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L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

Finalmente l'ultimo racconto!

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 All'inizio avevo pensato ad una versione librogamesca del film di Zemeckis, subito dopo ad una ritrasposizione del mito, e poi ho piacevolmente scoperto che si tratta di una rilettura personale del poema. Lo stile usato, ricco di aggettivi e termini ricercati, sembra volere dapprima mantenere il tono epico del poema, utilizzando se non mi sbaglio anche termini presenti nell'opera stessa, come prigione delle ossa, mentre in altri momenti assume un tono più colloquiale e diretto, come quando Beowulf commenta i costumi dei Danesi; un'impostazione dicotomica che mi sembra stoni un po'. Il flashback mi sembra molto ben implementato, e il racconto scorre bene, fra il combattimento con Grendel e l'esplorazione della sua tana. Il finale però mi ha lasciato un pò deluso; è vero che sia più originale di un solito scontro finale, tuttavia così la difficoltà del gioco si risolve solo nel cercare di usare al meglio le caratteristiche per subire la minima perdita di energia. Il regolamento è piuttosto semplice: tre caratteristiche a cui assegnare un punteggio, che se usate con successo permettono di superare il racconto con più facilità. Carina anche l'idea di una lista di oggetti da scegliere, anche se alcuni non sono facilmente identificabili come utili o meno. Tuttavia, lo stile così altalenante e la mancanza di una vera sfida finale, oltre al solo mettere alla prova le proprie caratteristiche, non mi permette di dare più di 7 a questo racconto.
Voto 7

firebead_elvenhair
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Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

A occhio e croce, a meno che il voto dei giudici non intervenga pesantemente a modificare il risultato finale, direi che abbiamo il racconto secondo classificato. Mi ha colpito l'uniformità di giudizio in questo caso, quasi tutti hanno dato voti oscillanti tra il 7 e il 7,5,  segno che quest'opera ha destato impressioni simili in quasi tutti i lettori...

Prodo
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Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

Ecco il conteggio dei voti dei giurati:
Prodo 7
Jegriva 7
Yanez 8
Ilsaggio 9
Lord Axim 7
Aloona 7
Gogo 7
Ego 7
Leccese 6,5
7legion 8
firebead 7

totale votanti 11
cifra raggiunta 80,5

VOTO DELLA GIURIA 7,318

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Mornon
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Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

ED ECCO I VOTI DEI GIUDICI

nonostante le ultime osservazioni di jegriva, attentamnente valutate, abbiamo deciso di mantenere immutati i nostri giudizi, anche per quello che riguarda l'attinenza al genere "GOTICO":

MORNON

Un ottimo racconto, curato ed elegante.
Sono rimasto favorevolmente colpito da questo elaborato, che mi ha scosso e interessato fin dal suo penetrante titolo. L'esecuzione soddisfa perfettamente le aspettative della sua premessa e introduzione. Trovo la prosa curata, dettagliata, adeguata e (quasi) perfetta. Il punto di vista e i valori sono quelli del personaggio principale e non ci sono i fastidiosi spiegoni che tanto abbassano la qualità generale di molte opere. Mancano anche del tutto elementi di puerilità e banalità, sebbene la storia sia mutuata strettamente da una narrazione pre-esistente (rielaborata con cura). Anche la suddivisione in due parti temporali, con l'avventura che prende il via dal centro della vicenda, non mi dispiace affatto.. anzi tiene coese le due parti della storia in modo esemplare. Perfino il finale “filosofico” e non “eroistico” non stona affatto, anzi valorizza l'impianto generale della storia e la “sottotraccia filosofica” del racconto.. Molto Bene!
Passando al punto di vista ludico, devo dire che la giocabilità del racconto è immediata e assoluta.. quelle poche regole iniziali e quei 4 punteggi da segnare (che si possono benissimo tenere a mente) rendono tutto molto semplice e scorrevole.. inoltre, lo stile e il modo con cui la parte “regolistica” è inserita nella narrazione sono ideali e perfetti.. non si avverte nessuno “stacco” o sospensione del mordente della vicenda nell'appropriarsi delle regole.
Si parte quindi all'avventura e la prima scena ci proietta subito nel vivo dell'azione, con delle scelte tattiche su come affrontare Grendel, mentre questi fa strage dei Geati. Ecco che il primo difetto si fa sentire! Difficoltà troppo bassa.. Affrontando Grendel, mostro devastante, il protagonista non riesce a morire nemmeno sbagliando apposta tutte le tattiche e calcolandosi sempre le opzioni più negative. Inoltre, alla fine della lotta, si recuperano tutti o quasi i punti persi, praticamente vanificando gli effetti negativi di un combattimento perdente. Anche considerando il finale “filosofico”, privo dello scontro con la Madre del Mostro o con un Grendel redivivo, come una scelta voluta e rispettabile dell'autore, qui io vedo invece difetto: Se neanche il combattimento iniziale costituisce mordente e pericolo, che giochiamo a fare?
La difficoltà non ben calibrata si riscontra poi nella seconda parte dell'impresa. Qui abbiamo la possibilità di utilizzare le nostre abilità al meglio e di scegliere dell'equipaggiamento, facendo vivere una sezione tattica/esplorativa. Peccato che poi tutti i bivi conducano diritti al baratro da superare e che quindi tutti i percorsi sono buoni (e mai difficili) per arrivare alla fine.
Escludendo idealmente un “mostro finale” come nelle intenzioni dell'autore, avrei qui utilizzato forse uno schema a mappa delle caverne o comunque una maggiore difficoltà. Anche quì è difficile morire anche volendo.
D'altra parte, il gioco e il racconto mi hanno ben catturato, istigandomi a giocare più volte e rileggere tutti i paragrafi, merito dell'abilità di scrittura e delle diverse possibilità tattiche presentate.
Altro appunto che mi sento di sottoporre è quello del poco “gotismo” della storia..
Lo stile è più epico che gotico e, sebbene il tema della “Caccia” ci stia benissimo, trovo che si è in parte mancata l'attinenza al genere. Mettere la parola “orrenda” nel titolo o riferirsi ai GEATI/GOTI della storia, non basta a mitigare questa parte del giudizio.

Tirando le somme, l'opera e degnissima e (quasi) perfetta..
Il mio voto è 9

BENKENOBI

Un buon racconto, con una struttura lineare ed un sistema di gioco semplice e senza troppi fronzoli; il mio giudizio è positivo ma limitato da alcuni fattori che mi obbligano a posizionarlo un po' più in basso rispetto ad altri librogame pervenuti.

La storia è ben raccontata, aderente alla trama dell'originale racconto su Beowulf. L'autore riesce a farci immedesimare nel ruolo del protagonista e nella sua personalità (uno dei vantaggi della scelta di un protagonista "non anonimo" in un librogame). Avrei però preferito una storia narrata al tempo presente, e non al passato: si tratta solo di una mia opinione personale, ma ritengo che il presente riesca a coinvolgere di più il lettore e a fargli sentire l'urgenza e il pericolo della situazione.

Il sistema di gioco è da apprezzare per la sua semplicità: costituito solo da 3 punteggi ed assolutamente deterministico, non sono presenti tiri di dado o altri fattori casuali ad influenzare il prosieguo dell'avventura. Ma ci sono alcuni problemi. Il primo secondo me è la mancanza di un meccanismo di combattimento: bella la battaglia "sceneggiata" contro Grendel all'inizio, ma gli scontri successivi sono un po' deludenti, perché si riducono solamente ad un check sui punteggi o al limite alla perdita di una manciata di punti di Resistenza. Il secondo è l'uso dell'Astuzia: buono quando permette di accedere direttamente a paragrafi vantaggiosi, ma abbastanza inutile quando si limita a dare un suggerimento sul paragrafo successivo da scegliere (il lettore può arrivarci da solo, o al limite scoprire la scelta migliore alla seconda lettura).

Il finale e l'epilogo mi hanno lasciato qualche perplessità: è vero che in questo modo rispetta la storia originale di Beowulf, che trova Grendel già morto nella sua tana, però mi sarei aspettato uno scontro finale o un "momento topico" più soddisfacente. Inoltre l'ostacolo finale è decisamente troppo semplice: si tratta soltanto di un check su un punteggio a scelta del lettore, che ovviamente sceglie la caratteristica in cui è più ferrato e se la cava con la perdita di un paio di punti di Resistenza o addirittura senza un graffio.

In conclusione, il mio voto per il racconto è 6,5. Sicuramente superiore alla sufficienza, avrei voluto mettergli un voto più alto, ma c'è un problema: a differenza degli altri elaborati, il racconto non rispetta il tema e le ambientazioni imposte dal regolamento. Da un lato posso accettare "la caccia" come tema perché Beowulf dà la caccia a Grendel, ma dall'altro non posso transigere sul fatto che l'ambientazione non è gotica, né fantascientifica, né steampunk.


GPET
L’Orrenda Discesa di Beowulf è un gran bel corto. Se solo l’autore avesse posto maggior attenzione nella revisione il suo lavoro avrebbe potuto piazzarsi tranquillamente al primo o secondo posto della mia lista dei preferiti.
Infatti, la storia di Beowulf è davvero ben scritta e ho trovato interessante il suo essere stata spezzata in due parti: la prima raccontata a mo’ di flashback, al passato, dunque, mentre la seconda nella più familiare (per noi lettori di libro game) seconda persona singolare al presente.
La struttura del racconto è estremamente lineare e soffre evidentemente della scarsità di paragrafi disponibili. Infatti, una volta arrivati nelle grotte subacquee i possibili bivi sono davvero pochi e immediatamente si ricongiungono in un finale troppo affrettato. La colpa, si potrebbe dire, sta nel combattimento di cui è composto il flashback il quale, anziché essere sviluppato in una serie di lanci di dadi e calcoli, come nella stragrande maggioranza dei librogame, si sviluppa narrativamente attraverso numerosi paragrafi. Non è quindi il lancio di un dado a determinare l’esito del combattimento bensì le scelte del giocatore unite alle decisioni prese in fase di creazione del personaggio. Ritengo questo tipo di scelta ad un tempo pregevole e perdente.
Pregevole perché ritengo che in un Librogame con velleità letterarie sia proprio così che si dovrebbero strutturare i combattimenti e non con un’asettica serie di lanci di dadi e di aggiornamenti nel registro di combattimento.
Perdente perché questo sistema non può venir usato in un corto di 40 paragrafi a meno che tutti e 40 i paragrafi non siano incentrati su tale combattimento che deve quindi costituire non parte ma l’essenza stessa del racconto. Così come è il racconto, ivece, questo combattimento toglie troppi paragrafi alla narrazione riducendo, come già detto, la caccia finale a poco più di una breve scampagnata senza particolare mordente e, per di più, con un epilogo deludente visto che mancava lo spazio necessario a descrivere un combattimento finale, agognato e invece negato.
A parte quanto detto sopra i difetti maggiori che ho riscontrato sono una scarsa revisione del testo che ha portato ad alcuni refusi, lettere mancanti, e termini a mio avviso inappropriati (Come la lussureggiante reggia. Magari una reggia arborea di un principe elfico può essere descritta così. Una reggia danese, proprio no. Al più lussuosa.) Questo mi ha infastidito non poco anche perché sembra essere un tratto comune di quasi tutti i lavori pervenuti quest’anno. Aho, ragazzi! Non è che vi abbiamo dato 15 giorni per presentare il corto! 4 mesi sono una quantità di tempo sufficiente a rileggersi il proprio lavoro e a limarlo, no?
Altro punto che mi ha lasciato insoddisfatto, ma anche questo secondo me è imputabile a uno scarso testing, è l’estrema facilità dell’avventura. Insomma, anche sbagliando apposta tutte le decisioni, durante il combattimento con Grendel, si arriva a perdere al più 10 Punti vita. Peccato che poi, nel paragrafo di intermezzo, si recuperino fino a 8 punti vita. Questo rende il combattimento con Grendel pressoché inutile. Infatti, indipendentemente dai nostri punteggi e dalle nostre scelte l’Orco perde sempre e comunque un braccio, lo troveremo quindi immancabilmente morto alla fine della nostra avventura, non si acquisiscono bonus di nessun tipo per affrontare la seconda parte della storia e nemmeno vi è alcuna variazione significativa dei propri punti vita al momento di immergersi nella laguna. Insomma dal punto di vista strettamente ludico tutto il combattimento (e quindi metà del racconto) è totalmente inutile.
La seconda parte dell’avventura è leggermente più pericolosa ma ho trovato davvero un’impresa difficile riuscire a morire nei pochi -troppo pochi- paragrafi di cui è composta.
Per concludere questa mia breve disamina rimane da parlare di una faccenda spinosa: l’aderenza al tema e all’ambientazione. Il tema è molto tirato per i capelli. La caccia occupa meno di metà del lavoro e si conclude in modo profondamente insoddisfacente. Ma ci potrebbe stare. L’ambientazione invece è totalmente inappropriata.
Sì, so cosa pensa l’autore: Ambientazione gotica. Beowulf è un principe dei Gaeti (o goti della Svezia) quindi non si può dire che non sia gotico. Da un punto di vista formale la cosa è accettabile e, infatti, il racconto secondo me deve essere considerato valido. Personalmente però considero questa giustificazione una forzatura bella e buona se non addirittura un tentativo di aggirare truffaldinamente il regolamento. In fondo, fin dal vecchio forum, noi tre giudici avevamo postato il significato di Steampunk, Fantascienza e Gotico E non mi sembra si parlò mai del popolo dei Goti o dell’imperatore romano Claudio il gotico o del movimento giovanile Gothic Dark. Fummo anzi abbastanza chiari che ci si riferiva alle ambientazioni e agli stilemi propri del genere letterario gotico del XVIII secolo spingendoci ad accettare anche il neogotico del XIX secolo (Lovecraft e affini, per intenderci).
E’ per tanto con un certo rammarico che mi trovo a dare a L’Orrenda Discesa di Beowulf “solo” un 7.



VOTO FINALE DEL RACCONTO           7,454

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Mornon
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Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

Ha ha ha, leggendo il giudizio di Mornon sembra che ci sia un mare di difetti e ti aspetti una botta e poi... 9 smile2

Ora che mi ci avete fatto pensare, a me sembra normalissimo che sia impossibile morire contro Grendel: è un flash-back, è già successo e Beowulf ci sta ripensando, quindi dev'essere sopravvissuto per forza! bigsmile2

EGO
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Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

certo che non si può morire.. ma almeno creare delle penalità menomanti per la seconda parte.. sennò tutto è troppo facile, appunto..
a me è piaciuto molto.. gli ho voluto dare un voto pari a La Notte di Yig perchè a mio giudizio erano equivalenti.. la Notte era più completo e piu curato dal punto di vista ludico e della giocabilità, .. Quersto mi è piaciuto molto di piu dal punto di vista narrativo, linguistico e dall'idea..
li ritengo comunque eccellenti entrambi, nella diversità..
come avete visto i miei voti sono comunque alti..

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Mornon
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Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

Posso svelare il segreto di Puclinella e dire finalmente che sono io l'autore ;-)

Rispondiamo ai punti sollevati:

è effettivamente impossibile morire contro Grendel. Ho proprio calibrato in modo che, nel caso peggiore, si arrivi ad 1 punto di Resistenza. Questo pe run motivo logico: se muori nel flashback, come fai ad essere vivo per raccontarlo?
L'idea era quella che lo scontro ti togliesse così tanti punti che poi saresti morot nella caverna... che purtroppo ho reso troppo facile! Effettivamente avrei dovuto essere un po' più cattivo nel togliere punti di Res., ma l'idea era quella che il lettore potesse finire il racconto con pochi punti, ma che comunque POTESSE finirlo. Quindi niente morti istantanee.
Il difficile è che, in una struttura normale, hai i combattimenti che possono sempre (dado permetendo) potenzialmente togliere un numero estremamente variabile di punti. Nella mia struttura diceless, questo non si può fare. E allora era creativamente complesso (e soprattutto, ESOSO di paragrafi) creare un qualcosa che non fosse "perdi obbligatoriamente 3 punti", senza però impelagarsi in difficili calcoli.
Un altro problema è il recupero nell'Intermezzo: 8 punti sono decisamente troppi. Tanto che nella release "privata" successiva di un giorno a quella del concorso, ho limitato il recupero a 4, e diminuito il potere delle Bende.

-ahimé, l'ultima parte del finale, dove si torna al passato remoto, avrebbe dovuto essere in corsivo...

- questione passato remoto: il problema della lingua italiana è che, mentre la 1^ e la 3^ persona hanno sempre un bel suono, la 2^ singolare in tutte le coniugazioni ha questo suono aspro e cattivo: and-ASTI, ved-ESTI, serv-ISTI, etc... alla fine ho pensato che, lavorando un po' con il ritmo delle frasi, si potesse "sottogiocare" (aaargh!) l'effetto.

- al 24 c'è un bug spaventoso, che scoprii il giorno dopo aver inviato il racconto... come ben testimoniato qui

- il trivio finale ha il problema di svelare subito le abilità a cui ci si appella... era un placeholder per me in attesa di scrivere qualcosa di più raffinato, ma me ne sono dimenticato ed è arrivato dritto dritto nella release.

- manca la madre di Grendel! Verissimo... e da fan del poema, me ne dispiace. Iniziai a scrivere pensando di includerla come boss finale. Ma terminato il primo scontro con Grendel, con i suoi 20 mostruosi paragrafi, mi resi conto che non sarei riuscito a includerla. La grotta era necessaria per offrire un po' di varietà scenografica e tematica, e per fare da build-up. Allora ho fatto di necessità virtù. Ho epnsato: e se il boss, alla fine non si rivelasse? Sarebbe stata un'architettura quasi "punk", iconoclasta: scontro con il boss all'inizio, e dungeon alla fine. Mi piaceva l'idea. Offriva ottimi spunti morali.

- questione gotico: ecco, questo è un difetto che io non riconosco. Come ho detto prima, il genere gotico è questo. Innanzitutto, tre quarti della letteratura gotica ottocentesca è ambientata nel medioevo... e i temi che ho trattato (la paura del diverso e dello sconosciuto, una natura aspra, opprimente e inospitale, un popolo chiuso e orgoglioso) rientrano a secchiate nei temi tipici trattati dal genere gotico.
Quindi, per il prossimo concorso, suggerisco agli autori di scrivere nel regolamento: "ambientato nell'800".
Perché se leggo "gotico", e se alla mia precisa domanda si risponde citando la wikipedia che mi dà ragione, non sentivo il bisogno di andare evidentemente a leggere nel pensiero dei giudici per capire la loro concezione di gotico (che abbraccia le ambientazione ebraiche, ma NON il medioevo).
Quindi, ancora aspetto argomentazioni valide (dato che l'ambientazione e le tematiche sono gotiche) per cui due giudici e un utente hanno valutato l'opera come non gotica.
Finora mi è stato risposto per l'argomentazione, palesemente scherzosa, che Beowulf è un "goto".

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Jegriva
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Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

Jegriva ha scritto:

- questione gotico: ecco, questo è un difetto che io non riconosco.

E' da questo che avevo capito che l'autore eri tu smile


Jegriva ha scritto:

Come ho detto prima, il genere gotico è questo. Innanzitutto, tre quarti della letteratura gotica ottocentesca è ambientata nel medioevo... e i temi che ho trattato (la paura del diverso e dello sconosciuto, una natura aspra, opprimente e inospitale, un popolo chiuso e orgoglioso) rientrano a secchiate nei temi tipici trattati dal genere gotico.
Quindi, per il prossimo concorso, suggerisco agli autori di scrivere nel regolamento: "ambientato nell'800".
Perché se leggo "gotico", e se alla mia precisa domanda si risponde citando la wikipedia che mi dà ragione, non sentivo il bisogno di andare evidentemente a leggere nel pensiero dei giudici per capire la loro concezione di gotico (che abbraccia le ambientazione ebraiche, ma NON il medioevo).
Quindi, ancora aspetto argomentazioni valide (dato che l'ambientazione e le tematiche sono gotiche) per cui due giudici su tre e un utente su undici hanno valutato l'opera come non gotica.

Hai ragione, bisognava citare anche la parte di Wikipedia che c'era più oltre nella pagina:

Caratteristiche e ambientazione

Tipici di questo genere letterario sono il tema della morte, della possessione demoniaca, del male, delle antiche profezie.

Le atmosfere comuni ai romanzi gotici sono il terrore (e di conseguenza il sublime), i conflitti interiori senza soluzione. I personaggi sono spesso ambigui, misteriosi, preda di passioni violente o tormentati da pene d'amore. Una delle figure fondamentali è la vergine perseguitata, già presente nella Clarissa di Richardson: nel Castello di Otranto di Walpole, e più ancora con la Radcliffe e Lewis, giovani donne sono costrette a fuggire da biechi seduttori. Il romanzo gotico è per lo più ambientato nel Medioevo o nel XIX secolo: epoca buia e misteriosa la prima, più mistica e "borghese" la seconda.
La minaccia si manifesta spesso in paesi cattolici e proviene dall'autorità politica e religiosa e da episodi di corruzione. L'italiano, o il confessionale dei penitenti neri (1797) di Ann Radcliffe e Il monaco (1795) di Matthew Lewis sono esempi illuminanti. Soprattutto il secondo, tra i più trasgressivi, contiene giudizi sulla Chiesa di Roma visti dalla prospettiva inglese. La letteratura gotica è nata in Inghilterra ed è ambientata in castelli, chiese, monasteri, abbazie e perlopiù in paesi cattolici. La tematica religiosa è perciò forte come le sue implicazioni nei secoli a cavallo del gothic revival cominciati con l'ascesa di Enrico VIII e la rottura con l'autorità religiosa di Roma.

Per quanto mi riguarda, e l'ho già detto, il tuo racconto è più epic fantasy che non gotico. Non basta un sotterraneo per fare il gotico, devi renderlo... gotico! Mi vuoi dire che Il Signore degli Anelli è gotico perché ci sono l'ambientazione medievale, la paura del diverso, i mostri, i sotterranei, natura aspra, opprimente e inospitale, un popolo chiuso e orgoglioso? Non è una questione solo di temi, ma anche di come vengono mostrati e sviluppati. Beowulf è un avventuriero venuto da lontano a uccidere un mostro che vive nelle caverne: concettualmente non è diverso da Pip l'avventuriero, venuto da un altro tempo per uccidere il Drago che vive nelle caverne.

Non prendertela così tanto per questo, poi: non è il dettaglio che ti ha tolto la vittoria. Se le mie argomentazioni non ti convincono discutiamone ancora, ma resto convinto che il tuo racconto si inserisca nel gotico solo con alcune forzature (e sappi che io ero perplesso anche da Golem).

EGO
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Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

EGO ha scritto:



Non prendertela così tanto per questo, poi: non è il dettaglio che ti ha tolto la vittoria. Se le mie argomentazioni non ti convincono discutiamone ancora, ma resto convinto che il tuo racconto si inserisca nel gotico solo con alcune forzature (e sappi che io ero perplesso anche da Golem).

Sì, è più che altro che ci sono rimasto davvero male... ho passato due mesi a scrivere, e due ad aspettare, convintissimo di aver centrato il genere...

Tra l'altro, sulla madre, mi sono dimenticato di sottolineare che mi sono comunque lasciato una porta aperta. Infatti dico:

Forse sei l'ultima cosa rimasta viva

"forse"! :-)

"The End?" X-D

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Jegriva
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Re: L'ORRENDA DISCESA DI BEOWULF

Guarda, il fatto del gotico / non gotico, per quanto mi riguarda, ti ha tolto appena la miseria di 1/2 punto. Infatti a causa dei "prblrmi" da me elencati, che, ricordiamolo, sono per lo più di natura veniale, non potevo darti lo stesso voto che detti a La Notte di Yg, che quei problemi non li aveva. La mia valutazione sarebbe stata dunque un 7 e 1/2 che è un votone. La faccenda dell'ambientazione volendo è impugnabile ma comunque un mezzo voto in più o in meno non cambierebbe minimamente le cose.

Il tuo è un  ottimo lavoro e spero vorrai espanderlo, mantenendone la struttura snella e senza dadi, fino a farlo diventare un vero LibroGame. Sarebbe bellissimo avere una serie epica su Beowulf.

gpet74
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