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Re: Considerazioni di fine concorso
Ciao a tutti,
vorrei proporvi i miei due cent da ultimo arrivato, sia nel forum che nel concorso. Senza, ovviamente, fare riferimenti ad edizioni passate che non conosco.
Per quanto riguarda il tema io personalmente lo trovo molto funzionale. Dà una base comune su cui lavorare e su cui valutare. E' molto interessante anche vedere le declinazioni che può assumere. Ad esempio il mirroring dei dati di Operazione Miroir l'ho trovato interessante come declinazione.
Poi ci possono essere interpretazione più o meno riusciute (o sfruttate) così comeci possono essere diversi gradi di presenza del tema. Secondo me ci sta ed è interessante anche sapere quanto ci sia ha "preso" io sono stato in dubbio fino a che non ho letto i commenti. Insomma fa parte del gioco.
Il numero di caratteri io l'ho trovato adeguato. In prima stesura sono arrivato mi pare a 44000 e rotti, ho dovuto tagliare un sacco di paragrafi che mi erano piaciuti un sacco, ma ne ho anche sfoltiti parecchi che in effetti non servivano. Sono riuscito a creare tre mini storielle in un contenitore e sono contento di aver così tanto. Con meno caratteri probabilmente avrei utilizzato un approccio diverso, chissà.
Il tempo a disposizione io l'ho trovato stringato, ma sono convinto che sia più per problemi miei che per effettiva brevità. Ad ogni modo mi ha dato quel quid per mettermici sotto nei ritagli di tempo per lo più notturni. Ma questo penso che sia fortemente soggettivo, più tempo a disposizione, conoscendomi, avrebbe solo contribuito ad allungare la mia fase di progettazione per poi fare comunque le corse alla fine.
Quindi in definitiva come prima esperienza non mi posso lamentare.
Il sitema a gironi è stato molto appassionate. Faticoso, ma coinvolgente. Non sempre ho avuto il tempo e la serenità di leggere tutto bene, anzi la settimana in cui c'era il mio proprio non sono riuscito a leggerli e ho recuperato (faticosamente) la settimana dopo. Tre corti a volta mi sembra un numero che funziona quindi non lo toccherei. Forse aumentare un po' il tempo a disposizione, dieci giorni magari?
I commenti li adorati tutti. Voglio dimostrarvi la mia ammirazione perché sono sempre stati commenti ponderati e costruttivi, anche quando soggettivi hanno sempre portato in luce aspetti molto interessanti e istruttivi. In fin dei conti non siamo tutti uguali è ho trovato fantastico capire quali diversi aspetti avevano colpito ognuno di noi e con quale sfumatura.
E' stata per me una bella esperienza, e ci tengo ringraziarvi.
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Dimensione Avventura
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Novizio
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Re: Considerazioni di fine concorso
GGigassi ha scritto:Complimenti per il bell'esordio, Dimensione Avventura!
Il riferimento al "mirroring" in Operazione Miroir getta nuova luce sulla sua aderenza al tema, forse l'idea di una spiegazione preventiva del soggetto da parte degli autori, avanzata dal mietitore e Mizraim in altra sede, ha un suo perché.
Ma questa cosa del mirroring era stata esplicitata nel corto? Perchè effettivamente spiega l'applicazione "MirrorGrab" (prendi/fai il mirror del disco che ci può stare) e il nome dell'operazione che pensavo derivasse dal fatto che l'azione si svolgesse alla galleria degli specchi! Quindi Operazione Miroir sta per "Operazione
che serve a fare il mirror del disco" che effettivamente, è una declinazione parecchio strana, ma centrale al corto perchè è proprio l'obiettivo della missione.
Questo non avrebbe cambiato il mio voto (che tanto era nullo) perchè il corto aveva altri problemi, ma sicuramente sarebbe cambiata la mia percezione sullo stesso.
Se fosse così mi chiedo se almeno i giudici ne fossero stati a conoscenza e sono sempre più d'accordo che la spiegazione al tema sia quantomeno depositata ai giudici, o ancora meglio inserita nel post di inizio settimana sotto il tag spoiler, in modo che possa essere consultata dai votanti al bisogno senza il rischio di spoilerarsi qualcosa.
Tra l'altro toglierebbe anche quella sfumatura di interpretazione "ballerina" sui corti dove il tema non è chiaro, perchè negli ultimi due anni ho sentito dire di tutto dai votanti per giustificare il tema di un corto che gli era piaciuto e non è affatto detto che tale intepretazione derivasse dall'autore.
Rimango sempre dell'avviso che sia meglio che sia una decisione dei giudici, essendo l'aderenza al tema un termine di "ammissibilità al concorso" quanto il limite dei caratteri o la data di consegna, e non uno degli aspetti del corto che devono essere giudicati, anche perchè a volte i votanti peccano nell'opposto, valorizzando un corto perchè estremamente a tema più di uno che lo è un po' meno ma lo è in ogni caso. Insomma l'attuale sistema non deve diventare neanche una gara a chi è più a tema (imho).
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mizraim
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Maestro Ramas
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Re: Considerazioni di fine concorso
Mi piace anche l'idea dello spoiler nel post della settimana, devo dire, come alternativa a inserire quel testo direttamente nel documento del corto.
Non sono invece d'accordo sul fatto che siano solo i giudici a dover valutare se un corto sia o meno a tema. Per semplici motivi, diciamo, di contratto sociale: questo è un concorso gratuito, con pochi partecipanti, per lo più amatori, che scelgono autonomamente di mettersi in gioco e di sacrificare non poco tempo alla creazione di qualcosa che avrà come scopo principale quello di essere apprezzato e giudicato internamente alla community.
Ora: un conto è scrivere qualcosa che si ritiene essere a tema, vedersi esposti al pubblico e poi giudicati per questa adesione al tema. Se la community deciderà che il corto non è a tema allora valuterà il corto di conseguenza, e ok, a quel punto l'autore realizzerà di avere toppato, ma intanto il corto sarà servito al suo scopo e il tempo che l'autore ha dedicato al suo progetto non sarà stato tradito: il corto sarà stato giocato, sarà stata un'occasione di crescita per l'autore (che nel frattempo avrà ricevuto dei feedback) e avrà fatto la sua parte nel rendere divertente l'esperienza per tutti (perchè avrà contribuito ad aumentare i corti in gara, perchè avrà fornito argomento di discussione alla community, perchè l'autore si sarà visto giudicare come da sue aspettative).
Se il corto, invece, dopo settimane o mesi di lavorazione viene semplicemente cassato da tre persone in giuria, magari solo perchè questi non hanno compreso, apprezzato o giudicato sufficiente l'uso del tema, il risultato è che il corto forse non vedrà la luce del giorno, oppure la vedrà ma non verrà commentato alla pari degli altri (perchè se uscirà fuori concorso comunque non se lo leggerà che una frazione dei partecipanti). Risultati: meno corti di cui parlare, meno feedback per l'autore, e sopratutto anche un bel giramento di scatole per chi ha dedicato, pur con tutta la maldestrezza del caso, del tempo alla creazione di qualcosa di carino per un concorso gratuito e si vede pure cacciato dal giro come l'ultimo dei pirla. Sicuro come la fame questo autore non lo vedremmo l'anno successivo, e con buone ragioni.
Già quest'anno abbiamo avuto molta gente che ha detto di non aver partecipato perchè il tema gli è parso difficile. Figuratevi se partecipavano, producevano qualcosa di raffazzonato, e poi venivano pure cassati dai giudici per una scarsa adesione al tema. Questi manco venivano a votare.
Quindi: secondo me l'operato dei giudici deve essere inclusivo, e quindi deve tenere fuori dal concorso solo corti che evidentemente sono completamente fuori dalle già essenziali regole del bando, o che non presentano qualsivoglia riferimento al tema. Sta poi ai votanti massacrare quei corti in cui il tema è appiccicato con lo sputo, a favore di quelli che hanno fatto un lavoro più approfondito sul tema.
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il mietitore
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Usignolo
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Re: Considerazioni di fine concorso
il mietitore ha scritto:Se il corto, invece, dopo settimane o mesi di lavorazione viene semplicemente cassato da tre persone in giuria, magari solo perchè questi non hanno compreso, apprezzato o giudicato sufficiente l'uso del tema, il risultato è che il corto forse non vedrà la luce del giorno, oppure la vedrà ma non verrà commentato alla pari degli altri (perchè se uscirà fuori concorso comunque non se lo leggerà che una frazione dei partecipanti). Risultati: meno corti di cui parlare, meno feedback per l'autore, e sopratutto anche un bel giramento di scatole per chi ha dedicato, pur con tutta la maldestrezza del caso, del tempo alla creazione di qualcosa di carino per un concorso gratuito e si vede pure cacciato dal giro come l'ultimo dei pirla. Sicuro come la fame questo autore non lo vedremmo l'anno successivo, e con buone ragioni.
Perdonami, ma non hai letto bene la mia proposta. Io sono d'accordissimo con quello che hai detto, per questo ho proposto (qualche post fa) di far inviare dall'autore una breve sinossi sulla trama del proprio corto in relazione all'aderenza al tema, PRIMA di lavorarci sù. Così i giudici non casseranno il lavoro di due mesi, ma un'idea iniziale che deve ancora essere messa all'opera. I giudici avrebbero tipo un giorno per promuoverla o bocciarla. Non intendo neanche una trama del corto (che magari all'inizio non è chiara neanche all'autore e si definisce meglio quando la si scrive), ma una sinossi iniziale che mostri come è stato interpretato il tema. (e che è l'unica cosa che non può cambiare, a meno di rimandarne una nuova).
Tra l'altro non penso faccia perdere tempo all'autore, perchè se l'autore è sicuro della propria aderenza può anche cominciare il giorno stesso. Al massimo alle brutte avrà perso un giorno di lavoro, non 2/3 mesi.
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mizraim
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Maestro Ramas
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Re: Considerazioni di fine concorso
Il Tema non è l'unica soluzione.
In passato ne sono stati provati altri di elementi atti a dare un'uniformità tematica ai concorsi, ne cito alcuni:
- Un incipit comune (o meglio, tre incipit tra i quali sceglierne uno)
- Un'immagine che rappresenti il Corto o almeno un evento chiave del Corto (anche qui le immagini erano più d'una e si poteva scegliere)
- Un genere letterario di riferimento (ad esempio horror gotico, oppure sci-fi spaziale)
- Una fan fiction, mi ricordo con affetto il concorso fatto usando il mondo e la lore di Lupo Solitario.
Ma la fantasia degli organizzatori potrebbe senza dubbio torvare altri escamotage interessanti. Che so, così a freddo mi viene in mente:
- Un grafo obbligatorio: i partecipanti possono scrivere la storia che gli pare ma devono rispettare un grafo fisso.
- una regola stringente, ad esempio l'uso di esattamente cinque parole chiave o codici.
Insomma per dire che l'uso del Tema non è che ce l'ha imposto il dottore, semplicemente è stato usato negli ultimi concorsi, ma non necessariamente perchè sia la soluzione migliore. Forse, anzi, perchè è la soluzione più semplice: si cerca una parola, un concetto accattivante e la fatica è finita!
Permettetemi altre due considrazioni, una inerente alla questione sollevata e l'altra più generica.
1) la proposta relativa alla sinossi mi pare non risolutiva. I Giudici potranno certamente esserne agevolati per valutare l'aderenza al tema in sede di ammissione del corto al concorso... ma suvvia, quante volte un Corto è stato escluso perchè fuori tema? La risposta è: MAI! Perchè l'aderenza al tema è un elemento altamente soggettivo, non è quantificabile o misurabile in nessun modo. Sono i lettori-votanti a modificare il proprio giudizio in base al proprio e personalissimo metro di valutazione del tema.
Inserire una sinossi esplicativa non cambierebbe di una virgola la situazione: i Corti continuerebbero ad essere ammessi tutti (fatti salvo quelli che sforano parametri quantificabili, come il numero di caratteri, ad esempio) e i lettori continuerebbero a valutare secondo i propri criteri soggettivi valutando più o meno in Tema un racconto in base ad essi.
2) Perchè la gente scrive e partecipa al concorso de I Corti?
A questa domanda credo possano rispondere chi i Corti li scrive.
So che in passato la aprtecipazione avveniva per il piacere di scrivere e per quello ancora maggiore di essere letti, di confrontarsi con un pubblico e potersi così migliorare.
Poi immagino ci sia stata una fase in cui scrivere per i Corti di LGL fosse diventato un possibile trampolino di lancio per il sogno della pubblicazione. Chissà, probabilmente è stato davvero così per qualche anno ma a oggi, mi pare di aver capito da numerosi confronti qui sul forum, il mercato a bivi sta vivendo una pesante flessione e le speranze di venire pubblicati si sono ridotte queasi a zero, soprattutto se non si è un nome già conosciuto. Quindi posso presumere (forse sbagliando, ditemelo voi) che lo scopo che spinge la gente a partecipare a I Corti stia tornando ad essere quello delle origini.
Se il mio ragionamento è corretto, vorrei invitare i prossimi giudici a sperimentare a non farsi imbalsamare da un "format" ormai fossilizzato e uguale a se stesso perchè "tanto funziona così!".
- Eh, ma se facciamo una fanfiction senza i diritti non si possono pubblicare i corti! - E chissenefrega? Tanto quante speranze avreste comunque di essere pubblicati? -
- Eh, ma se immettiamo troppe novità poi magari la gente si spaventa e non partecipa - Peggio per loro, no? I Corti vengono scritti e letti per quale socpo? Per il piacere di scriverli e leggerli, dico io. Se qualcuno si tira indietro sia da un lato che dall'altro della tastiera forse non è così appassionato del medium, avere 10 Corti invece di 25 io non riesco a vederlo come un problema. Vorrà dire che saranno dieci Corti più belli, innovativi e curati e che ci sarà più tempo per leggerseli tutti!
- Ecc ecc.
Insomma personalmente auspico che il Concorso de I Corti torni ad essere uno strumento di sperimentazione e innovazione, volano per la nostra creatività, che ci chiama di anno in anno a sperimentare sempre nuove soluzioni e non una gabbia (magari comodissima, neh?) dove ogni edizione è ugiale alla precedente.
Ovviamente questo è il pensiero di Giovanni Pettinotti e non quello degli altri organizzatori di quest'anno, prendetelo per quel che vale e ditemi la vostra.
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gpet74
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Barone del Sole
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