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I Corti 2019 -Alla fine della terra- 15/24 febbraio

I Corti 2019 -Alla fine della terra- 15/24 febbraio

Amici di LGL, si parte con il secondo Corto dell'edizione 2019.
Come noterete presto, il tono sarà molto diverso dal precedente ma la "diversità genetica" è sempre stata la più bella caratteristica delle opere del Concorso dei Corti.
Quindi, leggete attentamente, valutate bene e partecipate, entrando così nella gloriosa storia dei Corti!

Come fare? Ma ve lo ha già spiegato LordAxim la settimana scorsa!
Vabbè. Copio/incollo:  bigsmile2

1) Leggete e giocate il Corto che trovate linkato in questo post 
2) Commentate la discussione esprimendo il vostro giudizio articolato senza esprimere il voto numerico.
3) Scrivete via PM a uno degli organizzatori (Anima di Lupo, Zakimos, LordAxim) per comunicargli il vostro voto, che deve essere compreso tra 4 e 10 (sono ammessi i mezzi punti) entro la seconda domenica da oggi, cioè entro le 23:59 di domenica 24/2/19. 
Vi ricordo che, affinchè le vostre valutazioni siano valide ai fini della proclamazione del vincitore, dovrete aver votato almeno 4 Corti. 

Per qualunque dubbio, consultate il bando, oppure contattateci.

Ciao!

Alla fine della terra

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Anima di Lupo
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Re: I Corti 2019 -Alla fine della terra- 15/24 febbraio

Grandissimo! Lo leggo subito e voto al volo, che oggi ora di pranzo parto per l'India.

Prodo
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Re: I Corti 2019 -Alla fine della terra- 15/24 febbraio

Anima di Lupo ha scritto:

Alla fine della terra

Sono molto curioso di leggere il nuovo corto! wink

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Re: I Corti 2019 -Alla fine della terra- 15/24 febbraio

Questo racconto mi sta dando sensazioni controverse...
Impossibile giudicarlo in un paio di giorni, va assimilato più e più volte.
Intanto faccio un applauso all'autore.

"Lo sai come dev'esse lo sguardo del carabiniere? Pronto, acuto e profondo".

Adriano
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Re: I Corti 2019 -Alla fine della terra- 15/24 febbraio

Adriano ha scritto:

Questo racconto mi sta dando sensazioni controverse...
Impossibile giudicarlo in un paio di giorni, va assimilato più e più volte.
Intanto faccio un applauso all'autore.

Ho letto qualche paragrafo e condivido appieno la sensazione. Può essere un bene o rivelarsi un disastro. Oggi mi siedo con calma e lo sviscero in ogni anfratto. Poi lo mappo. E lo faccio decantare.

wink

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DarkSeed
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Re: I Corti 2019 -Alla fine della terra- 15/24 febbraio

L'autore mi perdoni per la fretta con cui mando il mio voto, ma sono in partenza. Prossimi Corti valutati direttamente dallo smartphone con connessione precaria (per questo motivo le mie disamine a partire dal terzo racconto saranno più brevi).

Alla fine della Terra mi ha colpito.
Non per la sua struttura interattiva o per le trovate ludiche (è un semplice SLTA senza “orpelli” aggiuntivi particolari, nemmeno piccoli enigmi o rimandi nascosti come per esempio era accaduto in Sopravvivere Sottoterra), ma per la profondità narrativa del testo e l’empatia (e immedesimazione) che ho provato nei confronti dell’autore leggendolo.
Lo scritto non è esente da alcune piccole imperfezioni. Ho trovato diversi errori di battitura, una gestione dei tempi verbali non sempre impeccabile, qualche virgola assente e persino un rimando mancante (quello per il paragrafo 47 che punta a sua volta poi al 45 senza che la cosa abbia senso). Il lavoro denota una certa cura, ma anche (probabilmente) una altrettanto evidente impellenza di completarlo (è possibile che sia stato scritto in pochi giorni). Tale impellenza ha impedito all’ideatore di riguardarlo più volte ed editarlo in maniera minuziosa.
Tutto questo però non è molto importante: perché l’anima stessa del lavoro sta nel messaggio che racchiude e nei rimandi che contiene. Si tratta di una grande dichiarazione di amore per il ruolo di scrittore, per la letteratura in generale e per quella interattiva in particolare, intrisa di una malinconia di fondo, legata all’ineluttabilità degli eventi, e della fine degli stessi, che a questo punto della mia vita, scavallati i 40, sento molto come parte di me. Presumo che l’autore sia più o meno mio coetaneo e abbia affrontato un percorso di vita simile al mio, e a quello di tutti i quarantenni amanti della scrittura e della lettura, che si sono avvicinati ai libri in giovane età e con essi hanno stabilito un rapporto simbiotico che non è mai venuto meno.
I rimandi in questo senso sono molti: la copia ingiallita degli abissi di “Kardeland” (o qualcosa di simile) che salta fuori nei momenti più impensati della nostra esistenza a ricordarci il nostro legame con certo tipo di letteratura è quello che mi ha colpito di più.
A questo caposaldo si affiancano altri elementi di capitale importanza che contribuiscono a costituire la vita: i genitori, le nostre compagne o compagni, i figli, le passioni, l’entusiasmo, il desiderio di conoscenza, la necessità di crescere ed evolversi. La terra, madre e accudente, che di tutto questo è l’elemento catalizzatore, elemento da cui partiamo e a cui, banalmente, non possiamo esimerci dal tornare.
E poi l’ineluttabilità della fine, che arriva a chiudere il cerchio con la nostra stessa essenza di scrittori, giocatori, figli, padri, compagni di vita, esseri viventi e lo fa, come è inevitabile che accada, senza lasciare spazio a ulteriori aspettative o possibilità di seguiti.
L’amarezza che traspare da queste considerazioni è palese, forse anche un po’ pesante, ma profondamente veritiera. E credo non sia un caso che un’opera simile sia venuta fuori nel concorso del 2019 e non, per esempio, in quello di 7 o 8 anni fa. Perché si tratta di un racconto che ha ragione di esistere ora, in una fase in cui la maggior parte degli appassionati di narrativa interattiva, e di chi scrive librogame, lunghi o brevi che siano, ha raggiunto, sta per raggiungere o ha da poco superato i 40 anni.
E comincia, forse per la prima volta, a non guardare la vita come qualcosa in costante divenire, aperta a infinite possibilità e proiettata solo in avanti, ma anche nella sua dimensione retrospettiva, con la necessità di tirare anche qualche somma e guardarsi un po’ alle spalle. Tutto questo nel corto di questa settimana si nota, perfino nella struttura stessa della storia, che in una delle sue diramazioni, quella più lunga, ci manda avanti fino alla porta dell’inferno, impossibile da schiudere perché dall’inferno non si fugge, e poi ci fa tornare indietro per la stessa via, pronti a confrontarci con l’epilogo.
Una rivisitazione quasi emblematica dell’esistenza e della sua “circolarità” e uno sforzo in più, da parte del creatore dell’opera, di sottolineare come alla fine del percorso noi tutti siamo destinati a terminare.
Argomento troppo serio e pesante per un agone ludico-scanzonato come LGL? Forse. Racconto in grado di lasciarci, a fine lettura, con l’amaro in bocca e una certa sensazione di angoscia e tristezza? Sicuramente.
Ma allo stesso tempo lavoro di prima classe, perfetta dimostrazione di come anche racconti dalla struttura semplice e studiati per non costituire una sfida ludica intricata, particolarmente impegnativa né estremamente longeva, possano trasmettere tantissimo al lettore.
Lo promuovo senza ripensamenti e, pur non arrivando a inserirlo nel novero dell’eccellenza assoluta, non posse esimermi da premiare la “classe” che l’autore ha messo in mostra con una adeguata valutazione.

Voto inviato ad Anima di Lupo.

Prodo
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Re: I Corti 2019 -Alla fine della terra- 15/24 febbraio

un Corto decisamente particolare, che mi ha ricordato il mio Firenze (Canzone Triste).

Una domanda stupida, ma nel dubbio...

 Spoiler Show Spoiler Hide Spoiler
 Non c'è nessun paragrafo che ci dice di aver trovato un diario in cui annotare gli oggetti, vero? E nemmeno uno in cui si scopre che abbiamo una serratura nel corpo, giusto? Siamo noi che dobbiamo immaginarlo per far procedere la storia in quella direzione.

GGigassi
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Re: I Corti 2019 -Alla fine della terra- 15/24 febbraio

GGigassi ha scritto:

Una domanda stupida, ma nel dubbio...

Sì, è così come hai intuito. wink

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Re: I Corti 2019 -Alla fine della terra- 15/24 febbraio

Adriano ha scritto:


Impossibile giudicarlo in un paio di giorni, va assimilato più e più volte.

Concordo.
Da Organizzatore, ho il Corto da più tempo di te ma sto finendo la recensione in questi giorni perché l'ho letto molte volte per assimilarlo.

(Ho fatto anche dell'altro nel frattempo, eh.. noi della Terna siamo sempre molto impegnati! teach )

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Anima di Lupo
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Re: I Corti 2019 -Alla fine della terra- 15/24 febbraio

Pagellone:
Comincio dall'inizio = 10
Molto bene. Dichiari le azioni svolte o in svolgimento, senza bisogno di introdurle.

Tell, don't show = 2
La vaghezza la fa da padrona, mi infili in testa dei concetti e dichiari il mio stato d'animo. Voto bassissimo, ma mi rendo conto che ciò è proprio quello che volevi ottenere. Non volevi mostrarmi il tuo film, volevi che io mi immaginassi il mio. Ci sei riuscito.

E' = 9
La punteggiatura è coerente, ti frego un punto perché aborri andare a capo.

Sembra = 7
Talvolta hai usato il sembra in situazioni che non lo richiedevano. Però ne sei stato ben alla larga.

Quasi = 10
Incredibilmente, in un Corto psichedelico, questa parola non appare.

Combo (sembra+quasi) = 9
Hai usato dei sinonimi (par.9) ma in generale hai descritto le cose così come le vede il personaggio, senza sconfinare in similitudini inutili. Nel tuo Corto non ci sono similitudini, le metafore prendono vita e diventano parte della storia.

As you know, Bob = 10
C'è solo un interlocutore, per lo meno ci evita l'infodump di cose che so già.

Questo lo devi vedere = 5
Però Isidoro è lì per quello

Il potere della mente = 6
Non tantissimi. Qualcuno degli avverbi in -mente che hai adoperato è persino utile.

Camera mobile = 1
La videocamera sfugge di mano, va nello spazio, finisce sotto terra, viene passata all'operatore in esterna, diventa una webcam, diventa uno scanner a raggi X, la usa un bambino che passava di lì.

Narratore epilettico = 1
Il punto di vista della narrazione fluttua senza freni e senza ancore. Naturalmente è proprio ciò che volevi fare.

Vedi che = 3
Vedo che, sento che, percepisco che. Non soddisfatto di ciò, mi dici anche cosa penso.

Pdor, figlio di Kmer = 10
Isidoro, Dio, Mekku, Pukku. Citi personaggi riferiti ad una storia/mitologia mediorientale ben circoscritta (l'unico riferimento chiaro che inserisci è l'antica Sumeria, c'è pure Enkidu ed Euridice) sebbene derivanti da epoche diversissime. Approccio interessantissimo.

Poter saper volere = 8
Verbi modali, via. Non ci servono.

Ecodoppler = 9
Paragrafi un po' simili, ma devo riconoscere che hai variegato il lessico in maniera intelligente.

Cerchiamo di provare a riuscire = 8
Il protagonista non fa praticamente nulla, inevitabilmente ti ritrovi un voto alto.

To serve and correct

Mancolista/Doppiolista

gabrieleud
Lo scopavirgole
Principe del Sole
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