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Librogame dopo il Corona Virus: che ne sarà del mercato interattivo superata la crisi?

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INTERVISTA LGL: Mornon / Zakimos

INTERVISTA LGL: Mornon / Zakimos

Dimenticarsi di un'intervista: è possibile?
Direi di si: è esattamente quello che è successo a Mornon, che ha risposto alle mie domande oltre due anni fa, e sicuramente oggi neanche ricorderà di avermele inviate... smile2
E cosa è successo per arrivare a questo? Semplice: l'avevo abbinato ad un utente che poi non si è più connesso. Vista la situazione, ho provato a cambiare l'abbinamento. Pensavo: "Beh, è mornon... faranno a gara per un'intervista doppia con lui....". E invece mi sono imbattuto in una serie di defezioni una dopo l'altra, fino ad arrivare al 2020.
Fortunatamente, nelle scorse settimane, Zakimos ha accettato di partecipare (sebbene reduce, da pochi mesi, dall'Intervista n. 2): ecco quindi che (finalmente), potete leggere la Mornon - Zakimos (Liv. 3), sebbene le risposte di Mornon siano un pochino datate e, in alcuni casi, non più attuali...
Oggi si parlerà di Fabled Lands e di Rupert il selvaggio. Contenti?
Godetevi quindi questo pezzo e buon inizio settimana. wink
Vi ricordo che il thread generale delle interviste doppie è stickato ed è accessibile a questo link: http://www.librogame.net/index.php/forum/topic?id=2352.



Eccoci giunti al Livello 3. Ti aspettavi di arrivare fin qui quando hai fatto la prima intervista?
Mornon: Non sapevo nemmeno esistesse il Livello 3… Mi sembra di essere finito in una storia di fantascienza. bigsmile
Zakimos: Assolutamente sì! LGL è qui per restare e io con lei (si tocca).
Stavolta parleremo esclusivamente di librogame. Si può dire che oggi il settore stia vivendo una seconda giovinezza?
Mornon: Ti dico la verità, siamo lontani almeno di 2 ordini di grandezza rispetto agli anni ‘80. Però se guardiamo al lato positivo, questo genere (o fenomeno se vogliamo) ha ancora del potenziale e sta tornando in circolazione, rioccupando pian piano una piccola nicchia. Secondo me ci sono le potenzialità per crescere ancora un po’ e attestarsi a un livello sufficiente da giustificare qualche nuovo libro ogni anno.
Zakimos: Eh, questa domanda avrebbe avuto una risposta entusiasta pochi mesi fa. Oggi ovviamente il futuro appare più oscuro: non solo per i librigame, quanto per tutti i settori dell'intrattenimento (e perfino fuori dall'intrattenimento!). L'emergenza ridurrà le vendite, distruggerà le fiere e con esse molti editori che si basavano su quest'ultime per vendere la maggior parte delle loro copie. Pochi resteranno in piedi ma ciò che non calerà sarà l'interesse delle persone, che invece potrebbe perfino aumentare. In soldoni: il settore sta correndo un grave pericolo, ma la narrativa interattiva è più viva che mai.
Rispetto a quando eri bambino, cosa è cambiato nel tuo approccio alla lettura dei librogame?
Mornon: Ho appena finito di leggere e giocare un bel po’ di volte Il Mistero delle Catacombe di Andrea Angiolino. L’ho giocato con lo stesso entusiasmo e interesse delle partite di 20 anni fa. Sono cambiate solo due cose: ho meno tempo (MOOOLTO meno tempo) per leggere e adesso mentre leggo e mi diverto, una parte della mia mente elabora e analizza il testo e la struttura del gioco, per imparare, capire il meccanismo, smontare e rimontare il gioco con occhio “professionale”.
Zakimos: È cambiato tutto. Da bambino ero interessato solo alle storie: addirittura spesso non lanciavo nemmeno i dadi, saltavo i sistemi di gioco e mi godevo ogni libro come se fosse un SLaTA. Oggi sono invece molto più attento alle regole del gioco e apprezzo il buon lavoro di game design. Se non è presente, semplicemente chiudo il libro e passo ad altro. Sono diventato anche molto più severo e intollerante verso le opere di basso livello: il tempo libero è poco, non è mia intenzione perderlo dietro a prodotti scritti tanto per fare.
Da buon appassionato, approfondiamo il discorso su Fabled Lands:
-   Descrivi Fabled Lands a chi non lo conosce.

Mornon: Senza dubbio una delle serie migliori mai realizzate. Complesso, geniale nel suo sistema, il librogame elevato a livello di arte. Esattamente il concetto di Sandbox riportato (in maniera geniale) nel librogame.
Zakimos: L'unica serie di librigame open world che sia allo stesso tempo gigantesca e divertente da giocare.
-   Qual è il volume che più ti è piaciuto?
Mornon: Ho affrontato fin dall’inizio la serie nel suo complesso, saltando da un libro all’altro dei primi 4 continuamente. Ognuno ha le sue peculiarità e direi che il nucleo formato dai primi quattro p tutto stupendo.
Zakimos: È un match molto difficile tra il primo (che introduce alla grande il mondo di Terre Leggendarie), il quarto (le atmosfere ghiacciate mi affascinano), il quinto (gli Uttakin sono spettacolari e ci sono trovate di game design geniali) e il sesto (la sensazione di essere uno straniero in terra d'oriente è resa in modo fantastico). Uno step sotto ci sono il terzo (viaggiare per mari è affascinante e ci sono delle quest bellissime, ma è chiaramente un libro di "connessione" tra gli altri più che a sé stante) e il settimo (ha delle idee stupefacenti, ma altre che non ho condiviso affatto, e in generale si sente l'inesperienza dell'autore in alcuni dettagli). Ultimo posto per il volume due, che non mi è mai piaciuto, sia per la possibilità di fare "farming" di livelli e punteggi sia per l'ambientazione bucolica.
-   Qual è il volume che ti è piaciuto di meno?
Mornon: Il libro ambientato nell’isola in stile “nipponico”.
Zakimos: Vedi sopra: sicuramente il volume 2.
-   Cosa ne pensi del regolamento di gioco?
Mornon: Geniale. Sia nella gestione del personaggio che nel sistema dei codici e della struttura generale. Non perde smalto nemmeno a livelli alti, dove in genere molti giochi perdono coerenza.
Zakimos: È perfetto. Riesce a gestire un open world totalmente libero con pochissime regole e pochissimo bookkeeping. Altri autori avrebbero reso una serie del genere una tortura da giocare: Morris e Thomson hanno puntato sulla semplicità e hanno vinto.
-   Qual è la classe di avventuriero che preferisci?
Mornon: Il wanderer, mi pare si chiamasse così, ma li ho apprezzati praticamente tutti.
Zakimos: Sicuramente il Cantastorie / Troubadour. Ha punteggi iniziali ottimi e le sue abilità speciali gli salvano la pelle in più occasioni.
-   Il personaggio che ritieni più misterioso?
Mornon: Sono curioso sugli Dei, in particolare sul Dio della Morte. Chissà se nel libro ambientato nell’altro mondo si potrà incontrare...
Zakimos: Targdaz (diventato Tardaz in italiano) il Magnifico. Ma anche il tizio che ti rovescia pitali di feci in testa volando su una scopa nel libro 5 ha il suo perché!
-   Descrivi un momento della storia particolarmente difficile da affrontare.
Mornon: Molti passaggi del secondo libro sono difficili e basati su tiri casuali effettuati viaggiando da una location all’altra. Nel particolare carattere di quel libro ci sta, ma a volte erano frustranti.
Zakimos: È difficile farlo senza fare spoiler. Completare la quest principale del settimo libro è un'impresa: se non fosse che una piccola parte dipende dal caso (dettaglio che conto di correggere nell'edizione italiana), sarebbe l'avventura più epica in assoluto della serie. La quest per eccellenza nei volumi storici è recuperare il Royal Sceptre: un vero incubo nella versione inglese, visto che, seguendo alla lettera le indicazioni, si raggiunge una morte permanente!! Anche questo dettaglio è stato corretto nella versione italiana - ma resterà comunque molto difficile da recuperare.
-   Rispetto alle altre serie, cos’ha in più Fabled Lands?
Mornon: L’aspetto del Sandbox, realizzato perfettamente e una struttura di gioco stupenda.
Zakimos: È un generatore di storie fantasy. Non esiste null'altro di simile.
-   Se potessi apportare miglioramenti alla serie, cosa sceglieresti?
Mornon: Niente. La concluderei bigsmile
Zakimos: Uno lo sto facendo: correggere i loop e le imperfezioni, grazie alla possibilità che mi è stata data da Edizioni Librarsi di partecipare all'editing della versione italiana. Il secondo miglioramento, che tutti suggerirebbero, è inserire una main quest di fondo che accontenti i giocatori che si lamentano della sua mancanza. Ma sarebbe davvero un miglioramento? Io ho qualche dubbio. Per il resto, ho miliardi di idee su come potrebbe essere una serie open world ancora più bella, ma anche qui: chi può dire che da maggiore complessità derivi maggior divertimento? Solo il tempo potrà dircelo.
-   Descrivi un momento della storia che ti ha colpito particolarmente.
Mornon: La caccia ai pirati del libro ambientato in mare, ma anche le scalate in cima alle montagne, da cui si può accedere direttamente all’Altro Mondo.
Zakimos: Le main quest del libro 7 riesco a essere emozionanti quanto il miglior librogame narrativo, ma il momento che mi ha colpito di più è stato nel libro 1, quando mi sono reso conto che potevo prendere le parti del "buono" e del "cattivo" e che il libro non mi avrebbe punito per questo. Menzione d'onore per quando Lauria mi ha fregato la seconda volta: impossibile da dimenticare.
-   Il fatto che l’assenza dei libri conclusivi impedisca l’accesso ad alcuni territori è eccessivamente limitante o per ora si può chiudere un occhio?
Mornon: Siamo arrivati a sei libri e ci si può giocare per mesi. Però sì, sono curioso di capire come “finisce” la storia.
Zakimos: Non è affatto limitante, perché gli autori, sapendo di doversi fermare dopo il 6, hanno creato un ecosistema di quest sostanzialmente conclusivo. Sono pochissime le file rimaste aperte, di solito dal solo libro 3 (una delle quali chiusa nel 7). Il volume 7 ne ha aperte altre che verranno chiuse nell'8. Il limite semmai è proprio il fatto che, facendo uscire i libri a scaglioni, gli autori non potranno creare l'openworld assoluto a cui avevano mirato; ma dal punto di vista della giocabilità non ci sono limitazioni particolari.
-   Cosa ti aspetti dai libri mancanti?
Mornon: La stessa struttura dei precedenti, declinata in avventure sempre più estreme. Però vorrei un libro finale che dia un senso ultimo a tutte le avventure, con un vero e proprio “finale”.
Zakimos: Che l'autore Paul Gresty faccia tesoro delle critiche ricevute per il volume 7, continuando l'ottimo lavoro con altre ambientazioni e storie sempre più estreme.
Giocheresti volentieri un librogame se il protagonista fosse un personaggio cattivo?
Mornon: In genere non gradisco queste trovate, voglio potermi immedesimare e io sono un “buono”. bigsmile
Zakimos: Assolutamente sì e in parte l'ho fatto, con il personaggio di Hyde.
Che ne pensi del cambio di molti nomi avvenuto in fase di traduzione di diversi libri?
Mornon: Mah, non sono contrario a priori. Purché il nome nuovo sia “migliore” del precedente, in termini di “filosofia della traduzione”.
Zakimos: Visto il target di riferimento, potevano starci. Ammetto che da bambino adoravo il fatto che i personaggi di Redwall si chiamassero Martino, Matteo eccetera... come i miei amici. Oggi ovviamente non li condivido più, anche perché internet ha reso molto più facile cercare informazioni in inglese e i nomi cambiati rendono più difficoltoso farlo.
Enigmi e giochi numerici nei librogame: cosa ne pensi, e quanto sono importanti ai fini del gioco?
Mornon: Sono divertentissimi, mi ci diverto a trovarli e io stesso li metterei sempre, ma solo se perfettamente inseriti nel contesto.
Zakimos: Sono importanti per dare un po' di "pepe" all'azione e rendere più varia l'avventura. Basta che non siano bloccanti e/o eccessivamente cervellotici.
Qual è la regola/caratteristica dei pg più stupida/inutile che hai mai letto in un librogame?
Mornon: Non mi è piaciuto il regolamento di Skyfall, basato sul testa o croce. Mi è sembrato un “voler essere innovativi” senza vero motivo.
Zakimos: Potrei citare un campionario di regole di Brennan, tuttavia - non accusatemi di lesa maestà - il colpevole maggiore per me è il movimento di Blood Sword  bigsmile   per fortuna esistono varie regole home made per sistemarlo.
Un regolamento che non preveda caratteristiche del pg può essere un buon regolamento?
Mornon: Certo che sì. Basta che si sposi coerentemente con tutto il resto delle regole e della struttura del libro.
Zakimos: Assolutamente sì. Le caratteristiche del PG sono solo uno strumento.
Qual è l’ambientazione che proprio non sopporti?
Mornon: Non mi piacciono i mondi troppo cupi, devastati, post-apocalittici, disperati, dove tutti sono corrotti o il mondo sta per finire.
Zakimos: Il fantasy classico "alla Tolkien" e lo steampunk, ma solo perché di solito le opere di questo tipo odorano di derivativo lontano un chilometro. Parafrasando Battiato, non odio un'ambientazione in sé: è che quasi tutte le opere di un certo genere che ho letto erano derivative. Le rare volte che trovo qualcosa di buono in quei campi, lo apprezzo ancora di più.
Cosa ne pensi di Lupo Solitario 29?
Mornon: Sono contento che esista e che la serie si avvii finalmente alla conclusione, ma non è il mio preferito.
Zakimos: Ho già scritto una recensione a riguardo. Mi richiamo a quella.
Quanto una copertina ti invoglia ad acquistare un librogame?
Mornon: Eh, molto. Come per i libri. Però è anche vero che prima di comprare una cosa io oggi leggo 3+ recensioni, provo, studio, ragiono. Però assolutamente la copertina ti aiuta a spiccare sullo scaffale.
Zakimos: Tantissimo, oggi come allora. Una bella presentazione è l'anticamera del successo.
Loop nei librogame: cosa ne pensi?
Mornon: Ne penso ogni bene, purché abbiano senso nel contesto generale.
Zakimos: Ci sono tanti modi per evitarli. Autore, perché non l'hai fatto? Perché non te ne frega niente? Perché non sai come evitarli? In entrambi i casi, perché dover sovvenzionare il tuo lavoro, se tu per primo non sai cosa stai facendo?
C’è qualche Corto per il quale vedresti bene una versione estesa?
Mornon: Molti, tra quelli degli ultimi anni, ma consiglio ai rispettivi autori di lavorarci cercando prima uno sbocco editoriale, altrimenti è un mare di lavoro con diffusione davvero limitata.
Zakimos: Sì, tantissimi. A puro titolo esemplificativo: "Il Senza Pietà".
Associ mai l’ascolto di brani musicali alla lettura di librogame?
Mornon: Non particolarmente.
Zakimos: Purtroppo no, essendo musicista la musica mi distrae dalla lettura.
Qual è il tuo illustratore preferito?
Mornon: Se parliamo di amarcord ti direi Chalk, Peter Andrew Jones, Blanche, Nicholson. Se pensiamo al presente, trovo Alberto del Lago davvero eccezionale.
Zakimos: Pari merito tra John Blanche e John Higgins. Anche Brian Williams ha un posticino nel mio cuore, mentre crescendo ho imparato ad apprezzare Gary Chalk e Russ Nicholson.
Parliamo un po’ di Rupert il selvaggio:
Zakimos: Ehm, ok, ma devo dire che l'ho letto per la prima e ultima volta a 15 anni.
-   Cosa non ti è piaciuto?
Mornon: Un fantasy banalizzato al massimo, senza logica, senza mordente.
Zakimos: All'epoca... mi piacque quasi tutto. So che è assurdo dirlo oggi, ma non mi pesava affatto che sia totalmente legato al caso. Anche altre serie lo erano: era un modo diverso di pensare i gamebook.
-   Come si sarebbe potuta migliorare la serie?
Mornon: Si poteva tenere la struttura “cerco i tesori”, che è il vero scopo del libro, ma fare meglio tutto il resto.
Zakimos: Senza rispondere "rendendola con una storia e una giocabilità funzionante", che sarebbe troppo banale, dico che sarebbe bastato giocarla con i materiali extra presenti nella versione originale, che rendevano Rupert ciò che era: un giocattolo per bambini, non un librogame.
-   C’è un momento della trama che ricordi per qualche motivo, qualunque esso sia?
Mornon: No, ti giuro.
Zakimos: Ricordo l'emozione nel trovare il primo mostro e mappare il dungeon nella mia mente.
-   Ma qualcosa si riesce a salvare?
Mornon: Ripeto, una struttura quasi da boardgame dove devi recuperare tesori sparsi in un dungeon per me non è del tutto da buttare. Avrebbe avuto senso se il gioco si fosse sviluppato meglio.
Zakimos: Vedi sopra: per me, come opera retro dedicata ai ragazzi dell'epoca, funzionava benissimo. E le illustrazioni erano magnifiche. Dico di più: con un nome meno stupido di Rupert il Selvaggio, sarebbe stata tra le mie preferite, accanto a Compact (che adoravo).
Sinistra, centro o destra: trovi assonanze tra questa vasta possibilità di scelte e l’orientamento politico di Rupert?
Mornon: Ahahahaha, no...
Zakimos: Potrei dire che cambia spesso casacca, ma è nudo.
Alla luce degli ultimi volumi pubblicati, dimmi qual è la serie di LibriNostri che ritieni migliore, e la seconda in ordine di preferenza.
Mornon: Ho preso e scaricato alcuni dei nuovi titoli, ma non li ho ancora potuti giocare. Tra tutti quelli giocati davvero, preferisco la serie del Capitano d’Val e per seconda sicuramente la quadrilogia di Star Wars.
Zakimos: Non è ovvio? ... Progetto Mortale! Segue l'Eretico.
Ti è piaciuta di più quest’intervista o le prime due?
Mornon: La prossima!
Zakimos: È sempre un piacere.
Saluta il tuo compagno di intervista.
Mornon: Ciao vecchia spugna.
Zakimos: Vai a scrivere, Mauro!! Altro che rispondere alle interviste!!

"Lo sai come dev'esse lo sguardo del carabiniere? Pronto, acuto e profondo".

Adriano
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