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Inizia il 2023: cosa accadrà nel settore librogame secondo voi?

Recensione

Misteri d'Oriente 4: I segreti di Babilonia
Edizione EL 1990
autore/i Dominique Monrocq,Doug Headline,Jacques Collin
Recensore spadadelsole

La sfortuna del Prete Gianni proprio non ha limiti: dopo il saggio Hasan che non si rivela certo all’altezza delle aspettative, dopo altri due saggi di difficile reperibilità, al suo risveglio a Babilonia scopre che Shoushan è già morto, da poche settimane! Che fare?

La buona sorte tornerà ad arriderci quando scopriremo che esiste una soluzione al nostro problema: girando per Babilonia al colmo del suo splendore, nel 600 AC e cercando i tre saggi amici di Shoushan, reperiremo le informazioni necessarie per recuperare la tavoletta lasciata dal caro estinto nella biblioteca della torre di Babele, che contiene le indicazioni per raggiungere Shangri – la.

Può sembrare una scelta sadica, ma alla fine capiremo che è una precauzione necessaria, data la terribile prova finale  da superare per leggere la tavoletta. Naturalmente i tre si troveranno in quartieri diversi della città, ovvero il quartiere dei giochi, il quartiere dei ladri e i famosi giardini pensili e scopriremo pure come uno sia cieco, uno sordo e uno muto, come a parodiare le famose tre scimmiette della cultura popolare.

A questo punto non posso non fare una considerazione generale sulla serie. Nel primo volume il nostro eroe dovrà affrontare lunghe fasi di esplorazione a causa dei tanti percorsi disponibili, ma anche difficili combattimenti, in primis quello contro Talos, per cui sarà necessario almeno un personaggio con quindici punti di abilità. Nel secondo volume la vita sarà molto più facile, mentre nel terzo saranno i duri combattimenti a farci sudare, mentre la fase avventurosa risulterà più lineare e gradevole. Ma con il quarto la situazione peggiorerà, poiché i combattimenti saranno non tanti e fattibili (con qualche eccezione), ma le difficoltà date dalle avventure e dalla difficile interazioni con i personaggi ci costeranno sicuramente molte instant death e diversii grattacapi.

Già dopo pochi paragrafi incapperemo in due differenti possibilità di morte istantanea, ma la situazione precipiterà quando visiteremo il quartiere dei giochi, dove qualsiasi passo può essere quello letale. Qui potremo affrontare l’agghiacciante gioco dei birilli, assolutamente da evitare, ma dovremomisurarci con il cartomante. Li costituirà una vera sfida alla morte con una sola carta da scegliere su undici, due utili e tre che ci porteranno alla dipartita.

In un altro momento dovremo scegliere tra tre case da esplorare e una ci porterà automaticamente alla fine, qualsiasi scelta dovesse poi avvenire al suo interno.  Altro problema sarà dato dai tanti diseredati che ci chiederanno l’elemosina e dato che alcuni ci saranno utili sarà meglio aiutarli tutti, con conseguente grande dispendio di denaro. Meglio non aggiungere altro.

Siamo alla fine dei conti di fronte a un valido libro ove più che la spada sarà il brivido dell’imprevisto a emozionarci. Anche se il finale sarà sottotono e la parte dei giardini pensili avrebbe potuto essere più approfondita non sarà un problema perché ne usciremo comunque soddisfatti. Certo, a mio avviso il volume più riuscito resta il primo per il perfetto equilibrio tra spada e relazioni con gli abitanti, ma il libro rimane ugualmente più che soddisfacente.

Longevità 6: 

Alla fine la sfida non è particolarmente impegnativa e in un paio di lettire dovremmo venrne a capo. Ci sono poi poche variazioni sul tema che non invogliano a molte esplorazioni aggiuntive

Difficoltà 6.5: 

Più che i combattimenti saranno gli incontri a metterci nei guai con una valanga di instant death a volte non troppo sensate e spesso del tutto imprevedibili.

Giocabilità 8: 

La capacità degli autori di farci sentire sempre nel vivo dell'azione traspare anche in questo quarto capitolo. La godibilità poi è aumentata dal solito ottimo stile narrativo, snello, a volte stringato, ma serrato e coinvolgente.

Chicca: 

/

Totale 7: 

Non il migliore dela serie ma resta un valido volume con frequenti tocchi di classe. Gli appassionati della collana lo apprezzeranno, chi invece non la conosce farebbe bene a iniziare dal primo capitolo.