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Instant Death, consigli

Instant Death, consigli

Ciao ragazzi. Sono un nuovo utente e come detto nel thread delle presentazioni ho un progetto di storia horror a bivi.
Sono nelle fasi iniziali, più che librogame vorrei fare una storia a bivi, con regolamento al minimo se non assente.
Ho dei dubbi sulle cosiddette instant death. In principio volevo evitarle, mi sembravano frustranti per il lettore. Vorrei che il lettore si divertisse a leggere dove porti la trama attraverso le sue scelte, un paragrafo dove tutto si interrompe va in senso opposto.
Però non va contro l'atmosfera di una storia horror il fatto che il protagonista non faccia mai una brutta fine?
Ho in mente finali anche negativi, ma arriverebbero a fine avventura, che durante essa vada sempre tutto bene non mi pare incisivo.
Così mi sto decidendo a mettere anche le instant death, ma sono pieno di dubbi.
La mia idea è di metterle per le scelte palesemente sprovvedute, che risultino sbagliate facilmente o che vadano contro indizi non troppo difficili da cogliere. Può avere senso nella cornice di una storia horror in cui non voglio frustrare il lettore e fargli godere la storia?
Un altro interrogativo, una volta descritta la morte presumo che il lettore in automatico ripartirà dal bivio precedente prendendo un'altra strada... Oppure dovrei aggiungere a fine paragrafo qualcosa tipo "Se vuoi evitare un così brutto destino torna al paragrafo 7 e sii più accorto"?
Ultimo interrogativo, in una storia horror le instant death dovrebbero essere descritte in tono serio e macabro o sfruttare l'humor nero? O alternare le due filosofie?
Ringrazio anticipatamente chiunque vorrà dirmi la sua opinione.

Slimer85
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Re: Instant Death, consigli

Se vuoi mettere ansia e paura al lettore, le instant death sono il modo peggiore per farlo. Come dici tu stesso, il lettore non farebbe altro che tornare indietro e provare l'altra opzione.
La cosa migliore per tenere in ansia un lettore è togliergli qualcosa, ad esempio la possibilità di accedere a un certo percorso, costringendolo a prenderne un altro più "oscuro"... E così via fino a un finale che sia una morte, ma che sia percepito più come finale che come instant death.

Ho cercato di strutturare così Jekyll e Hyde e i riscontri sono ststi positivi, A ECCEZIONE delle instant death, a conferma di quanto ho scritto sopra.

Per lo stile, l'importante è che sia coerente col resto dei testi.

Zakimos
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Re: Instant Death, consigli

In una storia horror c'è di per sé già un'aura di paura e frustrazione... Quindi in effetti aggiungere anche delle instant death potrebbe rivelarsi controproducente. Anche perché, diciamocelo, sono rari i giocatori che davvero ricomincerebbero dal paragrafo 1. L'ideale secondo me è inserire al posto delle instant death un'azione che il protagonista si porterà dietro nella storia e che avrà come conseguenza un finale negativo.
(Esempi banalissimi: raccogli una statuetta che poi scopri essere maledetta; ti ferisci a una gamba senza medicarla e scopri successivamente che è infetta; non aiuti una fanciulla che stava scappando da un mostro... E nel finale i ruoli si invertono, perciò la fanciulla ti abbandona al tuo destino come hai fatto tu con lei)

Io nel mio racconto ho un po' lo stesso problema, ma il genere è completamente opposto visto che si tratta di un'opera demenziale. Ogni morte è accompagnata da una gag per renderla meno frustrante. Le morti andranno quasi collezionate a fine libro, approfittando anche del fatto che il protagonista in realtà non muore mai, ma "risorge" in automatico al paragrafo precedente.

powerbob
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Re: Instant Death, consigli

powerbob ha scritto:

L'ideale secondo me è inserire al posto delle instant death un'azione che il protagonista si porterà dietro nella storia e che avrà come conseguenza un finale negativo.

Oro colato! Ricordiamoci sempre che un malus senza conseguenze non è un malus (quindi uccidere il giocatore per farlo ricominciare da pochi paragrafi prima non è un malus).

Zakimos
Cavaliere del Sole
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Re: Instant Death, consigli

Grazie dei consigli ragazzi.
L'idea di creare bivi in cui se prendi la scelta sbagliata alla lunga la paghi c'è già, anche se consiste più in una somma di azioni sbagliate che ti impedisce di avere il finale migliore.
Il mio discorso sulle instant death è più che altro per certe situazioni che vorrei mettere nel libro. Vi faccio un esempio stupido (ma davvero stupido) per farmi capire.
Entri in una stanza e ti imbatti in un mostro. Su una parete vedi un dipinto che ritrae il mostro che mangia popcorn. Cosa fai? A)Gli dai dei popcorn; B)Gli dai delle patatine; C)Gli tiri un pugno.
Se scegli A lui ti ringrazia e ti darà anche una chiave, fondamentale insieme a quelle custodite dai suoi fratelli per aprire la porta dove c'è il tesoro. Se scegli B si distrae e riesci a scappare oltre le sue spalle. Se scegli C reagisce e ti ammazza.
Lasciando da parte la stupidità dell'esempio, vorrei mettere il protagonista in situazioni pericolose da risolvere usando il cervello, non tramite combattimenti da librogame (niente dadi o punti abilità). L'opzione B gli fa comunque risolvere la situazione, ma alla fine il lettore non avrà il finale migliore. Se non inserisco C, ovvero la scelta più stupida che ti procura instant death, mi sembra che l'avventura non sia così pericolosa

Slimer85
Novizio
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Re: Instant Death, consigli

Slimer85 ha scritto:

Se non inserisco C, ovvero la scelta più stupida che ti procura instant death, mi sembra che l'avventura non sia così pericolosa

Puoi farlo, ma non sarebbe più interessante far sì che dopo avergli tirato un pugno lui te ne tira un altro in risposta e ti fa svenire, facendoti finire prigioniero smile? Ogni ID è un potenziale percorso troncato dall'autore perché non ha voglia (o spazio) per svilupparlo. Lo dice Dave Morris, non io!

Le instant death inoltre non dovrebbero essere "improvvise" (è un controsenso lo so) ma la naturale conclusione di una serie di eventi. In quello sarebbe utile avere un unico parametro di salute, che viene ridotto a ogni scelta palesemente sbagliata". Così facendo, potresti punire il lettore facendogli percepire il suo indebolimento, ma condannandolo alla sconfitta solo dopo una serie di errori.

Se un giocatore è in piena salute e vuole fare a cazzotti con un mostro, non mi sembra giusto bloccarlo subito solo perché per te, autore, quella scelta è palesemente errata - anche perché spesso ciò che è palesemente errato per noi non lo è per chi ci legge.

Zakimos
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Re: Instant Death, consigli

Zakimos ha scritto:

Slimer85 ha scritto:

Se non inserisco C, ovvero la scelta più stupida che ti procura instant death, mi sembra che l'avventura non sia così pericolosa

Puoi farlo, ma non sarebbe più interessante far sì che dopo avergli tirato un pugno lui te ne tira un altro in risposta e ti fa svenire, facendoti finire prigioniero smile? Ogni ID è un potenziale percorso troncato dall'autore perché non ha voglia (o spazio) per svilupparlo. Lo dice Dave Morris, non io!

Le instant death inoltre non dovrebbero essere "improvvise" (è un controsenso lo so) ma la naturale conclusione di una serie di eventi. In quello sarebbe utile avere un unico parametro di salute, che viene ridotto a ogni scelta palesemente sbagliata". Così facendo, potresti punire il lettore facendogli percepire il suo indebolimento, ma condannandolo alla sconfitta solo dopo una serie di errori.

Se un giocatore è in piena salute e vuole fare a cazzotti con un mostro, non mi sembra giusto bloccarlo subito solo perché per te, autore, quella scelta è palesemente errata - anche perché spesso ciò che è palesemente errato per noi non lo è per chi ci legge.

In effetti hai ragione, scelte che per me potrebbero essere palesemente sbagliate potrebbero invece essere recepite in modo diverso dal lettore. Proverò a rivedere il meccanismo che avevo in mente per evitare le instant death!

Slimer85
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Re: Instant Death, consigli

Quello che hanno detto gli altri è vero.
Eventualmente potresti tenerti 1-2 instant death in tutto il libro se proprio hai voglia di inserirne qualcuna, magari facendo in modo che arrivi dopo 4-5 bivi affrontati tutti con scelte sbagliate.
Se ne sono poche in tutto il libro e le metti perchè vuoi metterle, non è sbagliato a prescindere, basta non abusarne.
Il sistema che ti accennava Zakimos, comunque, è sicuramente più emozionante da giocare e genera molta più tensione.
Se hai mai giocato al videogioco "Until dawn" puoi utilizzare qualcosa de genere, alla fine ci sta tutto con lo stile del racconto che vuoi scrivere.

"Lo sai come dev'esse lo sguardo del carabiniere? Pronto, acuto e profondo".

Adriano
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Re: Instant Death, consigli

Adriano ha scritto:

Quello che hanno detto gli altri è vero.
Eventualmente potresti tenerti 1-2 instant death in tutto il libro se proprio hai voglia di inserirne qualcuna, magari facendo in modo che arrivi dopo 4-5 bivi affrontati tutti con scelte sbagliate.
Se ne sono poche in tutto il libro e le metti perchè vuoi metterle, non è sbagliato a prescindere, basta non abusarne.
Il sistema che ti accennava Zakimos, comunque, è sicuramente più emozionante da giocare e genera molta più tensione.
Se hai mai giocato al videogioco "Until dawn" puoi utilizzare qualcosa de genere, alla fine ci sta tutto con lo stile del racconto che vuoi scrivere.

Per ora l'idea che mi è venuta è che alla prima scelta "sbagliata" contro un essere sovrannaturale ci sia una ferita particolare. Per ogni scelta sbagliata questa si allarga al resto del corpo sempre di più. Arrivato a un tot da decidere di scelte sbagliate si attiva il finale negativo, indipendentemente dal punto della storia.
Ad Until Dawn non ho giocato, puoi spiegare l'esempio che intendevi?

Slimer85
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Re: Instant Death, consigli

Per non aprire un nuovo thread scrivo sempre su questo per una domanda che non riguarda le instant death che ho scartato definitivamente come idea (si potrebbe rinominare il topic con qualcosa più generale tipo "Consigli di scrittura per librogame horror" bigsmile ).
Faccio una domanda in cui quasi mi rispondo da solo, ma vorrei sentire altri punti di vista.
Ho iniziato a scrivere il la storia con l'idea che il protagonista fosse direttamente il lettore (il classico "il protagonista sei TU!"), non riferendomi mai al protagonista al maschile o al femminile. Ideando la storia però il protagonista avrà un'età adolescenziale e sarà presente anche sua sorella. Da qui mi sono domandato: se il lettore nella vita reale non ha sorelle e (quasi sicuramente) ha più di 14/15 anni, non posso dire che il protagonista sia il lettore.
A questo punto dovrei dire qualcosa tipo "tu sarai Luca, ragazzo di 14 anni, tu te tua sorella Lucia quella mattina ecc.". O posso rimanere neutrale riguardo sesso del protagonista tipo "hai 14 anni, una sorella di nome Lucia ecc.".
La storia che ho in mente scava anche un po' nel passato del protagonista, che presumibilmente sarà differente da quello del lettore, quindi mi sembra una scelta obbligata abbandonare il "il protagonista sei TU" e caratterizzare al protagonista dicendo al lettore che lo interpreterà. Mi sembra anche difficile lasciare il genere neutro.
Pareri?

Slimer85
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