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Recensione

Dedalo Vincent Books 2: Cryan
Edizione Vincent Books 2020
autore/i Cristiano Brignola
Recensore Prodo

Un Fantasy atipico tra sogno e realtà

In questo periodo di regime straordinario, in cui l’emergenza Covid 19 imperversa e in generale non c’è molto da stare allegri, arriva a sorpresa questo bel libro prodotto da Raven/Vincent Books nell’ambito della collana Dedalo, da qualche mese finita sotto l’egida della casa editrice romagnola, grazie anche ai buoni rapporti che intercorrono tra il curatore Stefano Rossini e il responsabile della sezione interattiva Raven Francesco Mattioli.
Una serie che, come i più attenti di voi sapranno, fa dell’usufruibilità dei suoi prodotti uno dei cavalli di battaglia: non troverete mai perciò tra questi libri regolamenti complicati, registri elaborati, strutture ludiche basate su mappe o dinamiche di gioco oscure.

Così come il predecessore, Il Sabba Nero di Lorenzo Trenti, questo Cryan, di Cristiano Brignola, basa la sua stessa ragione di essere sull’abilità narrativa dell’autore, impreziosita da alcuni basilari elementi, principalmente delle parole chiave suddivise in tre diverse categorie, ad aggiungere profondità all’avventura. I risultati, è bene dirlo fin da subito, saranno complessivamente di alto livello.

Che la vicenda non sarà delle più lineari lo capiamo fin dalle prime pagine: senza avventurarsi in una descrizione troppo elaborata della storia, con il rischio di scivolare nello spoiler e suscitare le ire degli appassionati, già i primi minuti di lettura ci regalano un quadro abbastanza ampio della situazione. Vestiamo i panni del Cigno Nero, potente signore del regno di Cryan e della Città delle Ossa, dove si sono rifugiate tutte le creature fantastiche che non sono state capaci di resistere all’ascesa dell’uomo e hanno dovuto per questo abbandonare la Terra, prima di essere sterminate.

Il popolo di questo reame è quanto di più variegato si possa immaginare: si alternano accenni alla mitologia, rimandi a esseri fantastici e folcloristici, ma anche caratterizzazioni autografe, prodotto dalla fervida fantasia dell’autore e licenze più o meno dirette che strizzano l’occhio a contesti orrorifici: non mancheranno pertanto demoni, entità e creature propriamente mostruose.

La nostra particolarità è quella di non avere un corpo fisico: questo stato etereo, che peraltro condividiamo con alcuni dei duchi (luogotenenti che, con il nostro benestare, amministrano direttamente i territori del mondo suddivisi in zone) sottolinea quanto il potere di cui disponiamo, sebbene forte e a tratti terrificante per i nostri stessi diretti collaboratori, sia quasi simbolico. Tutti ci rispettano, molti ci temono, ma regniamo distaccati, senza uscire quasi mai dal palazzo, la Torre Senza Finestre (e il fatto che non ci siano contatti visivi con l’esterno è un’ulteriore prova del nostro status particolare). Non abbiamo nemmeno rapporti diretti con i nostri sudditi, a meno che non appartengano alla ristretta cerchia nobiliare che ci supporta direttamente.

Questo stato di isolamento è destinato repentinamente a terminare: d’improvviso, senza una causa apparente, un esponente della razza umana compare nella Città delle Ossa. La sua presenza fa da preludio alla più grande crisi che abbiamo mai dovuto affrontare e ci costringe ad abbandonare le nostre abitudini. Il Cigno Nero deve diventare attivo, uscire dal suo stato di isolamento, interagire con il suo popolo e misurarsi con i rovesci che lo attendono.

Lo farà supportato dalle sue più fide consigliere: il primo cavaliere Euphorbia Spinosa, che ci serve fedelmente, ma non esita a contraddirci con coraggio qualora ritenga che le nostre decisioni siano errate, e l’enigmatica Sfinge, la filosofa con cui ci consigliamo quando abbiamo dubbi o incertezze e che sembra costantemente conoscere la verità molto più di quanto non lasci trapelare.

Tutto questo, come detto, accade nelle prime pagine del libro: gli eventi precipiteranno presto e diventerà difficile gestirli, anche perché ci troveremo ben prima di metà del volume di fronte a una decisione capitale, che condizionerà tutte le evoluzioni successive della storia, pur non essendo definitiva: ci verrà concesso infatti fin quasi alle ultime battute la possibilità di cambiare idea e tornare sui nostri passi, sopportando, come è inevitabile, tutte le conseguenze del caso.

Diciamolo subito, la grande forza di questo titolo sta nella narrazione. Cristiano Brignola, al suo esordio nel mondo della narrativa interattiva, ma già con una solidissima carriera di scrittore alle spalle, mette in mostra tutta la sua classe e riesce a creare un mondo di fantasia che non solo risulta credibile, ma a tratti riesce a essere addirittura entusiasmante. Colpiscono moltissimo le descrizioni dei luoghi, spesso visionarie e disturbanti, dei personaggi, che attingono sovente a elementi classici, ma riescono a essere sorprendenti e mai banali, e persino dei pensieri e delle sensazioni dei protagonisti, che più volte, durante la lettura, ci troviamo a provare in prima persona in un processo di immedesimazione che non è caratteristica comune di molti librogame.

La struttura è quella del romanzo interattivo: la parte narrativa è preponderante, e non mancheranno fasi, anche lunghe, in cui i paragrafi si susseguiranno senza bivi, seguendo il filo della vicenda su binari ben definiti.L’evoluzione della storia è completamente demandata alle nostre scelte: l’unico elemento aggiuntivo è costituito da una serie di parole chiave (suddivise in trofei e ricordi) che ci saranno assegnate (o non assegnate) a seconda delle decisioni prese e che potranno condizionare accadimenti successivi. Anche in questi casi però non sempre possedere o non possedere i giusti codici comporterà una reale differenza nell’evoluzione della storia: talvolta quello che abbiamo accumulato ci porterà ad avere solo minime variazioni sul tema. Del resto lo stesso autore nelle pagine introduttive ci avverte: può capitare che la variazione del percorso sia affidata principalmente alla percezione del lettore, piuttosto che a reali divergenze offerte dal testo. Un esperimento interessante e piuttosto innovativo che personalmente ho apprezzato molto.

La storia, importante anche questo, si conclude in ogni caso: l’autore ha predisposto otto differenti finali (più uno bonus) e qualunque siano le scelte che compiremo ne raggiungeremo uno (non esistono morti premature, istant death o percorsi palesemente perdenti). In linea con l’approccio aperto e il protagonista “etereo” non ci saranno epiloghi palesemente positivi o negativi: ancora una volta sarà demandato alla sensibilità e all’inclinazione del lettore il compito di tirare le somme sull’esperienza di lettura. Tutti i percorsi sono grigi e, sebbene ne esista uno decisamente più difficile da conquistare rispetto agli altri e che potrebbe a buon diritto essere considerato una sorta di main ending, credo che due lettori diversi potrebbero giudicare in maniera diametralmente opposta, e con differenti gradi di soddisfazione, conclusioni identiche. Per gustarsi appieno la vicenda il mio consiglio è rileggerla più volte fino a raggiungere i nove finali, in modo da coglierne tutti gli elementi. Non sarà troppo complesso riuscirci, ma questa varietà di epiloghi è sicuramente una caratteristica che spinge a riprendere in mano il titolo anche dopo averlo completato, aumentandone la longevità.

Le ultime pagine della narrazione sono quelle più ludiche dell’intera opera: si tirano le somme e si fa il conto di quanto abbiamo raccolto nel corso delle nostre precedenti scorribande. Le parole chiave appuntate trovano quindi qui in molti casi il loro impiego e subentrano altre due variabili assenti fino alla stretta finale. Gli accordi, che saranno misura della nostra tendenza al compromesso, e i punteggi, suddivisi in punti fiducia, punti sfiducia e presa sulla paura. Senza entrare in troppi dettagli credo che il significato di questi parametri sia facilmente deducibile semplicemente leggendone il nome.

Cryan è un libro profondamente adulto e, nonostante la sua natura immaginifica, con tanti elementi realistici e attuali. La profondità dei temi trattati è tale che dubito possa appassionare veramente un pubblico molto giovane. Si tratta di una disamina ragionata e al tempo stesso accorata, incentrata sui mali della società odierna, o almeno su alcuni di essi: l’autore li trasferisce con grande capacità in un contesto fantasy. Elementi come accettazione, convivenza, condivisione, rispetto, comprensione, sono pesantemente presenti per tutto il testo e risulterà inevitabile lanciarsi in parallelismi tra ciò che accade nella Città delle Ossa e quella che è la cronaca quotidiana cha acquisiamo dagli organi di informazione. Si ode perfino un grido di allarme e il fatto che compaia è apprezzabile: la conferma di quanto la narrativa interattiva possa essere adulta e di come il cliché librogame-prodotto per ragazzini, sia una volta di più, il retaggio di un lontano passato.

Difetti? Qualcuno ce n’è, come è inevitabile che sia. L’abilità narrativa dell’autore è elevata come detto, mentre salta all’occhio qualche imbarazzo in più a gestire il mezzo interattivo. Esistono dei bivi “posticci” che, senza introdurre reali variazioni sul tema, ci riportano dopo poche righe sulla direttiva principale, così come talvolta alcune delle parole chiave, magari anche difficili da scovare, non hanno un reale peso sull’evoluzione dell’opera.
Esistono anche alcune imprecisioni: elementi cioè acquisiti in certi momenti, che caratterizzano l’evoluzione del personaggio e la vicenda stessa, vengono in seconda fase “dimenticati”, creando così delle piccole incoerenze e qualche blando errore concettuale. Intendiamoci, non stiamo parlando di nulla di più che difetti collaterali, che non compromettono la pienezza dell’esperienza di lettura e di gioco. Il fatto che ci siano costituisce più la conferma di una considerazione che il lettore esperto farà fin dai primi paragrafi: Cryan è un libro che chi cerca una dinamica ludica preponderante apprezzerà probabilmente poco, perché tale dinamica è secondaria (e infatti tutti gli “errori” di cui sopra ricadono in questo ambito).

Se vogliamo parlare per categorie potremmo definire quest’opera un romanzo interattivo con qualche elemento di gioco collaterale ad arricchire l’esperienza. Credo che chiunque sia consapevole di questo non potrà che trovare l’opera di Brignola di altissimo livello e godersi il viaggio in un mondo tanto diverso dal nostro eppure così simile. Divertimento e riflessione, fantasia e realtà, immersione a tratti totale e un messaggio finale che fa riflettere per ore una volta completata la lettura: onestamente, si può pretendere molto di più?

Nota finale: in appendice al volume, come bonus, è incluso l’ottimo racconto Mothell di Yannick Roch (Pirata delle Alpi su Librogame’s Land) realizzato in occasione del concorso Foglio Game tenutosi a Modena Play 2019. Molto divertente, rapido da leggere, ma rigiocabile, contribuisce a impreziosire ulteriormente il già ottimo libro.

Longevità 8: 

Finire la storia non è complesso, ma la natura narrativa del libro e la profondità delle tematiche trattate richiedono immersione e concentrazione. La prima lettura quindi non sarà breve. La presenza di diversi finali porta a riprendere in mano il tomo più volte, soprattutto se vi sarete lasciati coinvolgere dall’abilità letteraria dell’autore. Scovare gli epiloghi alternativi non sarà troppo complesso, ma ce ne sono ben nove, uno dei quali decisamente più “nascosto”: ci vorranno diverse ore per esplorarlo completamente.

Difficoltà 7.5: 

Le scelte proposte sono sempre coerenti con la nostra attitudine, e non ci sono passaggi particolarmente difficili da affrontare. Al termine della prima lettura ho raggiunto l’epilogo a mio gusto più soddisfacente e con la seconda ho conquistato quello bonus. Il livello di sfida è comunque apprezzabile, soprattutto se vi lascerete tentare dall’idea di leggere tutti i finali.

Giocabilità 7: 

Le parole chiave sono sfruttate quasi sempre con sagacia, mentre gli elementi aggiunti nell’ultima parte del libro sono intelligenti e donano un pizzico di profondità alla vicenda, arricchendola di qualche principio strategico. Se siete assatanati di dinamiche ludiche però è probabile che Cryan non faccia per voi, come del resto qualsiasi altro romanzo interattivo.

Chicca: 

La fantasia con cui l’autore caratterizza i nove duchi che servono il Cigno Nero è incredibile, Ne troveremo di tutti i tipi, ognuno con le sue particolarità. Alcuni saranno fisici, altri eterei, altri ancora avranno bisogno di una forma per esistere pur non possedendone una propria. Non entro in particolari per non rovinarvi il gusto della scoperta, ma le descrizioni dei nobili sono tutte da gustare.

Totale 8: 

Un ottimo esordio di un autore di talento nell’ambito della narrativa interattiva. Opera profonda, adulta, ricca di contenuti. Speriamo di rivedere presto Brignola all’opera in altri lavori di genere, perché il settore, in costante evoluzione e maturazione, ha bisogno di penne in grado di offrire approcci e prospettive differenti.