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Recensione

Scegli la tua Avventura 30: Il Regno Sotterraneo
Edizione Mondadori 1988
autore/i Edward Packard
Recensore Yaztromo

Il Regno Sotterraneo e' il trentesimo SLTA pubblicato da Mondadori nel 1988 ed e' stato scritto nientepopodimenoche' da Edward Packard. In tutto ha 104 pagine/sezioni e 21 possibili finali (un numero abbastanza contenuto, che può' permettere lo sviluppo di storie a bivi sufficentemente lunghe e complesse). Questa volta l'autore esplora il mito della Terra Cava e del Regno Sotterraneo, che ha probabilmente ispirato anche Jules Verne quando ha scritto Viaggio al Centro della Terra.

Rompendo un po' i canoni della serie, dopo l'avvertenza iniziale di rito, che spiega come leggiocare uno SLTA, senza leggere tutte le pagine dalla prima all'ultima, ma saltando tra le varie pagine, a seconda delle indicazioni ricevute e delle scelte fatte, viene introdotta una "avvertenza speciale", che introduce una sorta di introduzione in cui viene riportata la teoria del Professor Bruckner, che ha ipotizzato l'esistenza della Terra Cava (o del Regno Sotterraneo). Si tratterebbe dell'effetto di un piccolo buco nero che, eoni fa, sarebbe penetrato all'interno della crosta terrestre e avrebbe "compattato" il nucleo del pianeta.

In questo modo, il pianeta sarebbe diventato cavo e al suo centro ci sarebbe adesso un "rinfrescante" sole nero, che altro non sarebbe che un piccolo buco nero. L'immancabile Dottoressa Nera Vivaldi avrebbe trovato il Crepaccio Senza Fondo nella Groenlandia settentrionale e questa sarebbe la via per raggiungere il Regno Sotterraneo. Purtroppo di Nera Vivaldi, dopo questa comunicazione dal circolo polare Artico, non si e' più saputo niente.

Il "solito" giovane protagonista/lettore e' dunque spedito in Groenlandia, presso il Crepaccio Senza Fondo con i ricercatori Gunnar Larsen e James Sneed. Ci sono vari modi per ritrovarsi in fondo al crepaccio, ma, in caso non ci riuscissimo, si può riprovarci anche con il Professor Bruckner e una speciale navicella intraplanetaria chiamata Vertacraft.

Le avventure e i bivi all'interno del pianeta Terra, nonché all'interno di questa storia sono tutte coerenti tra di loro, non come altri SLTA che, con il divergere delle storie, propongono situazioni che non vanno d'accordo tra loro, e questo rende più interessante e costruttiva l'esplorazione dell'interno del pianeta, che e' molto caldo e, se non fosse per il "rinfrescante" buco nero, sarebbe invivibile.

Troveremo flora e fauna bizzarre e pericolose, e anche aspetti della geologia interna che non lasciano scampo, ma forse la dinamica più stimolante e' quella tra due tribù di ominidi primitivi (Raka e Archipodi, che vivono sulle sponde opposte del Grande Fiume) che sono i guerra tra di loro e noi facilmente ci troveremo invischiati nelle loro vicende, in un modo o nell'altro, ma avremo anche l'opportunità di incontrare nuovamente la nostra amica di vecchia data Nera Vivaldi!

Un'altra presenza imperdibile esplorando il Regno Sotterraneo: quella di una specie di enormi quanto enigmatici uccelli molto evoluti, con abilita' psichiche benefiche, se non "angeliche".
Non si può certo dire che sia una storia "educativa", come altre presenti nella collana, perché manca un barlume di verosimiglianza scientifica, ma e' comunque divertente e di evasione, ben costruita e piena di avventura e affabulazione.

Longevità 7: 

Le storie relativamente "lunghe" sono particolarmente attrattive per il lettore e comunicano il piacere della lettura prolungata.

Difficoltà 7: 

Riuscire a destreggiarsi tra le due tribù in guerra tra di loro e che cercano in ogni modo di coinvolgerci (o di farci fuori se non accettiamo di prendere le loro parti) può non essere semplicissimo, ma in generale la difficolta' e' ben bilanciata.

Giocabilità 7: 

Il sistema di gioco SLTA e' l'emblema della giocabilita' e, quando le scelte e le conseguenze delle scelte sono ben allineate, tutto fila liscio.

Chicca: 

/

Totale 7: 

Una buona aggiunta alla serie e una opportunità ben raccolta dal mitico Edward Packard, che migliora con l'andar del tempo, senza adagiarsi sugli allori, ma continuando a ripensare e a migliorare la sua tecnica compositiva.