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Il Tramonto degli dei

Re: Il Tramonto degli dei

Per completezza di informazioni, volevo avvisarti che il tuo è stato il corto preferito da mia moglie, anche in virtù dell'ambientazione (lei ama l'antico egitto)!

Il buongiorno si vede dal mattino.
E' la giornata di merda che ti coglie completamente impreparato...

suaimondi
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Re: Il Tramonto degli dei

Bravo Federico! Un gran bel racconto, e una struttura a mappa era una cosa che ti mancava (e che mancava ai Corti dai tempi della Lettera).
Una curiosità: i check del tipo

me stesso ha scritto:

lancia 2d e confrontali con la fortuna, aggiungi 2 se hai l'acciarino, togli 1 se la fiala te l'ha data una donna, ma se hai il mimetismo continua pure a leggere - sempre che tu non abbia starnutito davanti alla tomba dello zombi, nel caso in cui...

come caspita fai a crearli?
Cioè, al di là del mio discutibile umorismo, mica è semplice tenere sott'occhio un numero di variabili così elevato. E' la scuola Soulkey che ti ha temprato? smile

Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate.

I miei racconti

Apologeta
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Re: Il Tramonto degli dei

Apologeta ha scritto:

come caspita fai a crearli?
Cioè, al di là del mio discutibile umorismo, mica è semplice tenere sott'occhio un numero di variabili così elevato. E' la scuola Soulkey che ti ha temprato? smile

Umorismo a parte, e a rileggere vien da scherzarci su anche a me, non sono poi così complessi non si intersecano mai più di due elementi contemporaneamente (oggetto e tempo) e dunque è facile vedere qual è il numero che deve uscire ai dadi a seconda dei vari contesti. Come ho già detto, in alcuni casi si sarebbe potuto sfoltire con formule come "se hai oggetto (o tempo X) ok, altrimenti dadi", il che è più immediato, però così è andata. Giusto per metterci un po' di pepe, mi verrebbe da dire che forse un paio di anni fa questo elemento sarebbe stato giudicato in modo differente. smile

A proposito invece dei check per trovare o meno l'Ainu in due location, quello secondo me è un check estremamente intelligente, perché premia il tempo basso esattamente come accadrebbe nella realtà: prima si arriva e più probabile è trovare l'oggetto, ma non se ne è mai sicuri del tutto. Sarà anche scocciante, ma è una sfida no? E chi dice che nelle sfide si debba necessariamente fare filotto, quante volte accadrebbe di fare percorso netto in una sfida del genere? Stesso discorso vale ovviamente per le due location in cui è impossibile trovare l'Ainu, anche se ricordo che qualcuno ha notato che forse una delle tre è un po' controintuitiva.

Io continuo a reputare il bilanciamento soddisfacente: ci sono sette Ainu, di cui tre sicuri (quello privilegiato della propria Dote più i due di Campi e Acque) e due probabili/possibili a seconda di quando si va a visitare la location. E anche i due siti in cui non si può trovarlo offrono oggetti utili, uno il medaglione, che facilita non poco il duello finale, l'altro dà oggetti che si possono rivelare più che utili. Basta bilanciare bene le Caratteristiche, magari cedendo un punticino in più su quella affine alla nostra Dote, e il gioco è fatto.

Apologeta ha scritto:

Un gran bel racconto, e una struttura a mappa era una cosa che ti mancava (e che mancava ai Corti dai tempi della Lettera).

Sì di questa sono soddisfatto, mi pare sia piaciuta un po' a tutti e mi fa molto felice. Penso che ci tornerò su in futuro.

kingfede
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Re: Il Tramonto degli dei

Forse aver perso miseramente per 4 volte dietrofila mi ha un po' scoraggiato... Mi ricorda i tempi tristi in cui il mio guerriero veniva fatto a fettine dai briganti dopo pochi paragrafi di gioco della mia prima esperienza di betatester... sad2

Ripeto i complimenti per la descrizione delle location e per l'idea di fondo dell'ambientazione. Parlaci un po' del making of: da dove nasce l'idea dell'antichissimo (più che antico!) egitto?

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Apologeta
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Re: Il Tramonto degli dei

kingfede ha scritto:

    Apologeta ha scritto:
    Un gran bel racconto, e una struttura a mappa era una cosa che ti mancava (e che mancava ai Corti dai tempi della Lettera).

Sì di questa sono soddisfatto, mi pare sia piaciuta un po' a tutti e mi fa molto felice. Penso che ci tornerò su in futuro.

http://img134.imageshack.us/img134/9100/ubda2404.gif

Bravo! Bravissimo anzi!!

"Un velo nero ti impedisce di vedere altro. La tua vita termina qui: nel campo di battaglia, con la mitica Blood Sword tra le mani, felice per la sconfitta dei Veri Maghi." Adriano, Blood Sword PBM
http://www.caponatameccanica.com

Mornon
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Re: Il Tramonto degli dei

Apologeta ha scritto:

Ripeto i complimenti per la descrizione delle location e per l'idea di fondo dell'ambientazione. Parlaci un po' del making of: da dove nasce l'idea dell'antichissimo (più che antico!) egitto?

Mah, ho letto tanto sull'argomento, soprattutto saggistica, e mi ha sempre appassionato. Da tempo coltivavo l'idea di costruire qualcosa intorno a un'ambientazione di questo tipo, storica e fantascientifica al tempo stesso, che secondo me può offrire moltissimo. Quando ho letto il bando del concorso ho subito pensato che fosse un'ottima occasione per testarla e capirne le potenzialità di fruizione, e mi pare che l'esito per quel che mi interessava sia stato soddisfacente.

Il primo punto che intendevo esplorare era proprio la commistione tra storia, scienza e fantascienza. Non volevo un racconto fantasy tout-court, ma qualcosa che poggiasse su una base storica magari improbabile ma possibile. A quel punto ho riguardato velocemente alcuni saggi che ho qui a casa (Il mistero di Orione di R.Bauval e Segni Celesti di A. Gilbert su tutti, ma non solo) e ripreso in mano i libri di storia per costruire un'ambientazione proto-egizia verosimile. Come ho già puntualizzato un paio di giorni fa, se non vado errato, la pesca a strascico si svolge come viene dipinta nelle tombe egizie, la forma del tempio non è dissimile dalla pianta dei templi più antichi, lo spirito religioso è un passo indietro, più vicino all'animista di quanto non si osservi nell'Antico Egitto storico, ma più verosimile in una società al margine tra epoca preistorica e agricola.

Lo stesso intervento degli "Dei" non è invadente, come potete vedere: vengono lasciati alcuni echi della loro presenza, è testimoniata in modo chiaro la loro funzione di guida nell'organizzazione civile e politica e nel progressivo sviluppo dell'architettura, senza particolari scientificamente burleschi. La stessa idea dell’energia Ainu non è che un modulo pescato dalla saggistica più becera di fine ottocento-inizio novecento, che sosteneva che gli Egizi fossero stati per l’appunto in grado di servirsi di una “energia misteriosa” per innalzare le piramidi.

Usare la Sfinge è stato sin troppo facile, invece: come forse qualcuno saprà, alcuni storici hanno portato dati piuttosto convincenti sulla sua datazione, che risalirebbe a ben prima della data in cui i libri di storia canonici fanno iniziare la civiltà egizia (intorno al 3100 a. C.). Se si prende per buona l'ipotesi di Bauval e soci, la data verosimile sarebbe quella che descrivo nel racconto, ovvero il 10450 a.C., che lo stesso complesso delle piramidi ricorderebbe, riprendendo proprio l'allineamento delle stelle della cosiddetta "cintura di Orione" a quell'epoca, che nei testi egizi è l'epoca della creazione del mondo, ricordiamocelo. Ah, piccola chicca a riguardo: le statue del leone vivo e morto sono invece una descrizione dell’ingresso storico del cimitero monumentale di Verona (qui avete la foto di quello morto, sull'altro lato c'è quello vivo).

La collocazione nel momento del passaggio alla storia vera e propria mi ha permesso di galleggiare in un mare di dubbi e domande irrisolte, circostanza indispensabile per il fine per cui era progettato il racconto: era l’unico modo perché una ambientazione del genere non richiedesse molte più descrizioni e ancora maggiore prolissità (sono già abbastanza prolisso di mio… lol), diventando pertanto ingestibile. C’è però anche il vantaggio di poterci lavorare su come meglio si crede, sia nel “prima” che nel dopo, se ce ne sarà modo e occasione.

kingfede
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Re: Il Tramonto degli dei

kingfede ha scritto:

   

monpracem ha scritto:


    Nel regolamento e nel prologo si dà per scontato, ad esempio, che il lettore capisca al volo che la competizione avrà luogo in un villaggio... anche la mappa ha il laconico titolo di "mappa" e non è che sia poi molto chiaro che rappresenta un centro urbano

Questa l'ho capita poco. La mappa rappresenta una regione intera, più che un villaggio, infatti le location sulla zona ovest sono tutto tranne che "cittadine", e l'epilogo appunto ci mostra un ritorno al nucleo del villaggio, sulla sponda opposta del fiume. Certo, si poteva arricchire di più la mappa, ma prima di tutto sono un pessimo disegnatore e avrei solo fatto casino, e secondariamente avrebbe solo aggiunto un orpello non indispensabile allo svolgimento del racconto. Certo, se avessi saputo che poi metà racconti si sarebbero serviti di immagini avrei cambiato opinione. smile

Il fatto è che sono io il primo a non aver capito qualcosa, evidentemente. Credo inoltre che la confusione si è rispecchiata nel mio commento, infatti probabilmente non mi sono espresso nella maniera migliore. Il punto è che, il testo da per scontato che il lettore si accorga di trovarsi in una regione disseminata di edifici e luoghi isolati, al centro della quale v'è un villaggio, o città. Io non avevo visualizzato la cosa in questo modo finché non ho letto questa tua spiegazione... ma non trovo sia colpa della mappa in se... quando nei miei commenti parlavo della mappa, mi riferivo all'assenza di un suo titolo, o di una dicitura che spiegasse: "mappa della regione". E magari qualche scritta nella mappa: "ponte", oppure, "città", ecc... non parlavo di disegni o grafica.


kingfede ha scritto:

   
   

monpracem ha scritto:


    L'idea degli alieni visti come Dei in un lontano passato non è di certo una novità.

Ecco, questo è il primo di alcuni commenti che mi hanno lasciato un po' perplesso. Non vi sembra il caso di scindere un pelo l'originalità in senso stretto da quella del campo librogamistico? Certo, il soggetto in senso assoluto non è nuovo (potrei citare non meno di cinquanta opere tra saggi, racconti, romanzi, film e documentari che si sono occupati dell'argomento), ma se un'ambientazione non è mai stata usata per un librogame, presumo si possa comunque guardarla con quegli occhi. O quanto meno, questo era lo spirito.

Mi spiace averti lasciato perplesso... il fatto è che, come puoi desumere dal voto finale che ti ho dato per quel parametro, ho tenuto conto eccome della "originalità relativa" dell'opera, anche se nel commento ho parlato di quella assoluta. Mea culpa. wink

kingfede ha scritto:

   
   

monpracem ha scritto:


    Al paragrafo 20, che è in fondo la "tabella eventi" del girovagare del protagonista nel villaggio, le regole sono un po raffazzonate

Nella prima versione del par. 20 avevo puntualizzato che quando le alternative si fossero ristrette a una manciata il lettore si sentisse libero di personalizzare il lancio (esempio: ne restano 3, tiro un dado solo e con 1 o 2 vado alla prima, con 3 o 4 alla seconda e con 5 o 6 alla terza), ma poi mi sembrava una stupidaggine, visto che ci può arrivare chiunque, dunque ho segato la precisazione. Inutile dire che forse si poteva ideare comunque un sistema alternativo e semplice per ottenere una massima trasparenza e fruibilità senza barbatrucchi soggettivi, ad esempio quella che propone suaimondi, che potrei magari implementare nella versione del racconto per il volume complessivo se mi sarà concesso di farlo.

Oltre alle regole (il metodo proposto da Suaimondi è in effetti ideale), la tabella eventi andava curata un po di più, per ridurre la sensazione di smarrimento che può provocare nel lettore. anche in quel caso qualche spiegazione/descrizione in più non avrebbe dato fastidio, ecco wink

kingfede ha scritto:

   
Sui commenti di monpracem non aggiungo altro se non un "sei un genio amico", perché il resto della disamina è praticamente perfetto, compreso il riferimento temporale, che non avrei mai pensato che qualcuno ricostruisse. applauso

Ahh!!! Quindi ci ho beccato... certo che sei un maramaldo eh... noi tutti qui a scervellarci: "ma chissà, saranno gli egizi o no", "magari non è neppure ambientato sulla terra", "certo che poteva darci un'indicazione temporale, questo autore..."
Intanto tu, quatto quatto, avevi predisposto un calendario astronomico... wink

monpracem
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Re: Il Tramonto degli dei

monpracem ha scritto:

Io non avevo visualizzato la cosa in questo modo finché non ho letto questa tua spiegazione... ma non trovo sia colpa della mappa in se... quando nei miei commenti parlavo della mappa, mi riferivo all'assenza di un suo titolo, o di una dicitura che spiegasse: "mappa della regione". E magari qualche scritta nella mappa: "ponte", oppure, "città", ecc... non parlavo di disegni o grafica.

Ah sì quello sì probabilmente, ci stava bene qualche indicazione in più e un nome generale come suggerisci. Teniamo comunque presente che la pianta delle città egizie non era certo come quella a cui siamo abituati in occidente: tutto quanto era collocato sulle rive del fiume o poco distante, spesso con una divisione tra zona est (dei "vivi") e zona ovest, deputata più che altro alle funzioni spirituali, cosa che ho ripreso nel racconto. È l'idea stessa di villaggio, forse, a trarre un po' in inganno, avrei dovuto lavorarci su meglio, forse nello stesso prologo oltre che nella mappa, e qua e là nel testo.

monpracem ha scritto:

Mi spiace averti lasciato perplesso... il fatto è che, come puoi desumere dal voto finale che ti ho dato per quel parametro, ho tenuto conto eccome della "originalità relativa" dell'opera, anche se nel commento ho parlato di quella assoluta. Mea culpa.

Sì certo, ho quotato il tuo pezzetto ma è un commento che sparso qua e là si ritrova anche da altri. Secondo me la questione si pone come ho descritto, cioè scindendo l'aspetto assoluto da quello relativo, però importante è essersi capiti.

monpracem ha scritto:

Oltre alle regole (il metodo proposto da Suaimondi è in effetti ideale), la tabella eventi andava curata un po di più, per ridurre la sensazione di smarrimento che può provocare nel lettore. anche in quel caso qualche spiegazione/descrizione in più non avrebbe dato fastidio, ecco

Parli delle istruzioni per l'uso o anche degli eventi veri e propri? In caso se hai consigli su come rivedere fammi un fischio, qua o in PM.

kingfede
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Re: Il Tramonto degli dei

Sul discorso della tabella, forse proprio li si potrebbe aggiungere qualche descrizione sulla fisionomia del territorio... se mi viene in mente come correggerlo te lo faccio sapere via PM, ma sinceramente non oso mettere le mani sul tuo scritto... wink

monpracem
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Re: Il Tramonto degli dei

monpracem ha scritto:

Sul discorso della tabella, forse proprio li si potrebbe aggiungere qualche descrizione sulla fisionomia del territorio... se mi viene in mente come correggerlo te lo faccio sapere via PM, ma sinceramente non oso mettere le mani sul tuo scritto... wink

Il problema però è semplice: la descrizione deve adattarsi a uno qualsiasi dei punti in cui scatta la generazione casuale, che sono sparsi per la mappa in punti molto diversi, alcuni nella zona est vicino ai siti più brulicanti di vita, altri più a ovest e quindi più isolati, uno addirittura sul ponte. Inserire descrizioni ambientali è molto difficile, però si può provare.

kingfede
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