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Librogame scritti con l'intelligenza artificiale, cosa ne pensi?

Tutto il male possibile, sono porcherie illeggibili che fanno il male del settore - 23.6%
Quasi tutta robaccia con qualche rara eccezione - 2%
La AI è uno strumento, dipende l'uso che se ne fa. Se non entra nel processo creativo e serve solo da supporto può avere un impatto positivo - 33.1%
Per lo più ritengo venga sfruttata bene e migliori la resa finale delle opere - 2%
Mi sembrano migliori delle controparti scritte da autori umani - 33.8%
Non ho ancora un'opinione precisa al riguardo - 5.4%

Voti totali: 148
The voting for this poll has ended in data: 14 Giu 2026 - 12:35

dettaglio libro

titolo La Creatura del Male
volume 10
titolo originale Creature of Havoc
serie Dimensione Avventura
autore/i Steve Jackson
illustratore/i Alan Langford
traduttore/i Mariangela Bruna
paragrafi 460
genere Fantasy
protagonista/i Una creatura mostruosa rinchiusa in un labirinto sotterraneo
trama Una creatura si aggira negli spaventosi sotterranei di un luogo misterioso, un essere di forza incredibile e istinti bestiali. Quell'essere sei tu! A poco a poco riuscirai a controllare i tuoi istinti, a far uso della ragione e a comprendere così le vicende e la magia che ti hanno creato. Sarà proprio con questa potente magia che - alla fine di una missione difficilissima proprio perché misteriosa, irta di pericoli, prove e indovinelli irrisolvibili - ti dovrai confrontare.
note La serie Dimensione Avventura nasce come idea di Steve Jackson e Ian Livingstone, due degli autori che ne patrocinano anche la pubblicazione. L'autore di questo numero è lo stesso Jackson, tra l'altro inventore dell'altra serie facente parte della collana Librogame "Sortilegio". Lavoro caratterizzato da uno strettissimo true path, e per questo motivo considerato da molti uno dei più complessi libri-gioco mai concepiti.
Edizioni
EL1993
media voto
9.5
Per questo libro é presente 1 recensione (leggi recensione)

commenti
Gott
10
2019-07-16 13:49:57
Pura letteratura
Incredibile come un volume così sadicamente difficile, a causa di un truepath narrativo ai massimi e perfetti livelli, possa risultare comunque in un capolavoro indiscutibile: le sue poche, pochissime pecche strutturali (una data dalla necessità di ottenere un preciso risultato di dadi all'inizio e l'altra data da una frase che potrebbe fuorviare il lettore, o per distrazione dell'autore o per sua diabolica malizia) non riescono a scalfirne l'importanza, la varietà narrativa, l'evocatività dell'ambientazione e delle situazioni. Su un volume come questo ci si potrebbe scrivere una tesi di laurea, inutile dilungarsi. Una nota sul finale, anzi sui finali, dove il "finale cattivo" riesce comunque a essere appagante e a dare soddisfazione, regalando al lettore un interessante spunto di riflessione circa il senso della vita. A detta di molti, anzi, il finale cattivo, pur rappresentando il fallimento del lettore contro la sfida ludica del volume, rappresenta il massimo apice della storia.
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