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LibroGame 2.0

Re: LibroGame 2.0

Mah, il “librogame” è un prodotto con così tante possibili declinazioni che non credo si possa (o debba) cercare una standardizzazione, o una formula.

Secondo me quella di cercare di rendere “adulto” il librogame è un’ossessione moderna, tipica di chi leggeva i LG da bambino ma è cresciuto e, tipicamente, vuole vedere il prodotto “crescere” con sé. E non credo che vada perseguita a ogni costo.

Angiolino & Co si sono sempre lamentati della limitatezza ludica dei vecchi LG e hanno cercato di farne di “migliori”. Ma loro hanno incontrato i LG quando erano già adulti avvezzi a giochi più complessi. E sembra che abbiano voluto ignorare il fatto che i LG sono esplicitamente nati come prodotti per un pubblico molto giovane, fissandosi sui difetti e le parti “migliorabili” dei LG senza riconoscerne i pregi, che sono invece il motivo per cui i LG ebbero quel successone all’epoca.

Stesso errore in cui caddero gli autori dei tardi LG tipo Jon Green, Keith Martin, e in parte anche Dave Morris. Volevano fare dei LG meno semplici e più “maturi”, ma lo fecero rendendo la lettura più pesante e il gioco pieno di regole che rallentavano il flusso gioco-lettura. Mentre il bello dei semplici, fallati LG “classici” era proprio quel buon connubio tra storia semplice ma avvincente, e gioco intrigante ma facile da capire e gestire.

Onestamente, roba tipo Destiny Quest è solo pesante (in tutti i sensi), e anche Fabled Lands non è poi molto altro che un RPG con descrizioni generiche e scarso coinvolgimento personale; un gioco da battere, e non un’avventura eccitante. Insomma, andando verso un gioco più complesso e “maturo”, paradossalmente, i librogame diventano quasi “più EUMATE” di un libro di Ian Livingstone, e perdono la componente narrativa che era così affascinante in Lupo Solitario, ACDRA, Blood Sword ecc.

E non è che molti LG moderni siano più bilanciati di quelli del passato. Anche se evitano situazioni francamente impossibili alla Brennan, molti LG oggi danzano comunque spesso sul filo tra “ben bilanciato=troppo facile” e “statisticamente fattibile ma, nella realtà, molto improbabile”, e dunque non risolvono davvero il problema che criticavano nei vecchi LG; semmai, lo declinano con più regole, più punteggi, più stress, cercando di dargli una nobiltà che non ha davvero. In un libro di Brennan, di fronte a certe situazioni, dici “vaffanculo” e bari; alcuni LG moderni si spacciano per libri dove l’autore ha fatto in modo che tu non debba mai essere tentato di barare, ma ahimè, non è affatto così. Men che meno se parliamo di app, dove è il computer a gestire tutta la parte ludica, e allora non puoi barare neanche se è pressoché necessario.

I LG del passato erano belli e memorabili proprio perché non avevano degli standard, e si rivolgevano a un pubblico che non pretendeva degli standard. Penso che dovremmo ricordarci di questo. Un LG scritto male, negli anni Ottanta, era molto, molto peggio di un LG che si giocava male, e lo stesso dovrebbe valere oggi. Ed è il motivo per cui Realtà & Fantasia lo perculavamo ieri come oggi, mentre a Lupo Solitario abbiamo perdonato molte cose.

EGO
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Re: LibroGame 2.0

EGO ha scritto:

i LG sono esplicitamente nati come prodotti per un pubblico molto giovane

EGO ha scritto:

quel buon connubio tra storia semplice ma avvincente, e gioco intrigante ma facile da capire e gestire.

EGO ha scritto:

I LG del passato erano belli e memorabili proprio perché non avevano degli standard, e si rivolgevano a un pubblico che non pretendeva degli standard.

gabrieleud ha scritto:

Dove invece i librogame 80/90 vincevano a man bassa... è una cosa semplicissima: il formato. Gli E.L. e i Mondadori erano tascabili, maneggevoli, agili.

Erano prodotti che si rivolgevano al pubblico dei bambini, come dovrebbero essere tutti i giochi, e che gli adulti, giocandoli, potevano leggere a più livelli. Non ho detto "prodotti per bambini" o "infantili" ma che provengono da quel mondo lì, che è pieno di magia. Mostri, personaggi improbabili, situazioni che non hanno senso in un romanzo ma qui si. Qualsiasi argomento toccassero, lo facevano in modo divertente e giocoso, e per un bambino il gioco è una cosa molto molto seria.


djmayhem ha scritto:

...e quando spendo 30€ per un libro non ho molta voglia di scrivere, anche a matita, sul registro di avventura

E' così, il librogame non deve essere una Ferrari ma una bicicletta, anche con le rotelle, e ci puoi andare come vuoi.

Considero quei pochi librogame che sono adatti solo all'intrattenimento e alle passioni degli adulti, come degli esperimenti funzionanti, ma che hanno poco a che fare con la vera magia.

kenfalco
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Re: LibroGame 2.0

La domanda che mi pongo io, come ho detto nel video, è perché i librogame debbano essere una cosa sola. Esistono fumetti per giovani, adulti, mamme e bambini, giochi da tavolo per qualunque categoria di persona esistente (e non ditemi che i GDT sono mainstream come i fumetti... esistevano i giochi per famiglie ed esperti anche quando in Italia non se li cagava nessuno). Perché non dovrebbero esistere librogame per esperti E per fanciulli? Personalmente mi annoierebbe un panorama di soli libricini abbozzati in formato tascabile quanto mi annoierebbe un'offerta di soli libri per adulti in formato serio e costoso. Per dirla alla internet, "why not both"?

Zakimos
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Re: LibroGame 2.0

Zakimos ha scritto:

La domanda che mi pongo io, come ho detto nel video, è perché i librogame debbano essere una cosa sola. Esistono fumetti per giovani, adulti, mamme e bambini, giochi da tavolo per qualunque categoria di persona esistente (e non ditemi che i GDT sono mainstream come i fumetti... esistevano i giochi per famiglie ed esperti anche quando in Italia non se li cagava nessuno). Perché non dovrebbero esistere librogame per esperti E per fanciulli? Personalmente mi annoierebbe un panorama di soli libricini abbozzati in formato tascabile quanto mi annoierebbe un'offerta di soli libri per adulti in formato serio e costoso. Per dirla alla internet, "why not both"?

io considero un librogame "maturo" se l'argomento affrontato è per adulti, banalmente la mia serie di Calibro 70 non è certo per un ragazzino, sia perché si annoierebbe (e non capirebbe il contesto che richiede comunque una certa conoscenza della storia italiana di quel periodo) e poi perché tratta argomenti poco adatti ad un ragazzo molto giovane.
Viceversa ACDRA di Brennan a me piaceva parecchio quando lo leggevo perché era molto divertente, con tanto umorismo e personaggi strampalati, quindi adatto ad un ragazzo delle medie (degli anni '80, quelli di adesso mi paiono un po' troppo debosciati).

Remember, remember, the fifth of November...

djmayhem
Re dei refusi
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Re: LibroGame 2.0

Un librogame non è "adulto" solo per il tema ma anche per come affronta la giocabilità o, banalmente, per come è scritto e presentato. L'errore che molti hanno fatto negli anni è stato pensare che basti cambiare il tema (Jane Austen, Amici, Piccoli Brividi etc.) per avere prodotti adatti al target di riferimento, senza ragionare in termini di meccaniche, presentazione e giocabilità. Un librogame può essere adulto anche con un tema scanzonato, ma affrontato con una giocabilità rigorosa e che può incontrare i gusti (e il poco tempo) di un lettore adulto e smaliziato, semplicemente perché un adulto ha meno tempo e meno pazienza. Allo stesso modo, un libro per famiglie deve necessariamente essere user friendly, semplice, vario e in grado di tenere incollati alle pagine. In tutto questo il tema, sebbene importantissimo, non è l'unico dei fattori.
Detto ciò, ci vorrebbero più Calibro 70 sul mercato smile ma anche libri davvero validi per la fascia 8-11 e perché no, 60 e oltre. Uscisse di nuovo oggi, per dire, e con qualche sistemata, un libro come Il Presidente del Consiglio sei tu! mia madre lo leggerebbe volentieri.

Zakimos
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Re: LibroGame 2.0

Volevo spiegare meglio il concetto di "librogame che proviene dal mondo dei giochi per bambini".
Non parlo di regole adulte o di argomenti della storia ma di stile.
L'esempio migliore è il videogioco: prendetene uno qualsiasi, anche il più serio, ha sempre uno spirito giocoso e dissacrante, ci vedete sempre tra le righe il bambino che si nasconde e poi spunta fuori.
In Metal Gear, ti nascondi nelle scatole, e se i soldati ti scoprono appare un punto esclamativo sopra la testa.
In Doom andate a collezionare pupazzetti nascosti.
In Assassins Creed ti nascondi e scappi.
In Red Dead Redemption ci sono i minigiochi.

Mi sentirei a disagio a giocare con un gioco che simuli i drammi della realtà senza vie di fuga. Un film o un romanzo possono farlo ma in un gioco ci deve sempre essere quella stupidaggine bambinesca che ti fa sorridere.

kenfalco
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Re: LibroGame 2.0

Zakimos ha scritto:

è stato pensare che basti cambiare il tema (Jane Austen, Amici, Piccoli Brividi etc.) per avere prodotti adatti al target di riferimento,

Piccoli Brividi è un prodotto americano, in America il concetto di librogame è "Scegli la tua avventura", che ha già lo stesso target di PB. Non si è fatto altro che prendere un brand di successo e utilizzarlo in un altro meccanismo di successo. Il discorso, assolutamente sensato, ha generato una cinquantina di libri. Purtroppo scomparsi dalle librerie...

Interessante il caso dei nuovi Endless Quest, con target 8-11, che trovano spazio nel reparto bambini delle librerie, mentre i manuali di D&D (che sono 12+) sono negli scaffali dedicati agli YA.

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Ubik
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Re: LibroGame 2.0

kenfalco ha scritto:

L'esempio migliore è il videogioco: prendetene uno qualsiasi, anche il più serio, ha sempre uno spirito giocoso e dissacrante

Il mio fanciullino interiore ha sempre gioito giocosamente schiacciando le persone in Carmageddon. Max Damage, troppi ricordi...

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Ubik
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Re: LibroGame 2.0

Mah, onestamente momenti di fuga infantile in Silent Hill 2 o This war of mine non ne ricordo e funzionano proprio per quello. Certo se tutti i giochi fossero così ci sarebbe da spararsi, ma come dicevo l'importante è la varietà di proposte.

Zakimos
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Re: LibroGame 2.0

Ma guarda, in Silent Hill fai una cosa proprio da ragazzini, scappare dai mostri. This war of mine, è la simulazione molto realistica di un dramma reale, ma con una grafica da gioco in scatola, già questo ti stacca dalla realtà.

In un romanzo o un film è diverso perchè stai davvero vivendo in prima persona il dramma e non puoi uscirne.

In un librogame il protagonista sei tu e dovrebbero esserci illustrazioni fumettose, irriverenti, non troppo realistiche e anche trovate stilistiche nella storia che ti ricordano che stai giocando.

kenfalco
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