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Nuovi passi nella neve Dopo il pluripremiato libro gioco “Un altro passo nella neve”, Emanuele Giuliano torna in libreria con uno spin-off denominato semplicemente “Muli”. Una vicenda collegata, di dimensioni ridotte, che lo conferma uno dei migliori emergenti del libro a bivi storico e in particolare guerresco in questa fase matura del “Rinascimento”. Anche in questo caso, l’editore è Ingenioso Hidalgo, che inaugura una nuova collana denominata semplicemente “Gli spillati”: volumetti definiti dal formato agile e dal prezzo “di una buona birra”, come si legge in quarta di copertina, con simpatico gioco di parole; in questo caso, 7 euro per 110 paragrafi.
Formato senz’altro snello, anche se, chiaramente, non essendo cartonato, l’opuscolo potrebbe deteriorarsi più rapidamente di un’opera più voluminosa. Comunque bella l’immagine di copertina, di Gabriele Bicchieri, autore anche di qualche illustrazione riempitiva interna, mentre mancano delle grandi tavole. Assenza accettabile in un’opera di queste dimensioni ridotte.
Il contesto è quello del dicembre 1940, quando l’esercito italiano langue in una situazione di impasse nella guerra fallimentare contro la Grecia e giace in Albania, ridotto in condizioni difficilissime. Il protagonista di questa avventura è Luciano Bosio, mulattiere degli alpini della Cuneense. Resta da solo assieme al suo mulo, Milo - con un evidente gioco di parole - a compiere una breve missione: ricongiungersi con il gruppo, portando a casa la pelle sua e del suo animale e, in più, anche i tre pezzi dell’armamento che gli è stato affidato in custodia, ovvero affusto, canna e piastra.
Il regolamento prevede semplicemente l’uso di una matita e una gomma oppure dello smartphone per prendere appunti. Non è previsto il lancio dei dadi. Ci sono due statistiche che si vanno ad accumulare nel registro di avventura, in questo caso giustamente denominato “Foglio matricolare del Regio Esercito Italiano”. Si tratta della Fatica, che misura appunto lo sforzo fisico che si accumula esplorando le intricate e inospitali montagne dell’Albania; e della Fiducia, riferita al rapporto con il proprio animale da soma; in questo caso, sono tre i livelli raggiungibili che si possono salire o scendere. La Fatica si può solo accumulare: se per caso si raggiunge la soglia di quattro, si viene automaticamente rimandati alla conclusione anticipata e negativa dell’avventura.
C’è, poi, una serie di Esperienze che possono essere compiute e si tratta, in sostanza, delle canoniche parole chiave. Sono quattordici in tutto, si possono accumulare anche in più run e vanno a caratterizzare altrettanti risultati negativi e positivi. Infine, al 110, paragrafo conclusivo, c’è anche un elenco di dieci Obiettivi, una sorta di galleria dei trofei per “platinare” questo librogioco a seconda che si chiuda ogni partita con varie situazioni raggiunte nel bene e nel male. Il volume è corredato da un Glossario che spiega alcuni termini tecnici della vita militare negli anni Quaranta del Novecento e fornisce altre informazioni utili.
Dopo un rapido prologo si viene subito lanciati nel pieno dell’avventura del soldato Bosio. Il librogame è lineare perché porta da un punto A a un punto B attraverso un percorso che, invece, finisce per snodarsi in maniera anche abbastanza ampia, per trattarsi di soli 110 paragrafi di un corto. Le insidie in cui si può incappare sono varie: legate all’ambiente naturale pericoloso, al contesto umano ostile, alla possibilità di incrociare soldati o semplici cittadini nemici e doversi scontrare con loro, armati o meno.
Il pericolo è quello di perdere uno o più pezzi del carico che farà la differenza nel finale. La missione secondaria è costruire un rapporto con il proprio animale. Si parla infatti di un giovane mulo, mentre il protagonista più volte rimpiange la sua compagna precedente, Lina, e non sarà facile fargli cambiare idea. Ma una buona intesa con Milo è essenziale per arrivare sani e salvi al villaggio che rappresenta la meta finale della storia.
Ci sono varie possibilità di farcela, mentre è più difficile riuscirci senza esaurire la Fatica o salvando tutti e tre i pezzi dell’armamento: un successo pieno che comporta un true path molto stretto, che può divenire sfidante anche per dei giocatori un po’ più esperti della media. Questo meccanismo è, chiaramente, solo un antipasto per ingolosire e far venire voglia di giocare all’opera più grande di Giuliano, quella che vede un altro mulattiere della Cuneense come protagonista, quell’Umberto Costanzi qui citato in un rapido cameo.Â
Particolare la veste grafica: si tratta di un libro in formato quadrato, come non se ne vedono molti, con la rilegatura spillata che dà subito l’idea di una pubblicazione basica ma non banale. In virtù delle sue ridotte dimensioni, la prosa è secca, snella, ma rende bene il clima di urgenza del difficile viaggio di Bosio. Bene sono ritratte la fatica e la sofferenza che si dovevano vivere da soldati in un periodo come quello. Anche la cover a colori è molto evocativa con una neve grigia, compatta: una “brutta neve” viene definita, sicuramente non amica dei soldati italiani.Â
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Nota sulle valutazioni: nella “Longevità”, chi scrive dà un giudizio di quanto sia ben progettato il librogame in modo da essere giocato più volte, con nuovi percorsi e scenari e la possibilità di svolgere più partite senza esaurire filoni narrativi e ludici. La “Difficoltà” stima quanto sia complessa un’opera tra gioco e snodi: più il voto sale, più sarà complicato approdare alla fine. La “Giocabilità” è la summa di un sistema di gioco ben funzionante e non oppositivo verso il lettore e di una storia ben scritta e priva di errori. La “Chicca” accende una luce su uno o più aspetti con un punto di vista curioso, singolare o spesso simpatico. Il “Totale”, infine, non è una media delle tre votazioni precedenti (sebbene raramente vi si discosti troppo), ma un giudizio complessivo tarato anche sui gusti personali, sensibilità e fascinazioni del recensore.
Longevità 7:
Si tratta di un’avventura lineare, anche se viene comunque amplificata la possibilità di rigiocare per scoprire alcuni snodi alternativi e apprendere come si trovano alcuni oggetti che magari vengono richiesti senza che se ne sia entrati in possesso. Certo è che già nella seconda partita i principali colpi di scena saranno stati sicuramente sviscerati.
Difficoltà 7:
Un librogame fattibile, anche se non irrisorio. È breve ma con il livello giusto di sfida, senza essere estenuante e respingente.
Giocabilità 7:
Il sistema di gioco è molto semplice e consente di giocare anche a persone non troppo esperte. Il motore scorre e consente di godersi l’avventura invece di pensare a troppi meccanismi.
Chicca:
Non manca un’atmosfera di spirito antiguerresco che connota l’intera opera di Giuliano. Un mood che serve anche a portare alla luce, senza troppa enfasi, ma con nettezza, le contraddizioni, le meschinità e le atrocità della guerra. Sul piano del realismo, forse si potrebbe obiettare che il protagonista si faccia troppi scrupoli, avendo una missione da compiere a tutti i costi, anche a uccidere, visto che è un soldato. Altrettanto ovviamente, questi scrupoli è molto più facile non farseli stando seduti dal divano a leggere che se ci si fosse trovati davvero lì, sul posto.
Totale 7:
Andando a una valutazione complessiva, l’opera conferma la buona vena di Giuliano sia in generale sia in particolare nel librogioco storico. L’autore va incoraggiato a proseguire la sua saga militare, magari con altre capatine ai tempi della Seconda guerra mondiale o addirittura in altri contesti del passato, perché potrebbe essere un filone vincente e - tra l’altro - poco esplorato dal resto del panorama. Un buon titolo, a prezzo non esorbitante, che merita di far parte della collezione di un librogamer che si rispetti.
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