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Inizia il 2024: come sarà questo nuovo anno a livello di diffusione editoriale dei LG?

Recensione

Tattica Game 5: Volo Segreto
Edizione Giunti Marzocco 1993
autore/i Stephen Thraves
Recensore gpet74

A scanso di equivoci tengo subito a dire che Volo Segreto di Steven Thraves edito dalla Giunti Marzocco è uno dei peggiori librogames in cui mi sia mai imbattuto. Questo giusto perché il lettore frettoloso non compia l’errore di leggere solo le prime frasi di questa recensione cadendo nell’errore di ritenere il volume degno di nota.
Infatti il primissimo approccio a Volo Segreto è più che buono. Il volume si presenta in un formato A5, grande quindi per chi è abituato alle ristrettezze tascabili della E.L., e con un’ immagine di copertina molto accattivante.
Anche il regolamento e la scheda di gioco lasciano soddisfatti ed ansiosi di esplorare il volume.
Le regole sono poche e molto semplici, occupano poco meno di due pagine, e si limitano a spiegare l’utilizzo della scheda di gioco. Questa è formata da due pagine, sulle quali segnare l’equipaggiamento di partenza, a scelta tra: Binocolo, Bussola, Carta geografica e Torcia elettrica. Una sorta di tachimetro sul quale segnare il livello di carburante nel serbatoio del piccolo velivolo, un Auster, sul quale si svolge gran parte dell’avventura, completa il tutto. Il livello del carburante è un elemento fondamentale del gioco dato che se disgraziatamente si dovesse andare “in rosso” l’avventura arriverà al suo epilogo ed il piccolo aereo sarà costretto ad atterrare.
Completa il tutto un “Dado speciale” ossia un normale dado da 6, stampato sulla scheda, nel quale ai numeri sono associati i nomi dei tre protagonisti dell’avventura: Biggies, Bertie e Ginger. L’utilizzo di questo dado speciale diverrà tristemente chiaro a breve.

La prima cosa che si nota iniziando a leggere è l’inusuale scelta dello scrittore di narrare la vicenda in terza persona.
Benché singolare, e quasi unica nel mondo dei LG, questa scelta stilistica pare motivata dal fatto che il giocatore non interpreta nessuno a bordo del piccolo Auster, esso si limita ad osservare dall’esterno gli eventi e a tirare il Dado Speciale quando richiesto.
L’idea di un LG che utilizzi lo stile proprio dei romanzi non sarebbe nemmeno tanto male se la qualità della prosa fosse meno banale e piatta o se i tre protagonisti dimostrassero di possedere almeno un minimo di personalità.
Quello che troviamo fin da subito è invece un resoconto monocromatico degli eventi condito con dialoghi scialbi e personaggi bidimensionali.
La mazzata finale arriva dopo qualche paragrafo quando ci si rende conto che al giocatore non viene data la possibilità di decidere alcunché!
Praticamente al termine di ogni paragrafo l’autore chiede di tirare il dado per determinare quale dei tre protagonisti compie una determinata azione e quindi a quale paragrafo successivo dirigersi.
Nessuna scelta, quindi, solo un continuo tiro di dado che conduce l’avventura sui sentieri della casualità e del disinteresse più totale. Tanto più che andare ad un paragrafo più che ad un altro non comporta neppure un sostanziale cambiamento nella trama ma solo brevi e inutili divagazioni accompagnate dalla probabilità di perdere l’equipaggiamento in nostro possesso.
Spesso accade che, invece del dado, Thraves ci chieda se abbiamo un determinato equipaggiamento. Se la risposta è affermativa, bene, in caso contrario si deve scegliere un paragrafo a caso tra tre disponibili, inutile dire che nessun indizio ci permette di decidere quale paragrafo sia consigliabile scegliere.
La cosa allucinante è che se sbagliamo e non scegliamo il paragrafo giusto molto probabilmente rischiamo di perdere l’unico pezzo d’equipaggiamento in nostro possesso.
Se invece ci azzecchiamo ecco che nel paragrafo di destinazione leggiamo di come i protagonisti stiano usando proprio quel oggetto che in realtà non hanno.
Sullo stesso principio può succedere di leggere che si sia rotta la bussola, ad esempio, quindi in seguito di romperla di nuovo (?) e poi magari di leggere frasi come “Biggles stava per tirare fuori la bussola quando Ginger lo interruppe dicendo …”.
MACCHECAVOLO stava a tirare fuori? Se si è rotta già due volte?
Il volume è pieno di anomalie e imprecisioni di questo genere che, assieme alla scrittura impersonale e all’impossibilità di prendere qualunque decisione, condannano il giocatore ad un sentimento di rabbia nei confronti dell’autore, quindi ad una gran frustrazione seguita immancabilmente dalla noia.
Si tira un sospiro di sollievo solo quando finalmente la benzina si esaurisce, il piccolo aereo è costretto ad atterrare e i giocatori possono richiudere il volume e metterlo sulla libreria per sempre.

Rimarrebbero da analizzare la trama e l’aspetto grafico del volume. Sulla prima preferisco tacere, non per rovinare la sorpresa, nel remoto caso che qualcuno possa ancora desiderare di leggere “Volo Segreto” dopo questa recensione, ma solo perchè le parole necessarie a descrivere la pochezza e la scontatezza della trama sarebbero eccessive rispetto al valore della stessa.
Per quanto riguarda la grafica interna del volume c’è da dire che sono stati fatti esattamente quattro disegni, di qualità non eccelsa,  che ricorrono in modo fastidiosamente casuale nell’arco della lettura.

Longevità 4:  Si tratta di un votone per questo Librogame. Lo do solo perché se uno avesse il coraggio di rileggerselo più volte potrebbe scoprire un sacco di strade che, casualmente, si intersecano tra di loro senza scopo alcuno. Da questo punto di vista è longevo!

Difficoltà 5:  Dipende da cosa si intende per Difficoltà. Se vogliamo intendere la difficoltà insita nel arrivare a leggere l’ultimo paragrafo allora dovrei dare 10 a “Volo Segreto” perché riuscire a leggerlo tutto senza bruciarlo, scagliarlo fuori dalla finestra o nasconderlo nel più buio e profondo degli armadi è davvero difficilissimo.
Se invece consideriamo un giocatore lobotomizzato che passa mezz’ora a tirare il dado e a leggere paragrafi sempre uguali e senza senso … allora la difficoltà è piuttosto bassa.
A patto di non finire il carburante, questione di fortuna anche lì, si arriva comunque e sempre al termine del libro.

Giocabilità 2:  Totalmente inesistente! Quale giocabilità può esserci nel tirare un dado e rendersi conto che nemmeno questo cambia minimamente lo svolgersi della storia. Non do un 1 o uno 0 solo perché ritengo che al peggio non ci sia limite … anche se trovare di peggio sarà arduo

Chicca:  /

Totale 3: