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5° racconto: Il Palazzinaro

Re: 5° racconto: Il Palazzinaro

L’idea del Corto mi è venuta leggendo in pdf dei vecchi numeri della rivista Dragon in cui si discuteva della possibilità o meno di interpretare dei personaggi di allineamento malvagio. Io non sono affatto contrario alla cosa (benché non ami farli in prima persona), perché ho sempre pensato che non è che per forza una persona “cattiva” vuole conquistare il mondo e fregare sistematicamente gli altri: i banchieri che hanno fottuto l’economia potrebbero benissimo essere Evil eppure sono apparentemente rispettabilissimi! E poi anche i cattivi hanno bisogno di amici e possono innamorarsi, quindi possono coltivare legami, fare favori, ecc.

Inoltre mi piaceva l’idea di usare l’Apocalisse così come viene intesa da alcune dottrine esoteriche e da alcune culture, cioè non come la fine di tutto ma come un momento di transizione da un mondo a un altro più illuminato. Rileggendo il Corto, però, mi sono reso conto che la cosa finiva per risultare un po’ buttata lì senza criterio se non si fossero raggiunti i paragrafi giusti ai bivi.

Il Corto è chiaramente un omaggio alla Commedia all’Italiana, la “farsa” della copertina non c’azzecca molto, tanto più che è in tre atti (nel cinema invece c’è un prologo, un centro con il turning point e poi la risoluzione).

Chiaramente attori e regista sono chi pensiate che siano, ho giusto cambiato un po’ i nomi per evitare noie. Noie assolutamente improbabili ma non si sa mai. Alessia Fiore è invece una mia bellissima amica che recitava a livello amatoriale.

I “Generoni”, il cognome del protagonista, erano una classe di possidenti terrieri che agivano nella Roma papalina a cavallo tra i secoli 18° e 19°. Questa notizia l’ho appresa da Wikipedia, quindi non posso garantire sulla sua autenticità.

Le citazioni tratte dalla Commedia all’Italiana (e non solo) sono tantissime ed è inutile e superfluo ricordarle tutte, solo l’elenco delle vittime è un profluvio di nomi presi da Brutti, Sporchi e Cattivi e tanti film coevi. Una curiosità: durante le ricerche che ho fatto per sapere quando è stato introdotto il telecomando in Italia, ho scoperto che uno dei supposti inventori avrebbe potuto essere tal Pace, che ho citato “mimetizzato” nei pensieri di Spartaco quando guarda la televisione! Per la cronaca, il telecomando era già disponibile in Italia prima del periodo in cui è ambientata quella scena.

Le parti più sforbiciate si sono concentrate alla fine. In origine la parte della visita al palazzo avrebbe dovuto essere un po’ più articolata, e la giovinetta a cui pensa lascivamente Spartaco avrebbe dovuto essere una sorta di giovane Ornella Muti, così come il pensionato avrebbe dovuto essere un omaggio a Umberto D. (come il film neorealista omonimo).

In effetti la barzelletta su Goebbels e la scena con la scritta sul muro (citazione di seconda mano, perché non ho visto nè ricordo il titolo del film da cui è tratta, ma ne ho solo letto su un libro di Storia del Cinema) occupano troppo spazio, ma ho voluto lasciarle così. Solo che a furia di sforbiciare il resto mi sono messo KO da solo! smile2

GGigassi
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Re: 5° racconto: Il Palazzinaro

Alla prima lettura mi son detto: questo corto vincerà!! Alla fine della prima lettura mi son detto: questo corto non può vincere!! Amico autore, Il Palazzinaro va posto nei libri di scuola come esempio di "tirarsi la zappa sui piedi da solo". I presupposti erano delle BOMBE!! Lo stile c'era tutto! Il personaggio principale era perfetto! Perché non l'hai introdotta meglio sta belin di Apocalisse? Volevo vedere Spartaco trattare con il Demonio, sentirmi malvagio fino alle unghie dei piedi, non ste due paroline in croce del finale eccheccazz!! Non sai quanto avrei voluto darti un voto più alto e quanto ci sia rimasto male quando ho capito che Il Palazzinaro non aveva goduto della giusta attenzione che meritava. E ti credo, impegnato com'eri con duecento mila progetti a tempo...

Zakimos
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Re: 5° racconto: Il Palazzinaro

Beh, vaghi riferimenti religiosi e new age c'erano, ma in effetti anch'io ho constatato rileggendolo che se non si trovavano i paragrafi giusti non si poteva cogliere il filone complessivo.

Tra l'altro mi stupisco da solo: sul serio avevo fatto quelle riflessioni leggendo Dragon? Non me lo ricordavo. (il file con le spiegazioni l'avevo preparato prima, ovviamente, non sono COSI' rincoglionito).

GGigassi
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