frustrazione, viene invitato a una riunione del Club dell'Orrore. I giovani partecipanti a questo club la organizzano il venerdì sera in una casa disabitata (Villa dei Pipistrelli), dove in passato viveva il misterioso Professor Krupnik, ora deceduto. Si dice che la casa sia infestata!
Ovviamente il giovane protagonista, per farsi degli amici e dimostrare che non ha paura, ci andrà ben volentieri e scoprira' che proprio in quella occasione, anziché raccontarsi storie dell'orrore come al solito, si farà un gioco... un gioco che potrebbe diventare pericoloso!

I membri del Club sono sei e si divideranno in due squadre che faranno due giochi diversi: una squadra si muoverà in casa e l'altra all'esterno: le due storie qui divergeranno completamente e si potrà' scegliere quale dei due gruppi seguire, vivendo due avventure completamente diverse.

Se decideremo di restare in casa, il gioco sara' una caccia al tesoro: dovremo trovare un osso umano, tre peli di licantropo, un filo di paglia preso dalla scopa di una strega e un pezzo di benda di una mummia. Sembra uno scherzo, invece i nostri tre amici del Club dell'Orrore si trasformeranno in mostri e faranno di tutto per farci fallire la caccia al tesoro perché, se non riusciremo a raccogliere i quattro oggetti prima dello scoccare di mezzanotte, diventeremo mostri anche noi! Se invece avremo successo, romperemo l'incantesimo.
Se in alternativa andremo a giocare all'aperto, ci ritroveremo a perlustrare un cimitero e andremo a cacciarci nella tomba di famiglia dei Krupnik, uscendone con una strana maledizione: diventeremo una sorta di "pipistrello mannaro", di giorno umano (ma con una forte avversione per i raggi solari) e di notte chirottero. Rimuovere la maledizione non sara' banale.

Quello che si può notare in questo librogame, rispetto, per esempio, ai già citati SLTA, e' che ci sono parecchi personaggi, che sono ben descritti e ben caratterizzati, e parecchie situazioni. Tutto questo viene reso possibile da un numero di pagine-sezioni superiore e da un numero di finali relativamente contenuto, che consente storie più lunghe e complesse, in generale un po' più concentrate sugli aspetti narrativi (le atmosfere sono ben curate e le descrizioni sono generalmente egregie) e un po' meno su quelli ludici.

Longevità 8: 

In pratica sono due storie in una, cosa che stimola ovviamente la rilettura.

Difficoltà 7.5: 

È un'avventura ben bilanciata, dove le descrizioni e la cura per il dettaglio aiutano i lettori attenti e accurati.

Giocabilità 8: 

Il formato dell'avventura a bivi senza punteggi e tiri di dado e' particolarmente giocabile e le concatenazioni logiche, nel loro contesto, sono credibili, senza salti incoerenti o difficili da comprendere.

Chicca: 

Uno dei bivi non e' "a libera scelta" come tutti gli altri, ma, a seconda se il lettore indossa un maglione, una felpa, o no, si verra' indirizzati a pagine diverse per il prosieguo dell'avventura: si tratta di una soluzione decisamente innovativa!

Totale 7: 

Un librogame simpatico e ben centrato sul suo target di giovani lettori in cerca di piccoli brividi di paura, che avrebbe meritato di aprire una lunga serie anche in Italia come ha fatto nei paesi anglofoni. Purtroppo la collana da noi e' durata solo quattro numeri, mentre altrove sono stati ben cinquanta... Non era il momento giusto per pubblicare storie a bivi nella nostra penisola.