Buongiorno
Questa settimana commento i corti uno per volta visto che mi stanno sovvenendo molte cose da dire.
10 - I Piombi - un sagace piano di fuga
Un altro corto che ci ricorda fin dal titolo che abbiamo a che fare con un piano
Stavolta a differenza di altre declinazioni, trattasi di piano di fuga, quindi a mio parere decisamente più in tema. Insomma una sorta di Fuga da Alcatraz storico vista l'ambientazione che apprezzo molto e che, pur permeando il titolo, poteva essere trattata anche in modo più approfondito.
Il protagonista, Casanova, non è particolarmente caratterizzato, così come gli altri due personaggi sono tratteggiati in modo abbastanza superficiale come spalla (il frate) e antagonista (Lorenzo la guardia) trovando di fatto la loro dimensione solo in funzione delle meccaniche.
E qui veniamo alla patata bollente: il regolamento di gioco è mooolto macchinoso per un gioco del genere, tanto che per quanto mi riguarda piuttosto che tirare fuori un barattolo di dadi, ho preferito "barare" e utilizzare carte e penna per segnarmi le variabili counter direttamente su un foglio, molto più pratico.
Non è il primo corto che utilizza questo sistema (System Override), quindi in qualche modo aggirando il regolamento del bando che parla di usare al massimo 2 dadi da "lanciare"; ma se sul precedente lavoro si poteva pensare di chiudere un occhio, qui arriviamo addirittura a 6 dadi, di cui solo 1 da lanciare.
Non penalizzerò il corto visto che tecnicamente non è stata violato il bando del concorso, posso proporre però che dal prossimo anno converrà aggiungere una riga in più sulla regolamentazione dell'utilizzo dei dadi-counter.
Tornando al corto in questione mi sento di consigliare quindi all'autore di adottare in futuro un regolamento più snello o si rischia di penalizzare l'esperienza di lettura.
A proposito della narrazione ho avuto l'impressione di una certa preponderanza del raccontato, con la conseguenza di rendere il protagonista un personaggio estraneo a noi lettori o comunque con cui l'immedesimazione resta ostica, soprattutto all'inizio del corto e poi nei finali dove il narratore interviene in modo molto pervasivo e preveggente annunciando che "la fuga diventerà leggenda" e che il tuo nome "risuonerà nei secoli". Si tratta di informazioni non utili ai fini della narrazione (come lettori sappiamo già che Casanova è storicamente famoso) e che, anche qui, ostacolano l'immedesimazione.