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Serie Sherlock Holmes
Recensore spadadelsole

I librogame, per loro natura, non sono certo incompatibili con il genere poliziesco e le storie d’investigazione. Dopo l’infantile Detectives Club si è provato a creare una nuova serie, dal taglio più adulto e con un diverso sistema di gioco, usando oltretutto come coprotagonista il mito di ogni appassionato di gialli che si rispetti, ovvero Sherlock Holmes.

Naturalmente sarebbe troppo pretendere d’impersonare il grande investigatore e dovremo accontentarci di avere lui e Watson come padrini e consiglieri (salvo nel sesto capitolo della collana ove Watson sarà con noi per tutto il volume) e di rivelare a loro, prima che alla polizia, le soluzioni dei casi.

Mentre in Detective Club l'intera parte "enigmatica" dei vari capitoli si basava sull’osservazione delle vignette, qui è strutturata in modo diverso, e ricorre principalmente all lancio dei dadi a cui aggiungere o sottrarre i nostri punteggi in una delle sei caratteristiche dell’investigatore.

Tutto ciò che scopriremo verrà segnato nella tabella indizi oppure in quella deduzioni, ove ogni elemento è indicato da una lettera. Va da sé che i dadi avranno il loro peso, a volte eccessivo, ma sarà il lettore-giocatore a dover decidere, alla fine, come risolvere il caso.

Naturalmente si può anche sbagliare, al contrario di quanto succedeva in Detectives Club. Gli oggetti dell’equipaggiamento, invece, non avranno alcun peso, salvo nel sesto volume, e il denaro, che faceva ben sperare, servirà solo nel secondo.

La storia, poi, si rivelerà un vero viaggio nel tempo, perché ci farà visitare le ambientazioni più disparate dell’Inghilterra Vittoriana, e riusciremo persino a incontrare la Regina nel settimo volume. Altra peculiarità è il fatto che si sia riusciti in pratica a creare tre serie diverse, caso unico nella storia dei libri gioco! Mi spiego meglio.

Anche se le regole sono le stesse, gli otto volumi sono stati scritti da tre autori diversi. Peter Ryan ha scritto il secondo, scordabilissimo volume, dal taglio infantile e che sembra ricordare un po' Detectives Club. Gerard Lientz, autore della serie e dei volumi 1, 3, 4, 6 e 8, ha invece usato uno schema classico, con protagonisti poco caratterizzati, lunghe serie di indizi da trovare, intricate indagini sul luogo del delitto e, nel complesso, poca azione.

Il tutto con un solo, vero finale.  Milt Creighton, autore del 5° e del 7° volume, invece,  ha optato per pochi indizi ma di cui uno vitale da scoprire nei primi paragrafi e da punti di controllo in cui, se non perverremo con abbastanza elementi, saremo puniti con premature dipartite.

Il tutto con tanta azione, molti finali di cui uno solo perfetto, diversi di "serie B" buoni ma non troppo e vari di "serie C" in cui il poco che avremo scoperto servirà a Holmes nel quinto o alla polizia nel settimo per risolvere il caso.

Ma ci saranno anche finali di "serie D" in cui perderemo e basta, e sarà il criminale di turno a farla franca. Il tutto strizzando l’occhio alla fantapolitica, allo spionaggio e all'azione in generale, nonostante il ritmo compassato di alcuni passaggi.

Si aggiunga inoltre il fatto, ad aumentare la varietà, che i casi saranno diversi in ogni libro e non avremo quindi da risolvere solo il classico omicidio, ma dovremo, per esempio, scoprire chi ha drogato dei cavalli da corsa, chi ha cercato d’incastare Watson, chi stia cercando di rubare un eredità ecc.

Particolarmente interessanti saranno gli enigmi morali del terzo e del quarto volume: nel terzo dovremo capire fino a che punto sia moralmente lecito far arrestare un assassino, nel quarto dovremo, al contrario, far liberare l’innocente dottor Watson.

In una parola ci troviamo con una serie ricca di possibilità e  potenzialità che avrebbe potuto continuare a lungo. Tutti gli otto volumi sono stati pubblicati in Italia, al contrario di Detectives Club di cui sono sbarcati solo i primi quattro. Il nono il rapimento di Moriarty è stato annunciato, ma mai scritto.  Una serie che da ragazzo non mi aveva affatto convinto , ma che da adulto mi ha stregato e, devo riconoscere, va letta tutta, anche il secondo volume, poiché da, considerata nel complesso, ancora di più di quanto non dia la somma dei singoli volumi.