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La sfida degli Immortali

Re: La sfida degli Immortali

Azzo! Discussioni interessanti! Eppoi un racconto sul mitico Viaggio in Occidente! Sono riuscito solo a sbirciarlo un po'. Spero tanto di riuscire entro stanotte a leggerlo e commentarlo, ma dubito: ho le prove col gruppo e si fa tardi!  sad

Il numero di pecorelle scannate dai pastori è di gran lunga superiore al numero di pecorelle mangiate dai lupi. Per cui, se qualcuno si proponesse di essere il vostro pastore per salvarvi dai lupi, pensateci bene

Lamello
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Re: La sfida degli Immortali

Eccomi, come al solito, l'ultimo giorno utile per votare. E come al solito mi accingo a ripetere cose che molta gente avrà già detto meglio e prima di me.
Questo Racconto mi ha davvero confuso. Oserei dire che gli aspetti positivi -e sono diversi -equivalgono e annullano gli aspetti negativi - che sono diversi anch'essi. Per certi aspetti avrei voglia di complimentarmi con l'autore mentre per altri sarei tentato di sbattergli la testa contro un angolo acuto (oggi mi sono svegliato violento).

Cominciamo come al solito dagli aspetti che mi hanno colpito positivamente. L'autore dimostra di aver una buona dimestichezza (o comunque di essersi debitamente informato) con l'argomento trattato. E non stiamo parlando di un generic-fantasy ma nientedimeno che "Viaggio in Occidente" un classico della letteratura cinese del XVI secolo. Il racconto si apre con una poesia tratta dal libro in cui il protagonista (del Racconto Game non del libro) presenta se stesso. Il testo a seguire cerca, con fortune alterne, di mantenere un tono tra l'epico e il poetico. Sforzo non sempre riuscito ma che ho comunque assai apprezzato.

Altro aspetto che ho trovato di mio gradimento, per quanto anch'esso non privo di difetti, è il sistema di regole privo di qualunque aleatorietà. Niente dadi, solo - pochi - punti da distribuire e un evidente cura per il bilanciamento del gioco. Una cura posta nell'evidente intenzione di renderlo molto difficile visto che su tre partite non sono riuscito a vincere mai! Ma questo non è un difetto. Certo a me piacciono avventure nelle quali il piacere di leggere non è frustrato da istant-death continui e true-path vertiginosi. Ma si tratta di un mio gusto personale, cerco di non farmi influenzare da questo nel mio giudizio, sapendo che a molti invece questo tipo di struttura piace.
La storia in sé è gradevole e, pur senza avermi fatto strabuzzare gli occhi dalla meraviglia, si fa leggere. Anche se...

Ecco! Ora arrivano i se.

Innanzitutto ho trovato una quantità sconcertante di errori di battitura, parole mancanti, frasi smozzicate e altri chiari segni che l'autore non ha riletto la sua opera come si dove. Voi sapete che questo è un atteggiamento che mi fa prudere le mani. Inoltre, sempre rimanendo in tema di forma e di stile, come ho accennato prima, il tentativo di adottare un tono epico spesso si scontra con frasi o anche con la scelta di singole parole davvero discutibili. Termini dialettali abbondano e anche l'uso di forme discorsive nei dialoghi che nulla hanno a che fare con il resto del testo. Ancora più fastidioso è l'evidente approssimazione che pervade tutto il comparto descrittivo. L'autore si lancia in descrizioni spesso ispirate ma poi mi cade in errori banali come l'uso ripetuto del famigerato "quasi" e altri parenti suoi. L'autore delega troppo alla buona volontà del lettore.
Dire: "Siete in viaggio da diverso tempo" è già brutto, cosa mi dovrei immaginare io con quel "diverso tempo"? Che sto viaggiando da 4 ore? Per me 4 ore sono già un bel po' di tempo per un viaggio. Forse viaggio da due mesi? Oppure da 30 anni? Insomma se il tempo passato in viaggio ha una sua utilità nell'economia della storia sarebbe il caso di specificarlo. Altrimenti si può omettere e non cambia nulla. Ma poi nella frase dopo l'autore peggiora la cosa, scrivendo: "Non ricordi quanti inverni sono passati". Ok, qui si capisce che non parliamo di ore ma di anni. Ma il fatto che il protagonista non se lo ricordi è un'altra approssimazione fastidiosa. Saprà se è in viaggio da 1 anno o da venti, no? E la cosa è così importante da aver richiesto un'approssimativa specificazione alla approssimativa affermazione precedente?
Altri esempi di approssimazione non mancano, nemmeno nella logica degli avvenimenti. A cominciare da: "Una gran folla di preti buddisti tira un carro stracolmo di tegole, mattoni, legname, terra e via dicendo". Una gran folla è piuttosto vago, ma ci può stare. Rimango male nel sentire che una gran folla non riesce a tirare un carro! Ma che è il carro di Gargantùa e Pantagruele? Oppure si tratta della gran folla più piccola del mondo? E il carro di cosa è pieno? "Tegole, mattoni, legame e via dicendo"... e via dicendo? Ma che vuol dire via dicendo? Sembra che l'autore non sappia cosa c'è dentro il carro e così dica al lettore: "Mah, mettici dentro un po' quello che vuoi tu". Insomma uno sforzo di fantasia e uno a scrivere, no?   
Il peggio è che nei paragrafi dopo scopro che c'erano 500 uomini intenti a spingere un singolo carro su per uno strettissimo sentiero che s'inerpica su per un crepaccio. E' un'idiozia. Ve ne rendete conto, si? Se erano in 500 per un carro, è impensabile che non riuscissero a smuoverlo (a patto che tutti e 500 avessero una presa per spingere/tirare il carro). Diversamente, e vista la descrizione dell'ambiente, dobbiamo presumere che nella stretta stradina non più di una decina potessero far leva, inutilmente, sul carro. Ma gli altri 490 che facevano? Il tifo? il più lampante esempio di forza lavoro sprecata mai visto, mando 500 uomini a fare il lavoro di 10.    Insomma questo è un insulto alla intelligenza del lettore, no?

Un ultimo appunto negativo sull'argomento forma & stile riguarda le ripetizioni di cose già dette in paragrafi precedenti. Vanno evitate! La struttura a incroci dei librogame rende a volte difficile questo fatto ma esse vanno evitate ugualmente. Il caso più clamoroso (quello che mi ha fatto venire voglia di cercare un angolo acuto) si trova all'inizio. L'autore ci regala la bella poesia in cui lo scimmiotto presenta se stesso e poi che fa? Comincia a raccontare la storia? Ci spiega le regole? No! Ci ripete di nuovo tutto in prosa, ri-spiegandoci chi è lo scimmiotto, che è stato 500 anni schiacciato contro una montagna ecc. ecc. Addirittura ci propina traduzioni in giappjese dei vari nomi,. In pratica ci sommerge d'inutilissimo inforigurgito. La tendenza all'inforigurgito l'ho notata in tutto il racconto, l'autore sembra non vedere l'ora di mostrare quante ne sa e quanto è informato sull'argomento, la storia e la religione che fanno (dovrebbero fare) da cornice al racconto. Spesso ripetendosi più volte. Infodump2 al quadrato, insomma.

Ok. Passiamo oltre. Il sistema di regole è adeguato, anche se non mi ha soddisfatto del tutto. Ho notato alcune imprecisioni evitabili. Ad esempio quando mi si dice che ho 3 caratteristiche del valore di 8, 6 e 4 punti. Poi ho 5 punti da distribuire, ma devo mettere obbligatoriamente un punto di questi in ogni caratteristica! Ma che vuol dire? A cosa pensava l'autore? Non era più semplice dire che ho tre caratteristiche di 9,7 e 5 punti e poi ho 3 punti da distribuire liberamente?    
Ok, è un peccatuccio ma che mi puzza di poca attenzione. E la cosa mi scombussola. Com'è possibile che si sia prestato così tanta attenzione a certi aspetti passando bellamente sopra ad altri senza rendersene conto?

Quanto dare quindi a questo corto? Come ho detto i pregi compensano, e sono compensati purtroppo, dai difetti. Quindi il mio voto sarebbe un 5 - 5,5. Reputo però questo racconto superiore al precedente, nel suo complesso, e così mi sentirei di aumentare la valutazione a 6.
Perché l'uso del condizionale? Perché c'è un ultimo aspetto che sento di dover valutare: L'attinenza al tema. Infatti nelle mie tre partite, pur avendo cercato di fare scelte differenti, non ho notato nessuna attinenza con il tema di quest'anno che è la Gara. Solo rileggendolo un'ultima volta, e barando andandomi a vedere i vari bivi e paragrafi, ho intuito che forse l'autore ha pensato che la sfida finale della pioggia potesse far entrare il Corto in tema. Secondo me non è così! Anche l'uso della frase obbligatoria non mi sembra sia ben fatta. Infatti nelle mie tre partite non sono mai finito nel paragrafo 39, dove frase compare. E anche a proposito del suo utilizzo... mi era sembrato di capire che essa non dovesse essere infilata lì, tanto per fare, ma dovesse avere un impatto effettivo sul Corto e sulla storia. Invece qui l'impressione è proprio quella di un inserimento dell'ultimo momento tanto per rientrare di straforo nei termini del concorso.
Concludendo (e sarà l'ora, mi direte voi) trovo che questo "La sfida degli immortali" abbia delle grandi potenzialità se sviluppato, e curato, ulteriormente. Ma all'interno di questo concorso non posso che dargli un 5 (riduco cioè di un punto il mio giudizio a causa della scarsa attinenza col tema). L'autore sappia che sono sinceramente addolorato per il votaccio

gpet74
Barone del Sole
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Re: La sfida degli Immortali

Alla fine riesco fortunatamente a votare anche questo corto.
Devo ammettere che aveva cominciato veramente male visto che mi ha fatto passare il weekend con in testa la canzone del cartone animato Monkey e soprattutto perchè per riuscire a completarlo mi ci sono volute diverse letture, malgrado diversi refusi ed un true path molto severo alla fine però ho provato piacere a leggere questo corto che mi ha anche spinto ad informarmi di più sul mito di Son Goku (che da ignorante ho associato subito a dragon ball), insomma un corto quasi con fini didattici  smile2
Il regolamente a mio avviso è un po' troppo ricco, alla fine le tre caratteristiche ed i combattimenti coi dadi mi sono sembrati un po' forzati; tutto poteva essere delegato alle sole abilità/magie che vengono a tutti gli effetti utilizzate bene ed in modo vario.
Sono rimasto soddisfatto anche dei compagni che sono ben caratterizzati con Porcellino che spicca su tutti, molto ben riuscito a mio avviso. Bello anche l'uso della ideale voce fuori campo "Caro Scimmiotto!"

Due cose però mi hanno lasciato perplesso:
- se il personaggio è immortale perchè può morire in combattimento?
- al paragrafo 17 c'è una nota che ci avvisa dell'impossibilità di usare "Evocare gli spiriti" nei paragrafi successivi, peccato che per andare avanti al 39 si può solo arrivare utilizzando questa abilità. Mi sono perso qualcosa io ed ho semplicemente barato?

Un plauso finale al classico del piscio nel vaso... mi ha fatto scompisciare!  applauso

Voto 6,5

Lucky
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Re: La sfida degli Immortali

Lucky ha scritto:

[...]
- al paragrafo 17 c'è una nota che ci avvisa dell'impossibilità di usare "Evocare gli spiriti" nei paragrafi successivi, peccato che per andare avanti al 39 si può solo arrivare utilizzando questa abilità. Mi sono perso qualcosa io ed ho semplicemente barato? [...]

E' una cosa che ho faticato a capire anch'io (infatti due letture le ho perse perchè non avevo capito): in pratica, visto che quella cosa viene detta alla fine del paragrafo, penso intenda dire che se decidi di combattere allora non puoi Evocare gli Spiriti.
Se invece non combatti, allora vai al paragrafo indicato prima di leggere questa cosa, quindi non dovresti tenerne conto. Non so se mi sono spiegato smile Inoltre queste sono solo mie congetture, anche se non mi spiegherei in altro modo la cosa.

Il buongiorno si vede dal mattino.
E' la giornata di merda che ti coglie completamente impreparato...

suaimondi
Miracle Blade
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Re: La sfida degli Immortali

Sarò breve e conciso, vista l'ora tarda.

L'autore dimostra di conoscere bene la leggenda dello scimmiotto e questo da a tutto il racconto un'atmosfera molto particolare, sospesa tra l'anime, la fiaba e la poesia. Io stesso avevo letto anni fa un libricino in inglese che mio padre aveva portato da un viaggio in Cina ("Havoc in Heaven") ed ero rimasto affascinato dalla verve del protagonista. Inoltre la voce narrante non è asettica, ma sembra quasi quella di uno spettatore divertito che spinge il lettore a impegnarsi di più (à la Brennan).
La forma, come altri hanno fatto notare più approfonditamente, è funestata da refusi vari, oltre a un abuso di termini impropri. Questo non è fastidioso come un cattivo bilanciamento delle regole, ma influisce comunque sul giudizio finale.

Per quanto riguarda i meccanismi di gioco approvo incondizionatamente la scelta di non usare dadi, ma avrei fatto un ulteriore passo avanti eliminando del tutto i punteggi numerici e lasciando solo le scelte testuali. Non a caso sono un profondo estimatore di Realtà Virtuale.
Le morti istantanee sono abbastanza evitabili con un minimo di buon senso (e poi non è che ricominciare dall'inizio sia tutta questa fatica), ma le ripetizioni da un paragrafo all'altro fatte col copia-incolla davvero non le reggo. Per il resto la difficoltà mi pare ben calibrata e i vari poteri hanno tutti un uso ben definito.

Il mio voto, basato più sulle emozioni che su un giudizio razionale, è 7.

"Se non volete sentir ragioni, sentirete il filo delle nostre spade!"

Rygar
Tetro Lettore / Grim Reader
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Re: La sfida degli Immortali

Votazioni chiuse! Ecco i voti dei Giudici!

Icedlake
Originalità/Trama: L’ambientazione non si può dire nuova, dato che prende spunto da uno scritto medievale, ma quantomeno inusuale nell’ambito librogiuochistico. L’ironia che sprigiona ogni singolo personaggio è a volte portata al parossismo, tramutandosi così in idiozia. La trama è sorretta costantemente dall’opposizione buddisti/taoisti che, badiamo bene, non è una vera è propria gara, quanto piuttosto un antagonismo. Il tema “gara” appare solo nel finale, risultando così un po’ tirato per i capelli.
Devo dire che, già di mio,  non sono un fan del Son Goku televisivo, e la storiella, pur curata nei dettagli letterari (cosa che fa onore), non mi ha fatto impazzire. Forse, e sottolineo “forse”, le delucidazioni sui dettagli, pensata per i somari come il giudice che sta scrivendo, sono troppo pregne di nomi e soprannomi astrusi; il tutto suona un po’ come il quarto libro del Pentateuco.
Sistema di Gioco: E’ la parte buona del corto. Ben strutturato, permette una discreta possibilità di variare i percorsi; questi poi convergono inevitabilmente verso i nodi portanti della ragnatela: i paragrafi 11 e 17. Proprio in quest’ultimo, però,  appare la svista dell’autore: Forza di Tigre elenca i nostri “misfatti”; ma ben due di questi ( la faccenda dell’urina e la caduta delle statue) non è detto che siano avvenuti. Erroraccio evitabile con un piccolo grafo di controllo.
Le magie di cui disponiamo danno un notevole aiuto alla diversificazione del tragitto ma, nel contempo, creano nel finale l’antipatico imbuto del true path. Nota di demerito per il sistema di combattimento: non sono un amante dell’aleatorietà estrema. Ma un combattimento di questo tipo toglie completamente pathos all’azione.
Da notare la “vigliaccata” (apprezzabile) stile Jackson al 26: ci dona l’illusione della vittoria contro l’Immortale per poi farci naufragare verso l’inevitabile disfatta.
Stile: Confusionario. Sembra sia stato scritto da due persone differenti, oppure si può ipotizzare uno sdoppiamento della personalità, tipo Jekyll & Hyde. Scherzi a parte, lo stile altalenante lascio spazio a numerosi errori grammaticali che rovinano la lettura; tra l’altro questo corto, essendo particolarmente basato sulla narrazione, aumenta l’incidenza di questo difetto. Capisco inoltre che l’autore abbia voluto mantenere dei dialoghi volutamente giocosi, e fin qui nessun problema; il punto è che il racconto dovrebbe essere coerente, stilisticamente parlando.
Sgrammaticate del tipo “non si sa mai che il re ci ripensasse” o “la prossima volta ci pensi due volte” ammazzano la lettura. C’è anche qualche caso di mancato uso della contemporaneità dell’azione, (…fece di colpo buio pesto. I taoisti perdono la testa…). Farei dunque un grande plauso all’autore per la ricerca dei dettagli, purtroppo rovinata dalla mancata revisione stilistica.

Tema e dialogo rispettati. Questi, però, rivestono un ruolo marginale in tutta la vicenda. Inoltre, intendere come “ricompensa” la visione del Buddha mi sembra un concetto forzato: la parola “ricompensa” si abbina a qualcosa più materiale che spirituale. Con questo non voglio dire che non sia corretta, ma piuttosto poco azzeccata. La vera e propria gara appare solo alla fine; nel corso della storia non se ne parla minimamente, e di conseguenza non riveste un ruolo centrale.
In sintesi trovo l’idea buona, e il regolamento, con alcune minime revisioni, molto buono. Lo stile e l’applicazione del tema/dialogo, però, affondano l’opera, facendo cadere anche il mio voto appena sotto la sufficienza.

Voto: 5,5


Apologeta
Un bel quadro visto da lontano, ma vicino ci sono tante sbavature.
"La Sfida degli Immortali" è un tour de force nel lontano oriente, cosa che mi spiazza non poco, vista la mia poca conoscenza e l'ancor minore interesse che nutro per questo mondo: cercherò comunque di essere il più imparziale possibile, mettendo in un angolo le mie preferenze.
Si parte da un poema come copertina (peraltro un pezzo di un libro del '500 realmente esistente), e uno si aspetterebbe un tono alto, oserei dire aulico. Poi arriva il regolamento/introduzione, ed è una bella mazzata. Sì, perché l'unico modo di leggere questo Corto è calarsi nella mente dell'autore e accettarne la prosa leggera e scanzonata, che ogni poche righe strizza l'occhio al lettore, infarcita com'è di paroloni e di dialoghi pseudoepici: l'avventura di Scimmiotto & soci fra taoisti, buddisti e divinità - o presunte tali - è ricca di situazioni paradossali, che viste da vicino sono di una inverosimiglianza quasi fastidiosa. Ripeto: se uno "spezzetta" il racconto, beh, il giudizio dovrebbe essere negativo.
Invece, nel mio megapagellone, salta fuori un voto positivo: sarà perché il lavoro di documentazione dell'autore è stato notevole, sarà per il modo astruso con cui è piazzato il dialogo, per la trama balorda ma non banale, probabilmente per la gestione del gioco. Sì, il true path è micidiale, ma (una volta entrati nel clima di cui sopra) ogni decisione giusta era in fondo quella più sensata. Il regolamento è un grande classico, tre punteggi, combattimento con confronto fra valori, magie da usare. Originalità zero, ma è buona la gestione senza fattore caso.
Molti punti negativi invece dalla fase di correzione/rilettura: al 17 c'è un bug grande come una casa, perché mi si dice che non posso usare nei paragrafi futuri l'Evocare Spiriti... peccato che al 34, che è nel true path, l'unico modo per andare avanti al 39 sia appunto l'Evocare Spiriti! Accidenti, autore, ma l'hai rigiocato almeno una volta dopo averlo scritto? Brutte anche le spiegazioni ridondanti nei paragrafi iniziali.
Lo stile risente dell'impostazione generale: sono convinto che l'autore sappia scrivere molto meglio di così. Spero anche che sappia riguardare quello che ha buttato giù, visto che sono rimaste frasi che urlano vendetta all'Accademia della Crusca; ne riporto solo un paio, per carità cristiana: "sistemati in delle celle" e "ce li hanno dati come schiavi da far lavorare per noi". Ci sono anche seri problemi nei tempi verbali, ma mi piace pensare che l'autore abbia - come tutti - spedito il lavoro all'ultimo secondo... Se non l'ha fatto, se aveva tempo per rimetterci mano, massima esecrazione.
Penultima nota stonata: in un true path, sarebbe buona cosa dare un po' di soddisfazione al lettore nei paragrafi di morte. Ecco, il copiaincolla dei paragrafi 3-16-19 e 8-20-27-29 è abbastanza irritante. Ok, ho fatto la scelta sbagliata, ma se mi propini la solita pappardella mi irridi anche, e che caspita!
Ultima stonatura, non la minore: il tema della gara non è centrato in pieno. Sì, c'è la sfida a questi personaggi, ma ce la troviamo di fronte quasi per caso mentre andiamo verso l'India.
Direi di avere concluso... Ah, già, dimenticavo il voto: nonostante tutto, il mio 6,5 rimane!

Dirk
-Stile di scrittura: Il testo è leggibile e scorrevole, anche se sono presenti numerosi refusi dovuti a carente rilettura e un utilizzo smodato di termini impropri oppure largamente desueti (a volte ho dovuto googlare...). Voto: 6,5
-Attinenza al tema e adattamento: Il tema della gara è secondario e prende vita solo nella seconda e ultima parte del racconto, passando quasi inosservato. L'adattamento è un po' forzato, come se l'autore avesse voluto usare a tutti i costi l'ambientazione proposta. Voto: 6
-Conformità al regolamento: un po' lunga la premessa e frase inserita in modo un po' forzato.
-Struttura ludica/longevità: Il sistema di gioco è snello e giocabile, anche se i combattimenti diventano un po' "piatti" senza casualità. Ho trovato invece un po' casuale la scelta delle abilità. La longevità è assicurata dai numerosi finali e il lettore è invogliato a provare nuove strade. Voto: 6,5
-Regolamento: regolamento semplice e immediato che non richiede l'uso di dadi, anche se sarebbe stato opportuno un po' di bilanciamento in più.
-Ambientazione: un classico orientale, che è stato usato in varie forme e modi. Lodevole la conoscenza del tema. Voto: 7.

Voto: 6,5

Dirk
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Re: La sfida degli Immortali

VOTI POPOLARI:
-Monpracem: 5,5
-Prodo: 6
-Suaimondi: 7,5
-Danilo Baldoni: 6,5
-Mornon: 7
-Firefox: 6
-Dies Irae: 5
-Gpet74: 5
-Lucky: 6,5
-Rygar: 7

MEDIA POPOLARE: 6,2

VOTO GIUDICI:
-Icedlake: 5,5
-Apologeta: 6,5
-Dirk: 6,5

MEDIA GIUDICI: 6,17

VOTO COMPLESSIVO: 6,18 teach

Dirk
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Re: La sfida degli Immortali

Ma cacchio! Stavolta proprio non ce l'ho fatta, mi rosico le mani!
Beh ormai ho poco da dire e anche se non vale nulla io gli avrei dato un 6,5 a questo racconto.
Sì, ci sono diversi refusi, ma la storia è molto avvincente. Coraggioso a usare un sistema senza dadi, e in effetti i combattimenti "puri" sono assolutamente noiosi. Tanto vale togliere le caratteristiche e la farsa di dare i 5 punti-che-poi-sono-3.
Devo dire che conosce molto bene Viaggio in Occidente ci si è saputo calare appieno. Devo dire che il true path è davvero spietato ma almeno è una sfida che si può chiamare tale. Certo, anche secondo me il tema non è stato centrato in pieno e lo trovo un po' forzato.
Beh, so che tutto questo non ha valore, ma visto che ormai me lo sono giocato, anche se in ritardo, dico la mia. Spero il prossimo di farlo in tempo. Periodaccio davvero!

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Lamello
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Re: La sfida degli Immortali

Peccato, con il voto di Lamello avremmo confermato gli 11 giudizi per corto che è un po' la media di quest'anno!

Prodo
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Re: La sfida degli Immortali

Mi dispiace davvero, ma proprio non ce l'ho fatta!

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