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ANNO 3 N°3 - Peter Andrew Jones si confessa (seconda parte) - MARZO 2008 (2)

PETER ANDREW JONES SI CONFESSA (II PARTE)


Continua il viaggio alla scoperta dei pensieri e delle considerazioni a 360 gradi di un illustratore famoso non solo per Lone Wolf


del Conte Ddracula

Traduzione di Gabriele Tolu (Daelthasaar)

D: La famosa copertina di "Warlock Of The Firetop Mountain" diede all'editore qualche problema, perchè lo spazio riservato
per il titolo era al centro della copertina, anzichè in alto.
Fu una scelta deliberata o l'ispirazione ti portò a disegnarla in quel preciso modo?

R:CIO' CHE ACCADDE IN REALTA' FU CHE...

Solo 3 persone sanno la verità su questa vicenda. Io, Doreen Scott (il direttore artistico della Puffin in quel periodo) e
Philippa Dickenson (che è ora direttrice alla Puffin).

Ricevetti una telefonata da Doreen Scott; mi chiedeva di vederci per discutere "un libro speciale per il quale voleva un mio lavoro"
A quel tempo ero già abbastanza famoso per i miei lavori per la letteratura Sci-Fi.

Doreen Scott fu la prima persona che mi commissionò un lavoro nel 1973 ("A Castle Of Bone" di Penelope Farmer), quando ancora studiavo presso l'Istituto d'Arte; è stata una datrice di lavoro incredibilmente professionale che mi ha insegnatomolto e mi ha aiutato a capire come avere successo con gli editori.
Siccome ormai ero lanciato nella produzione di copertine per libri adulti con un ampio mercato, i miei compensi erano molto più alti di quanto la Puffin potesse permettersi di pagare per un libro destinato ai bambini, ma per Doreen avrei sempre lavorato, in qualunque caso, poichè lavorare con lei è sempre stato fantastico. Così il giorno stesso, con la massima segretezza, andai presso gli uffici della Puffin. Doreen mi presentò a Philippa, e in meno di 15 minuti mi presentarono un "concetto di libro totalmente innovativo" per il quale volevano che creassi una copertina. Le PAROLE ESATTE di Philippa furono: "Fa qualcosa di rivoluzionario". Risposi: "Rivoluzionario quanto?" Doreen disse: "MOLTO rivoluzionario" Quindi fu quello che feci. In quel periodo ero molto influenzato dal design delle copertine che venivano pubblicate negli
States, e sebbene non mi interessasse molto il concept dei Romanzi Storici, avevo la possibilità di visionare centinaia
di paperbacks Americani dei più svariati generi, e notai che i Romanzi tendevano ad avere dei titoli grandi, elaborati, che sebbene non fossero proprio "al centro della pagina", si trovavano molto distanti dalla posizione alta che avevano nel classico layout Inglese. Lavoravo a quei tempi con Steve Abis anche sui libri di Asimov e altri scrittori di fantascienza per la Granada Publishing, che era famosa ai tempi per posizionare il titolo del libro più in alto possibile nell'impostazione della pagina, in un piccolo spazio che permettesse all'immagine di avere il massimo possibile di campo disponibile.
Decisi quindi di dare all'illustrazione più spazio possibile, ma mettendo il titolo al centro e riempiendo il resto dello spazio con gli elementi dell'illustrazione.   

In definitiva adottai i due differenti modi di concepire un layout e ne creai un terzo del tutto nuovo favorendo al tempo stesso un grande impatto per l'illustrazione. Ci fu una rapida conversazione sul contenuto dell'immagine, ma non sull'aspetto definitivo, dovevo disegnare
un drago e uno stregone, TUTTO QUI. Non sapevo come dovesse essere lo stregone, e non avevo accesso agli schizzi di Russ Nicholson concernenti il design...la mia unica istruzione era di "andare a casa e tornare con un lavoro impressionante". E come succede spesso per le copertine dei gamebooks, invece di avere 2 settimane di tempo, per Warlock avevo appena 5-6 giorni per la consegna del lavoro.

La ragione per cui ero a corto di tempo mi fu detta a quell'incontro: "abbiamo già una copertina pronta realizzata da un altro artista, ma non è il tipo di lavoro che cerchiamo". Aggiungo che non ho idea di chi fosse l'altro disegnatore. La mia risposta fu: "volete che io dia un taglio adulto a questo lavoro, come faccio per le serie di sci-fi?" Mi risposero: "Sai di cosa sei capace, va a casa e lavora".

Storie Brevi (Science Fiction e Fantasy, ecc...), Libri per bambini, Confezioni per videogiochi, Televisione, Film Industriali (???, ndDaelthasaar), Film di Hollywood, Pubblicità, Calendari

D: In quali altri prodotti ludici (giochi da tavola, giochi di ruolo, videogiochi) si possono ammirare i tuoi lavori?


R:Stiamo a metà della compilazione del prossimo libro "HEROES & VILLAINS", spulciando in archivi che risalgono anche a 25 anni fa.
E' una impresa enorme! Ho fatto davvero una miriade di illustrazioni per giochi di tutti i tipi.
Mi ricordo bene i lavori che ho eseguito, ma ho bisogno ugualmente di ricorrere agli archivi per dare informazioni
dettagliate sulle quantità e sui titoli che ho trattato, ma troverete comunque tutti i dettagli sul libro di prossima pubblicazione.

Comunque una carrellata rapida la posso fare comunque.

Fighting Fantasy, Lupo Solitario eFalcon. Giochi da Tavolo della Games Workshop. Molte copertine di Videogiochi,KultTrading Cards della Merlin su commissione di Steve Jackson. Schmidt Spiele Boxed game e molto altro

Per il futuro...

Ci potrebbero essere sorprese...   

D: Navigando sul tuo sito, abbiamo notato che pubblicherai presto il libro Heroes & Villains, una sorta di portfolio che includerà tutti i tuoi lavori e le tue copertine realizzate per RPGs, librogame e videogames. Te la senti ti farci un'anteprima?

R: Più o meno siamo al 50% del lavoro editoriale e siamo ancora nei tempi previsti per una pubblicazione fissata per Aprile 2008.
Il miglior modo per conoscere gli sviluppi e sapere cosa succede è visitare la pagina di H&V sul sito o registrarsi alla
mailing list.
Ancora non abbiamo deciso il prezzo, ma posso illustrarvi alcune delle caratteristiche che abbiamo pensato per l'edizione.

a) 26 cm, realizzato a mano, rilegato a mano, firmato e numerato come da tradizione per
un'edizione limitata.
250 copie come edizione standard più un altro pò di cope per scopi speciali (recensioni, ecc...)
Sarà completamente a colori e ci saranno degli schizzi in bianco e nero che preparo (le "visualizzazioni" preparatorie).
Copertina rigida in stile VERO dipinto con una sovracoperta.
Le stampe saranno grandi, alcune realiizate addirittura con pagine ripiegate.
60 pagine, 60 immagini.
E...una copertina "a sorpresa"...

b) Come sopra ma con un cofanetto.

c) come l'opzione b ma con un VERO disegno a matita incluso nella confezione.

Esistono anche altre opzioni...come una versione esclusiva in lingua Italiana.:)

D: Cosa dobbiamo aspettarci, noi fan dei librogame, da un simile lavoro?


R: Cosa volete aspettarvi? Se mi fate sapere ciò che vi interessa maggiormente cercherò di fare il mio meglio per accontentarvi. Ovviamente non saranno solo copertine di gamebook, ci sono anche lavori realizzati per videogiochi e ovviamente non c'è tutto Lupo Solitario, ma ci saranno comunque un mare di immagine relative a LS, in quanto gran parte del mio lavoro dedicato
agli RPG è relativo proprio al lavoro di Dever.Inoltre io e Debbie abbiamo parlato di questa mail che ci avete mandato:"Questa intervista è un'idea che noi fan italiani abbiamo da un pò di tempo Aldinozz, ConteDDracula (sì, sono io, il tuo fornitore www.librogame.135.it), Daelthasaar, Dirk, Dragan, EGO, Prodocevano(un altro webmaster, da www.librogame.altervista.org), Sabretooth, SevenLG, Tyrant..e molti molti altri!

C'è qualche possibilità che questa intervista sia pubblicata su H&V o su qualche tuo libro di prossima uscita? Abbiamo deciso che pubblicheremo l'intervista come commento alle immagini all'interno del libro e faremo anche qualcosa
in più per voi come ringraziamento e riconoscimento del vostro supporto nei confronti del mio lavoro. Se voi desiderate, potremmo stampare una versione speciale del libro col testo in lingua Italiana lavoro. Se voi desiderate, potremmo stampare una versione speciale del libro col testo in lingua Italiana (usando la traduzione come fonte) e renderla disponibile tramite il vostro fornitore (ConteDDracula), e se gli ordini lo rendessero possibile, vi faremo un prezzo speciale. Non vi posso promettere nulla in questo momento, poichè ancora non conosco quello che sarà il prezzo definitivo del libro, che lo annuncio, non sarà economico, ma sono sicuro che se spedissi tutto il materiale ad un unico destinatario, i costi di spedizionediminuirebbero e potremmo dedurre quei costi dal prezzo finale dei libri. Ho anche altre idee per quanto vi riguarda, ma devo pensarci su ancora un poco.
Comunque vi farò sapere prima di Aprile.

D: Se potessi decidere tu, quale sarebbe la copertina ideale per l'ultimo numero di Lupo Solitario?

R:Come illustratore professionista, il mio "lavoro" consiste (almeno nella mia ottica) nel creare copertine che illustrino il testo o la storia di un libro, o se possibile l'intero concept riguardante un libro (o una serie di libri).
Avendo letto l'intervista, saprete ormai che molte, molte volte mi è stato negato l'accesso al materiale di riferimento di cui avevo bisogno, sia per soddisfazione personale, sia per rispetto ai lettori.

Quindi, come professionista, dico solo che vorrei fare ciò che i fan desidererebbero vedere.
Voi cosa vorreste vedere? Voi quale pensiate che sia il soggetto adatto?

Se vi dico(shhh! zitti, è un segreto!) che ci saranno 60 immagini sul libro Heroes & Villains, ma nei miei archivi ne ho
altrettante, magari potete immaginare ciò che ho in mente per il futuro...

La copertina di H&V sarà una sorpresa, ma non è un'illustrazione legata a Lupo Solitario (per ora è un segreto, ma vi sarà tutto
chiaro quando la vedrete...) ma, in futuro, se vi piace l'idea, potete mettere insieme le vostre idee e decidere quale dovrà
essere il soggetto dell'ULTIMA copertina per la serie di Lupo Solitario.
E chissà cosa potrà succedere...

D: Secondo te, come mai i librogame, intesi come forma di lettura e intrattenimento, hanno avuto un periodo critico da metà anni Novanta in poi?   

R: La prima volta che Fighting Fantasy, Lupo Solitario e Advanced Dungeons & Dragons apparvero nel mondo dei videogiochi, si trattava di impiantarsi in un mercato basato sul supporto di cassette che girava su computer come lo ZX Spectrum. Durante l'evolversi delle serie dei libri il mercato dei videogiochi è cambiato, giungendo all'era dei CD.
Ormai gli rpg si giocano su console e sono giochi di ruolo di massa completi, con mondi enormi, tante possibilità e un giro di denaro colossale.

Voi, ad esmpio, siete fan di Lupo Solitario da molto tempo e gli siete rimasti leali, quindi non avete problemi.
D'altro canto, se voi non foste un pubblico leale ad un prodotto, ma foste legati semplicemente al concetto di gioco, nonpreferireste poter interagire con tutta una serie di mondi con miriadi di possibilità, un vostro più vero alter ego, e giocarequalcosa che virtualmente durerà fintanto che voi respirate?
Considerando la montagna di denaro che l'industria dei videogiochi e aziende come Microsoft spendono per lo sviluppo dei giochi, è scontato capire che anche il più grande editore di libri si trova in una situazione svantaggiosa e impossibile da vincere.
L'ultima volta che ho realizzato una copertina per un libro (1999) si era giunti al punto in cui gli editori volevano che dal libro se ne traesse un film, e che tutti i film avessero il successo di Lord Of The Rings (e non di Lupo Solitario o Fighting Fantasy).
Gli editori sono nel business per massimizzare i loro profitti per arricchire i loro dipendenti, sè stessi e le rispettive famiglie.
Non sono nel business per per soddisfare i desideri dei giocatori di ruolo (o degli artisti!), a meno che i fan non crescano esponenzialmente con ogni nuova uscita dimostrando passione e affezione.
Da quando sono nel business (1973), lavorando per far crescere le vendite da basse a più alte, gli editori hanno sempre pensato:
"Aha! Ce l'ha fatta! Adesso facciamo un film basato sul libro, con spin off merchandise, ecc...", cosa che non è malvagia, il problema è che nessun editore ha mai realizzato questo tipo di progetto e soprattutto non ha mai smesso di lamentarsene.
Lord Of The Rings è stato probabilmente l'eccezione, ma si tratta anche di un libro che è stato pubblicato da mooooooooolto tempo, ed è passato mooooooolto tempo prima che qualcuno riuscisse a realizzarne il film, aiutato non poco dal progresso che ha avutola tecnologia degli effetti speciali e la massificazione dell'iconografia fantasy.
Sommando tutti questi fattori, non è sorprendente che il mercato dei lirogame abbia subito una brusca frenata e sia tornato ad una fetta di mercato riservata solo ai fan più accaniti. Però...come ho detto altrove nell'intervista, "i flussi di mercato non si ripresentano due volte", e SE lo fanno, è solo un ritorno in apparenza, SEMBRANO uguali, ma lo sono solo in apparenza   

Per fare un esempio, abbiamo materiale a cui si può accedere a bassissimi costi via internet, utilizzabile su "congegni elettronici"
che hanno prezzi bassi e presentano un concetto di "portabilità".
Per cui un librogame può anche tornare ad avere successo se considerato come libro elettronico, ma in realtà NON sarebbe un successo
del libro, quanto più un successo per il "congegno elettronico" che ha tra le sue possibilità quello di sfruttare il "contenuto librogame".

Sto solo ipotizzando, in maniera alquanto sempliciotta, perchè "il futuro non è ancora arrivato".
Per quanto riguarda il mio lavoro come copertinista, ho avuto una fantastica relazione con Edizione E.Elle di Trieste.
E' stato veramente divertente lavorare con loro. Anche mia moglie ha adorato questa collaborazione perchè ha trascorso la sua infanzia e adolescenza in Italia (a Roma) e ha amato tutto lo scambio di fax tra il mio studio e Trieste e l'idea di collaborare con un cliente Italiano. Sono stati "Giorni meravigliosi" e li AMIAMO!
Tutto è cessato con la recessione economica globale (la peggiore dopo la grande depressione degli anni '30)
Il mercato dei libri in Italia si era appiattito e iniziava addirittura a crollare.
La E.Elle era dispiaciutissima di dover cessare il rapporto, e noi altrettanto, ma "così è la vita". Mi manca il rapporto di lavoro con loro.
"La vita è un ponte-cammina sopra di esso, ma non costruirci mai una casa..."

D: Quale pensi che sarà il futuro dell'illustrazione e quale sarà il compito degli artisti?

R:Penso che dipenda da cosa intendiate

"illustratore", "artista", "artista specializzato", o "artista indipendente" ecc...

Banksy (http://www.banksy.co.uk/), artista di graffiti, artista di strada, artista indipendente che si autoproduce o artista rifinito?

Io sono/sono stato: illustratore di giochi, illustratore di videogames, illustratore di libri, illustratore per la TV, illustratore per film, artista indipendente

E (inevitabilmente) dipende dall'età, se si è giovani, maturi, anziani o vecchi.
Perchè l'età influenza la percezione e l'opinione (di sè stessi e del proprio lavoro).
Perchè non so rispondere per ogni tipo di categoria, poichè anche il denaro che muove i mercati delinea gli ambiti artistici (in America conta moltissimo perchè l'economia è gigante, più grande dell'Italia...e Hollywood non è in Italia) e nemmeno posso dirvi qual è il tipo di vita e di lavoro chessò, dell'artista che si occupa della grafica digitale di CSI Miami (posso però immaginarlo, visto che ho lavorato per le televisioni). Per cui...vi racconterò un aneddoto.

Un giorno, mentre realizzavo le copertine per i libri di Lupo Solitario, ero in un'edicola a Wimbledon (quella del Tennis), a Londra, dove vivo. Vidi una rivista chiamata "Role Player Independent" e mi soffermai a guardare la copertina.
Joe Dever aveva dato il permesso di utilizzare la mia illustrazione de I Signori della Morte Di Ruel anche per la cover di quella rivista. Era bellissima, ero davvero compiaciuto della resa visiva, oltretutto ero lusingato dalla dicitura "Il leggendario artista",

giocando sull'abbinamento della Leggendarietà di Lupo Solitario e la mia fama di artista "leggendario
Immaginate naturalmente che io sia stato felice per questa cosa? Vidi però a fianco di questa rivista, un'altra rivista chiamata "Art & Artists". La sfogliai e vidi dei lavori stupendi di una ragazza di cui non avevo mai sentito parlare.
Non ricordo il soggetto del lavoro, che comunque non era fantasy, ma ricordo che era un bellissiomo lavoro.
E fui davvero colpito.
Ma la cosa che mi colpì di più fu che nell'intervista di accompagnamento disse: "Sto solo provando a diventare una brava artista".
Ho pensato: "Arte", "Illustrazione". Qual è la differenza? Realizzai che ero stato talmente impegnato col lavoro che non mi ero mai posto il problema di cosa io fossi. Ero un'artista? Un illustratore, un uomo d'affari, un graphic designer, un direttore artistico? O addirittura, visto che possiedo un'azienda che da le licenze dei miei lavori in tutto il mondo, visto che ho preparato un contratto standard che grandi avvocati si occupano di controllare, allora ero anche un legale che si occupa di copyright su scala internazionale?
Oppure ero solo una specie di creatura ibrida, travolta dal ritmo del mercato globale?
Lavoravo molto negli USA, e il tasso di cambio doveva essere sempre tenuto in considerazione, questo mi rendeva un agente di cambio?

In particolare, cosa pensa un'artista di vecchio stampo come te riguardo all'ampio uso di software per la colorazione digitale nel tuo settore? E' una nuova frontiera, una nuova risorsa o solo un impoverimento della personalità dell'artista?

Beh, è da un pò che ho cominciato a trafficare con software per il fotoritocco (e lo uso tutti i giorni per quanto riguarda la pubblicità ai miei lavori, vi sorprende la cosa?) e ho avuto una strana esperienza.
Ultimamente i commissionatori di copertine non sono affatto soddisfatti dei lavori eseguiti digitalmente...siccome anch'io ultimamente la uso per ritoccare i miei quadri a olio, ero convinto che includessero anche me, fino a quando uno dei miei migliori clienti mi disse che i miei lavori erano OK, perchè sono organici (tradizionali) e li apprezzavano perchè avevano
   

carattere mentre invece i lavori degli illustratori digitali sembrano tutti uguali.
E un mio fan Inglese, guardando una vecchia copertina di SCI-FI ("The Centauri Device", contenuta nel libro di illustrazioni Solar Wind), si rifiutava di credere che gli elementi di quell'illustrazione, datata anni '70, fossero disegnati e non generati digitalmente.
Non c'è stato verso di spiegare che a quei tempi non esistevano software che permettevano di dipingere, lui era convinto in maniera adamantina che avessi usato un computer, perchè "non è possibile disegnare in questo modo usando la pittura ad olio, non è proprio possibile".

Una frase dell'artista Syd Mead (Bladerunner) riassume bene il concetto: "La gente dice che ho una firma unica", Con "firma" non intende il nome che scrive sul dipinto, ma il suo stile, il modo in cui gestisce le immagini, il tratto con cui le dipinge e come applica i colori. Nessuno dipinge come Syd Mead.

Quindi concluderò la risposta con 3 osservazioni.
1) Il defunto, grande direttore artistico Steve Abis (Panther Books negli anni 70) mi disse quando all'età di 21 anni consegnai un lavoro: "Il talento è un prerequisito, MA COSA CI FAI E' QUELLO CHE CONTA"
2) Mi è piaciuto molto il film "Pirati dei Caraibi", che è pieno di effetti speciali, vero? Ora, senza riguardarvi il film rispondetemi su due piedi:
a) Il nome di uno qualsiasi degli artisti che si sono occupati degli effetti speciali
b) Il nome del tizio che fa il padre di Jack Sparrow nel terzo film
3) Sono ottimi artisti e lavorano nel mondo del cinema. Io sono un ottimo artista e ho lavorato nel mondo del cinema.
Conclusione? Il software ti da una grande aiuto. Ma lo fa anche una matita. Quindi qualunque strumento si decida di usare è solo una questione di talento, di voglia, e se si vuole realizzare qualcosa d'importante, allora bisogna anche trovare il committente giusto.

Quindi si tratta anche di decidere se si vuole lavorare in uno studio, come parte di un team, o se si vuole stare su un campo, in una bella giornata estiva, a disegnare pecore e rapaci.
O starsene sulla riva del Tamigi a disegnare dal vero, oppure disegnare schizzi vicino al Colosseo per trarre ispirazione per un romanzo illustrato.
Queste sono tutte cose che ho fatto o che faccio ancora.

In conclusione vi dirò un'altra cosa.
Negli anni 60 ero un grande fan dei "THE WHO", e sul loro disco (il primo?) "My Generation", c'era una strofa molto controversa che diceva: "spero di morire prima di diventare vecchio".
   

Non ero d'accordo ai tempi perchè non avevo vissuto nè l'esperienza di essere vecchio nè quella di essere morto, e mi chiedevo che senso potesse avere una frase simile, visto che ero abbastanza intelligente da capire che mi ci sarebbe voluto tanto tempo prima di diventare bravo come Leonardo (Da Vinci).
Oggi con un pò di anni sulle spalle invece dico che ogni persona dotata di creatività che era d'accordo con quella frase, probabilmente mancava di talento, perchè la cosa davvero fantastica dell'invecchiare è guadagnare esperienza.
Se fossi un'artista oggi, e specialmente se non sapessi usare i programmi di grafica digitale, credo che le possibilità di trovare un lavoro siano davvero molto più basse di quando avevo 21 anni, perchè ormai la richiesta di qualunque industria è "l'inclinazione al digitale".
E il fatto che qualunque richiesta debba avere una risposta su supporto digitale rovina l'estro artistico che dovrebbe portare a realizzare qualsiasi opera con i mezzi e i materiali più congeniali e più funzionali all'opera stessa.
Sono eccitato dal fatto che alla mia età posso usare qualunque metodo preferisca, digitale o organico, mi viene commissionato un lavoro e io sono libero di scegliere il modo migliore per realizzarlo con il risultato più soddisfacente.
La cosa che mi fa davvero piacere in questo periodo è che molti dei miei fan di Fantasy e Sci-Fi stiano comprando i miei libri d'illustrazioni rurali, e lo fanno perchè gli piacciono, e qualunque artista sarebbe felice di questo.
E sono fiero del fatto che ormai i miei lavori abbiano raggiunto un livello di compenetrazione tra digitale e organico, per cui chiunque farebbe fatica a capire dove finisce una tecnica e dove inizia l'altra.
E questo riesco ad ottenerlo perchè penso a CIO' che dipingo, non a COME lo dipingo.
Mi intriga (e al tempo stesso mi rattrista perchè vorrei davvero ringraziarla di cuore) sapere che c'è un'artista donna che cammina su questo pianeta, che non ha la più pallida idea dell'effetto che il suo articolo ha avuto su di me.
Mi chiedo spesso cosa potrebbe disegnare in questo momento e cosa ci stia facendo...

CONTINUA NEL PROSSIMO NUMERO