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2018, anno dei Mondiali: qual'è secondo voi il miglior libro-gioco sportivo mai pubblicato in Italiano?

Sfida di Coppa (N. 6 Compact EL) - 7.4%
Campionato (N. 3 Tattica Game Giunti) - 5.8%
La Corsa Senza Fine (N. 27 SLTA Mondadori) - 4.1%
I Due Fuoriclasse (N. 1 Holly e Benji LGL) - 15.7%
Rally (N. 1 Tattica Game Giunti) - 0.8%
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Recensione

Caccia al Tesoro 2: Caccia al Tesoro nella Città Perduta
Edizione Ugo Mursia Editore 1997
autore/i Dan Abnett,Alan Baker
Recensore gabrieleud

Un libro dedicato ai più piccini, edito da Ugo Mursia nel 1997, riprendendo il concetto di libro-gioco e cercando di abbellirlo con giochi stimolanti e un comparto grafico in grado di risultare accattivante anche per i bambini nati negli anni 2000.

Avventura dura e pura, senza paura! Il libro dal formato più grande di un A4 catapulta il piccolo lettore alla ricerca del professor Strange. Accompagnando Robert e Anna in un'incredibile avventura mozzafiato nella giungla sudamericana, il nostre prode avventuriero in erba (alta e fitta) si imbatterà in sensazionali scoperte archeologiche e divertenti giochi esplorativi.

Il professor Strange, che ritorna in ballo dopo il primo incontro che abbiamo avuto con lui, nella Casa del Brivido, è misteriosamente scomparso da più di un mese mentre cercava la Città Perduta. Al suo maggiordomo sono stati recapitati dei pacchetti anonimi contenenti oggetti bizzarri che forse ci aiuteranno a ritrovare il professore: un timbro sul passaporto e si parte!

La struttura del libro è semplice. A ogni pagina, riccamente illustrata, viene proposto un gioco di visualizzazione. A seconda della risposta, il giocatore si sposterà alla pagina suggerita: se le risposte sono esatte si procede nell'esplorazione, altrimenti si viene sballottati da un'altra parte della piramide (sì, si finisce a esplorare una piramide inca).

L'errore non costringe il lettore a ricominciare da capo, semplicemente lo porta a "perdersi" nell'antico edificio e ad affrontare più passaggi per riuscire a guadagnare l'epilogo migliore e vincente. In pratica compiere qualche errore allunga il divertimento, anche perché la difficoltà è ben tarata e non risulta essere mai frustrante, anche per bambini alla prima esperienza con un volume interattivo.

E così, tra un conteggio di farfalle, una ricerca di animali nascosti, un codice numerico e un labirinto a piena pagina, si arriva con bella soddisfazione al gran paragrafo finale, in cui il dottor Strange ci mostra il più gran tesoro di tutti i tempi: la cioccolata.

Longevità 10: 

Addirittura tre ingressi alla piramide! Ma solo uno è quello giusto, gli altri portano ad arzigogolati corridoi e stanze misteriose. Non fatevi mancare il volume gemello: Caccia al Tesoro nella Casa del Brivido.

Difficoltà 6.5: 

Giochi semplici ma mica banali! Richiedono colpo d'occhio e sono ottimamente illustrati da Alan Baker. Gli oggetti che servono come indizi vengono forniti a inizio libro (impara, Thraves!). Ovviamente se il libro viene giocato da un ragazzino più grande risulta essere fin troppo facile, ma è nella natura stessa del prodotto che accada questo.

Giocabilità 9: 

Anche dopo aver risolto gli enigmi, il nostro piccolo Indiana Jones avrà voglia di rigiocarlo, perdersi nella foresta e scoprire nuovi enigmi.

Chicca: 

"Nella sala della palla ci sono tante figure scolpite. Riesci a trovare le due uguali?". Vi giuro che ho avuto i miei grattacapi a trovarne due diverse...

Totale 9: 

Un ricco libro per ore di divertimento e tanti sogni a occhi aperti.