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Recensione

Sherlock Holmes 6: Un duello d'altri tempi
Edizione EL 1992
autore/i Gerald Lientz
Recensore spadadelsole

Ogni  anno, il colonnello  Dunlop organizza nella sua villa un ricco ricevimento, in onore del reggimento di artiglieria di cui è stato l’ultimo comandante. Dato che durante i giorni del ricevimento viene esposta una preziosissima scultura in oro e pietre preziose dell’astronomico valore di diecimila sterline e che non tutti gli invitati sono totalmente fidati, l’ex ufficiale preferisce rivolgersi ad Holmes perché eviti ogni “imprevisto” e controlli che il manufatto non venga sottratto.

Le preoccupazioni si riveleranno presto tutt'altro che infondate, visti i molti furti avvenuti nella zona: ma dato che Holmes deve occuparsene e non può recarsi immediatamente in loco, decide di affidare a Watson e al cugino James Hurley, già protagonista del primo episodio e di cui vestiremo nuovamente i panni, il compito di vigilare.  Tra feste, ottime cene e vari divertimenti all’aria aperta, dovremo investigare discretamente, mimetizzandoci tra i vari invitati, cercando di capire chi potrebbe essere il potenziale ladro. Capiremo subito come l’atmosfera non sia del tutto rilassata, tra tensioni sotterranee derivanti da matrimoni osteggiati e affari non proprio chiari.  Culmine, in ogni senso, della vicenda sarà la rievocazione del famoso duello in cui furono coinvolti due ufficiali del reggimento poche ore prima della battaglia di Waterloo, che vedrà i loro diretti discendenti nel ruolo dei protagonisti: uno di loro sarà ferito misteriosamente e starà a noi capire chi sia il feritore  e perchè.

Dato che i paragrafi per risolvere il caso non saranno molti, diverrà essenziale aver impostato bene le nostre indagini fin dall’inizio. Come si evince da subito, il volume risulta piuttosto diverso dagli altri capitoli della collana, a dimostrare quanto la serie sia ricca di potenzialità. Non si tratterà, perciò, di concentrarsi su un omicidio specifico e, ancor più, ci impegneremo in una ricerca preventiva, volta ad evitare  un furto e, nel momento in cui si verificherà il ferimento, risulterà vitale ciò che si è già scoperto in precedenza.  Anche la compagnia di Watson, caso unico nella serie in cui lo avremo sempre al nostro fianco, si rivelerà interessante e utile, anche se saremo noi, naturalmente, a dover fare la parte più importante. Nella tradizione dei capitoli scritti da Lientz gli indizi saranno fin troppi, e i tiri di dado per ottenerli non sempre abbordabili, anche se molte saranno le strade che ci consentiranno di arrivare al colpevole. Non è difficile intuire, infatti, chi sia, molto meno riuscire a provarlo adeguatamente.  Riprendendo lo schema tipico dei lavori di Creighton, a cui per una volta l'altro autore sembra ispirarsi, ci saranno vari finali: a seconda della strada percorsa per risolvere l'enigma i complimenti di Holmes saranno sinceri e calorosi, ma allo stesso modo anche i giudizi in caso di fallimento di riveleranno taglienti come mai prima, con quel: “Allora vada ad allevare pecore in Cornovaglia!”. A contribuire ad aumentare la verosimiglianza ci sarà, caso unico in tutta la collana, l’introduzione di un oggetto d’equipaggiamento, a scelta tra un bastone da passeggio, un passepartout e una lente d’ingrandimento. In realtà averli a portata di mano non modificherà se non in minima parte l'andamento dell'avventura, ma è un'innovazione comunque interessante  L’indagine si rivelerà, alla fin fine, molto ben congegnata ed equilibrata, e costituirà un ottimo gioco intellettuale, fuori dai soliti schemi. Un duello d'altri tempi si rivelrà un piccolo gioiello, uno dei migliori titoli della serie.
Un ultimo dubbio riguarda il titolo italiano: non saprei se definirlo azzeccato o meno. Il titolo originale verte sul prezioso oggetto da proteggere e guasta un po' la sorpresa aver messo invece l’accento sul duello. Però non si può nemmeno biasimare troppo la scelta, vista la copertina, naturalmente la stessa dell'originale.

Longevità 7: 

Davvero soggettiva dato che è il tallone d’Achille di un po' tutta la serie. Comunque la tentazione di scoprire tutti i possibili sviluppi sarà ripagata da una gamma di finali molto varia e interessante.

Difficoltà 7.5: 

Tutto sommato ben bilanciata: un titolo non certo impossibile, ma nemmeno eccessivamente piatto o lineare.

Giocabilità 8.5: 

Davvero alta l'interattività, ci si sentirà come un membro dell’allegra brigata, nonché un piccolo eroe per aver permesso il matrimonio dei due giovani. Anche lo scenario è stupendamente descritto, da un Lientz ispirato come poche altre volte. Buona la struttura del volume, con molti e fantasiosi modi per raggiungere un epilogo soddisfacente, e gli indizi disseminati sapientemente.

Chicca: 

La possibilità di vivere un week-end  molto ben descritto nelle campagne inglesi, e le pagine di storia di cui verremo a conoscenza man mano che approfondiremo i nostri rapporti con i membri del reggimento.

Totale 8: 

Un piccolo gioiello, uno dei migliori volumi dell'intera collana.