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Recensione

Reality Game 1: Il Presidente del Consiglio sei Tu
Edizione Librarsi Edizioni 2020
autore/i G and L (pseudonimi)
Recensore Prodo

Ascesa politica cercando di non perdere noi stessi


Il Presidente del Consiglio sei Tu! Torna in una rinnovata edizione a cura di Librarsi Edizioni, che ha recuperato i testi originali, datati 1987, e, dopo un’opera di revisione che si è concentrata solo su eventuali refusi superstiti, non andando a toccare il testo nella sua essenza, lo ha riproposto in un’incarnazione fresca e coloratissima.
Rispetto alla controparte Mondadori anni ’80 è stato modificato il formato, la copertina (magistralmente realizzata da Mattia Simone, che in questo lavoro ha forse partorito l’opera più accattivante di tutta la sua produzione in ambito interattivo), e la confezione. Il nuovo “Presidente” infatti si presenta boxato, e nella scatola i lettori potranno trovare, oltre al libro, due gadget molto simpatici. Un cartoncino che al suo interno ospita la fotogallery di tutti i presidenti del consiglio della nostra storia a partire dalla fondazione della Repubblica fino all’anno di realizzazione del libro (all’epoca in carica c’era Fanfani), nonché un utile glossario in grado di chiarire tutti i termini contenuti nell’opera che a oggi potrebbero risultare un po’ oscuri, soprattutto per i lettori più giovani (sapete cos’è la loggia P2 o la triplice sindacale? No? Il glossario ve lo spiegherà). Inoltre, sarà possibile divertirsi con la tessera di partito, dove potremo annotare il nostro nome e le statistiche, impiegandola sia come segnalibro durante la lettura che come surrogato del registro di gioco.

Gli autori, i sedicenti G & L, hanno ancora una volta preferito mantenere l’anonimato: non ci sarà svelato quindi neanche stavolta quali diaboliche penne si celino dietro a questi enigmatici pseudonimi.
Il libro in sé racconta le vicende di un uomo (o donna) qualunque che, svegliatosi una mattina con l’idea di risollevare le sorti del paese, decide di imbarcarsi nella carriera politica con l’obiettivo di diventare un giorno Presidente del Consiglio. La prima scelta che saremo chiamati a compiere sarà quella dello schieramento che più ci rappresenta e a cui desideriamo unirci: la maggioranza o l’opposizione? A seconda della strada che imboccheremo la nostra vicenda cambierà radicalmente…

Il volume ha una struttura semplice ma che funziona decisamente bene: dovremo scegliere cinque doti tra una lista di dieci, e averle o meno ci consentirà di superare certe situazioni, essere costretti a ricorrere a percorsi alternativi o addirittura, in taluni casi, incappare in una clamorosa e prematura dipartita (in senso figurato perché il protagonista solo raramente finisce davvero per tirare le cuoia).

A questo sistema, che è stato predecessore di un approccio simile impiegato poi nei Critical IF (Realtà Virtuale in Italia) di Dave Morris, si affiancano quattro caratteristiche, Potere, Prestigio, Popolarità e Denaro, tra cui dovremo suddividere 15 punti. La cosa atipica: non esistono valori massimi o minimi da assegnare a ciascuna caratteristica. Potremmo decidere liberamente e anche impiegare tutta la nostra dotazione per una sola delle abilità lasciando a zero le altre. Naturalmente sarà pure possibile ricorrere a un approccio più equilibrato, ma va chiarito fin da subito che difficilmente distribuire equamente la nostra riserva ci garantirà risultati apprezzabili.
Al netto di queste semplici regole padroneggiare il volume e lanciarsi nelle sessioni di giocolettura sarà immediato: dovremo fare delle scelte, talvolta supportandole con le doti che abbiamo selezionato, e impiegare, quando necessario, i punti delle nostre caratteristiche per superare determinate situazioni. In certe altre occasioni invece ci saranno dei veri e propri check: ci verrà chiesto qual è il valore di una o due delle nostre abilità e potremo proseguire lungo un dato percorso solo se raggiungeremo una certa soglia.
Arrivare in fondo, se giochiamo con l’idea di diventare Presidente del Consiglio e consideriamo fallimentare qualsiasi altra evoluzione, sarà veramente dura. Il nostro cammino infatti si incepperà con grande frequenza, sia se opteremo per scelte sbagliate, sia se distribuiremo scorrettamente i punti a inizio avventura (è bene specificare che solo alcune suddivisioni consentono di arrivare a ricoprire l’ambita carica, con altre sarete condannati alla sconfitta, in questo senso, fin dal primo paragrafo), sia se non saremo forniti della dote giusta al momento opportuno. Accadrà anche di andare sottozero con una delle nostre quattro caratteristiche (eventualità non ammessa) ed essere spediti a uno dei paragrafi fissi dove gli autori non lesineranno stoccate feroci (ma anche divertenti) a sottolineare il disastroso epilogo. Le istant death si sprecano e i percorsi per diventare premier sono davvero pochi e strettissimi, soprattutto se deciderete di partire dall’opposizione piuttosto che dalla maggioranza. Un taglio che può sembrare esageratamente cattivo, ma che è in realtà coerente, la storia ce lo insegna: quanti Presidenti del Consiglio non appartenenti al partito maggioritario ci sono stati in più di quarant’anni di prima Repubblica?

L’approccio strutturale del libro potrà apparire, forse, un po’ sorpassato, ma è decisamente in linea con le opere dell’epoca: oltre ai già citati, micidiali, true path, capiterà molto di frequente di arrivare a un certo punto e trovarsi impossibilitati a proseguire perché siamo carenti, a livello di punteggio, in una determinata caratteristica. Eventualità simili si ripeteranno con frequenza allarmante, e non è da escludere la possibilità che qualche lettore incappi in momenti di frustrazione, anche perché alcuni percorsi chiedono dotazioni di punti decisamente esagerate, tanto da far sospettare che gli autori all’epoca siano andati a braccio quando hanno predisposto i vari check, senza poi peritarsi di verificare che il percorso fosse effettivamente fattibile in tutte le sue diramazioni.

Tale taglio, che in qualsiasi altro libro sarebbe da sottolineare con la penna rossa come grave errore concettuale, in questa occasione diventa quasi un punto di forza. Il fatto che l’opera non perdoni quasi nulla, che arrivare a completare la propria scalata politica sia estremamente complesso, che, anche se siamo ormai molto introdotti e potenti, la “mazzata” che ci esclude dai giochi è sempre dietro l’angolo, contribuisce ad aumentare il senso di enorme impotenza di fronte alle istituzioni, che peraltro prevale nell’arco dell'intera avventura.
Le stesse infatti spesso vengono rappresentate come corrotte e decadenti. L’atmosfera di quella stagione politica intrisa di rampantismo, immotivato ottimismo, slogan iperbolici e fuori luogo, e che in realtà nascondeva scheletri nell’armadio, segreti indicibili e le peggiori nefandezze, è perfettamente convertita in librogame proprio da questa struttura claustrofobica e a tratti perfino fastidiosa. Il lettore si trova a sfidare un leviatano feroce che ha le sue regole: riuscire a domarlo sarà premio riservato a pochissimi, come non potrebbe essere altrimenti.

Ma attenzione però: tutto questo accade solo se decidiamo di voler assolutamente portare a compimento la nostra scalata politica. Se ci faremo tentare da altre situazioni avremo modo di conquistare epiloghi appaganti anche senza diventare Presidenti del Consiglio: sarà possibile accasarsi in un paradiso tropicale, diventare giornalisti affermati con una propria trasmissione in prima serata, sistemarsi a capo dei sindacati e molte altre evoluzioni, che contribuiscono ad aumentare la longevità del libro, dato che esplorarle tutte sarà estremamente divertente.

Il valore principale dell’opera sta proprio nell’estrema perizia con cui vengono individuati i pregi e i difetti dell’epoca storica raccontata, ripresentati con rara capacità e verosimiglianza: non esiste null’altro di simile a oggi sul mercato, o quasi, e questo costituisce senza dubbio un enorme punto di forza. Per chi ha almeno 40 anni e ha ricordi, anche fanciulleschi, del periodo descritto (o per chi ha studiato quel periodo storico per diletto,  professione e ne conosce i termini), la lettura assumerà contorni particolari, perché il viaggio della memoria ci porterà a ritrovare elementi, situazioni e personaggi, che abbiamo sicuramente incrociato leggendo giornali o guardando la televisione ormai più di trent’anni fa. Questa possibilità di immedesimazione non solo aumenterà la godibilità del libro, ma con tutta probabilità ce lo farà vivere in maniera più piena, cogliendo risvolti che altrimenti rischiano di passare inosservati e in qualche modo “castrare” la piena potenzialità del titolo. Per i nati tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta, o per gli “studiosi”, il Presidente sarà un must imperdibile; per i lettori più giovani (o meno informati) un’opera interattiva comunque divertente, che vale la pena recuperare se avete voglia di spendere un po’ di ore nel tentativo di venirne a capo.

Longevità 7.5: 

Molto variabile. Se vi incaponite a voler diventare Presidenti del Consiglio avrete il vostro bel daffare e saranno necessarie molte letture (nell’ordine di almeno dieci, perché le prime run si concluderanno in delle debacle mostruose). Potreste però optare per finali alternativi, ugualmente vincenti seppure in modo diverso, o anche divertirvi a esplorare tutte le possibilità di dipartita che il volume nasconde. In questo caso l’esperienza di gioco sarà meno “stressante” ma anche decisamente più breve.

Difficoltà 7.5: 

Anche qui dipende da come ci approcciamo. Va sottolineato però che diventare premier, a dispetto della struttura di gioco piuttosto semplice, è veramente difficilissimo, forse troppo, e potrebbe rivelarsi frustrante per più di un lettore. Comunque la struttura di gioco molto accattivante spinge, anche dopo ore di estenuanti fallimenti, alla classica partita in più “per vedere che succede passando dall’altra parte”.

Giocabilità 9: 

Con pochissimi elementi G & L sono riusciti a preparare un manicaretto gustosissimo, di mirabile intelligenza e anche in anticipo sui tempi. L’idea di scegliere tra una serie di doti e rinunciare ai dadi è assolutamente rara se valutiamo l’epoca di realizzazione del libro. La gestione delle caratteristiche e la suddivisione dei punteggi aggiungono elementi strategici non indifferenti, anche considerando il fatto che, per diventare Presidenti, ogni singolo punto dovrà essere impiegato a ragion veduta. Per chi si farà prendere dalla sete di potere venire a capo della questione richiederà un’attenta pianificazione e lo sfruttamento certosino di ogni opportunità prevista dal regolamento: insomma una gran bella sfida!

Chicca: 

Mai come stavolta il libro è una citazione costante dall’inizio alla fine. Individuare la propria chicca preferita sarà solo questione di gusti, tra allusioni a personalità politiche del periodo, riproposizioni di fatti realmente accaduti, rimandi a organizzazioni, istituzioni, enti e aziende che all’epoca facevano il bello e il cattivo tempo e che oggi, in molti casi, non esistono più.

Totale 8.5: 

Se avete ricordi (o conoscenze legato allo studio) dell’epoca descritta e l’argomento politico calato in quel contesto vi attrae probabilmente passerete in compagnia di questo volume ore e ore estremamente appaganti. In tutti gli altri casi il consiglio è comunque quello di provarlo: potreste rimanere piacevolmente conquistati. Nota finale: l’edizione Librarsi è nettamente da preferire per il bundle più ricco, la migliore realizzazione e la copertina meravigliosa. Rispetto a quella Mondadori (ormai comunque introvabile) rappresenta un salto di qualità enorme che vale la pena aggiungere alla propria collezione anche se siete in possesso dell’originale.